Gloria Venturini, ama leggere e scrivere, ma soprattutto adora imprimere sulla carta storie di vita vissute. Ha tre immensi tesori: le sue figlie!
Lavora fuori casa, lavora da mamma, lavora da donna, ma alla sera, dopo le varie vicessitudini di ogni giorno, si rinchiude nel mondo dei libri, nella terra dei sogni e...scrive.
Per farci entrare nel suo mondo letterario c'invita a leggere:

Solare sensazione

Dolce
Lenta
Lieve
Come una musica dal cuore,
come un sussurro dell'anima.
Calma
Delicata
Tenera
Come la brezza primaverile,
come l'impronta di un pettirosso sulla neve.
Amabile
Angelica
Deliziosa
Come un pensiero gentile,
come una giornata mite.
Armonica
Leggera
Gradevole
Come una piacevole passeggiata,
come un'allettante sensazione.
Vita che si sviluppa,
catturata dallo splendore della natura.
Vita che procede,
sotto un cielo così azzurro.
Vita che nasce in ogni momento,
aggomitolata a una speranza solare.



Cade la neve

Cade la neve sui ricordi che non vuoi più,
cade sulle cocenti delusioni,
per placare un poco quel pulsare frenetico
che scombussola l'anima.
La tristezza è come la neve,
col suo abbraccio accoglie tutto,
anche quel filo d'erba non ancor nato.
Nevoso febbraio noioso,
complice di volatili pensieri,
fugaci desideri.
Vorrei cullarmi tra le tiepide braccia di Dio
e sentire il suo conforto infondersi nel cuore,
udire l'eco della sua voce che rimbomba nella mia coscienza.
Dio, io Ti sento in ogni cosa,
Ti vedo dappertutto attorno a me,
Ti percepisco e mi nutro di Te,
per avere ancora la forza e il coraggio
di affrontare il giorno che nasce,
di sperare nella notte profonda
che forse ci sarà anche per me
un po' di tranquillità e serenità,
se Tu lo vorrai.



Lacrime sole

Lacrime mute,
seccate da un vortice interno,
lacrime azzittite,
da un dolore senza sfogo,
lacrime silenti,
non c'è più nessuna parola,
lacrime incontenibili,
da una tragica realtà.
Vuoto, lacrime e vuoto!
Voglia d'oblio.
Desiderio di sonno.
Capriccio di morte.
Attimo dopo attimo,
inaridisce quello che resta alla vita.
Letale momento,
effimera umanità,
incurabile verità.
Scivola via il soffio alla speranza,
si sciolgono tutti i sogni,
come una bolla di sapone
il mondo scoppia,
lasciando solo gocce d'acqua,
come lacrime sole.
Quando si piange,
l'intimo è solo.
Lacrime di un'ingiusta solitudine,
lacrime disperate,
lacrime,
quante lacrime,
per quest'inguaribile assenza.
Lacrime bucate dalla mancanza di chi
non si osa nemmeno dire il nome.
Lacrime a più non posso,
lacrime senza pena.
Come un tormento una fitta al cuore,
un supplizio nella mente,
squarciano lacrime a dirotto,
come un uragano violento,
che non vuole smettere.
Sgorgano lacrime salate,
lacrime schiantate.
Lacrime infinite,
lacrime infelici,
lacrime sconsolate,
da quest'addio non voluto,
da quest'addio imposto dal ciclo dell'esistenza,
da questa catena spezzata
da un infausto destino
che ha tolto il sorriso alla vita.
Lacrime senza rimedio,
restano solo lacrime,
lacrime straziate d'amore.



Libera, vita mia…

Continuano le storie…
Fili che si spezzano e si intrecciano,
nelle stesse storie.
Un silenzio tenue,
una pace immacolata,
lacerata da un dardo,
lanciato a caso
dal solito ricordo.
Mi tengo salda alla vita,
stretta con forza tra le dita.
Siamo fra di noi,
compagni dell'uguale sorte,
porgiamoci la mano come fratelli,
in questa vita che è solo un viaggio,
e va piano piano.
Uomini buoni si trasformano ignari,
oppressi dalla durezza,
non più amici, né parenti.
Camminiamo liberi
credendo che i sogni
siano nostri…
non si può raggiungere
il rosso di un tramonto!
Con un tacito silenzio la soluzione:
percorrere la via aggrappata
alla vita…
e mi sento libera.
Passo dopo passo,
un bivio dopo l'altro,
s'impara il mondo.
Il prezzo dello sbaglio è un sentiero
stretto e lungo,
irto e sassoso,
altre strade scompaiono,
spesso non c'è ritorno.
Decido di amarti vita mia,
anche se è acerba questa realtà,
scelgo di scegliere ad ogni incrocio,
opto di pensare ogni volta,
stabilisco il costo dei miei errori,
e sogno…
libera di cavalcare l'onda del mare,
abbracciata a te,
libera di rincorrere una stella nella notte,
con te, vita mia.
La mia natura umana,
anima e corpo,
si libera di tutto,
stringendoti al cuore,
alitando sulla tua essenza,
per farti respirare di nuova speranza,
vita mia.



