Le avventure di:         

 

 

 

 

               

 

Billy Bon
 

 

 

 

 


Billy Bon

 

L’uomo che dal nulla creò sé stesso….

Indagando sugli altri….

 

IL suo nome era Bon, Billy Bon….e quella doveva essere una giornata speciale, molto speciale….e soprattutto quella non era una città qualunque…: era New York.

Le pistole sparavano a tempo di jazz, perché eravamo negli anni ‘ 40.

Ed eccolo lì il nostro eroe : avete presente Humphrey Bogart in “ The big sleep “ ?

Ecco lui non era per niente così…ma si vestiva uguale.

Camminava per la strada gettando un mozzicone spento per terra e poi preso dal rimorso, dopo qualche passo, tornava indietro a raccoglierlo, preoccupandosi di non esser stato visto da nessuno, perché lui era un insicuro e un indeciso ma da quel giorno le cose sarebbero cambiate.

Arrivato in ufficio, trovò finalmente la sua prima cliente, una creatura mozzafiato di quelle che uno può solo immaginarsi. Lei gli si rivolse con una voce melodiosa che ricordava quella di Nilla Pizzi nei primi Sanremo….

 

-         E’ lei l’ investigatore Bon ?

 

Billy non sapeva se risponderle o gettarle dei fiori…..: quali parole usare con una simile bellezza ? Così, togliendosi timidamente il cappello gli rispose :

 

-         Già…

 

Lei scoppiò in lacrime. L’unica cosa che gli venne in mente di fare fu accendere la radio. Sapeva che a quell’ ora trasmettevano dell’ ottima musica country, un vero toccasana per chi ha il morale a terra….Lei però non gradì per niente ed il pianto aumentò…..Tra un singhiozzo e l’ altro riuscì a dirgli :

 

-         ….Ma spenga quella radio….imbranato !

 

Corse via e non la vide mai più…..

Billy Bon era a terra come non lo era mai stato, maledisse la radio e la musica country, dalla tasca della giacca estrasse la sua armonica a bocca e si suonò

“ This Year’s Kisses “ di I. Berlin, un vero toccasana per gli uomini abbandonati. La cura fece effetto, perché pochi minuti dopo l’armonica rotolò sulle ginocchia e Billy prese a russare beato. Mentre sognava di essere al concerto jazz di Duke La Pera, il suo contrabbassista preferito, squillò il telefono.

 



 

 

 

 

 

Avventura N. 1
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N. 1: “L’uomo topo”

 ( 1a parte: “ Furti di formaggio ” )

 

Svogliatamente alzò il ricevitore.

 

-         Pronto….

-         Lei è l’investigatore Bon….Billy Bon….?

 

Si sentì domandare.

 

-         Scusi un attimo…..

 

Si affrettò a rispondere Billy.

La fuga della ragazza non l’ aveva proprio digerita. Appoggiò il ricevitore alla scrivania ed inseguì la donna. Non poteva sopportare l’idea di esser stato scaricato in quel modo: doveva riprenderla. Niente contava più di quello….

L’impeto dell’inseguimento era talmente intenso che precipitò dalle scale facendosi tutti i 34 gradini….Arrivato in fondo, finalmente si era calmato.

Con la schiena dolorante decise che tutto sommato non era il caso di continuare.

Una vecchietta che lì si trovava gli domandò:

 

-         Che spavento! Si è fatto male?

-         ….Un whisky e mi passa tutto…..

 

Tornò su più rilassato. Entrato in ufficio vide la cornetta che saltava sulla scrivania e una voce rauca proveniente dalla stessa che urlava:

 

-         Signor Bon ?!…….Signor Bon ?!…….Signor Bon ?!…..

 

Riprese il ricevitore con disinvoltura.

 

-         Sì ?!

-         Non è ora di assumere una segretaria?

-         Le donne fanno solo pasticci…

-         Devo dedurre che lei non ha simpatia per le donne….

-         Venga al punto….

-         Potrei parlarle a quattr’occhi?

-         Quattr’ occhi sarà lei, mio carissimo sconosciuto !

-         Ma cosa dice ?!

-         Senta…., si presenti per favore…

-         Sono Tom Torton e gestisco un piccolo mini market, volevo segnalarle degli strani furti.

-         Interessante….che genere di furti ?

-         Se le do l’ indirizzo può raggiungermi ?

-         Diciamo che si può fare…

-         Le pago l’ uscita va bene ?

-         Non sono mica un elettricista…Comunque affare fatto, ci vediamo lì.

Mi detti pure l’indirizzo per favore.

 

Poco più tardi Billy Bon entrava nel mini market con aria indagatrice.

Avete presente Sherlock Holmes ? Lui non era così ma aveva gli stessi occhi che rimasero spalancati nel vedere un topo che correva a nascondersi dietro ad una cassa. Si rivolse alla cassiera, una vecchietta austera e rigida d’origine tedesca che lo fissava con aria severa.

 

-         Avete i topi in questo locale ?

-         Si vercogni ! Vuole spafentare i nostri klienti ?

-         ….Ma ne ho visto uno nascondersi proprio dietro di lei….

-         Non urli per fafore ! Non ci sono topi qvi….Ha kapito?!

 

Alcuni clienti sentirono i discorsi ed iniziarono a parlottare fra loro.

Un uomo si rivolse a Bon.

 

-         Ha visto un topo?

 

La vecchia anticipò la risposta.

 

-         Non ci sono topi qvi ! Continuate a fare spesa !

 

Avvicinandosi poi a Bon gli sussurrò:

 

-         Se la manda Johnny Sugar guarti che…..

-         Ma chi è sto Johnny Sugar ?!

-         Non la fede qvella grande latteria proprio lì dafanti ? Johnny Sugar ne è il proprietario e ci fuole dicstruggere perché è un infame e….ci ruba tutti i klienti….

-         E’ una storia antica come il mondo eh? IL grande mangia il piccolo e poi lo digerisce…

 

La vecchia lo guardò con aria schifata.

 

-         Se deve fare la spesa lì ci sono i carrelli : ci si incfili e fada !

-         Sono un investigatore privato e cerco il titolare, il signor Torton.

 

La vecchia scoppiò in una risata alla tedesca….e mentre rideva andò a chiamare Torton. Billy Bon ci rimase malissimo e si chiese:

 

-         Ma cos’ ho che non va ?

 

Per fortuna dalle casse audio del mini market usciva della buona musica jazz e Bon ebbe così modo di riprendersi e di domandarsi:

 

-         Ma come diavolo avranno fatto a fare un impianto così negli anni ‘ 40 ? Mah…..

 

Subito dopo arrivò un omino con indosso un grembiule bianco puzzolente di formaggio. Gli diede la mano con stretta vigorosa.

 

-         Lei è il signor Bon?

-         In persona.

-         Bene mi segua, non perdiamo tempo.

 

Condusse l’ispettore verso uno scaffale frigo vuoto, situato nel piccolo ripostiglio del negozio e Bon subito si domandò:

 

-         Come diavolo avranno fatto a fare un freezer simile negli anni ‘ 40 ? Mah…..

-         Vede questo scaffale?

 

Gli domandò Torton.

 

-         Ieri era pieno della nostra specialità, il pecorino Cinese non stagionato. Sa cosa significa non stagionato ?

-         No….

-         Ci vorrebbe troppo tempo per spiegarglielo….

-         Ad ognuno il suo mestiere…..

-         Comunque, come può vedere, questa notte è sparito !

-         Qualche sospetto?

-         Credo che ci sia sotto Johnny Sugar.

-         Ah…., il vostro rivale…

-         I miei complimenti, è già informato…., lei è l’uomo giusto.

 

Bon effettua allora le domande di rito.

 

-         Per caso ha notato porte sfondate, muri abbattuti, tegole sollevate o cose di questo tipo?

-         Calma….calma….non le sembra di essere un po’ esagerato?

-         …E allora i ladri come hanno fatto a rubare la merce?

-         E’ per questo che ho chiamato lei…

-         Ah….

-         ….E non è nemmeno la prima volta, sono mesi che portano via formaggio dal mio negozio. Ho fatto una denuncia formale alla polizia ma mi hanno riso in faccia, quei maledetti non pensano altro che hai soliti gangsters…e per noi poveri cittadini come si fa?

-         Per voi ci sono io….Billy Bon!

 

In quel mentre Bon notò un topo seduto sullo scaffale vuoto alle spalle di Torton….

 

-         Non si muova….

 

Gli sussurrò mentre estraeva la sua pistola 38 a tripla canna, costruita apposta per lui dal suo carissimo amico l’ingegner Carpa….

Subito Torton iniziò a tremare.

 

-         Cosa succede?

 

Gli chiese con un filo di voce.

 

-         C’ è un topo sullo scaffale…..si volti molto lentamente…..e non fiati….

-         Non vorrà sparare nel mio negozio…..

 

Gli sussurrò Torton.

 

-         Niente paura, lo voglio solo intimidire….

 

Torton invece di voltarsi lentamente si girò di scatto per colpire il topo con lo strofinaccio che teneva in mano.

Spaventato, Bon fece fuoco a raffica. Dopo pochi secondi il piccolo magazzino era pieno di fumo e macerie. L’odore della polvere da sparo era insopportabile.

Dal fumo uscì Torton con occhi infuocati di rabbia.

 

-         Lei è un pazzo ! Cos’ ha in mano, una pistola o un lancia missili ?!

-         Cosa le è saltato in mente di muoversi così?! E’ colpa sua…e intanto il topo è scappato….

-         Cosa vuole che me ne freghi del topo! Guardi che danno mi ha fatto!

 

Entrò nel magazzino anche la vecchia Tedesca con alcuni clienti.

 

-         Cosa essere successo qua?! Essere tornata guerra?!

-         Chi ha sparato?

 

Domandò un cliente.

 

-         Non è successo niente…

 

Intervenne Bon.

 

-         E’ la normale procedura…..

 

Disse mentre ormai il fumo si era diradato, scoprendo così lo scaffale rovinato e il muro crivellato.

 

-         Tutto questo le verrà scalato dalla parcella, sia ben chiaro….

-         Va bene…..ma lei non deve più muoversi cosi, mi ha messo in agitazione.

-         ….E metta via quella specie di lancia fiamme che ha in mano….ma è regolare?

-         Assolutamente no….comunque lei qui dentro ha i topi….

-         Lo so…lo so…..se si sparge la voce per me è finita…E’ quel dannato Sugar che li lascia andare nel mio negozio.

-         Ma lei ha provato a passare qualche notte qua dentro per vedere che succede?

-         E’ per questo che l’ ho chiamata! Se i ladri non mi vedono uscire non vengono……

-         Allora stasera starò qua io. Lei esca pure e si faccia vedere per bene.

Vediamo se riuscirò a scoprire qualcosa….

 

Fine prima parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “Topazio Rattazzi”

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N. 1: “L’uomo topo”

( 2a parte: “ Topazio Rattazzi ” )

 

Scese la notte e Billy Bon si apprestò ad entrare in azione controllando tutti i suoi strumenti:la funzionalità della sua famosa pistola 38 a tripla canna, caricandola con speciali pallottole gommose, onde evitare i disastri causati il giorno prima, la sua super pila a “ raggio ipnotico “, le sue celeberrime manette a chiusura vocale personalizzata e in fine il suo materassino gonfiabile all’ idrogeno da usare per passare la notte nascosto dietro ad uno scaffale.

Una sola cosa si dimenticò di controllare: la sveglia….

Così, la prima cosa che vide il mattino seguente fu la faccia di Torton paonazzo dalla rabbia…..Teneva in mano un biglietto….:

 

-         Questo è per lei!

 

Gli disse furioso.

Stiracchiandosi soddisfatto per la profonda e rilassante dormita, Billy Bon rispose :

 

-         Iuoaaaahhh…….

 

…E lesse il biglietto.

 

“ Sogni d’ oro…..ispettorone dei miei stivali! “

                                                            

                                                            T.R

 

Incuriosito Bon domandò:

 

-         Ma chi sarà?!

