Libri di narrativa Poesie Saggistica Antologie FilosofiaCura



L’AQUILA - Il soffrire passa, l’aver sofferto rimane di Maria Rita Colaiuda
Prezzo: 10,00 €.

Dall'introduzione dell'autrice: Se il terremoto dell’Aquila fosse stata una rappresentazione teatrale, il copione sarebbe stato quello della novella di Pirandello “L’uomo dal fiore in bocca”, o, più calzante, “La morte addosso”, dal titolo iniziale della novella.
Protagonisti: i cittadini aquilani, Giampaolo Giuliani e la Commissione Grandi Rischi.
Noi cittadini abbiamo avuto il ruolo che, attraverso le parole dell’uomo dal fiore in bocca, Pirandello esprime con maestria dicendo: - “Le domando se crede possibile che le case d’Avezzano, le case di Messina [e dell’Aquila aggiungo io], sapendo del terremoto che di lì a poco le avrebbe sconquassate, avrebbero potuto starsene tranquille sotto la luna, ordinate in fila lungo le strade e le piazze, obbedienti al piano regolatore della commissione edilizia municipale. Case perdio, di pietra e travi, se ne sarebbero scappate”. Immagini i cittadini di Avezzano, i cittadini di Messina [e dell’Aquila aggiungo di nuovo io], spogliarsi placidi placidi per mettersi al letto, spiegare gli abiti, mettere le scarpe fuori dell’uscio e cacciandosi sotto le coperte godere del candor fresco delle lenzuola di bucato, con la coscienza che tra poche ore sarebbero morti. - Le sembra possibile?”
Giampaolo Giuliani, sapendo che di lì a poco ci sarebbe stata una grande scossa, avrebbe avuto il ruolo del passante che scaccia la morte come si fa con gli insetti schifosi. “Se la morte, signor mio, fosse come uno di quegli insetti strani, schifosi, che qualcuno inopinatamente ci scopre addosso … lei passa per via, un altro passante, all’improvviso, lo ferma e, cauto, con due dita protese, le dice:”Scusi, permette? lei, egregio signore, ci ha la morte addosso”. E con quelle due dita protese, gliela piglia e gliela butta via … sarebbe magnifico! Ma la morte non è uno di questi insetti schifosi. Tanti che passeggiano disinvolti e alieni, forse ce l’hanno addosso: nessuno la vede; ed essi pensano intanto tranquilli a ciò che faranno domani o domani l’altro”.
Avvertendo, attraverso il Radon e i sismografi, che era imminente una forte scossa, Giampaolo Giuliani ha provato con tutte le sue forze, ma invano, a gridare al pericolo, ma è stato accusato di procurato allarme. Se avessero dato ascolto a lui, la storia avrebbe avuto un altro finale rispetto alla novella e molti “insetti” non si sarebbero attaccati addosso ai poveri cristi che alle 3 e 32 sono stati travolti e uccisi dalle macerie delle loro case, invece la Commissione Grandi Rischi, che in realtà si preparava al peggio, ci aveva rassicurato:
1) Mettendo a tacere Giampaolo Giuliani accusandolo di procurato allarme;
2) Ignorando le statistiche, che facevano intendere che un terremoto sarebbe potuto realmente accadere di lì a poco, visto il comportamento in crescendo delle scosse.
Il ruolo della Commissione nella Novella è stato quello della “povera signora”, che con le sue rassicurazioni “pretendeva” che ce ne stessimo “a casa” quieti, tranquilli … a godere dell’ordine perfetto di tutte le stanze, della lindura di tutti i mobili, di quel silenzio di specchio che c’era prima in casa mia, misurato dal tic-tac della pendola del salotto da pranzo. – Questo (… avrebbe voluto!) Io domando ora a lei, per farle intendere l’assurdità... ma no, che dico l’assurdità! la macabra ferocia di questa pretesa.
Ecco il rovescio della medaglia, il processo per mancata comunicazione.
Dice un proverbio: “del senno di poi son piene le fosse”, ma se ci fosse stato un po’ più di sano e responsabile allarme, molti non sarebbero rientrati nelle loro case dopo le scosse delle ventitre e dell’una!
Dunque prima del 6 aprile 2009 si voleva fare il processo a Giuliani per procurato allarme, poi la Commissione grandi rischi è stata processata e condannata per mancata comunicazione! E noi poveri mortali? Senza risposte ci aggiriamo col naso all’insù cercando di immaginare la vita degli altri fino a quel momento per tenere vivo il ricordo della nostra città”…”non a capriccio”, anzi, “tenendo conto delle minime apparenze scoperte in questo e in quello. E sapesse quanto e come lavora [la fantasia, anzi, la nostra psiche come meccanismo di difesa dal dolore per aver perso qualcuno, qualcosa, la sua città] – fino a quando riesco ad addentrarmi! Vedo la casa di questo e di quello, ci vivo, ci respiro, fino ad avvertire.. sa quel particolare alito che cova in ogni casa? Nella sua nella mia... Ma nella nostra, noi, non l’avvertiamo più perché è l’alito stesso della nostra vita, mi spiego?” Ora sentiamo tutti lo stesso odore, anzi, l’olezzo di muffa, polvere e ratti.