Nelle pagine della vita

Capita, nella vita capita, che la realtà si schianta addosso così,
di colpo, con tutta la sua cruda violenza ed amarezza.
Si vive con il bel sogno da portare avanti,
con una meravigliosa pagina tutta diritta di esistenza,
scritta con una calligrafia impeccabile, tutta posata e fitta di colori,
quando per caso, ci si accorge di una piccola e minuta piega.
Una parte del foglio solo un po' sgualcita, allora si va a vedere,
per capire, per rendersi conto del perchè non si era mai notata.
Avvicinandosi bene, osservandola ci si accorge che nella parte retrostante,
c'è un altro foglio, con scritte parole mai pensate, alle quali non ci si crede nemmeno. Scrutando con occhi inesperti s' intravede un nuovo inserto,
con altre parole scritte da chi ci vive vicino, mentre ignari si andava avanti.
Quando un macigno crollato inaspettato cade, ci si ricopre di nuova consapevolezza.
Si pensa a come sia potuto accadere che le persone, quelle più care,
quelle del cuore, quelle della storia presente, quelle che fanno parte della speranza, vivessero in altro modo, in altri eventi e in altro sogno con diverse aspettative.
Non ci si rende conto, non si capisce…eppure i fogli sono reali,
sono lì, di fronte a noi…non si riesce a leggerli, a capirne le parole.
Si pensa di aver sbagliato completamente.
Ci si era convinti di aver creato un mondo a prova di realtà,
ma non è vero, quando meno si aspetta lei piomba addosso pesante,
e lascia così, senza fiato, senza pensieri e senza nemmeno una parola di conforto.



Ombra di luna

Come ombra di luna
il tuo volto mi appare ridente,
solo luce cinerea
riflessa dal sole dei ricordi.
Ombra di luce
di un caldo affetto
aggrappato al cuore
dal nostro grande amore.
Madre di mia madre,
storia nella storia,
vita nella vita,
un intreccio di passioni,
un'insieme di momenti
fatti con te.
Quando avevo freddo al cuore,
lo riscaldavi col sorriso,
col tuo ingenuo e dolce amore.
Cara la tua presenza,
come ombra di luna mi appari,
offuscata dalla tua non più giovine età,
come luce riflessa nella mia anima,
da tutto quel bene,
quel parente affetto,
che nella vita,
mi hai voluto solo tu.

24/07/2002 A nonna Gigina



ANCHE L'AMORE MUORE
Come occhi di donna

Come occhi di donna,
guardo l'anima incerta.
Con occhi di donna
vedo lo spuntare di lacrime amare.
Tanta polvere nera
smorza il sorriso.
Un dolore antico,
nato all'origine della vita,
punge fino a trafiggere il cuore,
e in un attimo l'angoscia lancia lampi di paura,
dagli occhi di donna.
Orme lasciate nel tempo,
leggere serate spensierate si separano in un momento,
lungo quanto un attimo.
Il costo di un rimpianto,
prezioso come l'oro.
Rimangono frammenti di sogni,
come una ragnatela di luce che avanza nella ritrosia dell'esistenza,
come occhi di donna in attesa di un nimbo.
Bramano sospiri lucenti di un desiderio appeso alla notte,
lindi pensieri d'amore eterei nel sole,
come occhi di donna un amore purificato,
per arrivare fino alle stelle,
innalzato sempre più in alto da un sacrificio senza storia,
senza tempo, troppo grande da misurare,
una rinuncia stretta al collo nell'occasione che è la vita,
catene d'amore legate ai piedi da secoli e secoli,
echi lontani della stessa penitenza,
dell'annullamento della medesima natura,
sempre in nome dell'amorevole devozione di donna.
Un anno dietro l'altro, passo dopo passo,
ed occhi sempre più tristi,
fino ad accorgersi, che anche l'amore muore.
L'amore muore…
anche l'amore muore,
sbranato da un'enorme ferita delle femminee vicende umane.
L'amore muore,
anche l'amore muore,
ucciso da stolti intelletti deformi…
nella lunga serie dei ricordi.
L'amore muore,
anche l'amore muore e finisce,
esala il suo ultimo respiro e muore.
Un vuoto colore delle tenebre,
un vortice ubriaco di malinconia,
una spaccatura nella mente,
una crepa nel cuore.
Come occhi di donna il nulla,
l'annientamento della coscienza,
l'oblio di una luce che mai più brillerà
negli occhi di donna.
Uno spiraglio di speranza rimane celato,
dentro la stessa tristezza, delle calde lacrime,
degli occhi tristi di donna.



