Raccolta di Poesie di Fabrizio Lasperanza

"Stella ferita..."

"Specchio tremante di onde..."

"Nudi pensieri confusi tra la pioggia..."

"Hai mai guardato gli alberi ?..."

"Grotte marine e ghiacci spioventi..."

"Con una penna verde..."

"Un triste grigio tra i colori..."

"L'inganno di albe elettroniche..."

"Uomini che frantumano foglie secche..."




"Stella ferita..."

Stella ferita
bambina indifesa
fiamma lucente quasi appassita
tutto davanti tutto lontano
stille di pioggia
uomini nudi in cerca di meta
il cielo le stelle?
solo promesse d'eternità
qui non si vola
vagabondi mai domi si cerca
si piange da soli
si spera
e tu stella ferita?
Riprendi la luce fai vivere il sogno
asciuga le lacrime preparaci il sonno

Voglia di te sembra sparire ma ritorna
un'ossessione una condanna
voglia di stringerti, toccarti il tuo viso, la tua bocca
perdersi fra i tuoi capelli
non pensare
amarti una volta poi sparire per sempre.
Voglia di te la distruggo ma riaffiora
entrare nei tuoi occhi
sentire la tua pelle
amore, tenerezza, contatto che non c'è
ti sogno mia, poi sfuggi
mi sembra di raggiungerti ma è solo fantasia
poi disperazione, rabbia, voglia di distruggerti
Ritorni più bella
sempre lontana
sempre nel cuore

Una schiena nuda
un viso dolcissimo
poi amore e disperazione
voglia di perdersi
ti accontenti del suo sorriso
di una carezza rubata
la ami e solo questo ti fa restare
Vorresti sentire la vita sulle sue labbra
vorresti allontanarla da te
ma senza di lei è come non vivere
allora la tieni stretta nella fantasia
la conservi tua nel cuore.

Piccola luce della notte
non te ne andare
illumina i miei pensieri
sclda il mio cuore
fammi sperare
per una volta portami con te
piccola luce anch'io
insieme alle altre stelle.

Lacrime sul viso
strazio nell'anima
lacrime disperate
senza speranza
lacrime pallide
d'un sogno che muore
lacrime di dolore
Gocce sulla pelle
pugnali nel cuore
frammenti di vita che non vedrai
frantumi di cuore
d'un emozione
lacrime d'amore.

Sogno d'amore è finito
risorge?
il cielo azzurro è ricordo
ora le nubi la notte
vai via pensoso
sconfitto
la tempesta il tuo cuore
l'azzurro il sogno che fu
Hai sofferto?
Hai sperato?
Nessuno sa dirti perchè
e ti accorgi di essere solo


"Specchio tremante di onde..."

Vedo specchio tremante di onde
e nuvole strane colorarsi di sole
un'immagine s'accende di luce
e riempie il cuore
Domani?
Speri e disperato credi a favole
di nuvole strane
E' luce della sera
luce dell'uomo.

Un uomo guarda
la luce rosa del tramonto
stasera è altrove
passano uomini
le loro storie
nei suoi occhi tristi
solo dolore
Ricorda immagini di vita
sorrisi e inganni
stelle ormai fredde
ricordi.
Rosa nel cielo
contorni di favola
tutto sfuma
tutto ritorna
un bimbo vicino lo chiama
ha capito e piange

Voglia di ricominciare
uccidere un amore
crescere davvero
ricordo fiori di campo
una giovane bionda
il suo sorriso
una ventata di fiori
il suo corpo un gioco per la mente
Un giorno tutto svanisce
la giovane muore
arriva l'inverno.
Non più fiori
ma cristalli di neve
Nella radura trovo una donna
il suo volto freddo
mi gela il cuore


"Nudi pensieri confusi tra la pioggia..."

a G.


Luce d'un giorno
filo d'erba lampo veloce
breve il passaggio
lunga la notte
Mentre cammini e sogni la vita
il vento t'uccide
ti perdi nel tempo
come un lume spento
Vorresti più tempo
per lasciare più amore
vorresti guadagnarti il ricordo
Rimane solo una scia di luce
nel cielo limpido
per un attimo ci sei
poi più niente.

Mucchi di foglie
lacrime di pioggia
nell'inverno del mondo
sono nudi pensieri di anime sole
Uomini nella notte
gridano piano
reclamano un posto
"Dov'è la mia stella?
dove sei piccola luce?"
Le voci si placano
rimangono nudi pensieri
confusi tra la pioggia
tristi come le foglie.

