Gennaio-Febbraio 1995
[ Ove è il loco...]

 

Ove è il loco

cui abbia d'andare

per virtude trovare.

 

In più d'un sito

io son ito;

per trovar magnificenza

che l'uomo non può

far senza.

 

Quale il loco

ch'io debba ascendere

per l'occulto discernere.

 

Da ogni dove

vi son nove

che crescon il mio saper

ch'altro mortal

non può comparar.

 

 

Giovedì 11 Aprile 1998
[E sentii l'alma...]

Dedicata a Lisa:

è nata per stupirti.

E sentii l'alma mia levarsi

dalle mortali spoglie,

vagare nel freddo universo

riscaldata da mille nuovi soli.

 

La sentii vivere mille vite

diverse nel loro esprimersi,

mutare forma, spazio e tempo

per rinnovarsi con ardore.

 

La sentii rinascere a nuova vita

nei mille universi del creato,

affrontare nuove gioie e dolori

con rinnovata speme.

 

 

25-30 Giugno 1997
[Il mostro blu...]

Il mostro blu aprì la bocca

e inghiottì la città dorata,

ora la coccola in un sonno

senza fine.

Con le sue bianche labbra

bacia la terra e ci racconta

segreti millenari ormai

dimenticati.

 

Mare che di notte

racconti le storie che

i marinai hanno imparato

da bambini.

Mare che di notte

ci porti le speranze di

amanti e sognatori

pirati e viaggiatori.

Mare che di notte

fai sentire la tua voce

semplice e profonda.

 

Questa poesia è nata mentre ascoltavo la “Voce del Mare” e non intendo quel sordo brontolio delle onde o la risacca greve per le rocce (ero a Moneglia, in Liguria), bensì un rumore che è al tempo stesso melodia; cupo come la voce della “Morte” (per T. Pratchet è come il tonfo di una pietra tombale), ma al tempo stesso profondo e caldo come la voce di un padre.

Quanto la sentii Io era agitato, c'era mare grosso, anzi una vera mareggiata – per fortuna che era notte -; ero sdraiato in una cengia poco più grande della mia schiena, a mo' di culla, sul fianco di uno scoglio alto una decina di metri che andava a strapiombo sul mare.

All'inizio era solo risacca e brontolio, ma man mano che mi ci abituavo e i rumori si facevano più lontani (un po' come nel dormiveglia) sentii questo strano “borbottio” aritmico e dentro di me avevo come la certezza che il mare fosse nervoso, agitato, perché in cerca di qualcuno, qualcuno di 'speciale'.

Bhé, il giorno dopo era calmo e sereno, molto probabilmente la sua ricerca ha avuto esito positivo, almeno per il mare.

 

 

 

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