Vizi allo specchio

E' una fotografia lunga e densa: quattordici persone viziate in un mondo governato da uno specchio che riflette uno specchio che riflette un altro specchio che riflette un quadratino di cielo lontano: brutto tempo significa "sì" e bel tempo significa "no".
Un gruppetto di pazzi semplici, innoqui, ognuno con la sua propria perversione assurda, tutti per caso nella stessa immagine, scattata in un fienile immenso e luminosissimo. Ma potrebbe essere ambientata in qualunque altro posto e potrebbe esserci qualunque altra persona.
Lezzo è quello più vicino all'obiettivo, tutto sulla destra, molto sfocato. Gli atri sono sfasati su piani diversi, via via sempre più lontani nella profondità della fotografia.
Lezzo è sposato con Monia, lei non si vede perchè lì nel fienile non c'era proprio. Non hanno contatti da cinque anni e sono una bella coppia. Praticano lo scambio di coppia totale: cinque anni fa hanno organizzato una cenetta con altri due coniugi scambisti trovati leggendo gli annunci sui muri nei bagni degli autogrill.
Hanno chiaccherato amabilmente e si sono salutati a fine serara, Monia è andata via col nuovo marito e Lezzo è rimasto con la moglie di lui. Dopo un annetto Lezzo è rimasto solo: la nuova moglie l'ha lasciato per indugio e s'è n'è andata con un basso d'opera.
Un po' più a sinistra e leggermente più nitido di Lezzo si vede Nufo, con la faccina un po' triste e una spennellatina di capelli neri. Lui ha una perversioncina blanda: tre volte al mese sceglie una vittima, preferibilmente una vecchia signora dal carattere buono, la segue, s'informa quel tanto che gli basta sui familiari della poveretta e passa alla fase operativa, quella che lo eccita.
Aspetta un momento in cui la signora rimane in casa da sola, si veste da poliziotto e va ad annunciarle la falsa morte cruenta di un familiare. Alla vista della primissima espressione del viso della vittima lui raggiunge immediatamente un orgasmo violentissimo. Poi se la malcapitata non muore e non sviene lui la abbraccia molto contrito e se ne va lasciandola tra i singhiozzi. Altrimenti la lascia stesa sul pianerottolo e scappa.
Non è mai stato scoperto.
Mezzo centimetro da Nufo sulla foto, ma saranno stati almeno due metri nella realtà, si vedono, ancora non del tutto a fuoco, vicini e intimi, Glassa e Mixo. In pubblico stanno vicini perchè non vogliono che trapeli la loro tragedia: non comunicano più a parole o gesti, solo via chat con due computer diversi. In casa fanno all'amore ognuno davanti al suo monitor, ai due angoli della stanza, masturbandosi mentre si scrivono cosa si farebbero se si incontrassero davvero. All'inizio pensavano che fosse un buon modo per allenarsi ai rapporti interpersonali di un futuro imminente. Ma ora sanno solo di essere perduti nella tastiera. E non riescono ad uscirne.
Ancora più a sinistra, ovviamente, c'è Afto, quasi nitido.
Ha un pensiero così fisso da esserne diventato lui il pensiero.
Afto è la fissazione di un pensiero fisso fissato di essere Afto. Lui è sicuro del fatto che non esista nessuna religione: tutte, cattolica, ebraica, islamica, buddhista, eccetera sarebbero state inventate nel 1515 dagli americani, che avrebbero cancellato ogni memoria storica dal mondo intero creando falsi monumenti, istruendo falsi profeti, scrivendo bibbie e corani dopo attenti studi delle indagini di mercato sulle diverse necessità delle diverse etnie. Infiniti archivi storici di tutto il pianeta sarebbero stati manomessi dalla CIA del XVI secolo. Un lavoro maestoso.
Anche gli scavi etruschi di Marzabotto o le piramidi egizie sarebbero secondo Afto un falso creato come attrazione turistica e come prova storica della nuova storia, in realtà l'invenzione di un mercato ideale. Potrebbe avere ragione Afto. Ma lui ci pensa sempre.
Dopo Afto, circa quattro centimetri nella fotografia, incredibilmente ancora non del tutto al centro del fuoco, Xavier e Billa si notano per l'espressione turbata. Sono anche loro una coppia di coniugi scambisti: due volte ogni tre mesi escono individualmente, ognuno con la propria macchina, senza dirsi dove vanno, sapendo solo che l'altro ha contattato un partner occasionale e si incontrerà con lui o con lei per una notte di sesso sfrenato. In realtà passano la notte da soli in due stanze di due alberghi vicini a casa loro, rimuginando in preda ad una gelosia masochistica cosa stia facendo l'altro col suo partner.
Sono molto stressati.
Finalmente a fuoco perfetto, Plebice è esattamente al centro dell'immagine, nitido in ogni poro del viso tranquillo ma con una mano mossa. Lui è solo un po' stranito e molto posato e sereno, come un ricco medico. Ha un grave tic: tre/quattro volte al minuto si volta di scatto verso destra con lo sguardo sconvolto e terrorizzato, poi lentamente rigira la testa rilassando il viso nel suo placido stato normale e continua a fare quello che stava facendo.
Era un cameriere. Anni fa è stato sei mesi in Arabia Saudita per lavoro. Al ritorno in Italia, all'aeroporto, stava per riabbracciare sua moglie e suo figlio di cinque anni, Luigino detto Onigiul, quando una moto ha investito la donna e il bambino sfracellandoli a morte contro un'Alfa Romeo della guardia di finanza. Il motociclista, che davvero per pura coincidenza era l'ex fidanzato della moglie di Plebice, aveva le ruote della Kawasaki piene di eroina. In prigione l'anno ucciso con quarantanove carote su per il culo. Plebice è stato forte, adesso fa il cuoco.
