ERNESTO MACCHIONI Vive da 40 anni in un paese chiamato Rosignano Solvay in provincia di Livorno
"Non lo lascerei per niente al mondo e soprattutto per un motivo: il mare.
Non credo riuscirei a vivere senza avere il mare vicino. "
E' diplomato e lavora come impiegato in una grande azienda. Oltre il mare la sua grande passione e' la musica. E non c'e' niente di meglionche scrivere accompagnati dalle noti implacabili di un pianoforte.
"Ogni tanto mi metto davanti alla tastiera del pc e con il foglio virtuale bianco davanti, mi lascio andare a scrivere le mie emozioni. Non lo faccio perche' mi piace, lo faccio perche' e' un bisogno quasi fisico.
Non sono bravo.
Non ho studiato per diventare uno scrittore e probabilmente non ne sarei capace.
Lo faccio e basta."

Poche, ma incise parole ci fanno capire lo spirito di questo autore che ci offre qualche "spizzico" del suo lavoro: due poesie ed i racconti:

I mie primi dieci anni

Grazie

La Dea delle Formiche

Elettricitā

Il sorriso del funambolo

Giorgia

La sedia

L'alce

L'omino bianco

La finestra"

La leggenda del mandarino triste

E ancora una volta abbassō lo sguardo

Eppure (ispirato al quadro "Room in New York City" di Hooper)


Estate

Schiamazzo di bambini.
Sabbia.
Sole.
Sole che acceca.
Sdraio e ombrelloni.
Radio accese.
No.
Non riesci neanche a sentirlo.
Ma sai che c'e'.
Sai che e'li'.
A due passi.
Niente.
Non lo senti.
Ti sforzi.
Provi a concentrarti, ma niente.
Socchiudi gli occhi.
Fissi lo sguardo.
Nel vuoto.
Ma niente.
Chiudi gli occhi del tutto.
Buio.
Ti tappi gli orecchi in un gesto ormai disperato.
Forse ce la fai anche stavolta.
SArebbe cosi' bello.
Niente.
Eppure.
Eppure.
Si'.
D'improviso.
Puoi anche aprire gli occhi adesso.
Finalmente.
I bambini urlano, le mamme chiamano ma vedi solo le loro bocche
spalancate.
Non un suono.
Gli ombrelloni si agitano al forte vento di maestrale, ma vedi solo
il loro
ondeggiare.
Non un suono.
Persino il sole si e' fatto piu' scuro.
Opaco.
Nero forse.
E in quel momento.
In quel preciso istante.
Lo senti.
Finalmente.
E sai che e' un attimo.
Solo un attimo.
Prezioso.
E' cosi' difficile sentire
il rumore del mare.


Piove!

Te ne accorgi dal tintinnare sui vetri della camera.
Come sempe ti alzi stancamente per vedere da vicino le tue amiche.
Le gocce di pioggia. Che lentamente scivolano sul vetro, in rivoli comandati
dal caso.
E le invidi.
Come sempre.
Anche tu vorresti essere in mano al caso.
Alla fortuna.
Ma non puoi.
Non potrai mai.
Sveglia alle otto.
Colazione alle nove.
Pranzo alle dodici.
E cosi' via fino al giorno dopo.
Come sempre.
Tutti i giorni.
Tutti i giorni che ti rimangono da vivere.
Oh! Quanto vorresti poter vivere anche un solo giorno come quelle gocce.
E morire felice sul fondo di quella finestra.
Come sempre.


Per contattare direttamente l'autore: Ernesto Macchioni

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