Francesco Salvador è nato a Vittorio Veneto il 10 Marzo 1957, abita a Venezia, insegna in una scuola elementare a Mestre.
Pubblica le sue poesie dal 1984.
Nel corso degli anni ha ottenuto diversi riconoscimenti: premi, recensioni, note critiche, prefazioni di importanti personaggi del mondo della Letteratura nazionale.
Continua con soddisfazione a scrivere e a pubblicare i suoi elaborati.


SANTO STEFANO

Fuori da qui
è grigio il mondo,
da tutte le finestre
gocciolano divine lacrime,
mentre nonni escono
da bettole con ricordi, rimpianti,
rimorsi, non sappiamo
quale mèta li attende
oltre piccoli ponti,
stradine, sentieri.
Si consumano le magiche feste
più lente nei sogni.
Le perdute nevi già sciolte ora
stanno nelle cartoline
dei sensibili cervelli,
pochi dal fondo salgono
fino alla cima dei valori
e fa ribrezzo la zona fetida
dell’umanità privata del cuore.


OLTRE LE FOSCHIE

Oltre le foschie
parlavano i cigni
dando a tutte le sorti
un solo valore
riempiendo il baule
di finti certificati di morte.
Ma il tempo vola
scardina serrature
scopre scheletri dimenticati
annuncia il bilancio
delle indifferenze
e smuove
dalle mobili sabbie
gli incatenati
della civiltà.
La soglia attende
annunciando il passaggio
dei nuovi padroni
del futuro.


RUMORE EVIDENTE

( poesia ermetica )

1
Indossare spigliatezze
disfare piano la matassa
sembra martedì


2
sera vittoriosa
nel teatro vuoto
pane cotto sul tavolo
buio dal soffitto arabescato


3
Non senti
il calore della stufa
arancio l’opaca
giostra asciutta


4
macro situazioni
precisi dispiaceri
hanno fatto giustizia
eliminando gli esterni
le trappole le gallerie del
CHE TITOLO
DI STUDIO HAI


NEL TERZO RAMO DEL CUORE

Nel terzo ramo del cuore
scorre
l’onirico fiele
La guerra del mattino settembrino
attendo per coniugarmi
alla frase altrui
al palazzo in decomposizione
Quando s’alza il sipario
del fumo grigio
davanti ai cortili
si fermano le moto
in questa platea
dai corridoi ostruiti
ricomponendo la voce
rotta del cantante
cerco l’imperfezione
dello zoppo


SOTTO NERI VORTICI

Sotto neri vortici
apparivano i campi
di pallone, dalle colline
sempre più s’avvicinò
quella nube lontana,
inghiottì tutti
in un momento
e alla fine
rimasero le morte zolle,
neppure un’arca
apparve all’orizzonte.


Il veleno

Cammina sulle vie
dell’anima
scivola come
su piste innevate,
su monopattini invisibili
esplorando i rifugi
del cuore
non può provocare danni,
troppo forti sono
le pareti
che ospitano gli agguati.


I fiori del Trentino

I fiori del Trentino
corone su stradine
di favole gotiche
di martiri sconosciuti
sopravissuti alle spade
di altri secoli.


La nebbia di Novembre

Ci sono altri colori
diffusi ovunque nel tempo.
Non sento profumi nell’aria
che non siano di morte,
vedo lasciare omaggi
a chi più non risponde
a vocali messaggi.


FINISCE ORA

Finisce ora
l’inverno del cuore
come ogni giorno
al cambio mite
delle nuove ore.


CHI FUGGE

Chi fugge
dalla quotidiana via
conosce spesso
l’euforica mèta
sognata
e scopre discorsi
da bar
che rallegrano
gli oratori
e divertono lo spirito


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