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Bia Francesco:

nato a Putignano (BA) il 9 settembre 1986 e cresciuto a Gioia del Colle, attualmente vive a Castelfranco Veneto dove insegna Lettere e, collabora con la testata giornalistica “Buonenotizie.it”.

Laureato con lode al corso di laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e produzione multimediale (Lettere), è da sempre impegnato nel mondo della scrittura e della comunicazione: dalla collaborazione con settimanali locali alla conduzione di laboratori di scrittura creativa e letture animate per ragazzi, dalla partecipazione a numerosi concorsi letterari nazionali e internazionali all’ ideazione e realizzazione con artisti locali della mostra artistico-poetica “L’alba dei sensi” (2015).

È autore della silloge poetica AKUNDAN. Il treno dell’orizzonte (ed. Pluriversum,2020) e il saggio letterario Goffredo Parise e il cinema (ed. Robin, 2020); è co-autore delle antologie poetiche Sentire (ed. Pagine, 2014) e Oltre il vetro (ed. Les Flaneurs, 2020).

È stato, inoltre, volontario presso il PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Trentola Ducenta (CE), con cui è partito in missione in Thailandia nel 2016 e in Costa D’Avorio nel 2017, dedicandosi all’assistenza generale e all’animazione missionaria in villaggi, centri educativi, ospedali e carceri.




Per i lettori di Carta e Penna ha scelto:

AUTOMA

È veleno quello che annienta il mio respiro
quello che blocca ogni mio pensiero.
È veleno sono sicuro!
Filtro magico di un malessere interiore
filtro di un’essenza
di un’assenza…
Cosa manca all’animo umano
se non il sorriso di un giovane inizio?
Arcobaleni lontani soffusi incerti
e oscurati dalla nebbia
che cala il sipario.
È veleno il sapore tra le mie labbra
che cucite non pronunciano parole.
Vento
urli per me il mio lamento.
Sole,
con fatica illumini il giorno
solidale a tuo figlio
che chiuso in un antro di prigione
scrive versi senza senso.
Vaghe figure mi circondano
mi parlano
ma io, io non ascolto.
Il veleno reprime ogni mia emozione.
Sembro un automa.

DETENUTI DELLA NEVE

Avvolto dal silenzio che abbraccia
i poeti escono di notte come lupi
Prigionieri di giorni non nostri
Attese gelide verso sensi
Nostalgie figlie di sogni
Rosse come lava
le tue labbra erano l’unico inferno
dove amavo ardere.


 SIAMO ANIME LIBERE

Sai certi deserti piombano nella vita inaspettatamente
quando credi di ballare sulle stelle.
Sai dovremmo imparare a educarci a dire ti amo più spesso
anche quando l’amore finirà
allora anche per chi ci lascia l’amore resterà.
No, non siamo cose
non c’è un contratto a tempo indeterminato di un oggetto
siamo anime libere che si completano.
Uomo-donna che impone la sua ossessione con violenza
non ama!
Assassini di loro stessi
che non amandosi non possono amare.
Allora vedrai l’amore
quando chi continuerà ad amarti
rispetterà la tua scelta.
La ricerca della felicità… perché… perché…
No, non siamo cose
non c’è un contratto a tempo indeterminato di un oggetto
siamo anime libere che si completano.
Sai il silenzio fa male quando grida la verità
Non c’era una vera ragione e tu lo sai
mi domando che senso ha fuggire dall’amore
nonostante tutto ho accettato la tua volontà.
Allora capirai
sì, un giorno capirai
il senso dell’attesa in un freddo parcheggio
o l’ultimo fugace incontro dal sapore salato
per dirti addio.

LA BAMBINA DI TONADICO

La bambina di Tonadico
C’era una volta una bambina
sulle montagne di Tonadico
riccioli d’oro e occhi di mare
a 16 già moglie di militare
Lili Marleen suona alla radio
la guerra urla i suoi ricordi
amici casa che brucia vedova con figlio
dalle macerie un grande amore la tua famiglia…
E mi chiedo dove sei? Dove sei? Nonna, dove sei?
Camomilla taralli e caffè
grande lavoratrice la scuola ti onora
perché sugli altari non sale solo chi insegna
mani di fata all’uncinetto
acqua di rose è il tuo profumo
cioccolato nocciola e panna da Pantagruel
vado a farti la spesa e torno
aspettami…
Dove sei? Dove sei? Nonna, dove sei?
Rosario alle sei e film di terrore a mezzanotte
Eucarestia di tarocchi per una maga già santa
i tuoi racconti viaggeranno con me
non esiste altrove un amore così
orfano e vedovo di te
io nipote imperfetto ti cerco…
Dove sei? Dove sei? Nonna dove sei?
Ave Maria, Padre Nostro
e Francesco mio dov’è?
Chiamami ancora
cammina con me
o portami via
perché senza di te
io solo non resto!

IL DESSERT DI ANTINOO

Un vento leggero attraversa i nostri corpi leggiadri
in perfetto connubio si intrecciano e si mescolano
come ingredienti di un dolce: il dessert della libidine.
Legati per il volere del Fato che ci volle vedere uniti
in un’unica anima e un unico corpo.
Come il vento accarezza le foglie degli alberi
unici testimoni del nostro momento
così le tue mani dolcemente scivolano lungo le mie membra.
Il dessert della libidine è quasi pronto.
Ed ecco che il nostro profondo piacere lascia spazio
al tuo grido estasiato nel viril possesso
e al mio tacito assenso di giovane dannato
e maledetto dalla libidine.
Cucciolo in cerca del suo padrone per essere saziato
bambino che cerca di essere coccolato
perdutamente vincolato al tuo divin e fiero possesso…
E tu… mio re… soddisfatto sorridi e baci
Il tuo schiavo d’amore.

UN VICOLO LUMINOSO (31/07/98)

Cerco
ricerco quel vicolo che porta
a sognare
quelle ballanti farfalle color porpora
gli uccelli gli scoiattoli
tutti in questo vicolo che porta in una casa
dove animali e uomini vivono in pace.

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