 

A quel punto Torton esplose.

 

- Maledetto imbranato ! E’ per questo che la pago……per dormire !……Guardi qua,

  hanno rubato tutti i formaggini di bufala che stavano proprio vicino a lei !

 

Pensieroso Bon replicò:

 

-         Non pensavo esistessero dei formaggini simili….

 

Torton non poteva già più vederlo.

 

-         Se ne vada fuori dai piedi! I miei formaggi sono più intelligenti di lei!

 

In quel mentre arrivò la cassiera.

 

-         Ja ! Confermo !……Signor Torton, le ho portato il suo krafen al formaggio per la colazione.

-         Non ora….mi fa male lo stomaco…..non riesco a mangiare…..

 

Bon timidamente intervenne.

 

- Mi dia ancora una possibilità anzi una chanche…e vedrà che le tornerà l’appetito...

-         Io le do un’altra possibilità ma mettiamo in conto nella sua parcella anche i formaggini di bufala….

-         Mi sta bene.

 

Rispose Bon con orgoglio.

 

-         Ora se permette devo prodigarmi……

-         Vada vada….si dia da faren !

 

Gli urlò la vecchia cassiera.

Bon uscì dal negozio e fu investito dall’aria gelida della mattina.

Finalmente era sveglio: per lui una grande conquista nella giornata…..

Notò la latteria di Sugar e decise di farci un giro. Mentre stava entrando vide in una vetrina la testa di un topo far capolino dal buco di un gruviera.

 

-         Ma che succede?!

 

Si domandò.

Appena entrato notò subito la differenza di stile tra i due negozi. Quest’ultimo era molto più lussureggiante e alla moda e soprattutto qui non c’ era quell’ orribile ed antipatica cassiera. C’erano invece due giovani e promettenti ragazzine, con le quali  si mise subito a civettare. Loro scoppiarono a ridere e gli domandarono:

 

-         Ma lei va sempre in giro in pantofole ?

 

Si accorse di essersi dimenticato le scarpe da Torton e di essere uscito con le ciabatte che aveva usato per la notte. Si vergognò profondamente e cercò di rimediare acquistando un mezzo litro di latte…..

Quando uscì dal negozio di Sugar era un uomo finito. Si fermò a scaldarsi al primo sole e si disse:

 

-         Vado in ufficio e mi faccio un whisky…

 

Quella sera, al tramonto, si presentò da Torton deciso. Indossava una tuta nera aderente alla Diabolik sotto il suo famoso impermeabile a quadretti e un paio di scarpe da tennis marca “ Piuma “ super leggere…..

 

-         Sono pronto.

 

Disse entrando nel negozio.

All’interno, la cassiera ed un cliente vennero sorpresi dalla sua entrata.

 

-         Per dormiren?!

 

Gli rispose la cassiera.

 

-         Chi è questo qui?! E’ già carnevale?

 

Domandò il cliente indicandolo.

 

-         Io sono l’investigatore Bon…..Billy Bon….

-         IL Sig.Torton è un pazzen a fidarsi di lei…..

-         Niente paura, questa notte non fallirò!

 

Con la benedizione di Torton, una nuova notte cominciò. Bon era deciso a restare sveglio. Per quella notte niente materassino ma sette litri di caffè Sudafricano: il più potente che c’ è. Per restare desto ripensò alla sua vita. La sua professione era sempre stata quella di vigile urbano ma quando un giorno fece una multa che non doveva fare, a Tony Lupara, il famoso gangster, la sua carriera fu stroncata.

Da allora intraprese vari lavoretti a tempo perso, alcuni dei quali umilianti, come ad esempio il lustrascarpe e il lustra zoccoli dei cavalli. Nella guerra mondiale partecipò allo sbarco in Normandia con il grado di disertore. Per sua fortuna, quei documenti sparirono e non vennero mai più ritrovati. Bon tornò in America clandestinamente, senza un passato e in sostanza senza un futuro. Decise che la sua vita aveva bisogno di una svolta: lui non era così…. Poteva dare di più. Era arrivato il momento di affidarsi al suo istinto e di mettere alla prova la sua intelligenza e dunque questo lavoro d’investigatore era la cosa giusta. Purtroppo non era per niente in regola con la sua professione: non aveva né licenza né permessi, niente.

Confidava sul fatto che New York era una grande città e l’America un grande Paese:

chi l’ avrebbe mai scoperto? Lui sarebbe sempre stato l’eroe degli umili e dei più piccoli. Si sarebbe limitato a casi semplici, senza la ricerca del clamore: tutto ciò che gli interessava era la giustizia. Proprio quando cominciava a sentirsi fiero di sé stesso, un rumore lo distolse dai suoi pensieri….

Qualcuno si era addentrato nel locale. L’adrenalina iniziò a scorrere.

Vide un’ombra all’altezza dello scaffale dei formaggi. Con uno scatto felino accese la sua super pila a “ raggio ipnotico “, illuminando perfettamente il ladro.

 

-         Su le mani e via la maschera…..

 

Gli ordinò con voce incerta.

 

-         Hi hi hi hi….

 

Rispose il ladro.

Allora Billy gli puntò la sua 38 a tripla canna.

 

-         E tu avresti il coraggio di sparare….SQUITT !?

 

Domandò il ladro con voce “ roditorea “.

 

-         Non sarebbe la prima volta !

 

Mentì Bon.

 

-         Chi saresti tu…SQUITT ?

-         Sono colui che porrà fine alla tua carriera di ladro di formaggi…

-         Hi hi hi hi…..

 

IL ladro si tolse la maschera che gli copriva il volto e Billy restò di stucco….

 

-         Topazio Rattazzi !

 

Esclamò sconvolto.

 

     - …..Ma allora non è una leggenda….

-         Hi hi hi…..ci vediamo investigatore….

 

Rattazzi scappò improvvisamente e Bon si mosse all’inseguimento, maledicendo la super pila a “ raggio ipnotico “ che non aveva funzionato per niente.

Si rincorsero tra gli scaffali del mini market. Rattazzi sfoggiò un’agilità inconsueta.

Avanzavano rovesciando cataste di detersivi e di cosmetici. Nella fuga l’ uomo topo raccolse un profumo ed iniziò a spruzzarselo, irridendo Bon.

 

-         Hi hi hi….

 

Mentre rideva però, gli scivolò un piede e finì contro ad uno scaffale di cibo per gatti. Vistosi circondato dalle confezioni raffiguranti facce di gatto, Rattazzi prese paura, restando così immobilizzato. Bon ne approfittò per estrarre la sua macchina fotografica antiurto e…gli scattò una foto.

…Ma il flash risvegliò Rattazzi e intontì Bon, il quale pensò:

 

-         ….Ma cosa diavolo mi è venuto in mente di fotografarlo…

 

Rattazzi si scagliò su di lui e con una poderosa testata lo fece cadere a terra.

Poi infierì morsicandogli col suo dentino da topo l’orecchio destro.

Prima di andarsene gli sussurrò :

 

-         Bravo….mi avevi quasi preso….SQUITT….

 

Bon non era del tutto svenuto e con un ultimo alito di forza fece in tempo a dirgli:

 

-         Ci rivedremo….

 

Su Bon calò la notte e un triste velo pietoso…..

 

Fine seconda parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “La Gazza Ladra”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N. 1 “L’uomo topo”

( 3a parte: “ La Gazza Ladra ” )

 

Bon si risvegliò la mattina seguente con un topo seduto sul suo petto che faceva tranquillamente colazione con un buon pezzo di formaggio.

 

-         Ah che schifo!

 

Si scostò il sorcio con una manata ma questo lo morse. Billy andò su tutte le furie e si mise ad inseguire il topo, andando però a sbattere contro la cassa e facendo così cadere tutto quanto, compresa la foto dell’adorato Rudolph, il deceduto marito della cassiera. In quel mentre arrivò Torton che subito dovette sedersi essendo in preda ad un mancamento. IL suo negozio praticamente non esisteva più….

Rialzandosi andò verso Bon per ricoprirlo di insulti ma alla vista dell’ investigatore, grondante di sangue, si limitò a domandare:

 

-         Quale tipo di tornado è passato qua dentro?!

 

Bon tenendosi l’ orecchio gli rispose:

 

-         Non avrebbe del disinfettante? Mi hanno ferito in più punti…. Ma soprattutto

nell’orgoglio….

-         Come faccio io ad aprire il negozio oggi?! Guardi in che stato è!

 

Bon lo bloccò con una mano.

 

-         Una sola parola. Topazio Rattazzi. Cosa le dice questo nome ?

-         Topazio Rattazzi non esiste, lei è un pazzo!

-         ….E invece Rattazzi era qui con me questa notte….è lui che mi ha morsicato

l’orecchio…..ma io in compenso gli ho fatto una foto…

 

Torton lo fissò meravigliato.

 

-         Lei è riuscito a fotografare Rattazzi?! I miei complimenti. Posso vedere?

 

Mentre Bon cercava la macchina fotografica tra le rovine del negozio, arrivò il Sig.Sugar accompagnato da due agenti di polizia.

Sugar si rivolse a Torton con aria di sfida.

 

-         Cos’ è questa messa in scena?!

 

Torton non capiva.

 

-         Di che messa in scena parli ?

-         Questa notte ho subito un furto. Un enorme furto di formaggi…

 …. Ne sai niente tu?

 

Domandò ancora Sugar a Torton.

 

-         Ho ben altro da pensare io che ai tuoi formaggi.

 

Gli rispose Torton che iniziava ad alterarsi.

Sugar allora prese per il bavero Torton ma subito intervenne Bon.

 

-         Ma siete capaci di stare fermi?

-         E’ questo chi è?

 

Domandò Sugar lasciando la presa.

 

-         Questo è il mio investigatore privato.

 

Gli rispose Torton con orgoglio.

 

-         E’ qui perché anch’ io sto subendo furti da mesi. Guardate come sono ridotto….

 

Disse mostrando il locale a pezzi.

Intervenne il Capitano Cooper, esibendo il distintivo della polizia di New York dopo esserselo lucidato per bene.

 

-         Calmatevi signori…. Ci siamo qua io e il Sergente Coyote per far chiarezza su questi casi…..

 

Si rivolse poi a Bon.

 

-         Mi mostri il suo patentino da investigatore….

 

Per Bon fu come un colpo al cuore, mai più si sarebbe aspettato una domanda del genere. Finse allora di cercarlo con disinvoltura e poi rispose:

 

-         Devo averlo perso nella lotta col ladro.

 

Torton intervenne a sua difesa.

 

-         Quest’ uomo ha fotografato Topazio Rattazzi !

 

Mentalmente Bon maledì Torton. Non avrebbe dovuto rivelare alla polizia una simile notizia. Cooper e Coyote rimasero di stucco.

 

-         Vediamo questa foto…..

 

Disse Cooper eccitato.

 

-         Non trovo la macchina fotografica….

 

Disse Bon che cercò poi di cambiare discorso.

 

-    Fa freschino questa mattina….eh…?

-         La macchina è là…..la raccolga presto! Non faccia dell’ostruzionismo o la porto in centrale.

 

Intervenne il Sergente Coyote .

 

-         Che tipo di macchina è? Un’istantanea?

 

Bon rispose fiero.

 

-         Un’ istantanea con serbatoio…..

 

Tutti si guardarono sbigottiti. Bon pigiando alcuni bottoni fece uscire la foto dalla macchina…..Osservandola però il suo sguardo da fiero mutò in pietra. Disse mesto:

 

-         Ci deve essere stato un errore di centratura…..

 

Ora era Cooper ad essere soddisfatto.

 

-         Dia qua a me che la guardo io…

 

Bon ubbidì come un ragazzino e gli consegnò la foto.

 

-         Un gruviera……ha ha ha ha…Di certo il suo lavoro non è quello di fotografo!

 

Torton si mise le mani nei capelli.

 

-         Ma questo Rattazzi esiste o no?!

