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Foto profilo

Di Donato Giovanni: nasce a Taranto il 10 Giugno 1985. Si diploma come Perito Tecnico Commerciale, vive a Roma. Le sue passioni sono la scrittura e la fotografia.
Nel 2013 ha partecipato con uno pseudonimo al Concorso Fotografico “Amici di Firenze” ed ha vinto il Primo Posto per la foto del mese di Giugno.
E' del segno dei gemelli, vivace, curioso, e portato a sperimentare le novità che la vita gli presenta.
Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie "Le Notti d' Estate", con la Casa Editrice Carta e Penna, nell'ottobre del 2013. Ha pubblicato sempre nel mese di ottobre con la Casa Editrice Pagine una Antologia e-book della nuova collana "Viaggi di Versi".
A maggio 2014 ha pubblicato la silloge poetica intitolata La via della speranza (Carta e Penna Editore).
Online su Youtube ed all'interno della sezione “Poeti in Video” del sito www.poetipoesia.com è presente con la poesia "Scrivere".



Con Carta e Penna ha pubblicato:

LE NOTTI D'ESTATE

Copertina libro

GIOVANNI DI DONATO nasce a Taranto il 10 Giugno 1985. Si diploma come Perito Tecnico Commerciale, vive a Taranto. Le sue passioni sono la scrittura e la fotografia.
Nel 2013 ha partecipato con uno pseudonimo al Concorso Fotografico "Amici di Firenze" ed ha vinto il Primo Posto per la foto del mese di Giugno.
E' del segno dei gemelli, vivace, curioso, e portato a sperimentare le novità che la vita gli presenta.
Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie "Le Notti d' Estate", con la Casa Editrice Carta e Penna, nell'ottobre del 2013. Ha pubblicato sempre nel mese di Ottobre con la Casa Editrice Pagine una Antologia e-book della nuova collana "Viaggi di Versi".
Online su Youtube ed all'interno della sezione "Poeti in Video" del sito www.poetipoesia.com è presente con la poesia "Scrivere".

LA VIA DELLA SPERANZA

Copertina libro

Dalla prefazione di Fulvio Castellani:
Dopo “Le notti d’estate” ecco questa nuova silloge che vuole essere, in un certo qual modo, il prosieguo di un discorso di speranza, ossia il filo rosso che lega ombelicalmente l’uomo a Dio e la propria realtà esistenziale alla parola divina. Giovanni Di Donato segue un tragitto scritturale ad ampio raggio, in quanto il suo dire si impreziosisce di elementi insostituibili per guardare lontano, per curare il proprio io e avvicinarsi al vero significato della Croce. Ogni composizione poetica è un grido di fede, quasi una preghiera, una invocazione, un passeggiare con convinzione al di sopra della quotidianità proprio per superare, se possibile, eventuali dubbi, incertezze, egoismi, momenti di scoramento e di buio.
Si rivolge a Gesù con parole di gioia: e lo stesso fa rivolgendosi alla “Regina della volta celeste”, alla sua “infinita ed eterna luce”, a Dio che “nulla vendica e tutto perdona”, a Madre Teresa di Calcutta “mendicante dell’amore di Cristo”, agli angeli “che hanno la possibilità di contemplare / il volto del Mistero”…
Ogni pagina respira amore, ogni accelerazione finisce per inginocchiarsi davanti alla Luce che non ha eguali, ogni immagine vive nel desiderio di essere, almeno in parte, “come l’acqua trasparente e semplice”… La cifra poetica è senz’altro discorsiva e si avvale di un lessico raccolto, puntuale. Non ci sono momentanei rallentamenti di espressività, cosicché le poesie navigano su una tavolozza dai colori intersecanti, mai fini a se stessi, mai artefatti. C’è da dire, poi, che Giovanni Di Donato usa versi decisamente lunghi e sciolti; una scelta, questa, che nel caso specifico si rivela indovinata proprio perché il contenuto delle singole poesie è una sintesi allargata di quell’amore per l’Amore Divino che urla a voce piena parole come “vorrei essere una farfalla per volare lontano dall’odio” e “ vorrei essere povero per apprezzare tutto ciò che mi circonda.” Ed è proprio questa mancanza di saper apprezzare, sempre e comunque, quanto ci circonda che rende insoddisfatti gli esseri umani anche perché si sono tuffati in un egoismo sfrenato, in un apparire senza confini, in una ricerca incontrollata del potere e del successo a ogni costo.
La silloge si conclude con un capitolo in prosa incentrato su “La Chiesa e i giovani” che dà un ulteriore tocco alla capacità di Giovanni Di Donato di dialogare a viso aperto con quanti cercano una via diversa, una via che conduca alla speranza, a Dio.



