Una Stele e due Rosette

La scrittura geroglifica fu decifrata da Champollion, grazie alla Stele di Rosetta, rinvenuta in Egitto durante la campagna napoleonica del 1799 e oggi custodita al British Museum di Londra.
Una bella pietra tutta nera, zeppa di minuti caratteri incisi: in greco, demotico e geroglifico.
Fin qui tutto chiaro.... Meno chiaro perché la stele porti il nome di mia zia.
Escluso ogni coinvolgimento genetico della consanguinea, ho voluto chiedere a un paio di storici amici miei. Hanno risposto al volo, ma stranamente ciascuno ha dato una spiegazione diversa. Diciamo una versione A e una B, tanto per capirci. Eccole qua:
A) Giovanni Rosetta era un esiliato piemontese, divenuto tenente del Genio francese. Scavando in Egitto un canale di scolo per le latrine, si ritrovò con la stele in mano. Tutti gli fecero un sacco di feste, ma dopo qualche mese lo scopritore scomparve. "La solita maledizione dei faraoni"- pensaron tutti.... Macché.
Gli storici avanzano il sospetto che Rosetta non fosse un vero cognome, ma il nome di battaglia affibbiatogli dai commilitoni per le sue abitudini omosessuali. In tutti gli eserciti del mondo gli ufficiali gay furono (e sono) parecchi (visto American Beauty? - Cp1); quindi c'è poco da stupirsi.
Ma poteva Napoleone rischiare che un giorno o l'altro dessero il Nobel a uno così?
Pas possible.
Infatti lo fece cancellare dai ruoli e lo congedò in segreto con 100.000 franchi di liquidazione, relegandolo sotto falso nome nella sua villa all'isola d'Elba, dove il poveraccio, tentando di pescar perle per farsi un collier decente, morì nel 1810, morsicato sulla chiappa sinistra da un pescecane idrofobo.
Ad onta delle precauzioni imperiali, il nome di Rosetta rimase appiccicato alla stele.
Nel cimitero di Portoferraio è ancora visibile una misteriosa tomba, con epitaffio trilingue ancora da decifrare.

B) La Rosetta era una intraprendente fanciulla egiziana.
Aspirante attrice e modella, aspirava un bel po'di roba, perciò spesso dava i numeri e occasionalmente li faceva. Una sera del '99 rimorchiò in un nigth un paio di ufficiali francesi e se li portò a casa. Le case degli egiziani erano piene di souvenir del buon tempo andato....chi teneva due o tre mummie sotto il letto, chi un paio di papiri in salotto, chi una diecina di scarabei sul comò....il più dritto dei francesi adocchiò subito la stele, insolito oggetto appartenuto anni a nonna Rosa (visto la Rosa rossa del Cairo? cn2).
Bisogna sapere che la bella Rosetta quel sasso l'odiava... mal disegnati i fumetti, sfogliarlo una fatica bestiale, il protagonista, tale Tolomeo Epifane, (nipote della Befana), palloso da morire. Perciò l'offrì generosamente ai militari in ricordo della serata: merci bien, pas de quoi..... Felice lei di levarsi quel macigno di casa, felicissimo il colto milite per l'insperato bottino, smoccolante l'incolto giù per le scale... perché, insomma, se una scopata deve finire in una sfacchinata così, allora dove sta il divertimento?
Di Rosetta si sa poco più: girò un paio di film osé, poi aderì per errore ad una comunità di stiliti3 confondendoli con gli stilisti e scomparve. Ma il suo nome rimase comunque appiccicato alla Stele. A Karnak, sul capitello di un'enorme colonna, è leggibile l' iscrizione: "Vive la France!", sovrastante un graffito con due sciabole incrociate, dall'aspetto inequivocabilmente equivoco.

Non sono due belle storie?
Così suggestive, da non saper quale scegliere. Perciò mi è toccato fare una piccola ricerca personale ed ecco il risultato. Ahimè... Rosetta non è altro che la storpiatura italiana dell'arabo "er Rashid", cioè il nome di una piccola città situata sul braccio sinistro del Nilo, a 13 Km dal mare. E' lei che ha dato il nome alla Stele.... che delusione, che tristezza, che banalità!
E chiaro che i due furbastri avevano organizzato ai miei danni una burla crudele. A loro non ho detto che ho scoperto l'inganno...ma medito freddamente una terribile vendetta.

NOTE
1) Cp = c'entra poco

2) Cn = c'entra niente Monaci che trascorrevano tutta la vita in cima a una colonna senza scendere mai.

Per contattare direttamente l'autore Mario Rossi

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