-         Mi creda signor Torta….

 

Disse Cooper.

 

-         Torton, mi chiamo Torton!

 

Disse Torton furente.

 

-         Mi scusi......ma Rattazzi non esiste. IL suo caro investigatore le sta solo estorcendo del denaro.

 

S’intromise anche Coyote.

 

-         Rattazzi è solo una leggenda per pazzi…..

 

Bon pensò di assecondarli. Non avendo prove tangibili era inutile insistere e cosi disse:

 

-         Devo essermi sbagliato…..

 

A quel punto Torton lo aggredì urlando.

 

-         Qui il ladro vero è lei! Ladro e distruttore! Guardi come mi ha rovinato il negozio…

Arrivò la cassiera e subito si accorse dell’immagine del suo adorato Rudolph spiaccicata per terra tra i pezzi di vetro…..

 

-         Cosa essere capitaten qvi?!

 

Gridò mentre Cooper e Coyote dividevano Torton e Bon.

 

-         Chi avere fatto una cosa similen?!

 

Sugar che da un pezzo non parlava indicò Bon con disprezzo.

 

-         E’ stato lui!

 

In quell’ istante Bon capì che l’unica cosa da fare era fuggire e così corse via più veloce che poteva.

Cooper gridò:

 

-         Sergente Coyote lo insegua!

 

Coyote che era un omone alto più di due metri e venti, d’origine Navayos e che aveva le gambe più lunghe dell’intera altezza di Bon, si mise in azione, recuperando in breve tempo la distanza che lo separava dall’investigatore. L’inseguimento proseguì per le strade affollate di quel quartiere, attirando la curiosità dei passanti.

Proprio mentre Bon pensava di essere perduto, gli si affiancò una Chevrolet a due marce e lui vedendo in essa la salvezza vi si buttò dentro. Al volante c’ era una ragazza bellissima di nome Lilly Monroe. Doveva essere una tipa decisa e dal sangue freddo perché vedendo Bon entrare dalla cappotta gli disse:

 

-         Dove ti porto bello?!

 

Bon guardando dietro rispose:

 

-         Portami dove ti pare…… Basta che dai gas !

 

Dietro di loro, Coyote non demordeva e con le sue lunghe leve stava recuperando terreno. Lei lo vide nello specchietto, sorrise poi a Bon ammiccando e gli disse:

 

-         Ci penso io….

 

Mosse lo specchietto retrovisore in modo da abbagliare Coyote, il quale per proteggersi dal forte riflesso del sole, si fermò e si mise le mani davanti alla faccia. Quando le tolse i due erano spariti. Sulla macchina Bon era entusiasta.

 

-         Dove ha imparato simili trucchi?

-         Certe cose ce le ho nel sangue…..e poi non darmi del lei, non sono mica una vecchia amica di tua nonna!

-         Giusto!…..E poi sei anche molto bella….

-         Non perdi tempo eh…. Dai che ti accompagno a casa…..

-         Meglio di no…..mi sa tanto che d’ora in poi sarò ricercato…

-         Allora siamo in due…..

-         Ah!… Perché chi saresti tu?!

-         Sono Lilly Monroe, la famosa “Gazza Ladra”!

-         Ma è incredibile…. Anche la “Gazza ladra” non dovrebbe esistere…..

-         Prova ad aprire il cruscotto, tesoruccio…..

 

Bon aprì e subito venne abbagliato dal luccichio di una collana fatta di diamanti e pietre preziose. Lui che nei precedenti lavoretti aveva anche fatto il commesso in una gioielleria, dopo una rapida occhiata esclamò:

 

-         Ma questo è un falso!

 

La macchina iniziò a sbandare e solo per pura fortuna non andò a sbattere.

 

-         Siamo vivi per miracolo!

 

Esclamò Bon sbigottito.

 

-         Come osi sostenere che è falsa?!

 

Gli disse Lilly graffiandolo stizzita. Bon se la tolse di dosso.

 

-         Sei una gatta impazzita!

-         Come fai a dire che è falsa?!… Rispondi!

-         Te lo dimostro subito.

 

Bon impugnò la sua 38 a tripla canna e con il calcio pestò un diamante che si frantumò in mille pezzi.

 

-         E’ solo vetro….. Un volgare fondo di bicchiere….

 

Lilly baciò sulla bocca Bon, poi lo fece ruzzolare fuori dalla macchina con una spinta improvvisa e vigorosa.

Prima di ripartire a tutto gas gli domandò:

 

-         Come ti chiami amico?

-         IL mio nome è Bon….Billy Bon…

     -     Sei il mio eroe…..

La ragazza sfrecciò via, regalando a Billy un ultimo sguardo.

Bon si accarezzò le dolci ferite lasciate dalle sue unghie e poi si disse:

 

-         La rivedrò ancora….. Ne sono sicuro…

 

Mentre pensava a lei venne colpito da una strana scena: una decina di topi stavano seduti in fila su un muretto e lo guardavano quasi divertiti. Era chiaro che qualcosa non andava. Si mise così a pensare:

 

-         Furti di formaggio, topi ovunque e….. Rattazzi a capo di tutto….

 

Gli venne un’idea e corse via.

Intanto nel negozio di Torton, il Capitano Cooper, con un paio di telefonate urbane, aveva smascherato il segreto di Bon che adesso era ufficialmente ricercato come truffatore. Nascosto nell’ombra, qualcuno se la rideva…..

 

- Hi…hi…hi…hi…SQUITT… 

 

Fine terza parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “L’escalation di Rattazzi”

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Billy Bon

Avv. N. 1: “L’uomo topo”

 

( 4a parte: “L’ escalation di Rattazzi” )

 

IL sentirsi un fuorilegge fu per Bon un’emozione nuova. Non si era mai sentito così vivo: era al settimo cielo. Rientrando nel suo ufficio, inciampò in uno di quei nastri che la polizia usa per indicare i locali sotto sequestro, a quel punto l’emozione di essere un ricercato iniziò a svanire lentamente, sostituita da uno stato di ansia ossessiva. L’ufficio era scarno e vuoto, gli avevano lasciato solo il vecchio ricordo di un suo viaggio a Londra: una bombetta Inglese in ceramica…… Così si domandò:

 

-         Ma le mie cose me le ridaranno?….

 

Improvvisamente, sentendo una sirena della polizia in lontananza, fu colto da terrore. Era debole di stomaco e la cucina della galera lo avrebbe sicuramente ucciso. Per fortuna il suono della sirena si allontanò e pian piano svanì.

Si rese conto allora che non poteva più frequentare i soliti luoghi abitudinari e che dunque doveva cambiare aria. Si ricordò del suo vecchio amico, l’ avvocato

Mortimer Mars, che tra l’altro, gli sarebbe potuto venire utile, per le ricerche che aveva intenzione di svolgere sul conto di Rattazzi. Prima però sentiva il desiderio irrefrenabile di passare da Torton. Non poteva rischiare d’essere scambiato per truffatore agli occhi di un suo cliente, oltretutto il primo ed unico. Doveva spiegare la sua verità.

Ci mise quasi un giorno ad arrivare, avendo seguito un percorso alternativo e periferico. Così giunse da Torton all’ora di chiusura. Appena entrato, la cassiera, vedendolo impugnò una scopa.

 

-         Fuori di qua !….Fillanen…..truffatoren…..imbranaten…..

 

Mentre la vecchia urlava, Bon notò un cactus che lo incuriosì non poco….

Essendo un amante e collezionista di piante Messicane, ignorò le ire della cassiera e si avvicinò alla piantina, gioioso e incuriosito. Fece per studiarla da vicino, ma questa, improvvisamente, iniziò a compiere dei movimenti vorticosi velocissimi.

Bon scattò indietro gridando:

 

-         Ooohh !!

 

Quella che lui credeva essere una pianta, altri non era che la coda del famosissimo e gigantesco “gatto Bavarese dalla coda spinosa”, che subito gli si rivoltò minaccioso, emettendo il suo celeberrimo ruggito:

 

-         GROARR MIAOOO !!

 

Bon si nascose dietro la cassiera che scoppiò nella sua solita risata alla Tedesca.

 

-         Ha ha ha ha……..Terzo Reich ! Attakkalon !

-         E’ suo questo mostro?!

 

Domandò Bon sfinito dal terrore.

 

-         Javol! Essere micen Bavaresen! Suo nome essere “ Terzo Reich “ ……

Tu potere fare carezzen, lui non essere cattiven…..

 

Bon titubava.

 

-         Ma quanto pesa?

-         Pesa come me!

-         Ah!

 

In quel mentre, la cassiera gettò al gatto, una scatola ancora chiusa di cibo per cani.

La belva la dilaniò, mangiandone voracemente il contenuto, sotto gli occhi di un Bon schifato.

 

-         Di solito lo tengo a casa…… Ma oggi l’ ho portaten per cacciaren topi….

 

A Bon venne un’illuminazione. “Terzo Reich” era proprio quello che ci voleva.

Già sognava di scagliarlo contro Rattazzi, che sarebbe stato inerme contro un simile prodigio della natura felina. Dato che Torton non c’era, Bon scrisse un biglietto e lo lasciò alla cassiera.

 

-         “Un giorno le spiegherò, mi lasci lavorare”

P.S – “Tratti come se fosse suo figlio Terzo Reich, ci tornerà utile”

 

Prima di andarsene Bon chiese alla cassiera:

 

-         Lo posso accarezzare allora?…..

-         Preghen…..faccia piano però, si sta concentrando per digestionen…..

 

Bon lo accarezzò amorevolmente con le sue dita tremanti e…. Il gatto scattò.

 

-         GROARR MIAOO !!

 

Gli si aggrappò all’impermeabile, riducendolo a brandelli…..

 

-         Lo fermi per carità !

-         Terzo Reich ! Terzo Reich !

 

Urlava la cassiera.

Alla fine il gatto si placò, lasciando Bon in uno stato a dir poco pietoso.

Per l’impermeabile non c’era più speranza ma almeno aveva salvato la pelle.

 

-         Mi dispiacen….

 

Si scusò la cassiera. Bon uscì mesto senza nemmeno salutare.

Poco dopo la mezzanotte, suonò al campanello della casa di Mortimer, che uscì fuori in pigiama imprecando…..

 

-         Al diavolo! Sei tu?!…..Ma lo sai che potrei denunciarti per aver infranto

      l’articolo 402 comma 4 della legge Giorgio Washington del 1898?

-         Basta con queste buffonate….. Aprimi…. Non vedi come sono ridotto?!

-         Ti sta bene….

 

E intanto aprì la porta. Appena entrato, Bon si lasciò cadere sul divano del soggiorno: era sfinito. Subito il buon Mortimer si preoccupò di servirgli un Whisky ristoratore.

 

-         Sei stato morsicato dai cani randagi?

 

Gli domandò curioso.

 

-         Devi fare un lavoro per me.

 

Rispose di rimando Bon.

 

-         In questi giorni sono ricercato e quindi svolgerai tu il mio lavoro!

-         Cosa sono questi ordini?!… Non sono mica il tuo fattorino io!

-         Scusami Mortimer…. Te lo chiedo per favore….

-         Che reato hai commesso? Io posso difenderti.

 

Bon spiegò l’ intera storia all’ amico che alla fine esclamò:

 

-         Rattazzi eh!…. L’ho sempre creduto una leggenda…..

-         Almeno tu devi credermi, l’ ho visto sul serio e so come sconfiggerlo….

Tutto quello che serve è trovare il suo nascondiglio.

     -     Lascia stare. I manicomi sono pieni di persone, pronte a giurare, d’aver visto

           Rattazzi…… Sono diventati tutti matti.

-         Allora mi aiuti o no?!

-         Sicuramente. Prima però devo chiudere una pratica importante che sto portando avanti da mesi… A proposito, dove l’ ho messa…. Era qui…

 

Mentre Mortimer iniziava a rovistare dappertutto, a Bon stava venendo sonno.

 

-         Oddio! Ma dov’ è?!…..l’ ho persa!

