UN SANGUE NELLA PIOGGIA

Il vento mi affolla da lontano.
Tra un brusio di angeli il cuore
è una voce distratta alla radio
delle regole (che non capisca
niente nessuno, che la poesia
sia e non sia, dentro e fuori
di essa). In altri occhi i sogni
sono diventati più semplici,
hanno raccolto la brezza
e tra due ore saranno sempre
più lucidi, un sangue nella pioggia
o un culto senza nome.



SULLA CORDA DEL TEMPO

quando l'isola è in fiamme
sulla corda del tempo
la devozione di morire
ogni insetto è una lancia
guidata nel cuore dell'alibi
e tu purpurea riflessa invisibile
inchiodi gli istanti a goccia
tramonti sul mio viso
come pianeta inviolabile
trappola di bosco
hai un sospiro a tre ante
una camicia incolore
e le rapide le hai già superate
volando a pelo d'acqua
sempre più lentamente



all'artista Elio Di Blasio

tra la terra e il principio, in un sogno
sole e luna non tramontano mai,
risvegliano doni e guidano
verso la radura, nella foresta dei simboli
che diventano gesto e colore,
che invocano il dio che dorme nella pietra
in un profilo di tempo ci assedia
il dominio impercettibile dell'onda,
è la circolazione della luce che mostra
l'alchimia dello sguardo (così
diventiamo invisibili al commiato
di un'amica, barattiamo desideri
e abitudini), anche il mistero
cerca un porto sepolto nella voce
per conservare il frutto sacro
e all'infinito si specchia nel quadro
potremmo riconoscerci un volto:
intanto, fra tappeti e scommesse
la storia è la stessa, il condottiero esulta
e ripete le voci antiche senza nome
- hanno ferito un simbolo e le spade
fanno sempre più rumore, all'alba
sbiadiscono radici e vecchi pensieri,
fiori di marmo e strutture -
in altri lidi o pietre non
sarebbe bastato il tuo vincere
l'orgoglio, il mio dimenticare:
potremmo attenderci o smarrire
ustioni e conflitti, qui le regine
si specchiano e i figli adorano
il deserto, ci controllano i passi


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