Articolo pubblicato sul trimestrale Il Salotto degli Autori n. 39,Primavera 2012.

RIME D'AMARE, PAROLE D'AMORE di Arianna Citron
Prezzo: 10,00 €.

Dalla prefazione di Fulvio Castellani: Volerà alto un aquilone respirando l’alito della vita che nasce dalle parole, dal sogno, dai raggi leggeri della luna e dai sorrisi di una natura colorata, ridente, amica...
Questo ci sembra suggerire con i suoi versi, semplici e caldi, mai artefatti, Arianna Citron. Sì, perché in ogni suo quadretto poetico c’è il suo cuore che naviga a tu per tu con l’amore in ogni sua sfumatura, in ogni sua piega emotiva...
Ci sono dei momenti che si rincorrono tra la luce e il canto, mentre il cuore batte forte osservando la realtà, tinteggiando le giornate con lampeggiamenti affettivi e iniezioni di speranza, di ricordi che ritornano, di immagini e di stupori...
? giovane Arianna Citron, ma il suo dire è quanto mai efficace e in grado di catturare a sé l’attenzione di quanti vivono la bellezza della poesia e di quanti nella poesia ritrovano se stessi o parte di quelle emozioni, e di quelle certezze o speranze, che hanno ancora un ruolo non secondario nel loro diario esistenziale. Simpaticissima, al riguardo, è la poesia delle cinque conchiglie: un gioco ad incastro da cui fuoriesce il sentire di Arianna Citron, la gioia di allargare il suo pensiero in direzione di una serie di incontri e di granelli di luce, di sole gentile da offrire a quel “tu” che alla fine si ritrova nell’ultima delle conchiglie, la più musicale ed amicale.
C’è ascolto e profumo, dunque, nella sua poesia, nel complesso della sua margherita da sfogliare. E ci piace invitarla ad insistere su tale linea di pensiero, perché il sentiero poetico lungo il quale si è incamminata sembra proprio in grado di fiorire ulteriormente.


LE PAGINE DI UNA VITA di Francesco Bartoli
ISBN: 978-88-6932-119-1 - Prezzo: 15,00 €.

Dalla presentazione dell'autore: Ritengo che poetare non significa come molti credono lasciarsi andare a idealismi o ad astrazioni trasognanti bensì esso consiste nell’indagare il mondo con mente curiosa ed attenta. Si può dire che ciascuna cultura nazionale sia un filtro attraverso cui l’individuo si rapporta con il reale e che questa vada ad influenzare la percezione del singolo.
Il poeta, al pari di un bambino che non è ancora formato dal punto di vista degli usi e delle consuetudini sociali, è colui che analizza il reale in modo diretto e sincero senza filtro alcuno.
Da ciò si può comprendere il ruolo che la poesia deve ricoprire ovvero essere uno strumento di indagine che possa offrire una visione d’insieme del reale. Una mente curiosa è il primo passo per divenire poeta e per poter scrivere così versi che siano rispecchiamento di una visione compiuta del mondo. L’arte è un dono meraviglioso che anche nei periodi più infelici della vita può disvelare ciò che è la vera bellezza dell’esistere. Auguro al cortese lettore una piacevole lettura.







HO DANZATO CON TE di Daniela Della Casa
DENTRO IL MIO BIANCO di Gigliola Magnetti
ISBN: 978-88-6932-125-2 versione cartacea - 22,00€
ISBN: 978-88-6932-126-9 versione e-book - 7,99 €