 

Esclamava Mortimer preoccupato.

Bon gli rispose.

 

-         Iuoaaahh…. Se permetti me ne vado su….. Vado a letto….

 

Bon si alzò dal divano e si accorse, che la pratica cercata con disperazione dall’amico, stava proprio sotto di lui….

 

-         Toh…. Te l’ ho trovata io…. Guardala qua!

 

Gli disse porgendogliela. Mortimer era raggiante ma quando la prese in mano si accorse che questa era impregnata della saliva del “gatto Bavarese dalla coda spinosa”……

 

-         Maledizione! Mesi di lavoro andati perduti! Non fai che pasticci Billy…..Sei un buono a nulla!

 

Billy gli rispose calmo:

 

-         Mettila al caldo, si asciugherà….

-         Come?!

 

Lo lasciò così, pieno di dubbi, mentre lui invece se ne andava pacificamente a coricarsi. L’indomani Mortimer gli procurò i giornali degli ultimi tre anni come da lui richiesto e un impermeabile nuovo anti- graffio. La caccia a Rattazzi scattava in quel momento. Quel giorno Bon lo passò a studiare e a bere whisky. La cosa gli piaceva.

Scoprì che Rattizzi, fece la sua prima apparizione sui giornali, circa tre anni prima, come del resto si ricordava. IL suo primo colpo fu il rapimento di “Laula”, il cane guida del primo sindaco cieco di New York: David Marcomains, soprannominato

“il sindaco buono”. Come riscatto aveva chiesto 40 forme di formaggio grana padano. Alla consegna del riscatto, il cane era stato rilasciato. Nessuno però aveva visto niente, di Rattazzi si conosceva solo il nome. IL secondo colpo, solo qualche mese dopo, fu quello realizzato al grande “Eurocheesemercato” di New York, il più grande magazzino di formaggi del mondo. In quell’ occasione, gli agenti del turno di notte, sostennero di aver visto un vero e proprio esercito di topi, invadere il magazzino come un fiume in piena e depredarne l’intero contenuto nel giro di pochi minuti. Al comando di tale esercito c’ era un uomo spaventoso. Era lui, Topazio Rattizzi, “l’uomo topo”. Tutti questi testimoni vennero ricoverati d’ urgenza al manicomio di Manatthan: nessuno avrebbe mai potuto credere alla loro storia…..

L’ ultimo episodio di clamore che vide protagonista Rattazzi, capitò circa un mese dopo. Un furgone che trasportava provoloni e rarissime provole nane di Tucson, venne attaccato di notte, da un uomo che asfissiò i due conducenti e la scorta, usando le temibili ed allora ancora enigmatiche “bombe allo zola”.

 Anche i protagonisti di questa vicenda vennero ricoverati al manicomio di Manatthan. Interrogati, descrissero un odore insopportabile che li aveva praticamente paralizzati e per contro, un uomo che invece si muoveva, durante

l’azione, completamente a suo agio. Naturalmente era sempre lui: Topazio Rattazzi!

Da quel giorno però, “l’uomo topo” sparì dalla scena e sui giornali non si parlò più di lui. Nei due anni che seguirono, nessun giornale dedicò articoli a quegli avvenimenti. Che fine aveva fatto Rattazzi? Cosa stava escogitando in quei lunghi anni silenziosi?

 

Fine quarta parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “L’esercito dei topi”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N. 1: “L’uomo topo”

( 5a parte: “L’ esercito dei topi” )

 

Non trovando nulla sui giornali che riguardasse Rattazzi negli ultimi anni, gli venne allora un’idea. Fingendosi un giornalista che stava scrivendo un pezzo sulla microcriminalità di New York, telefonò a tutti i distretti di polizia chiedendo un elenco preciso di tutti i furti avvenuti in piccoli negozi e mercati. Fu così che si delineò un quadro sconcertante della situazione. Negli ultimi due anni, cioè da quando Rattazzi era sparito dalla circolazione, contò ben 4000 e più furti di formaggio in varie latterie e market. Stese allora, occupando tutto il soggiorno di Mortimer, una gigantesca cartina di New York e usando soprammobili vari, si mise a simulare i movimenti di Rattazzi. Rincasando dal tribunale, Mortimer rimase di stucco.

 

-         Una mappa più piccola non bastava ?

-         New York è una grande città…..

 

Mortimer notò tra i vari soprammobili usati da Bon, “il cavallino di vetro”, il suo preferito, regalatogli dall’unica fidanzata della sua vita.

 

-         Rimetti subito a posto quell’oggetto! Lo sai che potrei denunciarti in base

all’ articolo 620 del Codice “Incivile”?

 

Bon lo ignorò e continuò a muoversi a carponi sulla cartina, concentrato anima e corpo sul suo lavoro.

 

-         Ma mi senti o no?!

 

Gli gridò Mortimer. Spaventato dall’urlo, Bon scattò, urtando con il piede il cavallino di vetro che cadde spezzandosi una gamba.

 

-         Ma noooo !!!

 

Bon minimizzò.

 

-         Ma sì….buttalo via. Te ne compro io uno nuovo ed infrangibile….anzi…me lo faccio fare dal Carpa…

-         Razza d’idiota! Ti spaccherei il “Codice Penale” sulla testa!

 

Bon se ne fregò e cambiò argomento.

 

-         A proposito…..non c’ è niente da bere in questa casa ?

-         E tutte quelle bottiglie vuote?!

-         Appunto…..di piena non n’è rimasta neanche una…

 

Sconsolato, Mortimer raccolse il cavallino e salì mesto al piano di sopra, per lavorare alla sua ultima pratica. Proprio in quel momento, Bon esplose in un grido

di dolore: gli si era conficcata la gamba del cavallino di vetro nell’ alluce del piede.

Corse in bagno a medicarsi, maledicendo quell’unica ragazza di Mortimer che faceva regali così stupidi e fragili…. Come lei del resto…. Ma proprio mentre si disinfettava gli venne un’ispirazione delle sue. Corse in soggiorno armato di riga, compasso, goniometro, filo a piombo e calcolatrice…..Tracciò alcune coordinate e scoprì così quale sarebbe stato il luogo del prossimo furto. Non poteva perdere tempo. IL display della calcolatrice indicava il giorno e l’ora precisa del prossimo colpo: ora! S’infilò le scarpe mugugnando per il dolore al piede e uscì fuori di corsa senza nemmeno chiudere la porta. Quella sera c’ era un gran vento.

Quando Mortimer scese, trovò l’appartamento messo a soqquadro dal vento entrato dalla porta lasciata spalancata. Tutti i suoi preziosi libri e codici, giacevano là per terra, fra righelli, compassi, cerotti e bende……un vero inferno…. No: era casa sua. Bon passò da casa per prelevare la sua auto: una “Ford Rallenty modello Livingstone” del‘22, macchina di cui andava molto fiero. Prima di allontanarsi, diede una triste occhiata alla sua casa ancora avvolta dai sigilli.

Per seminare la malinconia schiacciò a tutto gas e utilizzò l’aria frizzante della notte per ritrovare il buon umore. Guidò fino ad Harlem, perché era lì che si sarebbe verificato il colpo. Si appostò in un vicolo oscuro, dal fondo del quale si poteva ben vedere la latteria in questione. Improvvisamente dal nero della notte comparirono

occhi minacciosi….Si avvicinavano velocemente e Bon prese paura. Gatti randagi?

Barboni? No, peggio…..era la famosa banda locale in servizio di ronda. IL capo si affacciò al finestrino della macchina e gli domandò:

 

-         E tu cosa ci fai qui?!

-         Fumo in pace una sigaretta….

-         Valla a fumare a casa tua!

 

Dal finestrino sbucarono le canne della 38 a tripla canna e si appoggiarono al naso del capo banda. Bon domandò tranquillo:

 

-         Pensi che pioverà ?

 

IL capo banda, con la pistola appoggiata al naso, sudava ma ostentava grande tranquillità. Rimasero in quella situazione di stallo per alcuni minuti.

Ad un certo punto la macchina cominciò a tremare. I componenti della gang guardarono ai loro piedi e…… I loro volti di colore sbiancarono. Uno dei tre urlò:

 

-         Capo, qui è pieno di topi!

 

Gli scagnozzi se la diedero a gambe e rimasero lì solo Bon e il capo, sempre fermi come statue. Un topo si arrampicò sul capo banda ed iniziò a mordergli la testa.

Questi con tutta calma ma continuando a sudare, disse a Bon:

 

-         IL mio sudore attira i topi…..se permette scapperei….

-         Prima di andare si tolga quel topo dalla testa….. Non è un bello spettacolo….

 

L’uomo si scrollò dal capo il topo e poi fuggì via più veloce del vento. Fu allora che Bon vide Rattazzi che dirigeva il suo esercito di topi con movimenti decisi.

Erano a migliaia ed entravano nella latteria per poi uscirne carichi di formaggio.

Bon attese la fine della silenziosa rapina. Aspettò che Rattazzi salisse su una macchina e poi lo inseguì. Guidarono fino in periferia, dove la strada s’inoltrava in una foresta. Dopo una serie di curve, Rattazzi era sparito. Bon era esterrefatto:

come aveva potuto dileguarsi così ? Avrebbe voluto, nervoso com’ era , disboscare l’ intera zona… Scese dalla macchina e ci fumò sopra domandandosi: Rattazzi si era accorto di lui ? Lo aveva portato lì solo per allontanarlo dalla sua vera tana, oppure quella era la strada giusta ? Mentre si poneva tale quesito, si accorse che la sigaretta sapeva di poco ed allora pensò:

 

-         Le sigarette di Mortimer fanno veramente schifo…..

 

Stava per risalire in macchina ma……sentì dei piccoli rumori. Accese i fari ed illuminò una vera e propria miriade di topi che si stavano dirigendo verso un luogo sconosciuto. Capì così che era sulla strada giusta. IL nascondiglio di Rattazzi non poteva essere lontano. L’indomani, di primo mattino, tornò sul luogo ed inizio a perlustrare alla ricerca di qualche indizio. Fu così che poco lontano, notò una grande villa costruita in stile Arabo. Incuriosito vi ci si recò. Parcheggiata la macchina, bussò all’ enorme portone con l’apposita mazza ferrata, tipica negli usi Arabi. Quando il maggiordomo gli aprì, Bon si finse un appassionato di botanica, avendo visto il giardino in stile arabesco che era a dir poco splendido. IL domestico non voleva farlo entrare ed allora Bon riuscì, dopo varie insistenze, a fargli chiamare il padrone di casa. Arrivò un ometto, del tutto calvo e vestito con una specie di pigiama bianco molto largo e lungo, nel quale rischiava di inciampare ad ogni passo. Teneva in mano un recipiente di vetro, pieno di un liquido strano.

La prima cosa che disse a Bon fu:

 

-         Se vuole entrare in questa dimora deve bere questo…..

-         Non c’ è problema, io bevo di tutto…..

 

Bon bevve in un sol fiato il contenuto della tazza, apprezzandone il gusto.

 

-         Buono…..cos’era?

-         Decotto d’edera…..

-         Puah!

 

Bon iniziò a sputacchiare qua e là….

 

-         ….Ma che razza di intrugli bevete in questa casa?!

-         E’ un’ antica ricetta Turco- Veneta…

-         Come Turco- Veneta?!

-         Io sono Alì Anselmìn Al- Gondol, sono Turco ma di origine Veneziana…..

-         Caspita…..che innesto!

-         Allora lei sarebbe un botanico?

-         Un appassionato, precisamente…..

-         Si accomodi pure in codesta magione, sono onorato della fiducia che mi ha dimostrato bevendo il mio antico decotto….

 

Entrando nella casa di Anselmìn, Bon fu proiettato in un mondo fatto di arazzi, tappeti orientali, quadri del Tintoretto e vedute di una Venezia rinascimentale ormai perduta nella notte dei tempi.

 

-         Sa, non ricevo molte visite io…..