Ombra della sera
come un'ossessione
rivive nel mio cuore
Sognavo speranze
tenere dolcezze
ora ombra mi assale
porta stelle ferite e spente
inutili malinconie
Quando viene la notte
vorrei essere piccola cosa
stella nel cielo
fiore di campo
granello di sabbia
per non sentire
per non soffrire.


"Hai mai guardato gli alberi ?..."

Hai mai guardato gli alberi?
possenti braccia elevate al cielo
fragili cose della natura
docili anime perdute nel vento
instancabili si dondolano nell'azzurro
in una calma bugiarda
Ma quando viene la notte
come guerrieri
lottano nella tempesta
si piegano sotto i fulmini
e senza spezzarsi
sbandano, ondeggiano, resistono
La natura grida
e il vento porta nuvole grigie
nell'aria di morte
pioggia di fango li ferisce
grandine di vetro piega i loro rami
Ogni giorno così
ogni anno
ogni stagione
per secoli e secoli
Altri alberi, si
altra pioggia
tempeste diverse
ma niente è cambiato
già svettano nell'aria giovani piante
tenere foglie coprono i rami
e con le cime si immergono
nella vastità sconosciuta
per interpretare la voce del vento.
In un attimo entri in me e uccidi l'anima
in un attimo appari sulla mia strada
una mattina di primavera
in un attimo la mente è sconfitta dai ricordi
Torno a quei giorni
capelli d'oro, occhi di bambina
frammenti di cielo, lacrime dolci
Ricordo le mie mani sul tuo viso
ma oggi muoio
ieri dolce gioco dei sensi
oggi fulminea visione
triste realtà
vita crudele
Mi ritrovo da solo
cammino per ore
in una città fittizia
in un mondo straniero
cercandoti in ogni stella di cielo
in ogni piccola luce
di questa città
In un attimo solo di nuovo solo
con il peso dei giorni
in un attimo te ne vai
con un sorriso di rimpianto
in un attimo tutto scompare
in questa triste notte.


"Grotte marine e ghiacci spioventi..."

Tra strapiombi di mare e bianca spuma
ascolto il triste moto
vivo le contraddizioni di questa dura terra
cristallo azzurro montagna nera
amore e morte
Davanti a me la strada
triste e viva sempre sconosciuta
"nessun luogo è il mio in nessuno posso sostare
ovunque straniero
ramingo sulla strada"
Spesso ho sognato la natura potente
grotte marine e ghiacci spioventi
misteriosa signora delle cose
perchè sei così bella e sfuggente?
Ricordo una notte cattiva
fatta di dune rosse e montagne d'argilla
nell'aria solida sentivo tristi solitudini
strani uomini intraprendevano un viaggio
stavano morendo ma non volevano fermarsi

Vorrei soltanto fermarmi un istante
tagliare questa rete specchiarmi nel presente
conosco il rimpianto l'aspro ricordare
la mia povera anima in perenne delirio
le stelle brillano in questo cielo di fumo
fonte di vita e d'inganni
bagliori in questa notte d'inchiostro
guardandole vedo un bambino triste
le sue lacrime coscienti il suo giovane dolore
vedo un giovane rinchiuso in una lunga notte bianca vedo un angelo biondo
senza più nome e peccato
perfetto e irrangiungibile
irreale come non lo era mai stato
questo mi è concesso
un lungo interminabile sogno.


"Con una penna verde..."

Fa freddo stanotte
questo gelo mi spezza le ossa
polvere polvere di me
in questo vento di sangue
nè anima
nè stella
una triste signora ha vinto
questo prevedibile gioco
Guardo sgomento il mio triste destino
l'incapacità di essere vivo
in questo tempo di odio e vendetta
di cenere e cemento
Non levarmi la tua mano amica
non offendere il mio cuore
sogno il calore della tua stretta
ho solo voglia di una passione vera
Ma sono qui con una penna verde
alla luce della candela
a vaneggiare un altro cielo
I miei occhi di piombo la mia mano stanca
la mia scrittura di morte
La morte si la morte
non tanto diversa da questa vita
di malinconico rumore
mi uccide il rimpianto
e la lontananza è l'unica vendetta
l'unico perdono
come scrisse qualcuno
un giorno
sul mio diario