Daniela Della Casa è nata in Piemonte, a Lanzo Torinese, dove risiede. Insegnante di Lettere nelle scuole medie inferiori di Ceres e Fiano per trentasette anni, ha seguito numerosi Laboratori di poesia, realizzando il libro L’acqua serve, trenta liriche degli studenti, pubblicato dalla Biblioteca di Fiano. L’autrice ha fatto parte della redazione del periodico culturale Il borgo di Lanzo ed è stata Commissario al premio letterario “Silvio Bellezza” della sua città. Per l’Assessorato alla cultura di Lanzo, è attualmente componente del Consiglio di Biblioteca, per il quale si occupa della presentazione di libri, cura concorsi letterari e teatrali in qualità di giudice per tutti gli ordini di scuola, si occupa di eventi culturali e organizza reading di poesia e musica, anche a scopo benefico. L’autrice ha pubblicato: La raccolta di poesie Vaniglia, dolce amarcord, Genesi editore, Torino, 2011 con cui ha vinto un premio internazionale di poesia. La raccolta di poesie Corre Il filo, Neos editore, Torino, 2006. È in procinto di stampa il suo Ho passato la notte a volerti bene, romanzo ambientato nelle amate Valli di Lanzo. Ho danzato con te, Il mio libro.it, sito on line, 2017

Gigliola Magnetti è nata in Piemonte, a Lanzo Torinese, ove risiede. È insegnante di Lettere nelle scuole superiori, giornalista pubblicista e madre di due figli, Alessandro e Rodolfo. Ha lavorato come libera professionista negli Uffici Stampa e nella redazione di numerose testate legate alla professione di commercialista: dai quotidiani Il Sole 24 Ore e Italia Oggi, ai periodici Summa e Il Ragioniere libero professionista. Ha scritto i romanzi: Figlio di carta, Editore Firenze libri, Firenze, 1994; Non si cambia, Neos edizioni, Torino, 2005; Amare è un’isola, Neos edizioni, Torino, 2007; Inaspettatamente prof!, Neos edizioni, Torino, 2009; il saggio: Che fai tu, luna in Main? Dialogo con Giacomo Leopardi, Carta e Penna, Torino, 2012 e in edizione e-book, OAK edizioni, Torino, 2013; il libro di poesie (auto-pubblicazione su Il mio libro.it) 4 emozioni, Il mio libro.it, sito on line, 2014 Dentro il mio bianco, Il mio libro.it, sito on line, 2017






I MIEI PRIMI HAIKU di Daniela Cesco
Prezzo: 8,00 €.

Daniela Cesco è nata a Portogruaro, provincia di Venezia, nel 1950 e ha conseguito la laurea in Pedagogia presso la facoltà di Magistero dell’Università di Padova nel 1975.
Il suo grande amore per la poesia l’ha portata a partecipare a numerosi concorsi internazionali, ottenendo notevoli consensi. Alcune sue poesie sono state pubblicate in Fermenti e Antologia Italiana dei poeti contemporanei (Libro Italiano, World editore); in Antologia (Poetando e raccontando) Ibiskos Ulivieri.
Con Carta e Penna ha pubblicato invece “Per i tuoi dieci anni” dedicato alla figlia, “Poesie giovanili” e “Parole come nuvole”.
E’ presente nell’Antologia Voci Fiorentine (Ibiskos Ulivieri) pubblicata a dicembre 2013.
Alcune poesie in questa silloge sono accompagnate da disegni di Andrea Guarnieri, 10 anni



 
ARMONIE DI VERSI, primo e secondo volume di Giuliano Papini
Prezzo: 20,00 €. a volume

Corposa raccolta poetica quella proposta da Giuliano Papini in questi due volumi. La prima antologia raccoglie i versi scritti dall’autore tra il 1956 e il 2002. I temi che inducono il poeta a scrivere sono i più disparati; alcuni versi della lirica A Costanza, mentre prepara in grembo una vita (canzone) tratti dalla prima raccolta intitolata Costanza
1 Il tempo non indulge alla tristezza,
   né per umana pena
   la vita indugia un attimo il cammino:
   splendeva a noi vicino
   di cari volti la ridente lena,
   ed è stanca vecchiezza,

2 Sta la morte presente in ogni affanno
   quando l’anima sola
   temuti sogni accende e quasi avviva:
   l’amato che saliva
   per bianca età giacente ormai divora
   l’insanabile danno.

3 Pure non placa la vicenda amara
   i sospirati amplessi
   che a giovinezza o sangue o cielo addita:
   s’inaurora la vita
   mentre declina agli ultimi riflessi
   la triste sera e cara.
... continua

Nella seconda antologia l’autore raccoglie le poesie scritte tra il 2003 e il 2017 con un Preludio ai Canti della notte che comprende alcune composizioni anteriori al 2003.
Esse sono: Irene, la pace perduta (poemetto), Pygmalion (poemetto), Sotto il cielo ondulato di Toscana (Antologia), Luoghi e città della Toscana (Antologia). Alcuni versi da Irene, (ispirato dall’alluvione che il 19 Giugno 1996 colpì tutta l’alta Versilia)

   Estate. Dalle torri su del cielo
   quel dardeggiare lucido, incessante.
   Un manto fulvo là sulle pianure,
   i monti opachi in un nebbioso latte,
5     la marina accecante. Tutto ha sete,
   tutto chiede il ristoro della notte.
   Dove trovare Irene? Nel mattino
   torpido la cercai sui prati asciutti
   che rugiada non bevvero. Uno sciame
10   di vespe tormentava i cardi aguzzi,
   le formiche scavavano le zolle
   l'erba a toccarla tagliava la pelle,
   secca e dura. Ma invano. C’era solo
   ronzio di mosche e tanfo di riarso
15   tra quel giallastro che fu verde un tempo.