-         Per forza, se il maggiordomo caccia via tutti….

-         Fa così su mio preciso ordine. Io non amo la vostra civiltà, le vostre strade sono sporche, guardi invece la mia Venezia…..l’acqua era così limpida…..

 

Disse indicando un quadro del Tintoretto.

 

-         Bello! E’ originale?

-         Naturalmente. Io non posseggo nulla che non sia originale.

 

A Bon, Anselmìn stava già antipatico. Era un vanitoso e un egocentrico e in più il decotto d’edera pesava come un mattone nel suo stomaco.

Poteva un elemento simile essere complice di Rattazzi? Era deciso a scoprirlo.

Intanto Anselmìn gli stava dicendo:

 

-         Prego…… Mi segua…. Le faccio visitare la mia serra. Ho una collezione di piante magre orientali di cui vado molto fiero, ho perfino un “tulipano padovano”…

 

I due s’ incamminarono e attraversarono lunghi corridoi. Quando incrociarono in uno di questi, una scala che scendeva verso il basso, Bon fu raggiunto da un intenso odore di formaggio stagionato. I suoi muscoli s’irrigidirono……

 

-         Dove porta quella scala?

 

Domandò.

 

-         Alle cantine…… Ma lì non ci sono piante…

 

Disse allegramente Anselmìn, che non sospettava minimamente i veri interessi di Bon. Finalmente entrarono nella serra e un calore tremendo avvolse in nostro eroe.

 

-         Guardi che meraviglia!

 

Disse eccitato Anselmìn. Bon nemmeno lo ascoltava. Cosa avrebbe detto adesso, lui che di botanica non aveva mai capito nulla? Infatti Anselmìn stava indicando un fiore con grande fierezza.

 

-         Lo riconosce questo?

 

Bon si buttò, rispondendo con sicurezza.

 

-         Ma certo! E’ il famoso “tulipano padovano”!

-         I miei complimenti, si vede che lei ha l’occhio esperto….. Mi segua, voglio mostrarle altre mie creazioni.

 

Bon prese sicurezza e mentre avanzavano si mise ad indicare ogni fiore citandone

il nome. Anselmìn ad un certo punto bloccò il suo entusiasmo, affermando sconcertato:

 

-         Ma lei è un asino! Non ne riconosce uno dei miei fiori….

Immediatamente Bon afferrò una bottiglietta di concime spray che stava vicino ad alcune piante e…… La spruzzò in bocca ad Anselmìn. IL Turco- Veneto diventò paonazzo e fu colto da una crisi di tosse.

 

-         Ehm aurg!…. Ehm spuah!

 

Lo abbandonò in quello stato e si dedicò alla ricerca di qualche indizio che potesse provare la presenza di Rattazzi in quella casa. Raggiunse la famigerata scala e senza timore alcuno cominciò a scendere. L’odore di formaggio era insopportabile e ad ogni gradino aumentava sempre di più. Quali terribili segreti poteva nascondere quel luogo? Arrivò ad un pianerottolo, dove c’erano tre porte. Mentre due di queste erano chiuse a chiave, una era invece aperta e così decise di entrare.

Trovò un vero e proprio laboratorio chimico, dove un diabolico marchingegno che emetteva strani suoni e fumi puzzolenti, trasformava enormi forme di gorgonzola in palline gommose tipo palle da tennis. Nella stanza ve n’erano accumulate a centinaia e Bon ne raccolse un paio. Su di esse vi era posta la sigla “Z. B” e a quel punto non ci mise troppo a capire che si trattava delle famose “Zola – Bomb”.

Se le mise in tasca ma, quando si alzò, fu colpito alla testa da un vaso di

“glicini dormienti”, scagliato da Bert, il fido maggiordomo……

 

Fine quinta parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “L’ultimatum”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N. 1: “L’uomo topo”

( 6a parte: “L’ ultimatum” )

 

Bon si risvegliò nel soggiorno della casa, circondato da Anselmìn, dal maggiordomo Bert e con sua grande sorpresa anche dal Cap.Cooper e dal

Serg. Coyote, che aveva gli occhi bendati e lo indicava con fare vendicativo.

Anselmìn, tra un colpo di tosse e l’ altro, stava urlando:

 

-         Quest’ uomo si è introdotto in casa mia per derubarmi e ha tentato di uccidermi spruzzandomi del concime in bocca!

-         Non si preoccupi….

 

Gli disse Cooper che intanto si lucidava il distintivo.

 

-         E’ da un bel po’ che stiamo braccando questo pericoloso criminale. Grazie a lei finirà in galera e non ne uscirà per un bel pezzo.

 

Ma Bon sapeva che Cooper si sbagliava ed anche di grosso. Infatti, nessuno lo aveva perquisito. Di scatto lanciò le due bombe allo zola che aveva in tasca, una direttamente contro il Serg.Coyote, che era il più temibile e l’altra a casaccio….

Mentre fuggiva infrangendo una grande vetrata, sentì Coyote urlare:

 

-         Che puzza tremenda! IL mio naso esplode…..aaaahhh !!

-         Quello è vetro Arabo!

 

Gridò Anselmìn disperato prima di svenire. Bon era di nuovo libero. Si diresse euforico verso la sua macchina ma…. Non la trovò. Era sì libero ma era perduto nella foresta. Qualcuno nascosto nell’ombra se la rideva:

 

-         Hi hi hi hi ……SQUITT!

 

Poco più tardi, Cooper e Coyote si risvegliarono. Non erano più nel soggiorno bensì nella cantina della casa, legati e imbavagliati come salami. Nel buio del locale intravidero una figura avvicinarsi. Solo quando fu vicinissimo a loro lo riconobbero:

era Rattazzi….

 

-         Hi hi hi hi…..SQUITT ! …..Dunque siete miei ospiti signori. Vi offrirei del buon formaggio ma…. Mi sembra che avete le bocche leggermente sigillate…..

Avete visto delle cose che non dovevate vedere e ora avete le ore contate.

 

Coyote fece uso di tutta la sua forza per spezzare le corde che lo immobilizzavano ma queste erano fatte con liane Polinesiane: le più resistenti che ci sono.

Intanto Rattazzi avvicinò il suo orribile volto ai due e sussurrò:

 

-         Visto che ormai siete praticamente due fantasmi, vi voglio svelare il mio piano…..

Mostrò loro una piccola fiala.

 

-         Questa fiala contiene un potente agente chimico, capace di trasformare un essere umano in formaggio grattugiato!Mi ci sono voluti due anni ed un numero infinito di rapine, per fabbricarne la quantità necessaria. Munirò i miei topi ammaestrati proprio di una fiala come questa e spargerò il terrore per tutta New York, se il sindaco Marcomains non accetterà le mie condizioni.

 

Cooper si mise a mugugnare.

 

-         Mmmhhhh…..

-         State zitti! Tanto è inutile! Le mie condizioni saranno le seguenti:

Alì Anselmìn Al – Gondol dovrà essere il nuovo sindaco di New York, avrà carta bianca riguardo ad ogni suo progetto di purificazione della città.

Tutto quello che voglio per me sono 10.000.000 di dollari, depositati sul mio conto segreto che lui sa, e che mi farà pervenire quando sarà sindaco.

E ora, caro il mio Cap.Cooper, voglio dimostrarvi come funziona il mio siero…

 

Mentre così diceva, ruppe la fiala e spruzzò il contenuto della stessa sul viso del Serg.Coyote, che emise un gemito indescrivibile:

 

-         Iiiuuooaarrgg !!

 

In un solo istante si trasformò in una montagna di formaggio grattugiato di prima scelta, sotto gli occhi di un terrorizzato Cooper. Rattazzi si avvicinò ancor di più al volto del Capitano e gli sussurrò questa domanda:

 

-         In fondo cosa siamo noi?.…. Solo polvere, formaggio e niente più !

 

Scoppiò poi un una sadica risata ed esclamò convinto:

 

-         Chi potrà fermarmi ormai?

 

Cooper scrisse qualcosa sul pavimento polveroso: “Billy Bon”…..Rattazzi notò la scritta e si mise a ridere ancor con più gusto.

 

-         Ha ha ha ha…..SQUITT !

 

Nello stesso istante, in un altro luogo, echeggiava un altro suono come di sfida:

 

-         GROARR MIAOO !!

 

…..E sempre nello stesso istante, in un altro luogo ancora, qualcuno imprecava:

 

-         Maledizione! Questa foresta non ha un’uscita?! D’ora in poi sarò a favore del disboscamento in generale……

 

Mentre avanzava, ormai perduto, Bon vide un luccichio in lontananza. Cauto si avvicinò ma la scena che vide non gli piacque per niente. Due volanti della Polizia erano ferme davanti alla macchina di Cooper e alla sua, completamente sfasciate e girate come se avessero avuto uno scontro. Sentì chiaramente un agente dire:

 

-         Billy Bon ha catturato il Cap.Cooper ed il Serg.Coyote, li tiene prigionieri!

 

Si trattava sicuramente di una messa in scena. A quel punto Bon, dopo essersi strappato l’impermeabile, uscì dal bosco correndo e urlando:

 

-         Io l’ ho visto, li tiene prigionieri, è scappato di là…

 

Urlò indicando una direzione a casaccio nel bosco.

 

-         Ho tentato di salvarli ma lui mi ha aggredito, quel Bon è una belva…..

 

IL capo pattuglia gridò:

 

-         Avete sentito ragazzi?! Seguitemi!

 

Tutti lo seguirono proprio nella direzione indicata da Bon. Soltanto il giovane Smith, che era alle prime armi, rimase sul luogo col compito di accudire il ferito.

 

-         Venga…. Si accomodi sulla volante – ambulanza.

 

Bon si sedette al posto di guida e il giovane Smith tentò timidamente di fermarlo.

 

-         No signore…. Il suo posto è dietro…..

-         IL mio posto è dove dico io!

 

Gli rispose Bon gasatissimo. Quando fece però per mettere in moto, scoprì che non c’erano le chiavi. IL giovane Smith le aveva in mano e le faceva roteare come in segno di sfida, mentre si sentivano le voci degli agenti infuriati che stavano tornando.

 

-         Quello ci ha mentito…… Adesso ce la paga!

 

Bon per un istante si sentì perduto ma poi recuperò tutte le sue forze e con una mossa improvvisa, afferrò il giovane Smith e lo trascinò nella macchina. IL giovane agente, che mai si sarebbe aspettato una mossa simile, lasciò le chiavi e così Bon poté mettere in moto e sfrecciare via a tutto gas. Guidava peggio di un matto, con Smith accanto a lui immobile e terrorizzato. L’altra volante li inseguiva ma era notevolmente appesantita, visto che doveva portare ben otto persone. IL capo pattuglia stava comunicando con la centrale, segnalando la posizione dell’auto in fuga e…..il tradimento del giovane Smith….Bon per un po’ ascoltò la conversazione sulla sua radio ma poi decise di cambiare canale, sparandosi a tutto volume un po’ di musica Jazz. Quei discorsi, fatti nel tipico linguaggio della Polizia, lo avevano nauseato….IL giovane Smith giaceva sul sedile moralmente distrutto: era anche lui un ricercato…..Appena giunti in città, Bon rallentò un poco e scaraventò il giovane agente sull’asfalto: ormai non era che un peso morto ma…. Aveva fiducia in lui, era sicuro che se la sarebbe cavata. Per attuare un diversivo, anche Bon abbandonò la macchina, la quale prosegui senza guida, finendo la sua corsa accartocciata contro un palo. Mentre si allontanava a piedi, l’ultima cosa che udì fu la voce del capo pattuglia, che leggeva al giovane Smith i suoi diritti. Più tardi, Bon entrò da Torton stravolto e conciato come il peggiore dei barboni ma….. Nessuno lo notò.