La danza degli ulivi

Alberi d'ulivo immobili, nella loro linearità totalmente femminile
protendono i loro rami verso il sole, per far maturare il loro frutto.
Secchi e stanchi se ne stanno tutto il giorno
con le fronde bene in alto per mostrare olive verdi.
Ma al crepuscolo iniziano a muoversi, lentamente e cautamente.
Non è concesso a nessun umano di vederli danzare.
Alle origini delle origini, esisteva una donna dalla forma snella e longilinea,
una beltà tra le bellezze, il suo nome era Olivia, la danzatrice degli Dei.
Di giorno dormiva, ma alla notte danzava, doveva ballare per tutte le divinità,
ritmava il suo corpo ad ogni nota ed emanava messaggi d'amore.
Si era innamorata del Dio Sole, ma i loro fugaci incontri
avvenivano in pochi momenti, solo al crepuscolo e all'aurora.
Una passione incandescente univa i due cuori,
ma non c'era tempo per consumare il loro atto d'amore.
Il Sole doveva sorgere ogni giorno ed Olivia doveva danzare ogni notte,
così aveva decretato il consiglio degli Dei.
Tuttavia una triste notte, una malinconica e calda notte insonne,
Olivia non si presentò al cospetto delle divinità e per loro nessuno ballò.
Oltre il tempo, dopo la notte, era andata dal Dio Sole, complice la Luna,
che per i Guardiani non sapeva proprio nulla.
Finalmente una notte d'amore per gli amanti innamorati, una notte tutta per loro!
Olivia danzò il suo primo ballo d'amore, ed il sole, con le sue calde braccia di luce
la immerse nel suo tepore, nella sua passione, così, oltre la notte,
dopo il tempo, complice la Luna, si amarono.
Il mattino seguente il Sole cominciò il suo lavoro dando origine al nuovo giorno,
quello era per lui un dì dorato, un dì felice, un dì d'amore.
Quando Olivia tornò al suo giaciglio, una dannata sorpresa l'attendeva!
Gli Dei non perdonano, neanche una volta,
neppure per la sua prima ed unica notte d'amore.
Olivia è stata condannata ad essere un albero d'ulivo, secco di giorno,
proteso verso il sole, verso il suo amore, donando i suoi frutti a tutti,
tranne che a se stessa. Ma alla notte, al primo imbrunire,
inizia la danza per attirare l'attenzione del suo Dio, del suo amore lassù,
che compie il volere degli Dei dall'inizio dei tempi.
All'alba qualche volta riescono a guardarsi, così, da lontano,
ed è per questo che gli alberi d'ulivo sembrano le danzatrici del cielo,
straziate da una grande passione. Guardando da vicino un ulivo, prima di notte,
poi di giorno, si può vedere che a volte, non è nella stessa posizione,
perché il suo corpo si muove con la danza notturna, poi si dimentica la sua forma d'origine, perché troppo preso nella sua condanna d'amore.
Questa è la triste storia di Olivia, la danzatrice degli Dei,
condannata per il suo amore struggente ad essere un albero d'ulivo finché tempo,
finché storia, finché memoria consenta.