IL GIARDINO DELLE POESIE di Donato De Palma
978-88-6932-120-7 - Prezzo: 12,00 €.

Dalla presentazione dell'autore:Nel 2011 ho pubblicato una prima raccolta di poesie dal titolo La poesia e i ricordi (Edizioni Carta e Penna), e in quel momento pensavo di aver raggiunto il punto più alto di gratificazione della mia vita, tanto ero contento. Dopo la presentazione del libro al mio paese natio, Pago Veiano, durante una delle serate di festa del Santo Patrono, il 5 Agosto 2011, parlando del successo registrato col mio carissimo amico Michele Lucarelli, gli confidai che pensavo di aver raggiunto il massimo e che difficilmente avrei continuato a scrivere altre poesie, anche perché, per farlo, ci vuole un’ispirazione su un fatto, un ricordo, un avvenimento, un’idea, che in quel momento non avevo. Il mio amico Michele, guardandomi mi disse: “Stai tranquillo Donato, tu continuerai a scrivere delle belle poesie”. Oggi posso dire che il mio carissimo amico - che il 7 Luglio 2014 ha lasciato questo Mondo e che ricorderò sempre con affetto - aveva ragione, infatti ho continuato a scrivere altre poesie.
Anche queste poesie parlano d’amore, di ricordi del passato, di gioia e di tristezza, di avvenimenti importanti, di giorni da ricordare (l’8 Marzo, il 25 Aprile, il 2 Giugno, il compleanno). Questa nuova raccolta contiene Una melodia solenne (parole e musica) per chi è devoto di Padre Pio, La terra che gira intorno al sole e di cui non sappiamo né inizio né fine, La guerra, La rosa della strada, La festa del paese, Natale nei ricordi del passato, di tanti anni fa e di come si festeggiava nel piccolo Paese, Le vacanze son finite, Trentuno Dicembre e Le feste son passate: tutte parole ordinate in versi, raccolte fra le foglie verdi di un lungo ramo di una vecchia quercia, che è la memoria umana.
In questo secondo libro dal titolo Il giardino delle poesie sono dunque contenute le poesie scritte dal 2011, con la speranza di donare alle lettrici e ai lettori amanti della cultura e della poesia, le emozioni che il loro cuore desidera, attraverso questo piccolo viaggio che faremo insieme, in questo piccolo giardino di fiori e di rose, che sono le poesie.
Ho voluto collocare in apertura e chiusura del libro due mie poesie premiate a Sanremo, nel concorso Sanremo ARTE 2000 – poeti in Sanremo, nel 2012 e nel 2014 – L’alba della primavera (con una segnalazione di merito) e Il giorno dell’amore (Primo Premio della Critica).



L'AMORE RINCORSO di Antonella Garzonio
ISBN: 978-88-6932-121-4 - Prezzo: 10,00 €.

Dalla prefazione di Antonella Modàffari Bartoli: Cogliere le luci e le ombre del linguaggio poetico di Antonella Garzonio, è come osservare una rosa mentre sboccia coi suoi delicati petali, coi suoi colori bellissimi. È come osservare in un fotogramma momenti della propria esistenza, dove chi legge può trovare il suo stesso sentimento impresso in un verso, nel mistero dell’anima, perché la vera poesia è l’essenza dell’anima stessa e stringe in sé il leggero fruscio delle foglie smosse dal vento, soffuso a volte, da nostalgici ricordi, “Come una foglia d'estate senza terra né peso, ti guardo così, da lontano raccontare al vento di amarezze e ritorni”. I sogni infranti emergono e la poetessa, portata per sua natura a penetrare il mistero, s’inoltra e confonde il suo esistere con il rumore dell’acqua che scorre fra le insenature delle rocce, acqua limpida e pura, così come dovrebbe essere sempre la poesia. Perché la poesia unisce e separa la realtà dell’altro, penetrando il magico gioco della vita, sfiorando la natura, che lei osserva come da una riva la perenne onda del tempo, dove creature fantastiche giocano negli abissi dell’anima mentre l’autrice diviene spettatrice e proietta il suo femminile nella pienezza dei sentimenti, nel suo ideale d’amore. “Avevo un anello di latta polvere di desideri, agonia senza aurora, ancor piango in questa gabbia dove fuggito è l'amore, fra i cocci del cuore distrutto”.
“Fra versi abbracciati sospesi su fili di seta vivono i sogni”.
La poesia si fa sogno, e viene tessuta con fili di seta, dove il materiale e lo spirituale non hanno confini e restano sospesi come fili di una ragnatela tessuta da un architetto geniale qual è il ragno e brilla trafitta dalla luce, nel mistero del desiderio e del sogno.