Una piccola folla era radunata intorno alla radio. La voce stridula di Rattazzi echeggiava nell’ aria: se entro la mezzanotte di quella sera, il sindaco Marcomains non avesse accettato le sue condizioni, “l’uomo topo” avrebbe attuato il suo mostruoso piano. D’improvviso un grido raggelò i presenti. Una giovane donna stava indicando spaventata un topo, che camminava per terra con una fialetta legata sulla schiena: erano già in circolazione….. Bon non perse tempo. Aveva con sé un enorme sacco, con il quale catturò “Terzo Reich”. Uscì poi dal negozio senza neppure esser visto. Mentre Bon, stupito per la facilità con cui aveva catturato

“Terzo Reich”, stava uscendo, la radio stava dando la notizia della scomparsa del Cap.Cooper e del Serg.Coyote, rapiti dal terribile criminale Billy Bon, quasi certamente aiutato nel misfatto da un agente di polizia: il giovane Smith……

Bon rubò la prima macchina che gli venne a tiro: quella di Torton….Si diresse velocemente verso la villa di Anselmìn. IL grosso sacco stava inerme al suo fianco ed allora si domandò:

 

-         Come mai…….Non sarà mica soffocato?!

 

In realtà “Terzo Reich” stava dormendo da ore ma…. Proprio in quell’ istante si risvegliò.

 

-         GROARR MIAOO !!

 

In meno di un secondo, il sacco fu fatto a brandelli e il gatto saltò sulla testa di Bon, che guidò in quello stato fino alla villa. L’ arrivo fu traumatico: a causa di una lepre che attraversò la stradina che portava al cancello d’ ingresso, Bon perse il controllo del mezzo che si girò sul fianco capottandosi sei sette volte, finendo proprio ad abbattere il cancello stesso. Si rialzò barcollante e dolorante. “Terzo Reich” era sparito. Ormai era deciso a continuare anche da solo: Rattazzi andava fermato, se necessario anche a mani nude…. Mentre si avvicinava alla villa, incrociava decine di topi con le famigerate fiale sulla schiena, che sfrecciavano come sinistri angeli della morte verso New York. Senza badare a formalità sfasciò una finestra di vetro Arabo ed entrò in casa. Era buio pesto, così accese un fiammifero ma…. Illuminò la canna di una pistola che lo stava aspettando.

 

-         Signor Bon….è di nuovo mio ospite….

 

Disse Anselmìn.

 

-         La cortesia non è il suo forte….

 

Gli replicò Bon.

 

-         E i miei vetri non gli sono simpatici……

-         Che intenzioni ha?

 

Domandò Bon.

 

-         Io non sono un assassino, io sono un uomo giusto, che ama le cose giuste e

l’ acqua…Cosa ne pensa signor Bon della purezza ?

-         Preferisco un buon whisky…..

-         Interessante risposta….. Si accomodi prego….

Gli fece segno con la pistola di sedersi su di una poltrona e poi accese una piccola lampada. Inaspettatamente lo fece subito rialzare….

 

-         Ho cambiato idea…. Mi segua…..

 

Bon borbottò:

 

-         Si decida eh……

 

Anselmìn lo spinse con la pistola e lo condusse in una delle due stanze che prima erano chiuse a chiave. Appena dentro sollevò una leva: la stanza s’illuminò a giorno e contemporaneamente partì una musica in stile barocco per la quale Anselmìn sembrava essere come estasiato. Bon schifato disse:

 

-         E’ per farmi sentire sta musicaccia che mi ha fatto venire fin qui? Non vorrà mica paragonarla al buon jazz di Duke La Pera……

 

Anselmìn gli diede uno schiaffo.

 

-         Lei è un buzzurro ignorante…..guardi qui!

 

Sollevò un enorme lenzuolo di seta orientale posto al centro della stanza, scoprendo un gigantesco plastico della città di New York.

 

-         Bello!

 

Esclamò Bon.

 

-         Che gioco è?

-         Si avvicini bene…. Lo osservi con attenzione……

 

Gli sussurrò malizioso Anselmìn.

Bon notò un’enorme diga situata sul lato orientale della città e non poté non vedere, con sua grande sorpresa, che quasi tutte le strade erano allagate.

Invece della statua della libertà c’ era il “leone di Venezia”….. Alcuni quartieri famosi erano addirittura scomparsi, sommersi sotto migliaia di metri cubici

d’acqua. C’ erano gondole dappertutto…….

 

-         Che diavoleria è mai questa?!

 

Esclamò Bon.

 

-         Ciò che lei sta osservando è il futuro….. Signor Bon…. Questa è la purezza di cui le parlavo. L’acqua laverà il sudiciume e lo sfarzo della mia Venezia trionferà per sempre nei secoli……

-         Lei è un pazzo!

-         …..E lei è un cadavere signor Bon….. La diga è già in costruzione e tra non molto, io sarò il nuovo sindaco di New York. Chi di noi due è il vero pazzo…..

….Eh?!

 

Bon d’improvviso diede un calcio alla diga.

-         Noooo……Che fa!

 

Urlò Anselmìn precipitandosi sul suo amatissimo plastico. Gettò via la pistola e si concentrò nel tentativo di aggiustare la diga che Bon aveva praticamente distrutto.

Si voltò inviperito ed esclamò:

 

-         Lei ha dato un calcio alla storia!

-         Questo invece è per lei!

 

Anselmìn finì con la faccia proprio contro il “leone di Venezia”e franò poi in piena Manatthan, sconquassando anche il ponte di Brooklin…… Ormai il Turco – Veneto era pazzo del tutto, piangeva come un bimbo cui la mamma ha rotto per sbaglio il suo più bel giocattolo….. Bon lo lasciò così, come un vero e proprio relitto nel mare della pazzia…..

 

Fine sesta parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “Rattazzi K.O”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N.1: “L’uomo topo”

( 7a parte: “Rattazzi K.O” )

 

Anselmìn era fuori gioco. Ora bisognava fermare Rattazzi…..ma come? Decise di sfondare con un calcio la terza porta e subito fu investito da un intensissimo odore di formaggio. Poiché la stanza era buia, accese un fiammifero ma….. Come la volta precedente si trovò di fronte una canna di pistola…… Sorpreso si disse:

 

-         Acc…. I fiammiferi di Mortimer portano proprio sfortuna…..

 

Sì, li aveva rubati in casa dell’amico…..

 

-         Scenda lentamente le scale.

 

Gli intimò il maggiordomo Bert.

 

…..Ma Bert non era più un giovanotto e…. Mise male un piede su un gradino e ruzzolò fino al fondo della cantina. Quando Bon lo raggiunse, il maggiordomo era là,

che serenamente sognava di essere ancora giovane, di giocare a baseball con gli amici e di bere birra, senza dover ubbidire a un pazzo come Anselmìn. Così lo lasciò lì, stralunato e sognante. Accese poi una lampada e vide Cooper legato come un salame. Accanto a lui c’ era un montagnone di formaggio grattugiato, con sopra i vestiti del Serg.Coyote. Subito liberò Cooper, il quale si preoccupò immediatamente del suo ex compagno di mille avventure.

 

-         Guarda come l’ hanno ridotto…..

 

Disse commosso a Bon. Billy era confuso ed allora Cooper dovette spiegargli velocemente l’accaduto.

 

-         Ci sarà pure un antidoto….. Non tocchi niente, poi vedremo….

 

Gli intimò alla fine il Capitano. Bon illuminò la stanza con una lampada.

 

-         Ha visto dov’ è andato?

-         Mi segua!

 

Gli rispose Cooper.

Cooper andò deciso verso il muro e sferrò un forte calcio alla parete. Bon vide in lui

l’ ennesimo pazzo di questa storia. Infatti al muro non accadde niente, mentre invece Cooper cadde a terra col piede massacrato e dolorante…..

 

-         Ma prima si era aperta…

-         Ah!…. Un passaggio segreto….

 

Provò anche Bon, sfasciandosi letteralmente un piede…… Ma senza mostrare a Cooper alcuna smorfia di dolore: il suo orgoglio glielo impediva….

 

-         Cosa facciamo adesso?

 

Domandò a Cooper.

 

-         Rattazzi è lì dietro…..

-         Al diavolo !

 

Esclamò Bon, che poi afferrò un piccone e si mise ad abbattere il muro…..Dopo ben due ore di sudato lavoro, il risultato fu che sbucarono in giardino. Bon fulminò con lo sguardo Cooper.

 

-         Ma cosa diavolo ha visto lei?!

-         Accidenti…. Devo essermi sbagliato….. Una svista….. O forse un abbaglio…..

 

Bon era furente.

 

-         Io ora sono qua stanco e sudato per niente !

 

Cooper ebbe un’illuminazione.

 

-         Interroghiamo il maggiordomo….

 

Rientrarono appena in tempo, perché Bert stava spazzando il Serg.Coyote dal pavimento.

 

-         Cosa fa?!

 

Gli urlò Cooper.

 

-         IL mio dovere…. Sono un domestico no?

 

Si intromise Bon.

 

-         Dove si nasconde Rattazzi, parla !

-         E’ di sopra in salotto, al telefono col sindaco….

-         Ah!

 

I due si precipitarono in salotto e lì infatti trovarono Rattazzi, che in una mano aveva il ricevitore e nell’altra una fiala delle sue.

 

-         Chi di voi due vuole essere trasformato in formaggio grattugiato?

 

….Ma proprio in quel momento un suono invase la stanza.

 

-         GROARR MIAOOO !!

 

Da dietro il divano spuntò “Terzo Reich”. D’istinto Rattazzi gli tirò la fiala ma….il gatto la frantumò sotto i suoi denti aguzzi, restando completamente immune ed anzi acquistando come nuova forza….. A quella visione Cooper si spaventò, rubò la pistola a Bon e incredibilmente fece fuoco verso il gatto. Terzo Reich scappò dalla porta, invece, Rattazzi approfittò della situazione per fuggire dalla finestra.

Bon sferrò un pugno a Cooper.

 

-         Lei verrà degradato per questo !

 

Gli urlò incollerito. Cooper avendo capito la situazione esclamò:

 

-         Mi vergogno di me stesso ma…. Quel gattone mi ha spaventato più di Rattazzi….

 

Intanto, all’entrata della villa, era arrivato Torton in bicicletta…... Ed era lì, confuso, ad osservare le lamiere contorte della sua macchina. Nelle mani stringeva un biglietto scrittogli da Bon:

 

“Mi raggiunga alla villa del signor Alì Anselmìn Al- Gondol. Poi le spiegherò”.

 

Rileggendo il biglietto Torton sussurrò tra sé:

 

-         Non c’ è niente da spiegare….Se becco quel maledetto Bon io lo uccido due volte!

 

Infatti da casa si era portato la doppietta.

….E così Torton entrò in azione. Subito notò quella specie di cunicolo che Bon aveva inutilmente scavato a picconate. Poi, entrato nella villa, non poté fare a meno di vedere, i vari vetri infranti ed il disordine generale che ormai regnava dappertutto. Ispezionò un locale dopo l’altro e, ad un certo punto, riuscì a sorprendere Bon e Cooper alle spalle. I due istintivamente si girarono di scatto.

 

-         Guardi che noi siamo i bravi….

 

Disse Cooper un po’ balbettando.

 

-         A me non interessa! Io so solo che non ho più il negozio e che solo la morte di qualcuno potrà darmi soddisfazione…..

 

Mentre fece per togliere la sicura dell’arma, i due lo spintonarono e fuggirono dentro alla serra. Iniziò così una vera e propria caccia all’uomo. Dopo pochi minuti, uscirono dalla serra Bon, Cooper e Torton, correndo a gambe levate perché inseguiti da Terzo Reich, il “gatto Bavarese dalla coda spinosa”…… Subito dopo, la scena cambiò: ora, era Rattazzi, che tenendo in mano una rete inseguiva Terzo Reich e tutti gli altri. IL maggiordomo Bert, ubriacatosi per la disperazione di essersi lasciato sfuggire Bon come un pivello, assistendo ai vari capovolgimenti di fronte così li commentò:

 

-         HIC!