Sono io? Grido un giorno sottovoce
non mi riconosco!
guardo la mia immagine nella nebbia
il mio viso d'un altro
ho lenti segnate dalla pioggia
il passo incerto
lo sguardo smarrito
a stento ritorno in me
riprendo con passo spedito
trasportato da qualcosa di sconosciuto
di tristemente noto
Tutto è diventato un meccanismo di morte
un circolo perverso
d'un colore uguale a se stesso
Cammino delirante
in questa strada infinita
guardo la strada percorsa
l'unica che mi appartiene, adesso
l'unico bene
il malinconico ricordo
non vivo la vita
a volte mi perdo nel tempo
smarrito in questa diemnsione elastica
incomprensibilmente diversa
ad ogni sbattere delle foglie
ad ogni lacrima e gioia
Mi nascondo nell'intimo dolore dell'anima
che non spiego
che diniego
Mi chiedi perchè?
Non so giovane mia
E tu? Sei felice?
vivi in te stessa
o sei anche tu in un ruolo di plastica?
Mi vedo vivere e sogno di te
come sempre da chissà quanto tempo!
Ma nei sogni sei mia
nuda e perfetta
teneramente palpitante
Domani?
Ancora lo stridere dei treni
che rigurgitano vite
diverse e parallele
ancora il fumo che avvolge il pensiero
e poi ce ne andremo
con le nostre vite in giro per le città
come angeli che hanno perduto lastrada
e sono inchiodati alla terra.


Un triste grigio tra i colori..."

Vive la notte è nella notte
lo vedi all'angolo della strada
mano tesa e occhi di polvere
lo vedi vestito di stracci
ma tu alzi lo sguardo
la tua casa è la vita
la sua storia è già finita
Ha una sigaretta
una bottiglia di vino
scruta il destino
Di giorno non c'è
scompare nei fumi della città
il buio gli è amico
ma già gli ha detto
"ti maledico"
Non conosce gioia
ma non chiede il tuo aiuto
ha capito di essere
come quel bambino
suo unico amico
"un triste grigio
tra i colori"

Vecchio rimedio del dolore
tradito da giorni troppo uguali
da emozioni sbiadite
riprendi a creare visioni (...)
"Non conosco la turbolenza attiva
del mio tempo
la rinnego
voglio navigare libero
nell'orizzonte incomprensibile
insultare la luna e le stelle
voglio vivere di leggerezza
di cose belle
di sguardi profondi
Amo gli uomini
che confesano la malinconia
e che non dicono "così sia"
Non sono attore di questa
assurda rappresentazioe
odio recitare parole a memoria
e lo scorrere incessante
delle nostre tristezze
Fantocci senza nome
maschere di cera
pronte a svanire
alla nuova brezza
risultato dell'incomprensibile
esistenza che ci inchioda come prigionieri
Ma forse se interrompessimo per un istante
le nostre recite
potrebbe risuonare
fra le belle montagne di ghiaccio
una melodia infinita.

Il mio cuore è rimasto
tra le vecchie mura della scuola
prigioniero di storie
perdute per sempre
Mi ritrovo fuor di me stesso
guardo con occhi di lacrime
la confusione di anime giovani
la speranza senza confini
che riempivano i cuori
vedo il luogo dove ho conosciuto
il tuo sguardo bambino
e com'era bello quello
che chiamavamo futuro
Siamo cresciuti in quel tempio
d'incertezza
di tenerissima precarietà
dove le luci erano bianche come la neve
e il cuore eplodeva di gioia ed insieme soffriva
Ci scambiavamo sguardi
che ancora oggi non so tradurre
Eravamo tutto e niente
liberi d'ingannare il domani
Tu recitavi già allora
la tua parte di giovane attrice
e leggera danzavi quei giorni
io romantico e perduto
amavo le belle parole
sublimavo il tuo viso
navigavo nelle velate promesse
(...)
Niente è stato più dolce di quei giorni
quando i tuoi occhi belli
placavano questo dolore

Tre angeli sono volati via
deboli voci della neve
anime strappate alla luce
Parole straniere risuonano
nelle nostre città
sono frasi d'accusa
per i cuori calpestati
per le grida ignorate
Oggi la terra fredda
è ferita da minuscole impronte
bambini percorrono la strada
prestano le loro anime ad occhi adulti
i loro volti chiedono aiuto
le loro mani chiedono pane
Vittime della strada
stroncati dal freddo
restano come monito
nella nostre coscienze
perchè oggi c'è chi nuota nel benessere
e chi muore nel fango
Mi piace immaginare
che nel volo
i piccoli angeli abbiano trovato calore
e spezzate le catene
guardino con occhi liberi
quel sogno pieno di fiori
che sbocciano nella neve