 
COME UN PAPAVERO AI BORDI DI UN CAMPO di Itala Silvia Spurio
ISBN: 978-88-6932-122-1 - Prezzo: 10,00 €.

Dalla presentazione dell'autrice: Credo che la poesia sia in grado di accendere ricordi, sensazioni e sentimenti nell’animo di chi si accosta ad essa. Penso però che la lettura poetica possa essere interessante e coinvolgente solo se riflette il nostro modo di interpretare la vita, con una scrittura che incontri nostri gusti.
Ognuno ha bisogno di ricercare versi nello stile che preferisce, che stimoli le corde dell’anima e del pensiero.
Un po’ come la musica, o l’arte. Quante volte ci siamo soffermati davanti ad un quadro provando un’indifferenza palese quando gli amici che erano con noi ne magnificavano la bellezza? Oppure il motivo per cui si ama un determinato tipo di musica che piace poco o per niente ad altri?
Ecco la ragione per la quale ho esitato tanto a preparare questa raccolta. Alcuni potranno trovarla interessante, altri assolutamente priva di stimoli. Inoltre, il timore che possa essere letta da persone che non mi conoscono a sufficienza mi crea molto imbarazzo perché i miei versi riflettono quella che sono, o vorrei essere. Non ho la pretesa né le capacità di scrittura per sentirmi un poeta. Mi piace scrivere, mettere nero su bianco le mie emozioni, nella poesia come in prosa e tutto questo mi aiuta a capire me stessa e quello che la vita mi suggerisce. I miei versi sono semplici, immediati, non dotti ed il titolo di questo libro “Come un papavero ai bordi di un campo” e la poesia omonima ben spiegano come mi collochi nei confronti di chi scrive.
Questa mia prima raccolta include poesie scritte in diversi periodi lungo un arco di tempo che racchiude gli ultimi quindici anni, comprese quelle vincitrici di concorsi. Sono cambiata da allora e non mi riconosco già più in alcune di esse, ma ho voluto includerle per dare un ordine temporale al libro sperando che la sua lettura, almeno in parte, vi sia gradita.


 
ALLA MUSA ERATO "vanità e cenere" di Luigi Berruto

Nuova silloge di sonetti per Luigi Berruto che affida ad una di queste composizioni la sua biografia:
L’omero destro è rotto da molto
e da oltre due anni non ho pace.
Della mia vita più nulla mi piace
non c’è rimedio su quanto mal tolto.

La mia stabilità vien anche meno
e con facilità cado a terra.
Non ho più presa e nulla afferra
l’arto mio rotto che va senza freno.

Benedetto chi va alla deriva
e più non tiene cognizione chiara
dei giorni e del tempo che qui passa.

Cadrà comunque la mia vita lassa
presto o tardi, felice, amara
e mi perderò dove si arriva


IO E LA POESIA di Grazia Niccolai Fidora

Dalla prefazione di Grazia Stiavelli Sivani: Ho letto con grande suspence questa bella antologia rapita dall’immediatezza dei sentimenti! I versi delicati racchiusi in un’eterea cornice danzano fra loro ritmati da una musica lieve dove cielo sole luna stelle mare vento amore per le persone per gli animali per le cose per la bellezza del creato sono i principali protagonisti. Le similitudini spesso ricorrenti nelle composizioni,avvolte in un’atmosfera irreale, coinvolgono e danno al lettore piacevoli sensazioni!
Nelle rime armoniose dell’autrice traspare una personalità sensibile sempre pronta a donare affetto ma soprattutto un desiderio grande di riceverlo. Grazia sa scoprire i veri fili conduttori della vita e sapientemente li sa trasformare in vibranti liriche!
Scrivere poesie è un bisogno della sua anima e i suoi versi riescono a coinvolgere anche le persone meno inclini ai sentimenti.
Sono molto orgogliosa di avere avuto l’opportunità di tracciare questo breve profilo dell’autrice grazie alle sue fascinose composizioni. La passione per la poesia è il collante che ci ha unite ed è stato facile trovare in esso: “la vera amicizia!”
A Grazia l’augurio, il più affettuoso, perché sappia sempre cogliere e donare a tutti i fiori della sua anima e i fremiti delle sue particolari emozioni!