Ho tanta paura delle foglie morte

Nel pieno della nostra verde primavera, a volte la vita ci destina autunni non aspettati.
Sogni infranti, l'anima a pezzi, l'orgoglio sconfitto, speranze strappate, un grande amore
fatto a brandelli, come ricucire i pezzi di quello che rimane? Il cuore geme, la mente
soffre di un dolore antico ed ogni senso alla vita sembra senza rimedio. Lungo la via
alberata dell'anima le foglie cadono a terra, si calpestano,
emettono solo un breve lamento, il loro ultimo pianto soffocato.
E' una punizione, un'amarezza senza conforto, mi hai cancellato senza neanche una
parola. Non siamo mai stati liberi l'uno dall'altra, non ci sono state alternative per un noi,
e tu... non mi hai cercata più.
Cambia il ritmo del cuore, cerco un cammino per riprendermi in mano,
ma non trovo la forza, ho paura di cadere chissà dove.
Fantasmi corrono sfacciati ovunque nella mente
in preda ad un'agonia senza scampo.
Agghiacciante la tua freddezza, come se io non fossi più io.
Ogni amore vive di una luce diversa, la nostra è finita.
Una foglia tra le mani, arida ed appassita, vorrei tenerla stretta al petto, ma si sgretola,
il vento freddo col tempo mi porta via anche gli ultimi frammenti, neanche la dolcezza di un ricordo,
solo questo viale distaccato, senza un alito.
Sono circondata da tutte queste foglie morte, ed ho paura, tanta paura.
Ho tanta paura delle foglie morte.





La voce del vento

Il vento è la carezza della natura.
Il vento è pari, è uguale,
imparziale fino in fondo,
con le sue mani di velluto accarezza tutti,
buoni e cattivi, brutti e belli, vecchi e piccini,
sfiora ogni volta indistintamente.
Il vento è musica, dolce sinfonia,
con le fronde degli alberi, come strumento,
suona nenie tranquille,
canzoni il cui vociare è dato dal mare.
Vento caldo di mare,
vento azzurro che si perde tra il verde degli alberi,
vento giallo caldo di sole,
vento bizzarro che gioca con l'acqua marina,
fa riccioli d'onda e schiuma bianca che corre,
per finire lentamente a vezzeggiare i piedi scalzi di un bimbo,
che sulla riva del mare gioca col vento e con l'onda.
Aspetta… ascolta… la voce del vento!




Una nota ci tiene per mano

Si espande nell'aria la musica, accarezza, scalda il cuore,
massaggia lentamente fino a far intravedere orizzonti d'azzurro,
un grande calmo lago dove cigni danzano sereni, sottili ninfe volano
nell'etere in cerchio, tenendosi per mano.
Quanta poesia, quanto amore, quanto dolore, quanta passione
per queste note. Parlano di una vita che è già stata, mentre la mia,
la nostra, si sta spiegando a poco a poco, giorno dopo giorno, come si
suonano i tasti di una tastiera.
Un passo dopo l'altro e si arriva al domani.
Una nota dopo l'altra e nasce un concerto, un immenso di musica e note,
una costellazione di stelle, un universo di corpi celesti dai mille colori.
Vibra, il cuore vibra forte, si muove il corpo, si muove in fretta,
è giunta un'altra musica nella stessa sinfonia, più veloce, più andante,
quanta fretta, bisogna correre, l'avvenire non aspetta.
Alta e bassa, una nota acuta, un dispiacere più forte, si aggrappa
ad un Sol maggiore, ma non ce la fa, è troppo forte questo dolore.
Corrono, le note corrono impazzite, un tasto dietro l'altro
e tutto diventa stranamente un'allegra magia.
Ora a me, ora a te, un nuovo ballo.
Abbracci e sorrisi, chicche preziose in un nuovo gioco d'amore.
Una nota dopo l'altra, un'altra medesima musica.
La melodia, le corde del cuore vibrano ancora.
Un canto senza voce fa ballare l'anima in punta dei piedi,
non è mai stata così bella, corre corre e s'acquieta,
corre corre e s'acquieta.
Un sogno, libera vola l'anima con ali di cristallo nel suo sogno
da portare avanti, delicato come non mai.
Triste, ritorna triste come un Pierrot, smarrito in se stesso,
vaga nel vuoto, alla ricerca di un nulla.
Il conforto di una stella, una sola, si è spento anche il cielo.
Finalmente una pausa, una breve piccola pausa.
Riprende e balliamo, balliamo insieme in questo prato fiorito,
come farfalle echeggianti che si tengono per mano.
Per mano amore mio, non avere paura, ti tengo per mano,
va incontro alla vita, al fresco mattino, al giorno appena nato.
Tenue, sei tenue, un cucciolo tenero che si tiene per mano,
si amore, ancora per mano, perchè sei dentro di me,
sei la luce che brilla più forte e si espande nel vento,
si libera, e l'aria si tinge di luce e d'azzurro.
Ti cullo lentamente tra le braccia, sei un sogno ancora bambino,
verde, piccola stella caduta dal cielo, non temere,
ci arriveremo ancora lassù, sempre più su,
il firmamento non è poi così lontano.
Ascolta la musica, chiudi gli occhi, lo vedi, tienimi stretta la mano,
adesso siamo qui, io e te, soli nell'immensità,
illuminati da tante candeline ballerine.
Sorrisi nascono come fiori, sbocciano come stelle
in un campo empireo pieno di blu.
Gioia, cuore ed amore, questo sei tu.
Stai crescendo piano piano amore mio,
i tuoi primi incerti passi, ti tengo per mano.
Una nota dopo l'altra e il tuo nuovo cammino, il tuo concerto,
non temere dolce sogno, il mio cuore sarà dentro al tuo,
fino a mescolarsi anche nell'anima.
Per noi ci sarà un'unica melodia, un'unica orchestra suonerà
ascoltata dal mondo, il vento porterà le note su ogni stella,
e noi saremo ancora abbracciati,
noi due insieme sotto un unico tetto di cielo,
ancora una nota, tenendoci per mano.