 

…..Ma non era finita. Adesso era Anselmìn, ad inseguire Bon e il resto del gruppo, tenendo in mano un decotto velenoso… In quel mentre, arrivò alla villa anche la vecchia cassiera, con la sua motocarrozzetta della 1a guerra mondiale, preoccupata per le sorti del suo tenero gattone. Infatti Torton le aveva lasciato un biglietto che così diceva:

 

“ Sono andato alla villa di un certo Anselmìn. Se non dovessi tornare mai più, faccia quanto segue: prenda quanti più mattoni può, dalle macerie del mio negozio e li scagli con tutta la forza che ha nelle vetrine di Sugar “

 

Subito, la vecchia si imbatté in Bert, ormai completamente sbronzo.

 

-         Hei bellezza…. Che ci fai qui? Vuoi forse bere un goccetto?…. HIC….

 

La vecchia Tedesca per tutta risposta gli spaccò sulla testa la scopa che si era portata come arma dal negozio. Si mise poi a chiamare il suo gatto a squarciagola, cercandolo per tutta la casa. Terzo Reich, sentendo la voce della sua padrona, acquistò come nuova forza e vitalità e si mise ad inseguire Rattazzi, usando la sua coda spinosa come se fosse una clava. Nel giro di pochi minuti lo massacrò.

Rattazzi giaceva al suolo sfinito e pieno di lividi. Mancava ora solo l’atto finale ma…. Proprio mentre Bon fece per mettere le manette ai polsi del criminale, aiutato da Cooper, una fredda canna di pistola si appoggiò alla sua tempia. Era il giovane Smith, che essendo fuori in libertà vigilata, aveva intenzione di catturare Bon e di portarlo in centrale, per fargli raccontare la vera versione dei fatti e potersi dunque riscattare.

 

-         Caro investigatore… Adesso lei viene con me….

 

A quelle parole, una gigantesca mano afferrò l’arma del giovane agente, piegandone la canna come se fosse burro…. Era il Sergente Coyote, miracolosamente tornato nel mondo dei vivi.

 

-         Fermati giovane Smith….

 

Bon guardò esterrefatto il Serg.Coyote, che era sì vivo ma si era ricomposto male.

Non tutto infatti era al posto giusto: l’orecchio destro spiccava proprio in mezzo alla fronte, gli occhi erano quasi sulle tempie e in più parlava male perché la bocca era praticamente messa in diagonale…. Cooper esplose dalla gioia ed esultando disse:

 

-         IL Serg.Coyote è ancora vivo!

-         E’ caduto in un frullatore?

 

Domandò Bon.

 

-         Mi sono ricomposto male….

 

Gli rispose Coyote, affranto.

Probabilmente era stato Bert. Con la sua scopa, aveva mischiato le membra di Coyote, quando questi era un cumulo di formaggio grattugiato. Cooper esclamò felice:

 

-         Ma allora il siero di Rattazzi ha poca durata!

 

Mentre Cooper diceva questo, l’uomo topo, inaspettatamente, scattò urtando Torton, il quale finì sopra alla famosa “rosa nera del Kafiristan”, nota per le sue temibili spine orticanti…. Mentre la vecchia cassiera e Cooper aiutavano Torton, e Coyote combatteva col giovane Smith, Bon si precipitò all’inseguimento di Rattazzi.

Terzo Reich aveva di meglio da fare: aveva fiutato la presenza della gattina turchese di Anselmìn e si era messo sulle sue amorevoli tracce….

 

Fine settima parte.

 

Non perdete il prossimo episodio dal titolo: “Un sindaco da salvare”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Billy Bon

 

Avv. N. 1 “L’uomo topo”

( 8a ed ultima parte: “ Un sindaco da salvare” )

 

Bon seguì le tracce di sangue lasciate da Rattazzi. Arrivato alle cantine, trovò

“l’uomo topo” immobilizzato tra la gattina turchese e Terzo Reich, che sembrava intenzionato a finirlo, per così far colpo sulla dolce felina. Rattazzi teneva fra le mani uno strano telecomando. Bon gli puntò la 38 a tripla canna e gli disse:

 

-         Posa quello strano affare e facciamola finita….

 

IL criminale gli rispose:

 

-         Se tiene alla vita del suo sindaco è meglio che spari a questo maledetto felino Tedesco…

-         Come mai?!

 

Gli domandò Bon.

 

- Con questo telecomando ai raggi “ Plus “, guiderò verso il vostro sindaco la mia nuova invenzione: “Sorcius 2”, un topo meccanico che trasporta sulla schiena

“ l’ annientatore “, il mio nuovo agente chimico che trasformerà il vostro sindaco Marcomains in dolci e tenere gocce di rugiada…..Per questo siero non esiste antidoto e non è reversibile.

- Perché non l’ hai usato al posto dell’ altro ?

- L’ altro presentava dei difetti di durata ma…. Io purtroppo amo il formaggio….

 

Bon non sapeva cosa fare : doveva credergli o no ? Mentre rifletteva, arrivò la cassiera che riconobbe il suo gatto e si precipitò per salvarlo. Urtò Bon, a cui partirono alcuni colpi dalla 38 a tripla canna, che finirono tutti nelle gambe di Rattazzi. Cadde a terra, innescando però la leva del telecomando : “Sorcius 2” era attivato ! IL gatto Bavarese, riconoscendo la sua padrona, si raggomitolò felice…

 

-         RONF….GROARR…RONF….

 

IL disastro era compiuto : se Rattazzi non aveva mentito, il sindaco Marcomains correva allora un pericolo mortale. Bon si precipitò sull’ “ uomo topo “.

 

-         Ferma quel maledetto sorcio !

 

Gli ordinò.

 

-         Impossibile….

 

Rispose Rattazzi con un filo di voce.

 

-         Qualcuno dovrà pur paga….re…

….E svenne. Bon notò come uno strappo sul volto di Rattazzi. Si accorse così che indossava una maschera e freneticamente gliela tolse. Allora era vero…..Rattazzi non esisteva….non era mai esistito….Quello era Matt Rattley, un pazzo criminale scomparso anni prima. Arrivò anche Cooper, che vide tutta l’ incredibile scena ma non ne rimase per niente sconvolto. Era troppo preoccupato per il Serg.Coyote.

 

-         Bisogna fare qualcosa per il Serg.Coyote…..è tutto fuori posto !

-         Non ora !

 

Gli rispose deciso Bon.

 

-         IL sindaco David Marcomains è in pericolo mortale !

-         Non vorrà ancora credere a questo maledetto pazzo ! E’ tutto finito e….lei è nei  guai amico mio….Non si fa l’ investigatore privato senza i dovuti permessi….almeno non qui a New York !

-         Stupido ignorante !

 

Gli urlò Bon che con una spinta lo scaraventò a terra.

 

-         Fermati dannato !

 

Gli urlò Cooper.

 

-         Ti farò degradare dal sindaco in persona, Capitano dei miei stivali !

 

Lo minacciò Bon mentre usciva dalla stanza come un tornado impazzito. Cooper gli filò dietro. Appena usciti i due, la vecchia cassiera sentì dei passi leggeri che si avvicinavano dalla scala. Era Anselmìn, che con in mano un decotto di rose si accingeva a conquistarle il cuore….Giunto in cortile, Bon si impossessò della motocarrozzetta Tedesca e sfrecciò via come un fulmine, seminando Cooper definitivamente. Sentiva di avere i secondi contati e guidava come un pazzo verso la città. Ad ogni curva impennava, ogni sorpasso era una sfida alla morte. La sua foga era talmente incontrollata che al bivio per la città sbagliò strada. Non riuscì più ad orientarsi ed arrivò all’ ufficio del sindaco solo molte ore dopo, sfruttando il passaggio di una gentile famiglia che viaggiava in camper. Sceso da quel mezzo, così strano per quell’ epoca, Bon si domandò :

 

-         Cosa sarà mai stato ?…..Mah….le ruote le aveva…

 

Entrò nell’ edificio e subito un nugolo di agenti lo circondarono. Un uomo parlò per tutti :

 

-         Lei chi è ? Si identifichi…..

 

Era il capo della Polizia in persona Bill Bonner, l’ uomo più grasso della città….dal famelico peso di 170 libbre o forse più….

Bon d’ istinto rispose :

 

-         Guardate là……un palloncino sospetto….

 

Tutti si voltarono e Bon ne approfittò per tuffarsi nell’ unico ascensore aperto.

Mentre era in volo pensò :

 

-         Questo trucco mi riesce sempre…

 

Dentro l’ ascensore c’ era una splendida e giovane ragazza che l’ osservava maliziosa strizzandogli l’ occhio.

 

-         Sei tutto sudato bello !

 

Gli disse. Bon la riconobbe : era la “ gazza ladra “ , in uno dei suoi celeberrimi travestimenti.

 

-         Ciao investigatore, come mai sei qua ?

-         Devo salvare la vita al sindaco.

 

Rispose Bon.

 

-         Aiutami ti prego….

-         C’ è qualcosa da guadagnare ?

 

Gli domandò lei.

 

-         Solo la gloria.

-         Allora non mi interessa…..

 

Con un balzo leggero uscì dal soffitto dell’ ascensore e svanì in un istante, tanto che Bon pensò d’ aver sognato. Fece fermare l’ ascensore al piano appena prima di quello del sindaco. Quando uscì tutto era tranquillo : buon segno. Al piano terra invece imperversava il caos, perché il palloncino c’ era veramente e i poliziotti impazziti lo stavano bombardando di fucilate, senza per altro colpirlo…..

La voce di Bill Bonner giungeva nitida fino alle orecchie di Bon che stava molti piani sopra.

 

-         Basta….imbecilli…..cosa fate ! Almeno colpitelo !

 

Intanto Bon ebbe conferma dei suoi timori, perché “ Sorcius 2 “ gli sfrecciò proprio davanti veloce come un siluro, infilando le scale per il piano del sindaco. Anche lui si mise a salire velocemente i gradini. Appena salito al piano superiore, il topo meccanico era sparito e…..c’ erano invece due agenti della Polizia che subito lo bloccarono.

 

-         Finalmente ti abbiamo preso !

 

Disse euforico uno dei due. L’ altro invece si tolse il berretto e…..una folta chioma di capelli biondi si posò sulle sue spalle. Strizzò l’ occhio a Bon e gli disse :

 

-         Corri bello…..che sei in ritardo !

 

Era ancora lei ed era stata fantastica. L’ agente vero rimase impietrito nel vedere la

“ gazza ladra “ e…..quando si riprese cercò timidamente di ottenere  un autografo….

 

-         Non ora ciccio….adesso non ho tempo….

 

La “ gazza ladra “ era un’ esperta di mosse speciali iper disorientanti. Girò il naso dell’ agente e lo fece stramazzare al suolo. Bon con un colpo di fortuna, vide

“ Sorcius 2 “ uscire dalla finestra per dirigersi verso l’ ufficio del sindaco dal cornicione. La “ gazza ladra “ era di nuovo sparita e il nostro eroe si ritrovò solo.

Corse lungo il corridoio nel tentativo di entrare nell’ ufficio del sindaco per avvertirlo ma…..appena girato l’ angolo, si trovò di fronte una schiera di agenti in tenuta da missione speciale, armati e pronti ad affrontarlo. Si sentì per l’ ennesima volta perduto…..ma ecco un secondo miracolo : i poliziotti iniziarono d’ improvviso a sgretolarsi in soffici scaglie di formaggio grana. IL corridoio era disseminato di questi inquietanti cumuli ed altri topi stavano sopraggiungendo. Bon fece allora dietro front e si diresse verso la finestra che dava sul cornicione. Doveva salvare il sindaco ed anche sé stesso. Salito sul cornicione, vide passare il famigerato palloncino e si ritrovò così sotto il tiro di tutti gli agenti. Bonner gli urlò con un megafono mal funzionante :

 

-         Si arrren…..se…..no……arrest…….crivell…..subit….

-         Non si sente !

