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Foto profilo

Mingoia Rosa: nasce a Palermo il 4 gennaio 1961. Diplomata al liceo classico,intraprende gli studi universitari conseguendo la laurea in Giurisprudenza e una specializzazione biennale in “Diritto delle Regioni e degli Enti locali”.
Lavora dal 1990 presso l’Università degli Studi di Palermo come funzionario amministrativo. 
Sin da piccola ha una predisposizione particolare per la pittura. Dipinge con diverse tecniche (pittura su vetro, carboncino e olio su tela) riscuotendo apprezzamenti da critici d’arte che la citano in alcune riviste (Effetto Arte diretto da Paolo Levi). Viene selezionata nel 2013 nella prima biennale internazionale d’arte di Palermo. Ha esposto in diversi luoghi (Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea “Giuseppe Sciortino” di Monreale nel gennaio 2013, nella Galleria d’arte di Villa Niscemi a Palermo nell’ottobre del 2013, in Chiese e associazioni culturali ecc).
Nel 2013pubblica per Edizioni People &humanitiesun libro sulla vita di santa Rosalia, dal titolo “Rosalia De’ Sinibaldi – eremita per amore” scritto in collaborazione con il marito.
Nel 2014 pubblica un romanzo d’amore dal titolo “Si può sempre ricominciare”. 
Qualche anno dopo predispone la sceneggiatura teatrale del romanzo pubblicato nel 2013 “Rosalia de’ Sinibaldi” e si classifica seconda per la sezione Teatro nella "XVIII edizione del Premio internazionale Il Convivio 2018, Poesia, prosa ed arti figurative e XIII edizione del premio Teatrale Angelo Musco".
Amante della recitazione, nel 2017 e nel 2018 partecipa a corsi per “operatore teatrale” e per “attore” con saggio finale.
Nel 2018 consegue l’attestato di merito per il triennio di studi teologici. Scrive articoli e rilascia interviste presso Radio Spazio Noi dell’Arcidiocesi di Palermo.
Nel 2019 partecipa al concorso Premio per opere saggistiche inedite “Giuseppe Antonio Borgese” de “Il Convivio” e riceve la segnalazione di merito per l’opera “Crescere nella misericordia di Dio” con dignità di pubblicazione.
Partecipa attivamente alle attività pastorali della Parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” di Palermo, in particolare come componente della Milizia dell’Immacolata ed esercita, con mandato del Vescovo, il ministero di ministro straordinario dell'Eucarestia. 




Con Carta e Penna ha pubblicato:

IL QUIETO RIPOSARE DELL'ANIMA

Copertina libro
Dalla prefazione di Maria Elena Mignosi Picone:
Rosa Mingoia ci offre la sua silloge di poesie dal titolo “Il quieto riposare dell’anima” che racchiude poesie che ella ha composto nel corso dei suoi anni, da quelli giovanili a quelli della maturità. È sempre giovane come lo è una persona che si accinge a compiere i sessant'anni, ed è proprio per questa ricorrenza che ha voluto farsi questo regalo: la pubblicazione di tutte le poesie scritte precedentemente e sino ad ora. Rosa Mingoia, persona sensibile e delicata, ridente e radiosa, di quella bellezza pura, autentica e genuina, che non è solo bellezza del fisico ma anche riflesso dello spirito, spirito, come il suo, rivolto alla terra e da questa al cielo, una persona che guarda all'orizzonte, che sente entro di sé i palpiti del divino.
È una donna ricca di fede, e di fede viva, vissuta nella preghiera e nella operosità, e anche nell'arte, nella poesia. È qui, in questo libro, che si avverte un crescendo, un anelito, pur nelle circostanze e nelle incombenze, della vita giornaliera (è sposa, madre, ha un lavoro di responsabilità nell'Università di Palermo, è poetessa e anche pittrice), si avverte un crescendo, dicevamo, della presenza della vita divina in lei, e che, illuminata dallo Spirito Santo, si avvia gradualmente ad una progressiva maturazione. È la ricerca dell'Assoluto, pur nella contingenza della vita, la ricerca di ciò che non passa su tutto ciò che passa, è la ricerca della vita eterna, già pregustata quaggiù. E Rosa Mingoia la conosce bene e la fa assaporare nelle sue poesie nelle quali ciascuno, animato da anelito del Trascendente, può riconoscersi. È una poesia dunque, imbevuta dell'acqua dello Spirito Santo, una poesia intrisa di spiritualità, intrisa di fede.
Nelle sue poesie troviamo anche la compassione verso l’umanità dolente. Molto vivo in lei è il sentimento, in questa opera, della misericordia. L’attenzione agli ultimi, agli infelici, agli oppressi. Ecco allora l’amore tradito, l’amore mancato, ecco l’amore dato male; non manca la sofferenza per la malvagità umana, con gli effetti della guerra, la violenza, le usurpazioni, e con riferimenti a fatti storici come la Shoah, o il fenomeno dell’Isis con il terrorismo. Alla compassione si accompagna anche una grande delicatezza con cui la poetessa esprime le sue considerazioni verso le vittime, la tenerezza, e invita i malvagi alla conversione. Ed esorta sempre al bene. Alla comprensione, al perdono.
Risaltano i valori cristiani; tutta l’opera è a questi improntata.
Rosa Mingoia, oltre ad essere una praticante, è anche attiva nella Chiesa in cui svolge il servizio di ministro straordinario della Eucarestia e di laica consacrata all’Immacolata, partecipa ai ritiri spirituali e a corsi di formazione cristiana. Tutto questo si avverte nelle sue poesie che ricalcano fedelmente gli insegnamenti della Chiesa.
Tenerissime sono poi le poesie che riguardano gli affetti familiari: le poesie al padre, alla madre, alla sorella, passata recentemente ad altra vita. Ma anche molto tenere quelle alle amiche, alle compagne di scuola, alcune delle quali ora non ci sono più. Per non parlare di quelle rivolte ai suoi amori più grandi, il marito e il figlio. Qui l’amore coniugale e materno è sviscerato in tutti i suoi particolari, in tutti i suoi aspetti, sin nelle minime emozioni degli innamorati; è sviscerato in tutte le sue ripercussioni sullo spirito.
È un libro delizioso, potremmo dire completo sotto l’aspetto letterario, umano, morale, spirituale. Un libro ricco sia di materia, il numero delle poesie è considerevole, sia di spirito.
Profondità di sentire, delicatezza d’animo, sensibilità spiccatissima fanno di Rosa Mingoia, scrittrice fine anche sotto l’aspetto formale poiché il suo stile è terso, limpido, cristallino, forbito e squisitamente elegante, fanno di lei, dicevamo, una letterata di ottima forgia, una letterata di elevata statura.
 


