Tipi logici.


Premesso il paradosso (ma non è forse proprio questo l'essenza del reale nella logica eraclitea del terzo incluso in cui una cosa può essere e non essere contemporaneamente?) che l'uomo al meglio può solo avere un'ipotesi più o meno vera del reale e con ciò detto ipotizzando un'altra ipotesi, noi non siamo osservatori esterni alla natura ma il fisionomico punto di vista della stessa attuata in uno dei suoi tanti modi d'essere esistente:la nostra essenza.
Essenza che più o meno individuando l'atto cosmico stesso determina una diversa capacità fisionomica nella risonanza della legge cosmica.Per ciò stesso,più che parlare di filosofia,bisognerebbe trattare di psicologia applicata alle facoltà cognitive umane sviluppatesi nell'interazione filogenetica della vita sensitiva sulla terra.
L'essere allora non sarebbe tanto il sostituto laico di Dio,bensì una nostra categoria mentale che ci fà determinare quando una cosa è giunta alla sua entelechia:alla massima realizzazione di sè stessa;quando per l'appunto essa è...divenuta essere in atto dal suo essere stata in potenza non ancora essere.
Da cui si potrebbe dedurre, per esempio, che la mitologica rappresentazione di Zeus generato, altro non fù che l'inconscio "universale fantastico" per dire che anche la potenza viene all'esistenza (è ri-creata) dalla stessa potenza in atto.
Ma le stesse idee non nacquero forse dalla primitiva necessità d'astrarre,per determinare più rapidamente la nocività o non d'una determinata categoria di cose od animali?
Non sarebbero cioè solo i prodotti secondari d'una capacità astraente della mente umana, sviluppatasi dalla selezione evolutiva?
O ancora non potrebbe il movimento, come per i fotogrammi d' un film, essere solo la più conseguente illusione ottica del formarsi e trasformarsi dello spazio nel tempo ad esso equivalente?
Che poi comunemente venga preso per reale è solo una pratica necessità,come nell'uso nautico considerare la terra al centro dell'universo.
E daltronde chi ci garantisce che il tempo, come un'enorme curva che nel breve tratto appare retta,non sia nel più grande spazio di tempo circolare o in ogni caso non rettilineo?
E allora anche il così detto ordine cosmico che nel breve tratto di tempo è stato da noi osservato,ma che daltronde ha permesso la nostra venuta all'esistenza, potrebbe solo essere una temporanea sincronia del disordine fondamentale e di più vasto respiro.
Ma forse il vero problema non risiede tanto in questi apparenti paradossi per la legge del terzo escluso, quanto nell'aver accettato oramai inconsciamente l'indiscussa verità d'un tale discutibile strumento cognitivo quale l'illogica logica d'Aristotele.
Mentre questa è infatti una logica pratica basata sull'evidenza comune, quella d'Eraclito invece (o del terzo incluso) sulla fisionomia fondamentale della natura:la logica "mistica" dell' "eroico furore" estetico.
NB. Da non confondere la mistica religiosa (invasamento erotico-passionale) con la passione che anima ogni vero "profeta" del sapere: vedasi l'interpretazione che di questa ne dà per esempio Giordano Bruno ed Empedocle.

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