 

Gridò il nostro investigatore preoccupato. Inavvertitamente Bon fece cadere di sotto col piede alcuni calcinacci, che finirono un po’ proprio nel megafono ed un po’ addosso a Bonner stesso, il quale venne accecato e cadde a terra, schiacciando con tutto il suo peso il vice Procuratore Thompson, fresco d’ incarico…..

Ci vollero quasi tutti gli agenti per risollevare Bonner e salvare Thompson, ormai in fin di vita. Così Bon, approfittando della situazione, ebbe via libera. Giunto dinnanzi alla vetrata del sindaco, venne però colto da una terribile crisi di vertigini.Come se non bastasse i topi lo stavano raggiungendo. Gli stavano quasi addosso ma in quel momento iniziò ad ondeggiare avanti e indietro e con un deciso colpo di reni riuscì ad infrangere la vetrata e ad entrare nell’ ufficio del sindaco. IL sindaco Marcomains stava in piedi contro una parete, con al fianco il suo aiutante personale Andrew Zurling, che teneva una pistola in una mano e nell’ altra il guinzaglio di “ Laula “,

il cane guida del primo cittadino.

 

-         Mi lanci la pistola…..sono qui per proteggervi ! La mia è precipitata di sotto….

 

L’ aiutante non si fece pregare e gli lanciò l’ arma. Anche i topi erano entrati

nell’ ufficio, trasportando la fiala che Rattazzi aveva messo in circolazione.

Bon subito li uccise ma di “ Sorcius 2 “ non c’ era traccia.

 

-         Ma a chi diavolo spara?!

 

Domandò il sindaco preoccupato.

 

-         Stia tranquillo signore, siamo in buone mani.

 

Lo rassicurò Zurling, potendo vedere Bon mentre ricaricava l’ arma.

 

-         Cosa succede adesso?!

 

Chiese ancora il sindaco.

 

-         Lasciatemi lavorare !

 

Lo azzittì Bon con decisione. Mentre si aggirava alla ricerca di “ Sorcius 2 “, la porta dell’ ufficio cadde sfondata ed entrarono Cooper e il giovane Smith. Tutti e due puntarono le loro armi su Bon.

 

-         Niente paura signor sindaco !

 

Disse deciso Cooper.

 

-         Ci siamo qua noi adesso ! Giù la pistola Bon !

-         Ma come !

 

Esclamò confuso Zurling.

 

-         Quest’ uomo ci stava proteggendo…..

 

Aggiunse Marcomains.

 

-         Quest’ uomo non è che un volgare criminale !

 

Asserì il giovane Smith incollerito.

 

-         Se fosse per me gli sparerei qui adesso senza alcuna pietà !…..Mi ha rovinato la vita !

 

….Ma Bon era preoccupato da qualcos’ altro. Vide finalmente “ Sorcius 2 “…….

Stava strisciando lentamente verso il sindaco col suo carico di morte.

Ormai era a meno di un metro, nascosto alla vista di tutti da una poltrona.

Gettò la pistola…..

 

-         Avete vinto voi ragazzi…..mi arrendo…..

 

I due poliziotti si rilassarono e Bon balzò sul topo. In quell’ istante però, anche il topo si era lanciato verso il sindaco ma Bon abilmente riuscì ad afferrarlo per la coda a pochi centimetri dai piedi di Marcomains e a lanciarlo in aria…..

IL giovane Smith sparò a Bon, colpendolo alla spalla e di striscio anche al mento ma fu lui ad avere la peggio, perché il topo gli volò addosso e la fiala si ruppe.

IL giovane agente sparì di colpo, lasciando sul pavimento solo un alone di umidità.

L’ aiutante del sindaco, che aveva visto tutto, prestò soccorso a Bon.

 

-         Signor sindaco…..quest’ uomo ha rischiato impavido la sua vita per salvarla !

E’ stato un vero eroe !

-         Posso conoscere il suo nome ?

 

Chiese emozionato Marcomains.

 

-         IL mio nome è Bon……Billy Bon….

 

Disse a denti stretti. IL dolore lo attanagliava…..

 

-         ….E invece chi sono quei due imbecilli che per poco non mi fanno ammazzare?!

 

Bon intervenne a favore di Cooper.

 

-         Erano solo confusi signor sindaco….il Cap.Cooper è un buon uomo….onesto,

per lui garantisco io…..

 

….E svenne. Negli occhi di Cooper un paio di lacrime fecero capolino.

Era commosso. Aveva finalmente conosciuto un grande uomo, forse addirittura un grande eroe e….gli doveva molto: la vita e la carriera…..A quel punto però, non tutto era risolto. Nel palazzo e nel viale sottostante, regnava un silenzio irreale.

Quando Zurling si affacciò alla finestra, rimase come impietrito dal terrore.

La strada era disseminata di cumuli di formaggio. Se ne distingueva uno più grosso degli altri, proprio dove prima sbraitava il capo della Polizia Bonner…..

 

-         Che terribile tragedia !

 

Stava urlando Zurling. Cooper si scosse dal terrore.

 

-         Niente paura…..gli elicotteri con l’ antidoto sono già in volo…..

-         Avete già scoperto l’antidoto?

 

Chiese il sindaco.

 

-         Certamente, anche se non ce ne sarebbe bisogno…..L’ effetto di questo siero è solo temporaneo, anche se però c’ è il rischio, restando troppo a lungo sotto i suoi effetti, di ricomporsi male….

-         Male come?!

 

….In quel mentre entrò Coyote.

 

-         Come me…

-         Ah !

 

Urlò Zurling.

 

-         Che mostruosità !

-         Anche per il Serg.Coyote ci può essere un antidoto……ma ci stiamo ancora lavorando….

-         Bene…bene…..

 

Disse Marcomains mentre il rumore degli elicotteri si avvicinava.

 

-         Ora bisogna pensare a soccorrere il nostro vero salvatore: Billy Bon !

 

Dopo la cattura di Matt Rattley, in arte Topazio Rattazzi, tutti quelli che erano stati ritenuti pazzi vennero rilasciati dal manicomio di Manatthan. Qualche giorno dopo,

Radio Hinterland New York stava trasmettendo in diretta il discorso del nuovo eroe nazionale Billy Bon, anticipato dai ringraziamenti del sindaco…..

 

- ….A nome della città di New York e di tutta l’ America….grazie !….IL signor Bon ha rischiato la vita per la salvezza mia e di tutto il Paese. Egli è un esempio per tutti noi. Da oggi, sarà il primo investigatore della nostra città. Risponderà del suo operato solo a me personalmente. Inoltre, gli viene conferita a nome mio e della città intera, questa statuetta luminosa rappresentante la “Statua della Libertà”…

Vorrei poter vedere il suo faccione, per rendermi conto dell’ intelligenza che sicuramente emanano i suoi occhi…..E ora un bell’ applauso !

 

Dopo lo scrosciante applauso, prese la parola un commosso Bon.

 

-         Voglio ringraziare soprattutto il nostro sindaco David Marcomains, per le belle parole a me dedicate e per la stupenda statuetta luminosa donatami. Poi….ehm…

 

L’ emozione d’ improvviso attanagliò Bon, che così prese a farfugliare e a tartagliare vistosamente….Si sentiva la bocca impastata e la lingua felpata e le parole si perdevano nella sua mente insieme ai concetti…..forse mai avuti….

Poi, un po’ ripresosi, disse fiero:

 

-         Io….io….io…..quando si mangia la torta ?

 

Seguì un profondo silenzio meditativo da parte di tutti i presenti….Dopo alcuni secondi, la folla esplose in un applauso entusiasta. A loro non importava ciò che diceva o farfugliava…..l’ importante era sentire la viva voce dell’ eroe.

Terminato il cerimoniale, Bon incontrò Torton. Finalmente avrebbe ricevuto la sua prima parcella da investigatore privato. La sua sorpresa fu grande quando Torton invece gli mostrò la lista dei danni…..

 

-         Che uomo sfacciato ed ingrato….

 

Pensò Bon. Un negozio sfasciato, un’ auto demolita, una motocicletta dispersa e…..

perfino la cornice della foto dell’ adorato Rudolph era inclusa nella lista, senza contare le ingenti spese mediche, a cui lo stesso Torton aveva dovuto far fronte, per guarire dalle ferite lasciate dai pungenti aculei della “ rosa nera del Kafiristan “…..

Alla fine dovette lui, pagare al suo cliente più di 1.000 $….Avrebbe potuto chiedere aiuto al sindaco ma il suo orgoglio lo fermò. Così pagò i 1.000 $ più altri 300 di mancia, che Torton intascò andandosene felice. Le sorprese per il nostro investigatore non erano però finite. Prima di uscire dall’ edificio, udì una voce che gli fece letteralmente gelare il sangue: era la vecchia cassiera che lo stava chiamando….

 

-         Signor Bon!…

 

Quali altre richieste avrebbe dovuto soddisfare ancora ? Sorprendentemente la vecchia lo abbracciò felice e commossa: finalmente aveva trovato l’ amore della sua vita, altro che l’ adorato Rudolph…..Alì Anselmìn Al – Gondol era il vero Casanova della sua rinnovata esistenza….

 

-         Se lei non fosse entrato in negozien quel giornen, io sarei ancora un vecchia vedova sola…..lei meritare regalen : tra sei mesi Terzo Reich avere prolen, io regalare lei micinen Bavaresen…..Contento?!……Ja?!

 

Bon si sforzò di sorridergli, gli strinse la mano e se ne andò.

 

-         Speriamo si dimentichi…

 

Pensò.

Uscito dall’ edificio, trovò una vera e propria folla di gente che richiedeva a gran voce un suo autografo. Iniziarono addirittura a spogliarlo e il terrore lo assalì.

Si mise a correre ma la folla non demordeva. Notò parcheggiata lungo la strada una Chevrolet a due marce a lui familiare. Ci saltò dentro e…..la donna al volante gli sorrise.

 

-         Allora…vogliamo andare al mare o no ?

 

Bon si sentì salvo e protetto dal carisma della “ gazza ladra “. Sfrecciarono via, seminando con facilità tutti quanti.

 

-         Bionda…..temo di essere più che al verde…..

 

Stava dicendo mesto Bon.

 

-         Apri il cruscotto….

 

Gli sussurrò allegra Lilly. Bon aprì e il luccichio di un lingottone d’ oro lo accecò.

 

-         Cosa pensavi che ci stavo a fare nel palazzo del sindaco ?

-         Non per aiutare me ?

-         Anche forse…..ma soprattutto per approfittare della confusione….

 

Bon riconobbe il gioiello.

 

-         ….Ma questo è il lingottone personale del sindaco Marcomains ! Quando si         

accorgerà del furto andrà su tutte le furie….

-         Ci vorranno anni…..forse non se ne accorgerà mai….Approfittando dei topi e di tutto il resto, ho potuto sostituirlo con un falso ben definito…..

-         Accidenti !

-         Non ti preoccupare bonaccione, finite le vacanze, se avanzeremo qualcosa, faremo una bella donazione al Comune….: va bene ?

 

Bon era felice. Aveva salvato la sua città ed ora era un eroe. Al suo fianco c’ era seduta la mitica “ gazza ladra “ ed erano diretti sulle coste del Pacifico, a sfidare le

gigantesche onde. Una sola cosa lo turbava : lui non sapeva nuotare, fin da bambino aveva sempre avuto il terrore dell’ acqua e delle grandi onde….

 

-         Domani nuoteremo insieme tutto il giorno !

 

Gli diceva felice Lilly Monroe. Sul viso di Bon, il sorriso diminuì leggermente.

Deglutì preoccupato e poi con voce fiera ma un po’ tremante disse :

 

-         Non vedo l’ ora…..

 

….E mentre la Chevrolet a due marce, sfrecciava veloce verso il mare, un palloncino anzi…..” il palloncino “, volava leggero nel cielo azzurro di quella lontana America,

che ancora tante ne doveva vedere, soprattutto da parte di Bon…..

 

Fine dell’avventura

 

 

                                                                                                                                  

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