IVAN SALTAREL c'invita a leggere alcune sue poesie:

Dal profondo

L'ombra della luna
si allunga su un desiderio
mai espresso e raduna
lacrime che corrono
lungo le strade di un ricordo
gettato nella fossa
comune dei sentimenti.
Tizzoni ardenti
alimentano di calore
l'anima raggelata
dal freddo vento
dell'incomprensione.
E tu, dolce mia donna,
scavi affannosamente
in un sentimento
che non prenderà mai
il volo.
Una fontana nel parco
desolato della bellezza
singhiozza di continuo
e alimenta il fuoco di una passione
che volteggia tra abissi
introvabili nell'oceano del tempo.
La pioggia precipita, cade a terra
e chiacchiera con un terreno
che risponde prontamente
all'umida provocazione
di un insolente ritornello
che attende la sua ultima
e quasi stonata esecuzione.
Un lampo trasporta
una vertigine che affonda
nella luce dei tuoi occhi.
O bellezze sconosciute!
O cuori solitari su spiagge
divorate dall'onda immensa
del delirio!
Un'aria bollente asciuga
il volto inconsolabile del piacere
ed erode con la sua dinamica
ritmicità la vetta irraggiungibile
del profumo che esala
dal tuo corpo immerso
nel candore di un letto
invaso da fiori piangenti
su fotografie ingiallite
dalla noia e dal rimorso.
Il rosso rovente m'inghiotte
come una valanga spietata
s'infiltra nei meandri sconosciuti
dell'anima di una montagna
solitaria che cela segreti eterni
intrappolati nel magma geloso
del solido nucleo dell'emozione.
Gemete per l'ultima volta,
sorrisi regalati al blu notturno!
Fermatevi, frementi di rabbia,
davanti all'altezzosa luna
e poi fuggite per le vie universali
di uno spazio dilatato
che risveglia nelle profondità
del cosmo un urlo sublime
e spaventoso che giungerà
con il suo freddo mantello
stellato e coprirà
le nostre teste di un cielo
nuovo tutto da esplorare.


Il nulla nella notte

Il nulla cammina nella notte
come un uomo perso tra
la folla dei suoi pensieri e
vaga nell'infinito stridore
di anime smarrite nell'oscurità
eterna di un'immaginazione
straziata dai colpi disumani
di una paura antica che ha
bussato alla porta scricchiolante
di una vita strisciante come
un serpente in un deserto bruciato
incessantemente dal fuoco
furente del tragico destino
che governa l'esistenza come
un tiranno impazzito.
Il buio invade tutto, le stelle
si spengono al soffio di un
dolore che non viene mai
meno al suo empio dovere.
La memoria è sprofondata
nel gelido abisso dell'oblio
e intanto il rintocco
monotono della campana
si perde nel ricordo indefinito
di un tempo che è svanito
tra la polvere di un giorno
passato come una persona
si perde in lontananza, abbracciata
dal solido nulla del suo
cammino futuro.


Il cammino della luna

Luna, dove fuggi stasera?
I miei occhi non riescono a seguire
il sentiero da te tracciato
nel prato celeste.
Sei stanca, luna?
Le foglie vagano nell'aria tiepida
e le stelle svelano all'improvviso
al cauto mio sguardo tesori
notturni mai visti dal mio
fragile occhio mortale.
Anch'io sono stanco, luna,
ma ti seguirò per le infinite vie
del cielo e ti prego:
non affrettare il passo!
Il vento porta sul mio volto
il tuo calore e sospinge verso
l'alto un sentimento
nella fioca luce della tua bellezza
che accarezza di lontano
le montagne immerse nel mare
blu cobalto della quiete notturna.
Un'eco…un'eco nell'aria
diffonde il suono armonioso
di una ballata che porta con sé
il malinconico ricordo di un
tempo svanito, abbattuto
dalla spietata scure di uno scheletro
cigolante che intraprende
la sua macabra danza davanti
ai nostri occhi, fusi con la solida
incertezza delle tenebre.
Specchiati, candida luna, nel lago
quieto che alza verso di te
tenui onde, lievi increspature
che accompagnano coi loro
movimenti misteriosi pensieri a te
sconosciuti, liberi tra linee confuse
e solitarie.
Le voci stanno dormendo
come bambini che hanno giocato
con le loro fantasie tra la fissità
di un panorama illuminato
dall'innocenza della tenera età.
Dove sei, luna? Dove sei?
Sei stata divorata dal blu vorace
della solitudine?
Il mio cuore solitario si è perso
con te; non mi appartiene più.
L'oscurità ora si sta dileguando,
penetrata dai taglienti raggi
della mattutina lampada e
tenta invano di aggrapparsi
al sonnolento paesaggio
che gradualmente si colora
del suono surreale di sogni stanchi
che danzano per gli ultimi istanti
nella mente ormai desta degli uomini.
Luna, alla vista del sole
ti sei spenta insieme alla pace
dell'aere notturno e mostri
il tuo sorriso per l'ultima volta
in attesa che il buio misterioso
ti accolga tra le sue insensibili
braccia e la voce dell'uomo
invochi il tuo aiuto nell'estrema notte
di un pensiero che vola da te
attraverso lo spazio infinito
del sonno e dell'oblio.


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