Per i lettori di Carta e Penna ha scelto:

JESUS CHRIST

Viva memoria e gloria al nome
di colui che grande fu in terra.
Le nazioni e i secoli
i continenti e i millenni
al cospetto del suo nome s'inginocchiarono
per rendergli grazia.
Le donne e gli uomini,
tutti lo amarono,
poiché tutto fu in terra e in cielo
vero Dio vero Uomo
e distinzione tra spada e croce non vi fu più.
Esule fu in terra il laudato Signor
che mai né peccato, né odio
nel suo cuor umano conobbe.
La via, la verità, la vita
egli fu in questo mondo.
E grazia e virtù lo guidarono
verso quel Padre che noi tutti
amammo come fonte di unico bene e luce di questa terra.
 
Un discepolo di nome Giovanni, il terzo,
lo amò come nessun altro.
Un discepolo di nome Pietro lo rinnegò
per paura della morte, per ben tre volte.
Un discepolo di nome Giuda lo tradì per trenta vili denari.
 
Su un monte manifesto la sua potenza.
Su un monte insegno all'uomo ad amare.
Su un monte dono la propria vita per la salvezza dei molti.
 
Il pane dell'eterna salvezza spezzò con i suoi discepoli.
Il pane della divina provvidenza moltiplicò
per sfamare le genti.
Il pane della vita egli fu in questo mondo.
 
Lui, unico padrone e artefice della storia di noi uomini.
Lui, unico bene di questo mondo umano.
Lui, unica speranza per noi tutti.

MARIA

O eterna Regina della volta celeste
noi figli di quel eterno peccato che brucia nei nostri cuori
ti chiediamo umilmente perdono di tutte le nostre vili azioni.
Illumina il nostro cammino sul sentiero del peccato
annunzia a noi tutti nell'ora ultima la gioia di essere stati figli di questo mondo.
Nella tua infinita grazia e misericordia
ricordati di noi quando saremo polvere
in quell'universo fatto di stelle.
Placa la nostra sete di vendetta verso i nostri nemici.
Consola i nostri cuori che vivono nella solitudine.
Ama le nostre debolezze umane.
Sazia con la tua infinita ed eterna luce
di grandezza divina le nostre anime.
Piangi e prendi parte come al tuo figlio
nonché nostro Salvatore
alla nostra crocifissione terrena.
Madre ama noi tutti.

VOI

Figli
del domani.
 
Non calpestate le antiche rovine
ove è riposta
la conoscenza e la sapienza umana.
 
Cantate e decantate
l’amor cortese dei cavalieri.
 
Non distruggete con la vostra apatia
la memoria e la gloria
di color che grande
fecero la storia di noi uomini.
 
Incendiate coloro che vollero bruciare le biblioteche
in nome del progresso e della velocità.
 
Non amate la bellezza del vostro corpo
ma bensì
la bellezza della vostra anima.
 
Ascoltate le albe e i tramonti.
 
Non pregate né santi né politici.
 
Credete in voi.
 
Non uccidete con il vostro egoismo
la speranza.
 
Cambiate la vostra vita in meglio.
 
Non chiudete le porte del vostro cuore.
 
Desiderate e sognate un mondo nuovo
anche se voi lo siete già.
 
E nessuno lo sa…

POKER

Io, Jack , i fiori a te regalo regina di cuori
e come un Jolly faccio di tutto
per far si che tu rida e sorrida.
Il tuo re ,geloso e furioso, contro di me
la spada brandisce dietro di sé
e guerra mi dichiara.
Mi rende fante con un occhio solo
ma asso di picche, io, li do
spargendo semi di pace.
Il gioco al termine ,ora, volge
ma eternamente innamorato,io, di te sarò.

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