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RETICOLATI

di De Beni Laura

Anno: 2014
ISBN: 978-88-97902-85-0
Prezzo: 7.00 €

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Laura De Beni è nata a Verona, il 14 dicembre 1973. Da alcuni anni vive a Ovaro, in Carnia, area montana del Friuli Venezia Giulia.
Ha frequentato corsi di espressione corporea, teatrale e di lettura espressiva per bambini.
Partecipa al progetto "Nati per Leggere", presso la biblioteca di Tolmezzo.

A tutt'oggi è membro dell'Associazione Culturale "Gruppo di Lettura Il Ponte" di Ovaro.
Con il Gruppo ha preso parte a numerosi spettacoli, promuovendo sul territorio opere di artisti impegnati in diversi generi: scrittori, poeti, musicisti e pittori.
Nel dicembre 2013, la sua poesia "Come l'acqua" è stata inserita nella raccolta "EMOZIONI… la collana del pensiero poetico" Volume 2, pubblicata da Edizioni Si.
Nel marzo 2014 con la silloge "Reticolati" si è aggiudicata il Primo premio alla Selezione Editoriale, sezione poesia, indetto dall'Associazione Culturale Carta e Penna di Torino.
Nell'aprile 2014 riceve la menzione d'onore al Premio internazionale Poesia Edelweiss con la lirica "Cic ciac shhhhhhhhh…" .
Dalla prefazione di Fulvio Castellani: Se il poeta, come ha scritto John Ruskin, "compone una poesia mettendo insieme in bell'ordine pensieri e parole", leggendo la silloge di Laura De Beni si ha netta la sensazione di trovarci a tu per tu con un poeta dalla forte espressività e di una altrettanto felice predisposizione per l'attenta lettura dei propri sentimenti, della realtà che lo circonda, dei sogni che sovente si vestono con gli abiti della delusione.
Ecco così che anche i "reticolati", a volte, riescono a frenare l'entusiasmo derivante da un paesaggio fascinoso, da un incontro che sembrava racchiudere arcobaleni vivaci, da una mano che si allunga per stringere una mano amica...
Laura De Beni si caratterizza per un linguaggio decisamente personalizzato che riesce a movimentare e a sedurre, con parole anche allusive, le vicende intime e la trappola della lusinga. Ha uno spettro decisamente allargato, sia per quanto attiene l'utilizzo azzeccato delle parole poetiche, sia che racchiuda i fardelli che la cenere lascia "quando l'amore / assomiglia solamente / all'ombra piegata di se stesso."
È un gioco, quindi, che si allunga e si accorcia, e che lascia tracce comunque di luce, di canti sommessi, di sospiri che fuoriescono dall'eco dell'attesa; un'attesa che punta a superare ogni ostacolo e ogni reticolato magari dicendo: "Chiedo scusa / ai miei occhi, alla mia bocca / per lacrime e smorfie / che non ho saputo trattenere e bere."
Ci sono scene oniriche di calda incorruttibilità a disegnare quadretti assai simili a faville e a scintille, e in grado di abbracciare il caldo profumo dell'amore, quel "miele d'inchiostro chiuso sotto vuoto" che risveglia verità come allorquando Laura De Beni dice: "Ma i miei giuramenti son verità / cucite a punto croce / sul petto."
Di certo il suo concerto fotografico ha non poche sfumature con il marchio dell'originalità, ovvero il calco di una forte personalità che non si nasconde dietro l'angolo per dire a mezza voce ciò che forse in pochi vorrebbero ascoltare, ma lo dice a voce piena e nel segno di una poesia sincera, di un vento che le parla, di un gioco di mani e di suoni che è un intreccio infinito di luminescenze introspettive, di passaggi che vanno al di là dell'arida e avida quotidianità. Basterebbero questi versi: "Ama chi la voce la trae dal petto, / perché abbraccia il sentimento che gli vibra / nel sottile dentro. / Ama e sentiti libero", per poter affermare che la poesia di Laura De Beni è autentica. Ma ci piace anche aggiungere che, dopo aver gustato la silloge Reticolati, si sente il desiderio di rileggere le varie poesie per cercare ulteriori significati. E non ci sembra cosa di poco conto.