Gli occhi tristi di quando passano gli anni

Frugare dentro al cuore,
nelle pieghe della memoria,
nella ritrosia dei ricordi
per riemergere nella bellezza
dell'amore più grande,
trovare tanto dolore,
sentire ancora male.
Vedere emozioni congelate dalla vita
e non percepire più quel calore
che dava tanta forza nel tempo andato.
Gli anni che passano scolorano i sentimenti.
Ci si sente intorpiditi,
incapaci di avvertire il sole che riscalda la pelle.
I fiori profumano appena,
intanto passano gli anni,
e si diventa vecchi.
Incapaci di frugarsi dentro,
per ritrovare la forza di vivere completamente.
Passano gli anni,
i capelli s'imbiancano,
ogni ruga cadente dal viso
è un segno dolente,
Ogni macchia che copre la pelle,
un pianto senza conforto.
Amaro…
Quanto sono tristi gli occhi
di quando passano gli anni!
C'è il bisogno di rovistare di nuovo,
trovare i gingilli di gioia,
i preziosi dell'anima,
ma sono gioielli così cari,
così dolci, così solo nostri,
che appena li vedi…
ti si spezza di nuovo il cuore.




La valle dei venti

In fondo al cuore c'è una valle che raccoglie tutti i venti della vita.
Quando stanca mi accoccolo a me stessa, quando disperata cerco la via, quando sola non trovo la
forza, corro nella valle dei venti
e ascolto il silenzio che parla.
Sussurri che vibrano nelle viscere, lamenti che lacerano la mente,
parole che solo il cuore può sentire, solo l'anima può ascoltare.
In questa valle si può piangere di dolore e sorridere d'amore,
nulla e nessuno può violare l'imperterrito soffio del vento.
Padroni di questo mondo danzano sereni gli elfi, vestiti a festa,
in una caotica melodia, spiata dalla mente sofferente e senza compagnia
e da una vita vissuta, patita e travagliata.
Capelli scompigliati e un po' persi, alla ricerca continua di quello che anela infelice il cuore, poi una
corsa affannata... e ... stranamente tutto si placa. Il vento si accoccola come un bambino tra le mie
braccia, mi bacia, mi parla di una via da seguire. Curiosa la inseguo e sotto il riflesso
di un raggio incantato trovo il volto di un uomo da sempre aspettato, amico, conosciuto, anche se non
l'ho mai incontrato.
Il vento mi coccola, mi dice di andare incontro alla luce, mi guardo
e mi vedo sorridere, mentre aggrappata alla vita ascolto il sussurro del vento che dice... non è finita...
dentro a me stessa trovo l'estasi
ed il coraggio per correre da te, abbracciare l'eterno, l'amore.
Il cielo è sereno, le stelle guardano curiose, nel buio due corpi cercano l'anima, scoppia fiorito di nuovo
un pensiero, un nuovo sogno d'amore.