LAMENTI ACQUAVIVESI (Venerdì Santo) - "Maria ca la piglià" di Calogero Sorce
ISBN: 978-88-6932-116-0 - 12,00 €.

Dall'introduzione dell'autore: Acquaviva Platani è un paese sito a circa 550 metri sul livello del mare, nella provincia di Caltanissetta (CL).
Dista circa 100 chilometri da Palermo, 65 da Caltanissetta e 35 da Agrigento. È circondato, come un anfiteatro, dai paesi di: Mussomeli (CL), Sutera (CL), Campofranco (CL), Casteltermini (AG), Cammarata (AG), San Giovanni Gemini (AG). È un piccolo paradiso di quiete idilliaca indovato nella valle del Fiume Platani, ai piedi del Monte Cammarata, titano indiscusso della catena montuosa dei “Monti Sicani”.
La sua ascesa demografica è stata sino al 1951, in cui ha toccato il culmine con 3.672 abitanti, dopo di ché la popolazione, a causa dell’emigrazione, è andata riducendosi sino a contare oggi circa mille abitanti.
La superficie del territorio terriero è di circa 15 chilometri quadrati. All’inizio era un feudo ducale, e a tutt’oggi sembra essere legato a residui tributi. Miniere di salgemma e di zolfo, nonché l’agricoltura e la pastorizia, oltre i servizi di primario interesse, erano le sue sorgenti reddituali. Con l’emigrazione si conta che oggi circa 70 mila acquavivesi, emigrati e loro discendenti, siano sparsi per il mondo, contribuendo alle ricchezze delle nazioni in cui risiedono e facendosi onore in tutti i campi.
Monumenti storici del paese sono: la “Chiesa Madre S. Maria della Luce” (1635); “Il Palazzo Ducale” (1680); la “Chiesa Madonna delle Grazie” (1890); “La Torre dell’orologio” (1894), sorta al posto del torrione merlato (che venne demolito) del castello (poi palazzo ducale) del principe Spatafora; “La Chiesa del Purgatorio” (1914), chiamata pure “Santa Maria del Carmine”.
Le feste principali di Acquaviva Platani sono: la “Festa della Madonna delle Grazie”, protettrice degli acquavivesi emigrati all’estero, festa patrona, che si celebra la prima domenica di agosto; la “Festa di Maria S.S. Annunziata”, protettrice dei minatori delle miniere di salgemma, che si celebra il venerdì precedente la terza domenica di agosto; la “Festa del S.S. Crocifisso delle Grazie”, santo patrono di Acquaviva Platani, che si celebra la terza domenica di settembre; la “Festa della Breccialfiorata del Corpus Domini”, ideata nella primavera del 2014, che si svolge in concomitanza con il “Corpus Domini”.
Degno di essere visitato è “Il Museo dell’Emigrazione”, istituito il 4 agosto del 2005.
Degni di nota e culmine della tradizione acquavivese sono “I Lamenti del Venerdì Santo”, opera magna di una tradizione e di una fede sempre presente in un paradiso fatto di piccole cose.


IL CAVALIERE DEI SOGNI di Enrico Bergaglio

Dalla prefazione: "Questo lavoro che ci regala Enrico Bergaglio, Il cavaliere dei sogni, oltre ai meriti artistici ha il valore della testimonianza di vita. Poesie, piccoli romanzi, proverbi, racconti che illustrano gli interessi coltivati lungo la vita dall’autore. Dai ricordi d’infanzia ai tempi duri della guerra, alla maturità nell’interesse per lo sport, per la natura, per la società, per la cucina! Una linea guida è sempre distinguibile lungo tutta questa produzione: la ricerca della libertà. Il poeta che riesce a indignarsi per il destino dell’umanità, ma senza perdere mai la qualità della sua prosa e il rigore della metrica. Altri valori sempre presenti nella produzione di Enrico Bergaglio sono quelli del senso di comunità, ricordando con riconoscimento l’accoglienza che ha ricevuto ad Arcore quando la vita lo portò ad abbandonare la sua terra natia in Piemonte. E poi l’affetto per i suoi cari, la tanto amata moglie e le figlie. Sono parole ormai rare quelle di Enrico Bergaglio, che raccontano il mondo “che fu”, come si potrebbe pensare con approccio frettoloso, ma sempre per vedere sotto luce diversa questo mondo di oggi.
I valori e le visioni di Enrico Bergaglio sono sempre di attualità, soprattutto in questi anni in cui la disgregazione sociale, la deriva economicista della società, le logiche del successo a tutti i costi stanno segnando inm odo negativo il nostro vivere insieme. Enrico Bergaglio ci offre la possibilità di straniarci dai fatti del momento per fermarci a riflettere sulla bellezza, sulla natura, sul passato, sul presente e sul futuro. “Occhi come fari, su un mondo da scoprire...” Un reporter della vita la cui realtà “riflessa nell’obiettivo penetra nei miei occhi rapiti, vi conduce l’attimo rubato, e lo affida a me per sempre.”
" La lettura di Enrico Bergaglio è bellezza e anche testimonianza che regala con grande generosità a tutti i suoi lettori e che vanno ad arricchire il patrimonio di vita di ciascuno di noi. Una lettura necessaria."