Per i lettori di Carta e Penna ha scelto:

IN CAMMINO CON MARIA

L'autrice, inoltre, cura la pubblicazione della rivista In cammino con Maria;
A questo link il numero 1 in formato pdf;
qui il secondo numero, sempre in pdf;
terzo numero;
quarto numero;
quinto numero.

RECENSIONE AL TESTO TEATRALE

Ancora una volta Rosa Mingoia, con la trasposizione teatrale del suo romanzo, “Rosalia De’ Sinibaldi”, rivela le poliedriche qualità artistiche che la caratterizzano. Infatti, oltreché essere nota scrittrice, poetessa e pittrice, adesso rivela le sue ottime qualità drammaturgiche, mettendo in scena il suo omonimo romanzo che tratta, come il titolo stesso comunica, la storia di Santa Rosalia, patrona di Palermo, per aver liberato i suoi cittadini dalla pestilenza.
L’opera è un inno alla libertà, una denuncia delle convenzioni sociali che talvolta, proprio presso la nobiltà, erano inoppugnabili ed inderogabili, pena la reputazione della famiglia, l’offuscarsi della sua fama, ma a Rosalia poco interessa tutto ciò, perché lei è innamorata di qualcun altro, di qualcuno che trascende i limiti delle convenzioni sociali, di qualcuno che è al di là dei limiti umani: lei è innamorata di DIO, che trascende il tempo e la storia e non condivide i compromessi a cui spesso si adegua il genere umano. 
Rosa Mingoia, con abilità, sa rendere il travaglio psicologico della ragazza che con tenacia resiste sino ad allontanarsi dalla famiglia e ad andarsene da sola sul monte Pellegrino, in un grotta dove, pur subendo varie tentazioni demoniache, può esplicare appieno il suo Amore, prima da viva verso Dio, attraverso un continuo dialogo con Lui e gli Angeli e poi da morta per la sua città, liberandola dalla peste. 
Un dramma sostanzialmente a lieto fine, caratterizzato da battute pregnanti, tutte confluenti appieno a rendere vivi sia i parametri mentali della nobiltà del tempo, quanto il travaglio interiore di Rosalia che, nell’ assolutezza del suo amore verso Dio, riesce a sconfiggere sia le imposizioni familiari, sia le tentazioni demoniache. 
Le didascalie ampie e dettagliate aiutano il lettore e il regista a costruirsi l’immagine mentale dei luoghi e alla conoscenza del contesto sociale che lo caratterizza.
Una rappresentazione scenica fedele anche nei costumi, sicuramente potrebbe avvalorare il valore storico, religioso ed artistico del dramma.  
Prof.ssa Francesca Luzzio


Primo atto del dramma ROSALIA DE' SINIBALDI (dramma in tre atti) pubblicato con IL CONVIVIO EDITORE;
cliccando qui potete scaricare il file pdf per leggere l'opera off-line  