La leggenda dell'arcobaleno

La leggenda narra che, quando nasce un bambino,
Dio crea un ponte tra il cielo e la terra: l'arcobaleno,
per perpetuare un patto d'amore con il mondo e l'umanità.
Ogni bimbo è un dono di tenerezza dai colori dell'iride.
L'arco è un mezzo cerchio, una metà di bene regalata da Dio ad ogni fanciullo,
il quale ha come compito, durante il percorso della vita,
di completarlo in un unico insieme rotondo ed armonico.
Il cerchio dell'esistenza è concluso da un ultimo punto,
un atomo indissolubile che, alla fine della vita,
con una scintilla divina ci unisce al Padre,
per ritornare a Lui, tra le sue braccia.
Ogni giorno ha un regalo per i suoi figli…
Il mondo con le sue mani di vento accarezza la mente.
La natura con toni di luce illumina gli occhi dell'anima.
Il tepore del sole fa battere il cuore.
Festa, quando si nasce è un giorno di festa!
Le piante danno ossigeno al respiro.
La musica è il battito del sangue che scorre nelle vene.
Cascate di lacrime per la gioia della vita.
Il profumo della terra, appena baciata dalla pioggia,
s'impregna nella memoria, fino ad arrivare al cuore.
Come creta si plasma il ricordo di un sogno antico.
Un campo di grano bagnato, papaveri spavaldi fanno capolino qua e là,
fiordalisi impauriti spuntano sparuti con il loro caldo azzurro.
Nell'aria l'odore gradevole dei fiori di campo.
Il dolce sapore del succo della frutta nutre d'ingenuità il corpo.
Vivere un'essenza concessa, esistere per il creato,
riscaldati dalla rassicurante coperta della natura.
Vivere per la gente, per dare noi stessi a tutti quanti.
La volta celeste notturna s' incastra di stelle dorate.
La luna d'argento nel cielo aspetta un racconto,
un pensiero, il soffio di una favola fatata, incantata.
Ad ogni bambino piccino, si racconta così la leggenda dell'arcobaleno,
come figlio di Dio, del mondo, della natura umana,
si sente persona nell'universo e con il cuore in mano va incontro al destino,
al domani, fino ad arrivare a concludere il suo cerchio d'amore.
Ogni tanto dalla tasca toglie il fazzoletto per asciugare le lacrime,
ma quando alza gli occhi al cielo e vede l'arcobaleno,
un sorriso gli si strappa dalle labbra,
rammenta che Dio è vicino a lui e che lo sta tenendo per mano.




Cade solinga la tristezza

Cade solinga la tristezza...
cade sui ricordi che non vuoi piu'...
scendono amare lacrime dagli occhi...
scende la sera nel cuore...
scivola via la forza alla vita...
scivola il pensiero tra i sogni...
Il ruscello scorre felice...
i fiori trionfano padroni sul prato...
riposa la mente...
riposa il cuore...
l'affanno si scioglie alla luce del sole...
l'angoscia svanisce...
e regna la pace.
Una notte di quiete...
l'anima non fa piu' male...
il cuore non duole piu'...
un sonno cosi' profondo sarebbe per sempre...
invece...
l'indomani è in agguato...
arriva il nuovo giorno...
e con esso, ecco, di nuovo...
cade solinga la tristezza.




Prime lacrime d'amore

Oggi ho visto scendere dal cuore
le tue prime lacrime d'amore.
Singhiozzi enormi bimba mia,
per un giovane sogno che fugge via.
Cocente delusione,
grande passione,
un forte dolore al petto,
un graffio all'anima dal tuo affetto.
Una spada lancinante nella mente,
quanti ricordi,
quanto amore dolente.
Bimba mia,
splendida perla di Venere,
ingenua è la tua rara bellezza,
non piangere,
meravigliosa sei tu,

Mi si spezza l'anima
vedendoti sfidare
il nuovo dispiacere.
Vecchio è il ricordo,
la mia prima lacrima d'amore
riaffora in te,
doverla provare su una figlia
fa ancor più male.
Bimba mia sorridi alla vita,
agli amori cominciati,
ad altri pianti disarmati,
assapora tutto con forza e gioia,
perchè ogni giorno
nasce ogni giorno,
c'è un nuovo sole,
una prima primavera,
un nuovo sorriso,
una prima canzone,
tutto questo rinchiuso
in un antico sentimento,
l'amore perpetuo
del cuore di mamma.




La forza per la vita

La mia forza per la vita
è quando corro incontro a te,
quando abbraccio le mie figlie,
quando stringo i miei cari al cuore.
La forza per la vita
è quando amo il mondo,
quando aiuto il prossimo,
quando guardo il sole
che illumina un prato,
margherite e viole
danzano alla musica
di una nuova primavera.
La forza per la vita
è quando apro la porta
ad ogni giorno,
quando mi lascio accarezzare dal vento,
quando alla sera mi accorgo
che ho vissuto intensamente,
con tanta forza,
la forza per la vita.





Per contattare direttamente l'autrice: Gloria Venturini

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