EUTANASIA: DIRITTO O TABU'?

“L'esistenza è una schiavitù, se si elimina la libertà di morire”.
Vorrei che l'aforisma fosse mio. Invece è di Michel De Montaigne, il quieto filosofo francese, così cattolico, pensate, da venirsene nel 1580 a Roma, carico d'acciacchi com'era, solo per baciare la pantofola di Gregorio XIII°, il famoso papa del calendario riformato....
Sia chiaro che a me piace vivere e non vorrei mai morire. Vorrei che nessuno morisse mai. Vorrei addirittura che nessuno desiderasse mai di morire. Mai e poi mai però mi sentirei di costringere un uomo o una donna a restare in questo mondo un'ora di più di quanto abbia deciso di restare.
E' una lezione di autentica civiltà quella che recentemente il Parlamento olandese ha dato al mondo, approvando la legge sull'eutanasia.
Una testimonianza di vero e profondo rispetto per la persona. Un nobile esempio di equilibrio tra i diritti del singolo e i doveri della collettività...
D'altronde, se non abbiamo potuto scegliere quando nascere, mi pare più che giusto che possiamo almeno scegliere quando morire.
Anche gli animali si lasciano morire, quando la vita cessa di essere quella per cui la natura li aveva creati, quando li annichiliscono la prigionia o la sofferenza.

I credenti offrano pure a Dio il loro dolore, si aggrappino all'impossibile, resistano eroicamente fino all'ultimo lancinante spasimo....si può non ammirarli per questo? Ma agli altri, a quelli che non sono attesi in nessun paradiso, a coloro per i quali la sofferenza è semplicemente inutile, assurda, disperata tortura, si conceda, se vogliono, di andarsene con tutta la pietà, la dolcezza e la dignità che possono offrire la scienza e la medicina del 2000.

Per contattare direttamente l'autore Mario Rossi

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