Prof. Alfredo Luis Somoza
ICEI
Istituto Cooperazione Economica Internazionale
Presidente

I PERCORSI DEL CUORE 2
Poesie, racconti, lettere, ricette del ricordo
Autori Contemporanei
A cura di Maria Luisa Capella Cassone

Dopo la presentazione del primo volume de I percorsi del cuore, avvenuta tre anni fa, questa  la seconda raccolta dei testi vari dei partecipanti al Salotto letterario, che ha cambiato sede ed  stato accolto sia in una deliziosa saletta della Casa del Quartiere della Circoscrizione 8, sia nella nuova splendida sede della Biblioteca Ginzburg, curata intelligentemente dal suo direttore, dottor Pavarallo, che ne ha ampliato i confini facendola diventare un grande e frequentatissimo polo culturale dell'intero quartiere San Salvario. I partecipanti al Salotto sono aumentati di numero e sono diventati abilissimi nel riuscire ad esprimere attraverso i loro scritti se stessi, la loro esperienza di vita, la loro visione del mondo, accresciuta e arricchita dalle letture fatte insieme. Queste letture, costanti e sempre pi estese fino a coprire il vasto panorama letterario sia nazionale sia internazionale, specialmente degli ultimi due secoli, hanno perfezionato a tal punto il loro gusto da consentire loro riflessioni, osservazioni critiche e confronti di un livello straordinario e raffinato. I partecipanti sono diventati in effetti tutti bravissimi a scrivere, con una capacitˆ di autoanalisi e scavo interiore assolutamente eccezionale.
I temi proposti e sviluppati sono stati in successione "l'infanzia" e "l'amore", ma l'amore come forza vitale, che, platonicamente, comprende tutta la vasta gamma di sentimenti che si provano verso la persona amata, verso i genitori, i figli, gli amici e anche gli animali, e che  l'essenza stessa della vita. I due temi si intrecciano continuamente e si mescolano intimamente: l'infanzia e l'amore per i genitori, i primi amori adolescenziali e l'amore adulto, l'amore per gli animali. Presente e passato sono costantemente in rapporto stretto: il presente trapassa nel passato e il passato fa da sfondo e da patrimonio prezioso del presente. Il ricordo  la leva che fa scaturire dal passato e proietta nel presente le emozioni e i sentimenti che sono gli elementi fondanti del nostro modo d'essere.
Entrambi i temi, profondamente sentiti ed emozionanti, hanno spinto a descriverli anche le persone che non avevano mai prodotto nulla prima, e che non erano abituate ad esprimere i loro sentimenti attraverso la scrittura. L'emozione suscitata dall'evocazione dei sentimenti legati a questi temi ha portato alla creazione di scritti intensi e spesso tenerissimi, intrisi di ricordi ora dolci ora amari, ora felici ora dolorosi, sempre profondamente provati, che, come sono stati vissuti, cos“ ora sono presentati, con nostalgia, con rimpianto, con passione.



VENTO DI NOSTALGIA di Maria Cervai ISBN: 978-88-6932-105-4 - Prezzo: 15,00 €.

Dalla prefazione di Postremo Vate (Fabrizio Legger)
"So che la Poesia  indispensabile
ma non saprei dire per cosa."
(Jean Cocteau)


