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SUSSURRI DAL PASSATO - Da Siviglia a Torino di Albertina Zagami
ISBN: 978-88-6932-139-9 - Prezzo: 15,00 €.

1492. Anno di grande importanza per la Spagna dei re Cattolici Isabella e Ferdinando.
A Gennaio, con la resa di Granada, i Mori furono cacciati definitivamente dalla Spagna e a Ottobre fu scoperta l’America, mentre l’Inquisizione continuava la sua opera di conversione degli ultimi ebrei e mori rimasti, ufficialmente per unificare il Paese sotto un’unica religione.
I grandi avvenimenti sono conosciuti e ricordati, ma la vita comprende anche piccole storie ignote. Storie di vita, di amore, di morte. È possibile che una di esse con i suoi personaggi riemerga dopo oltre 500 anni?
Pare di sì, tramite una ragazza ignara e un ipnositerapeuta.


100 PAROLE (... a volte qualcuna di più!) PER RACCONTARE
Antologia di racconti brevi degli studenti del Collegio Marino

Dalla prefazione del prof. Gianluca Fazio: Dalla necessità di sperimentare una prosa moderna ed essenziale è nata questa breve antologia, dal sapore eclettico e pregna di interessanti prospettive. Veri protagonisti di questi racconti sono gli studenti del nostro Istituto, curiosi indagatori di realtà e autori di prose che attingono sia dalla quotidianità sia da esperienze sensibili ove ogni alunno ha donato un po’ di sé.
Il progetto vuole essere una concreta possibilità di approccio ad una scrittura creativa priva di tracce o guide narrative e il cui unico vincolo è rappresentato dalla libertà creativa. Gli studenti, pertanto, hanno accesso ad un panorama ricco di stimoli e idee attraverso le quali gettare le fondamenta dei propri elaborati. Ogni storia è narrata in forma del tutto personale e il punto di vista si presenta sotto forma di focalizzazione interna, pronta, immediata e genuina; il bacino d’ispirazione si riversa su generi differenti, dalle narrazioni fantastiche e fantasiose a quelle realistiche e connesse alla “terra”.
Si tratta di un crogiolo di pensieri, riflessioni, affetti e azioni che profumano di ricordi, vissuti (talvolta individuali, talora collettivi), dialoghi e monologhi che formano una eco sorda, ma quanto mai assordante nel “silenzio” della pagina bianca. Agli alunni è stato chiesto di lasciar scorrere la penna e la creatività, abbandonando qualunque legame didattico al fine di conferire ampio respiro ai propri testi.
Tra le righe dei racconti il lettore può abbandonarsi alle confessioni degli autori, ove questi denunciano la propria sensibilità o i propri affetti; è altrettanto verosimile imbattersi in storie che risuonano come dolci e timide confessioni: composte da una manciata di parole. Come recitano il titolo e il sottotitolo di questa raccolta, infatti, ogni elaborato deve snodarsi in un arco di cento parole o poco più, sostituendosi alle lunghe narrazioni e regalando così una lettura veloce, fresca e assolutamente innovativa.
Scorrendo tra le parole è facile immaginare pregressi storici, vicende e retroscena mai dichiarati, poiché la maggior parte delle narrazioni si presenta a noi in medias res. È altresì palese proiettarsi nel prosieguo di ogni storia, tracciando una sorta di flashforward senza limiti di tempo o spazio. La bellezza di tali brevissime prose è insita proprio nella modalità con la quale ogni lettore si approccerà all’opera sfogliando le sue pagine; la libertà compositiva coincide quindi con quella di interpretazione e con essa dipinge un panorama letterario moderno, quasi avanguardistico e dagli accenti novellistici. In ogni storia è presente una sottile morale che possiamo scorgere tra le pieghe delle numerose figure retoriche o nelle conclusioni riflessive che sigillano i testi che, a loro volta, conservano intatte le melodie sintattiche delle quali si compongono. Non mancano sequenze descrittive e dialogiche, seppur concentrate in spazi ristretti ed essenziali. Insomma, modernità e tradizione convivono e si sostengono reciprocamente; ognuna con i propri cavilli e le necessarie asperità – dense entrambe di passioni e aderenze che giammai si annulleranno, ma che contempleranno, senza tempo, le nuove frontiere della scrittura ove i giovani fanno echeggiare i propri intenti espressivi.


LA VARIA UMANITA' di Matilde Ciscognetti

Come un piccolo quadro della vita, l’avvicendarsi di queste trame propone racconti a ciascuno dei quali la fantasia dell’Autrice imprime la individualità della veste e psicologica, tratteggiando personaggi rivestiti ora di dolce malinconia, ora d’arguzia e sottile umorismo, ora del dolore del rimpianto. Che si rifletta, si sorrida o ci si commuova, la varietà e vivacità delle storie si estrinsecano con vivezza di sguardo ed efficacia espressiva, ed ogni racconto forma con gli altri un unico tessuto la cui trama di fili è costruita da un’unica stoffa, quella della parola. Ed il lettore vi rimane avvinto, fino a identificarvi, attraverso l’intenso fraseggio, pregno di significativi simbolici, molta della sua quotidianità. Il valore dei simboli, se positivi, si manifesta nel messaggio che mandano e nell’insegnamento che possiamo trarne. Questi racconti, ricchi di variegate sfumature, ora argute, ora tendenti a tenere o dolorose riflessioni, dal più divertente a quello più drammatico, hanno il filo conduttore di una palpabile, dolce serenità. Essa si snoda attraverso le storie come una strada tortuosa, ma che sempre persegue come meta lo stile prezioso e la sensibilità elegante dell’espressione.

P.W. Campo 133 Orano - I giorni della speranza di Laura Amidone

Dalla prefazione di Carlo Alberto Calcagno: Laura Amidone, nipote linguista, di Mario ci presenta in questo volume un tributo al nonno certamente, ma anche a tutti gli italiani che hanno fatto due esperienze di guerra. Chi è stato richiamato alle armi, dopo aver dato tanto alla patria, spesso non sapeva che cosa lo aspettasse; anche Mario credeva che fosse cosa breve, che presto avrebbe potuto riabbracciare i più cari affetti.
Ma purtroppo la sua attesa è durata diversi anni, un po’ come il viaggio di Ulisse. Lo stesso eroe omerico si rappresentava un veloce ritorno in patria, ma è proprio delle grandi imprese probabilmente la richiesta di un sacrificio quasi oltre la misura umana.
Così assistiamo ad un primo periodo felice, quello cinese, di cui conosciamo per iscritto solo i tratti formali, la destinazione e lo scopo del Battaglione San Marco.
Ci sono però tante fotografie che ci parlano di quei momenti che appaiono quasi felici, anche se c’è un forte contrasto tra il popolo cinese ed i nostri soldati. Si tocca con mano una grande miseria accanto a luoghi meravigliosi che in bianco nero possono rinforzare potentemente la nostra fantasia.