Roma è piena di pioggia
anime sparse incrociano le strade
è una primavera cattiva
capelli lunghi cuore di stracci
assurdo moto dei miei pensieri
Passano giorni come foglie secche
cerco strani rimedi alla noia
mi perdo dietro a parole
cuore impazzito nel grande inganno
prigioniero cosciente
di storie virtuali quanto basta
per essere vere
Ma se compro un pò di gioia fittizia
e cammino con il mio pacco di giornali
i miei occhi sono rossi
non ho dimenticato
l'emozione che può dare un sorriso
quando è velato
da un tenero rossore.


"L'inganno di albe elettroniche..."
"Uomini che frantumano foglie secche..."

Ho seguito il dolce respiro del ricordo
come un dooroso esercizio dell'anima
morbida carezza dei miei pensieri
Nulla mi rimane
di quel sorriso di cielo
di quell'ingannevole speranza
Mi sveglio in un delirio dei sensi
nell'inganno di albe elettroniche
di paesaggi incomprensibili
di linee geometriche
colori abbaglianti mi colpiscono
in questo mondo nuovo
fittizio e consolatore
illusione dell'essere
e del divenire
della potenza del viaggio
Stesse strade però stesse persone
stessi dirupi e stessi rumori
ci sono incontri asettici e impersonali
patria dell'uomo di domani?
Conosco il tuo viso fatto di nebbia
vedo le tue mani agire sulle mie corde
vedo i tuoi pensieri sotto forma di parole
e i tuoi dolori sono pause e luci
veri come te chiusa in questa forma estranea
Non posso credere in questa realtà di volti elaborati
di maglie simmetriche
preferisco il calore che spezza il silenzio
preferisco il vento sincero
La mia anima si distende in questo deserto infinito
i sentimenti corrono come schegge veloci
consapevoli della loro precarietà
C'è il tuo viso senza contorni
ci sono due occhi d'un colore indecifrabile
Mi immergo completamente in questa palude
tranquilizzato dalla patina scura
che rimane sui nostri corpi
Nel sogno che comincia
si sviluppano giochi proibiti
forme sensuali e coinvolgenti
di questo strano viaggio dell'anima
Forse un giorno i tuoi occhi
mostreranno la loro natura
il mio cuore prenderà le ali
e le nostre dita si sfiorerano
fino ad unirsi del tutto
in quella luce indistinta
il vetro andrà in frantumi
e saremo entrambi
nel grande respiro del mondo

Fermati e guarda
l'odioso frastuono di anime in viaggio
il peso dolente delle nostre coscienze
Ho compassione anche di te fratello mio
ho voglia anch' io di urlare forte questa malinconia
Un giorno mi ritrovo
con il viso nell'erba
le mie mani si immergono nella terra
il cielo, i fiumi, l'azzurro d'oceano
frantumano il mio corpo mortale
sento odore di terra sento un'aria leggera
Noi tutti ad occhi chiusi nell'erba
uomini che frantumano foglie secche
e lasciano scivolare via la polvere
Noi poveri spettri in cerca di paradiso
gente senza terra
senza nè chiesa nè bandiera
Ecco il tempo nuovo !
vedo anime senza riflesso
vedo occhi smarriti e mani scheletriche
vedo la tua fame e la tua vecchiezza
vedo la violenza di fiori recisi , di campi insanguinati
Vedo...

Ci vediamo lì
sulla sabbia rossa
dove non c'è vento
solo lì potrò ritrovarti
in quel luogo potrò toccarti
amarti d'amore vero
trovare la tua pelle
scavare nei tuoi occhi di contrasto
Guarderemo l'assurdo paesaggio
e vivremo il nostro sogno
Ma ora vai via
e rimpiangerò per sempre
il non aver conosciuto
il tuo sguardo nel mio
(...)
Rimane il sogno di quella spiaggia
placida e selvaggia
quasi fuori dal tempo
lo so è materiale senza spessore
lo so non è questa la vita
Ma lei non muore
lei distende il corpo nell'arena rossa
e un giorno
al riparo da questo frastuono
ci troveremo


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