L'omino bianco

C'era una volta un omino bianco.
Tutto bianco.
Capelli bianchi.
Viso bianco.
Vestiti bianchi.
L'omino bianco camminava su un marciapiede bianco.
In un paese bianco.
Fatto di case bianche.
Dai muri bianchi.
Con negozi bianchi.
Monumenti bianchi.
Strade bianche.
A un certo punto il nostro omino bianco.
Attraversa la strada bianca.
Sulle strisce pedonali bianche.
Passa una macchina bianca.
Non lo vede (ovviamente).
E lo investe.
L'omino bianco cade.
Sopraggiungo altri omini bianchi.
Arriva un'ambulanza bianca.
Scendono due infermieri bianchi.
Che lo caricano su una barella bianca.
E lo portano all'ospedale bianco.
Arriva il dottore bianco.
Lo visita e dice:
“Quest'omino bianco ha una gamba rotta”
E gli fa un bel gesso.
Rosso.
A quel punto l'omino bianco se ne va per le strade bianche del suo paese bianco fatto di case bianche e strade bianche.
Tutti gli altri omini bianchi vedono la gamba rossa e dicono:
“Che schifo una gamba rossa!”
“Ma come si permette quest'omino bianco!” “Non si può'!”
E cominciarono ad evitarlo.
Finche' l'omino bianco con la gamba rossa rimase solo.
Quasi solo perché' a qualcuno piaceva invece quella gamba rossa.
Tanto che alcuni omini bianchi cominciarono.
Per provare a vedere come stavano.
A mettersi qualcosa di rosso addosso.
Non fu facile in quel paese bianco fatto di case bianche e strade bianche e negozi bianchi trovare qualcosa di rosso.
Ma tant'è'.
Che si comincio' a vedere in giro qualche omino bianco con una sciarpa rossa.
Chi con un maglione rosso.
Chi solo con un fazzoletto rosso al collo.
Qualcuno addirittura riuscì' a trovare un secchio di vernice rossa.
E comincio' a dipingere la casa di rosso.
Chi dipinse la macchina.
Chi le mogli.
Chi i figli.
Finche'.
Piano piano.
Tutto il paese divento' rosso.
Pieno di omini rossi.
Strade rosse in mezzo a case rosse e negozi rossi.
Il nostro omino bianco (che nel frattempo era diventato tutto rosso).
Guari'.
E un giorno fece una bella passeggiata sul marciapiede rosso.
In quel paese rosso fatto di strade rosse e case rosse e negozi rossi e pieno di omini rossi.
Attraverso' la strada rossa sulle strisce pedonali rosse.
Passa una macchina rossa.
Non lo vede (ovviamente).
E lo investe.

L'omino rosso cade. Sopraggiungo altri omini rossi.
Arriva un'ambulanza rossa.
Scendono due infermieri rossi.
Che lo caricano su una barella rossa.
E lo portano all'ospedale rosso.
Arriva il dottore rosso.
Lo visita e dice:
“Quest'omino rosso ha una gamba rotta”
E gli fa un bel gesso.
Giallo.
A quel punto l'omino rosso (evidentemente molto sfortunato) se ne va per le strade rosse del suo paese rosso fatto di case rosse e strade rosse.
Tutti gli altri omini rossi vedono la gamba gialla e dicono:
“Che schifo una gamba gialla!”
“Ma come si permette quest'omino rosso!”
“Non si può'!”
E cominciarono ad evitarlo.
Finche' l'omino rosso con la gamba gialla rimase solo.
A quel punto penso'
“Qui non se ne esce, e gli venne un'idea geniale!”
Cerco' cerco' cerco'.
Finche' non trovo' tutto quello che gli occorreva.
E un bel giorno.
Gli omini rossi del paese rosso fatto di strade rosse e case rosse con i negozi rossi.
Videro un omino.
Con una gamba gialla.
Ma un maglione blu.
I pantaloni verdi.
Le scarpe arancioni.
La faccia marrone.
E le mani rosse.
Non che fosse molto bello a vedersi in effetti.
Ma gli altri omini rossi del paese rosso fatto di strade rosse e case rosse con i negozi rossi non ci capirono piu' niente.
Qualcuno continuo' a evitarlo disprezzandolo ancora di più'.
Qualcuno.
Invece.
Si mise frettolosamente in cerca.
In cerca di barattoli di vernice gialla.
Blu.
Rossa (quella ormai si trovava facilmente).
Verde.
Arancione.
Bianca (Qualcosa si trovava sempre).
Qualcuno compro' un maglione viola (che cattivo gusto!).
Qualcuno dei pantaloni gialli (Beh!).
Finche' tutto il paese.
A parte qualche irriducibile.
Divento'.
Come dire.
Di tutti i colori.
All'inizio fu un po' difficile.
Non sapevano più' come chiamarsi.
Omini rossi?
Non più'.
Omini bianchi?
Altri tempi.
Omini gialli?
Non lo erano completamente.
E allora.
Il Sindaco in persona.
Si presento' nella pubblica piazza.
Vestito in modo orribile a dire il vero.
Camicia arancione.
Giacca viola.
Pantaloni rossi.
Scarpe bianche.
IL viso dipinto di marrone. Le mani rosa (aveva finito la tinta).
Si presento nella pubblica piazza riunendo tutto il paese (che non si sapeva più' come chiamare).
Dopo uno sguardo alle strade mezze rosa.
Mezze blu.
Dopo uno sguardo alle case che ormai non ce n'era una dello stesso colore.
E disse.
Con voce solenne.
“Questo paese che un tempo si chiamava bianco e che ora si chiamava rosso.
Questo paese da ora in poi.
Si chiamerà'.
Paese.
E gli omini.
Voi omini.
Vi chiamerete.
Omini.
E le case.
Case.
E le strade.
Strade.
E i negozi.
Negozi”
E detto questo se ne parti' sulla macchina per meta' gialla e per meta' marrone.
E tutti applaudirono.
….
C'era una volta un omino.
Camminava su un marciapiede.
In un paese.
Fatto di case.
Con i muri.
Con i negozi.
E i monumenti.
E le strade.
A un certo punto il nostro omino.
Attraversa la strada.
Sulle strisce pedonali.
Passa una macchina.
Lo vede.
Si ferma.
E lo lascia passare.
Che c'e' di strano?
Niente.
Appunto.


Per contattare direttamente l'autore: Ernesto Macchioni

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