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Ritorno al passato

di Orlati Massimo

Anno: 2023
ISBN: 978-88-6932-288-4
Prezzo: 10.00 €

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L'incipit del romanzo

PROLOGO

 

 

 

“Non rovinare il tuo presente per un passato che non ha futuro.”

                                                                                          

William Shakespeare

 

 

 

 

LA CANZONE DI STEFANIA

                                                                             

Lunedì 30 luglio 2018

È davvero il luogo ideale per trascorrere le vacanze. Questo ridente borgo incastonato fra i monti e abitato da poche anime, non poteva essere migliore.

Tutto pare idilliaco quassù e mi sento ancor più felice accanto a lei che affronta con calma gli ultimi ripidi tornanti e intanto sorride infondendomi tranquillità.

Stefania è così, la mia amica fin dai tempi delle scuole superiori è una persona veramente unica. Nemmeno il successo l’ha cambiata, sempre umile e piena di bontà che elargisce a chiunque si trovi ad attraversare il suo cammino.

Ora si mette a cantare e la sto ad ascoltare mentre ammiro incantato il panorama fiabesco: distese di prati verdi, mucche al pascolo, il dolce profumo dell’erba appena tagliata, il cielo azzurro e un’aria fresca da far dimenticare  il caldo opprimente della pianura lasciata da poco.

Siamo finalmente arrivati a casa e nella piccola piazza del paese un gruppo di persone sono sedute tranquillamente all’ombra. Qui la conoscono tutti e quando scende dall’auto una piccola folla le si fa subito intorno, tutti la vogliono toccare, tutti vogliono vedere la famosa cantante.

Si toglie gli occhiali da sole per mostrarsi più semplice: ancora una volta vedo coi miei occhi cosa  significhino bontà e umiltà.

Pare impossibile che arrossisca ancora, come ai tempi della scuola. Resto un po’ in disparte, non sono io la celebrità e ho la strana sensazione di non meritarmi una simile creatura al mio fianco.

Sarebbe capace d’invitare a pranzo l’intero paese, come quella volta in cui pagò il conto a una trentina di persone nella trattoria a pochi passi da qui. Fu una giornata memorabile, “la sua giornata”, perché si trattava del suo compleanno.

Rivedo tutto chiaramente, come se io e lei fossimo ancora così giovani. Quel giorno compiva vent’anni, un’età indimenticabile, per la quale non basterebbe semplicemente brindare, ma poter fermare il tempo e con esso la giovinezza con i suoi regali immensi.

Era trascorso un anno esatto dalla fine degli esami di Maturità, la nostra, e visto che ero seduto accanto a lei, i presenti iniziarono a porsi delle domande su noi due. 

Vedendo i nostri sorrisi e gli sguardi complici, non pensavano che a una sola logica conclusione: il fidanzamento e poi il matrimonio.

Stefania arrossiva e io ero pronto a smentire tutti i pettegolezzi, ripetendo che eravamo soltanto amici e niente più.

Si mise a cantare alla fine del pranzo, non se l’aspettava nessuno e in quel momento fu come se si fossero accese mille luci su di lei.

Anche quella volta non mancava la fisarmonica, chissà perché, c’è sempre qualcuno che la suona al termine del pranzo, e quando Stefania iniziò a tirar fuori la sua voce melodiosa, capii subito che sarebbe diventata una stella nel firmamento musicale.

Cantò in modo meraviglioso una lunga serie di brani, la gente applaudiva spellandosi le mani estasiata e lei arrossiva, quindi mi cercava con lo sguardo e io a un certo punto non riuscii a trattenere la commozione, come tutti i presenti, per quell’attimo di Paradiso che ci stava regalando.

Tutto questo durò quasi un’ora e lei, al termine di quel concerto improvvisato, baciò e abbracciò tutti uno ad uno ma per me riservò l’abbraccio più grande.

Mi accorsi della sua gioia immensa quando vidi le lacrime rigarle le gote. Aveva vent’anni, era già una stella e io per la prima volta potevo dire di stare accanto a un angelo.

Quella sera, mentre tornavamo a casa, mi confessò che quella era stata la giornata più bella della sua vita e che tutto quell’affetto da parte della gente non se lo meritava.

Nella sua bontà infinita c’era già qualcosa di unico che la distingueva da chiunque altro, solamente che Stefania non è una persona qualunque, lei è amore, bontà, gentilezza e pazienza messe insieme.

Mi sta chiamando, mi vuole accanto a lei.

“Vi presento Francesco, il mio amico meteorologo!”

Sono imbarazzato ma non arrossisco per niente. Altre strette di mano, penso che Stefania abbia già raccontato tutto di me, perché ormai quassù sanno benissimo che un tempo sono stato il suo fidanzato.

Ogni volta che glielo rammento, lei cambia espressione e dal suo viso traspare una sorta di malinconia che finisce per contagiare anche me.

Il giorno in cui decidemmo di rompere consensualmente il nostro fidanzamento, dopo due anni di una passione che alla fine non si era rivelata conforme ai nostri ideali d’amore, non ci lasciammo, come tutte le coppie, a causa di un litigio o per incompatibilità di carattere, ma perché avevamo capito che ci si può amare anche senza il classico anello al dito.

A vent’anni eravamo tutti e due ancora vergini e capimmo che lo saremo stati per tutta la vita. C’eravamo levati un gran peso e da quel momento iniziò il nostro periodo più bello.