SI PUĂ’ SEMPRE RICOMINCIARE

Prefazione
 
Andrea è un modesto operaio che si innamora di Marianna, ricca studentessa universitaria. Il loro è un amore contrastato perché i genitori della ragazza desiderano per la figlia un matrimonio con qualche ricco rampollo della cittadina dove risiedono. Ma Marianna è determinata, per seguire l’uomo che ama, rinuncia a tutto, ricchezza, studi, l’affetto dei genitori. Questo scatena in Andrea una ossessione: conquistare una posizione sociale e guadagnare parecchio denaro per restituire alla moglie quello che ha perduto. Tale obiettivo lo spinge a lavorare senza sosta, a trascurare le persone che più ama. Non si rende conto che la vera felicità non consiste nel possedere. Divenuto imprenditore di successo, sarà proprio l’utilizzo smodato della ricchezza ad incrinare il legame d’amore con Marianna, a condurre sulla cattiva strada la moglie e il figlio, viziati ma carenti del suo affetto. Purtroppo la vita è imprevedibile e riserva sempre delle sorprese. Per una serie di sfortunate circostanze, la ruota gira nuovamente all’inverso ed Andrea si ritrova all’improvviso pieno di debiti e in fallimento.
Sarà la sua misteriosa morte a scuotere le coscienze, ad indurre Marianna e il figlio Luca, ridotti in povertà, a ritrovare i valori della vita, a riacquistare la loro dignità di essere umani perché, quando si vuole, si può cambiare, se si vuole… si può sempre ricominciare. 
Non è solo un semplice romanzo d’amore, è qualcosa di più. É uno scavare a fondo nei sentimenti dei protagonisti di una storia nata nel dopoguerra e raccontata sin quasi ai nostri giorni. Una storia di relazioni tra coniugi ma anche di rapporti difficili con figli adolescenti, calata in un contesto sociale in continua evoluzione che può influenzare anche negativamente le persone. É uno scontrarsi con una società consumistica ed arrivista in cui bisogna talvolta scendere a compromessi per poter emergere, per essere accettati dagli altri. É un intrecciarsi di eventi d’amore e di grande sofferenza, di altruismo e di corruzione.
É un romanzo che scuote le coscienze, facendo emergere la sensibilità del lettore, inducendolo a riflettere sui valori dell’esistenza, regalando nel contempo un messaggio positivo, di voglia di cambiamento e di speranza.

Cliccando su questo link potete scaricare il XIII capitolo del romanzo

VORREI ESSERE LIBERA

Vorrei essere libera,
realmente libera dai condizionamenti 
di una società arrivista
che impone regole di convivenza
basate sul compromesso 
e non sul rispetto della dignità di ogni uomo. 
 
Vorrei essere libera dai pregiudizi della gente
che cataloga ogni essere umano,
lo etichetta quasi fosse merce di scambio,
lo emargina come uno straccio vecchio 
o lo esalta al pari di un Dio.
 
Vorrei essere libera dalle mie paure
su un domani incerto,
per le malattie che mi colpiranno,
per le sconfitte che questa vita riserva 
senza alcuna pietà.
 
Vorrei essere libera dalle prevaricazioni,
di chi insegue falsi idoli,
di chi si impone senza autorevolezza,
di chi non ha nemmeno una coscienza.
 
Vorrei essere libera dalle tentazioni,
dalle lusinghe del maligno
che raggira e ammalia con le sue movenze
mostrando bello e attraente
ciò che è orribile e perverso.
 
Vorrei librarmi nello spazio infinito
come le rondini che solcano l’azzurro del cielo,
come gli augelli di bosco 
che cantano tra arbusti verdeggianti,
nutrendosi di bacche e di mirtilli.
 
Invece mi ritrovo inchiodata su questa misera terra,
dove regna vanità e superbia,
dove è debole chi insegue la giustizia,
chi si sforza di agire con misericordia. 
 
Vorrei possedere la determinatezza dei Santi,
il coraggio di rinunciare alle cose futili
e alzare gli occhi oltre la sommità dei monti
con le braccia spalancate
come l’umile fraticello d’Assisi
e ripetere con incontenibile fede nel petto:
"Sono libera, mio Dio,
perché ho Te nel mio cuore
e il tuo amore mi basta".
 
 

E MI INTERROGO

Se volgo lo sguardo all’intero cosmo,
alle molteplici varietà delle tue creature,
allo scorrer sempre uguale delle stagioni,
al susseguirsi delle genti nel corso dei secoli
animate dal tuo alito di vita che muove ogni cosa,
mi chiedo chi son io che m’incanto e mi perdo
dinnanzi all’immensità dell’universo.
 
Sconvolta mi interrogo su questa mia persona
che pensa, gioisce e si addolora,
che brama talvolta l’impossibile
e disperatamente cerca ciò che non sempre trova
e afflitta, sospira e si abbandona all’incomprensibile,
ad una realtà difficile da metabolizzare se vacilla la fede.
 
Eppure so quanto mi ami, Signore del cielo e della terra,
più di quanto io possa amare me stessa
e giustifichi le mie debolezze
che non riesco sovente ad accettare
perché vorrei essere paziente e buona come Te.
 
Ma Tu guardi al cuore di ogni uomo e di ogni donna
e se scorgi anche un barlume di bene,
l’umiltà nel riconoscersi indegni peccatori,
il travaglio spirituale che conduce alla purificazione,
non ti assurgi a giudice,
non condanni le tue piccole creature
ma mosso a compassione, le prendi per mano
perché nessuno si perda lungo il cammino.
 
Sì, mio buon Gesù, resta al mio fianco,
affinché avverta la Tua presenza nel momento della prova.
In Te confido, in Te spero,
in Te rinasco e glorifico l’eterno Padre.
 


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