L'ometto basso e col visetto bonario, un po' a sinistra di Plebice, sembra altrettanto nitido ma era almeno a tre metri da lui nel fienile, più lontano che sulla sinistra. Paradossi della profondità di campo. Si chiama Sacchetto, ed è assolutamente normale. Da giovane è stato serial killer, ha ucciso una quindicina di ragazze di comunione e liberazione ma adesso ha smesso. Non è mai stato beccato: era un vero professionista e ogni tanto se ne compiace tra se e se. Spera di incontrare un giorno un anima gemella a cui potrà raccontarlo e magari riderci sopra insieme nell'oblio dell'amore.
La ragazza col cagnone, pochissimo a sinistra di Sacchetto e leggermente sfocata, col viso radioso e gli occhi determinati, si chiama Cicina, e il cane Gworg. Anche Gworg ha un bell'aspetto e lo sguardo particolarmente intelligente. I due sono una coppia fissa, da sette anni, sono uniti e molto dolci, si scambiano effusioni in pubblico al limite della decenza ma si fanno perdonare con la gioia che infondono e l'energia positiva che irradiano intorno a loro. Cicina, da giovanissima precoce lesbica superdichiarata e in perenne lotta contro le discriminazioni delle coppie non ortodosse, ha incontrato Gworg in un parco e se n'è innamorata subito. La ex padrona del cane ha sofferto per la separazione, ma non ha saputo opporsi all'impeto dell'amore e l'ha lasciato andare via con Cicina. Poi si è fidanzata con un lampione. Cicina e Gworg si stanno battendo per ottenere un matrimonio ufficiale e le agevolazioni delle coppie di fatto.
Dieci centimetri a sinistra dei due futuri sposini, la terz'ultima figura che si vede, imponente nei suoi 180 kilogrammi, è Re, detto apocalisse. E' abbastanza sfocato ma si distingue bene. Re è terrorizzato dalla possibilità di rimanere vittima di un attentato, ovunque si trovi, è sicuro di essere destinato a restare tra i feriti, probabilmente paralizzato dalle sopracciglia in giù. Indossa due tute antiproiettile e si è fatto impiantare alcuni chip sottopelle per essere rintracciato in caso di rapimento.
Ovviamente guarda chiunque con sospetto e sottopone eventuali amici al test d'ingresso per gli Stati Uniti e a controlli col metal detector. Saluta sempre come se fosse l'ultima volta e per questo è molto caloroso, fa piacere frequentarlo. Povero Re! E' anche convinto che il 15 Maggio un pianeta sconosciuto (Il Decimo Pianeta) si avvicinerà troppo alla Terra e ne provocherà uno spostamento dell'asse di rotazione di 90°. In più ogni notte si addormenta sicuro di morire soffocato nel sonno a causa dell'inquinamento del pianeta.
Gli ultimi, all'estrema sinistra della fotografia, così sfocati e lontani che a malapena si distinguono due figure distinte nella chiazza di colore sfumata, sono i fidanzatini Leppiaceo e Waw.
Lui è più vecchio di 39 anni ma non sembrerebbe, lei è innamoratissima e quasi opprimente, estremamente possessiva e premurosa. Leppiaceo la sopporta perché Waw è veramente bellissima, a lui piacerebbe vederla con una lametta piantata perfettamente al centro della pupilla di un suo occhione da cerbiatta. Ma Leppiaceo non è un violento, è solo un pedofilo.
Waw era poliziotta, aveva scoperto i traffici di Leppiaceo per caso, notando uno strano comportamento nella sua sorellina dopo la seduta di ipnosi dal dentista. Il dentista era appunto Leppiaceo, abilissimo ipnotizzatore che addormenta le sue pazienti giovanissime per poterne abusare senza essere costretto alla fastidiosa pratica di ucciderle. Alcune ragazze le adesca nelle chat di internet con affascinante eloquenza virtuale, profonda conoscenza della psicologia adolescenziale e uno straordinario talento innato, e difficilmente perde un contatto.
Poi le incontra nel suo studio, ne abusa, le ipnotizza e le manda a casa un po' imbambolate ma ignare.
Waw, mettendo in pratica le sue ottime nozioni di hacker imparate ad un corso di aggiornamento per agenti informatici, aveva cominciato a spiare gli adescamenti virtuali di Leppiaceo per poterlo beccare in flagrante, filtrando e leggendo tutto quello che entrava e usciva dalla linea telefonica collegata al computer di lui. Il miracolo dell'amore l'ha colpita così: sempre più incuriosita e infine affascinata dalle parole meravigliose dell'uomo, conquistata dall'eleganza dei suoi periodi, dalla sensazione di protezione che trasmetteva con i suoi ragionamenti chiari e puliti, sereni, semplici e profondi allo stesso tempo, in Waw è esplosa una passione per lui così violenta da farla decidere di cancellare tutte le prove, abbandonare la carriera in polizia e correre immediatamente tra le sue braccia. Leppiaceo l'ha accolta leggermente stupito però ha accettato subito di fadanzarsi con lei.
Dopo l'unione con Waw la frequenza del vizietto di Lui è diminuita ma ogni tanto si lascia ancora tentare dall'innocuo giochetto. Poi sadicamente le racconta tutti i particolari dell'incontro e lei ci sta male, poverina, soffre tanto di gelosia ma si innamora ogni volta di più. I due fidanzatini sono a buon punto con le pratiche per l'adozione di due graziose bimbe Brasiliane.
Quattordici individui, come i sette nani allo specchio.
E' una bella foto, peccato per tutte quelle farfalle.
Ca le scope - Bologna 2002/2003


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