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Mignosi Picone Maria Elena: è di Palermo; docente di Lettere, è poetessa e saggista. Ha scritto sette libri di poesie: Frammenti di vita, Finestre del cuore, Il raggio della speranza, Allo scoccar della scintilla, S’io fossi vento, S’io fossi fuoco, S’io fossi luce; quattro saggi, due di carattere spirituale: Luce e calore. In Dio verità, bontà e bellezza; Concerto. San Josemaria Escrivà, artista della vita; due saggi di critica letteraria: Così è...anche se non pare. Il paradosso in Pietro Mignosi lettarato; Quercia. La magnanimità nell’opera e nella figura di Tommaso Romano. Collabora con le Riviste: megliounlibro, Alcyone, Il Salotto degli autori, Il Convivio. Fa parte della giuria per l’assegnazione del Premio Letterario Internazionale “Pietro Mignosi” e del Premio Letterario indetto dall’Accademia Internazionale Il Convivio. E’ membro del Centro Lunigianese di Studi Danteschi, e dell’Associazione socio culturale Ottagono Letterario. Si trova tra gli autori dell’Atlante Letterario Italiano. E’ stata insignita di innumerevoli e prestigiosi premi tra i quali Il Primo Premio Letterario Internazionale per la Saggistica “Opere d’autore 2012. Artisti col cuore”. Città di Sanremo; Il Premio Internazionale di Letteratura per la Pace Universale “Frate Ilaro del Corvo” ad Ameglia (La Spezia)e vari altri per i quali, e per altre notizie, si rimanda al sito Maria Elena Mignosi



Per i lettori di Carta e Penna ha scelto:

IL SOGNO E LA REALTà

Quando la luna si veste d’argento
e gli astri brillano nel firmamento,
vien dolce il desìo di stare a sognare
di mondi incantati, di fate morgane.
E mentre il pensiero vola sul vento
l’uomo ignaro di qual sorte l’attenda
sogna una realtà migliore di questa.
Non è tanto semplice trovare la strada
che il più delle volte non è così chiara.
E si va lontani per capire la via
tra il proprio desiderio e la volontà divina.
 

Il cuore zampilla di gioia

 
Quando gli amici 
si ergono a difesa
contro gli assalti
di chi è maldestro,
e senti l’audacia,
il coraggio, la schiettezza, 
la benevolenza e l’affetto,
allora il tuo cuore
comincia a pulsare
di gratitudine e riconoscenza.
E’ questo il calore
che sconfigge il freddo
del disdegno e dell’indifferenza.
E’ una gioia speciale
che dentro di te zampilla,
ti apre al sorriso
e al mondo ti riconcilia.
 

Il bimbo sorriso

 
All’Ashur a mare
viene un bimbo speciale.
Ma che ha di speciale
questo bimbo del mare?
Il sorriso.
Ma voi potreste dire:
“Eh sì, tanti bimbi
aperti e socievoli
fanno così:
sorridono alla gente”.
Ma questo per lui
non è niente!
Cosa ha allora di particolare
questo bimbo speciale?
Ora ve lo spiego subito.
Gli arriva addosso
un’onda del mare?
Cosa fa? Un sorriso.
Gli arriva in bocca 
l’acqua salata?
Anche qui, un sorriso.
O caro bambino,
tu non immagini neanche
quale lezione ci dai; 
tu, come il bambino divino,
ci insegni la vita.
E pur con i capelli bianchi
c’è sempre da apprendere
dagli infanti.
Tu ci insegni
non solo 
che la vita 
la si affronta meglio
con il sorriso
ma anche ci insegni
una cosa difficilissima
a qualsiasi età: 
il sorriso nella contrarietà.
 

Il demonio e l’angelo

“Tu uccidi un uomo morto”,
“Tu salvi un uomo morto”.
IL primo, assassino e vile,
l’altro coraggioso e divino:  
“Gesù non spezzò la canna incrinata
né spense il lucignolo fumigante”.
Il demonio e l’angelo.
Cos’è la scienza, cos’è la legge,
di fronte a un atto di fede?
Diaboliche parole, sillabe rosse
intrise di sangue,
vaneggiamenti tragici
deliri di potenza.
Vergogna della scienza.
La civiltà è finita
quando c’è il vilipendio dell’amore,
il vilipendio della vita.
 

Vento

Brezza leggera
che ristori d’estate 
alla marina.
Scirocco torrido
che infuri dall’Africa
nella nostra Sicilia
e inesorabile
non lasci respiro.
Vento d’inverno
sibilante e gelido
che penetri 
fin nelle ossa
a dispetto
di qualunque mossa.
Vento pauroso
che sollevi tutto
in vortici di polvere
ostile e fastidioso.
Fresco venticello
di aria pulita
che sembri sussurrare:
“Com’è bella la vita!”
Di questa infatti
sembri l’immagine
ricorrente e varia
fatta di bene e di male.
Dai tanti volti
ombroso ed amabile
ma di una cosa soltanto
ti raccomando:
“Troppo non ti agitare!”
 
 
 

Borgata marinara

Basse casette
assembrate insieme 
baciate dal sole 
carezzate dal mare;
barche da pesca
fiancheggianti il molo
pronte per partire 
la sera con le lampare.
La chiesetta col campanile
dove convergono
per la messa gli abitanti
di fronte all’arenile.
Gente semplice e rude
pescatori e massaie
che lavorano e faticano 
per un pezzo di pane.
Questa è la borgata marinara.
Il mare la bagna 
calmo o tempestoso
il sole la illumina 
e la fa brillare di luce.
Dopo il tramonto 
si accendono i lampioni.
La notte è ammantata di blu
e sembra proprio un presepe
dei tempi di Gesù.
 
 
 

Donna

Donna! In questa parola
c’è racchiusa una perla
che a te molto si addice: 
l’essere signora. Infatti
dal latino “domina”.
Ma la tua signoria non è
come quella maschile;
se in lui è la robustezza,
in te è la tenerezza.
Qui è la tua vittoria.
Sì, questo significa 
essere signora.
Ma la tenerezza non è 
qualcosa che si sfracella
ma qualcosa di duraturo:
un pugno di ferro
in un guanto di velluto.
Donna, tu sei la roccia,
il fulcro attorno a cui
ruota la famiglia e la società,
tu sei il faro per l’umanità.
Ma come Gesù che fu amore
e morì crocifisso, talora
anche questa è la tua sorte:
dall’amato la morte.
Ma che dalle tue ceneri
l’amore risorga!
E non dimentichiamo mai
che la vita viene da donna. 
 
 

Risveglio

Buia era la notte 
e senza stelle
quando guizzò una luce. 
Era il risveglio.
Dai rami spogli
spuntaron le gemme
pure le foglie
i boccioli e i fiori.
Come nella natura
c’è il risveglio
a tempo opportuno
così nell’uomo
non può esserci
soltanto buio.
E’ la stessa natura
con le sue gemme
I boccioli e i fiori
che sprona l’uomo
a superare i dolori.
“Svegliati” sembra dirgli
“non vedi le margherite
le ginestre e le mimose
i glicini e le rose?”
La rosa nel giardino 
ormai è fiorita
e sembra sussurrargli: 
“Suvvìa, ama la vita!”
Perciò allora
nel deserto del cuore
spirò un venticello
e si schiuse il sorriso
che rischiarò il viso.

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