La poesia di Maria Cervai è un canto spontaneo, semplice, coinvolgente, che prorompe dalla sua anima appassionata, amante della Vita, del Bello, del Romanticismo, della Pace e della Luce.
Per questi motivi, l’incontro con la sua poesia è un qualcosa di estremamente piacevole. A volte si resta sorpresi dalla sua genuinità, dal suo modo schietto e semplice di esternare, tramite la strofa poetica, non soltanto emozioni e sentimenti, ma anche di affrontare i grandi problemi che affliggono l’esistenza umana. L’esperienza del dolore, il desiderio della pace, l’incontro con la sofferenza, il male presente nel mondo, sono tutti elementi che, sebbene non trattati con piglio battagliero, fanno la loro comparsa nel mondo poetico di Maria Cervai, a testimoniare che la poesia e la vita danno grandi gioie ma non sono esenti dal tema del dolore. Questo, anche perché Maria Cervai, esule istriana (nativa di Orsera, in Croazia) ha vissuto sulla sua pelle il dolore del distacco, dell’esodo, dell’abbandono, e la sua anima conosce bene cosa sono la nostalgia e la malinconia.
Non a caso, infatti, dopo la silloge dal titolo “L’approdo felice”, Maria Cervai ci propone ora, con il volumetto che avete tra le mani, “Vento di nostalgia”, che prende il titolo dalla significativa poesia omonima. La vita è percorsa, in lungo e in largo, dal vento della nostalgia e la poesia non può che esserne partecipe.
Nostalgia di terre, di persone, di momenti, di luoghi, di eventi... La nostalgia è parte integrante della nostra esistenza e, a maggior ragione, si fa sentire con ancora maggiore forza in chi, come l’Autrice, ha dovuto abbandonare, da bambina, la sua terra nativa, in seguito alle violenze e agli orrori della guerra.
Il miracolo della poesia, però, è dato dal fatto che essa ci permette di sublimare attraverso la parola, il verso, la strofa, anche i momenti più duri della nostra esistenza.
La poesia di Maria Cervai ha questo pregio: lirica dopo lirica, accanto alla nostalgia, incontriamo l’amore con la sua intrigante delizia, l’incanto dinanzi ai paesaggi stupefacenti della Natura, il mondo degli affetti fatto di sentimenti che vanno ben al di là della quotidianità, l’aspirazione ad un mondo di pace in cui la gente si voglia bene e la smetta di massacrarsi in guerre devastanti e assolutamente inutili ... Tematiche come queste erano già presenti nella precedente raccolta ma qui, nel “Vento di nostalgia”, le ritroviamo riaffermate con animo appassionato, perché la poesia è passione, è vita, è autenticità di sentimenti e di pensieri che si concretizzano nella stupefacente potenza espressiva del verso. Questo, anche se si tratta di un verso semplice, privo di orpelli retorici, spontaneo e fanciullescamente sorprendente come è appunto il verso di Maria Cervai.
In questo libro, fresco e profumato come un bocciolo di rosa, leggiamo liriche piene di sentimento, capaci di comunicare al lettore sentimenti ed emozioni che, nella limpidità della strofa, lasciano un segno indelebile, come “Nostalgia”, “Cara Mamma”, “Io amo”, “Nel nome della pace“, “Meravigliose creature”, solo per citarne alcune, tra le molte, che risultano decisamente significative e capaci di trasportare il mondo poetico ed affettivo di Maria Cervai nell’anima del lettore. Semplicità e chiarezza, immediatezza e genuinità, caratterizzano il radioso mondo poetico di Maria Cervai, fatto di luce e tenerezza, solarità e gioia di vivere, passione e bellezza, insomma, un vero specchio dell’anima di questa autrice che, come ho ricordato, è anche pittrice, ed è quindi avvezza a passare dalle immagini pittoriche a quelle poetiche, utilizzando questa doppia forma di espressione artistica per regalarci le vibranti emozioni che zampillano dal suo mondo interiore.
Ecco perché, ne sono sicuro, le poesie di “Vento di nostalgia” sapranno incantarvi l’anima ed il cuore, facendovi vibrare nella danza armoniosa del verso e della parola, grazie alla quale la poesia sa rendersi davvero un qualcosa di indispensabile nel nostro arduo e faticoso pellegrinaggio terreno…

VITA E PRIMAVERA di Antonio Paoletti
ISBN:978-88-6932-102-3 - Prezzo: 15,00 €.

Dalla prefazione di Fulvio Castellani: È assodato che scrivere poesie significa mettere a nudo il proprio io, quella sensibilità innata verso l’altro e l’ambiente che ci circonda e ci coinvolge. È altrettanto vero che un poeta racchiude in sé una ricca porzione d’amore e una grande capacità di sognare, di captare messaggi che ai più sfuggono o non arrivano, di non adagiarsi in un mare di tranquillità e di sonnolenza emotiva.
Diciamo questo perché, leggendo i componimenti poetici di Antonio Paoletti, abbiamo avuto il piacere di incontrare un poeta verace, un attento interprete di emozioni, di esperienze vissute, di stagioni mai archiviate, di un concerto di profumi e di silenzi a dir poco circolari e mandati in onda con versi semplici e piacevolmente interpretabili.
Si tratta di flash fatti di immediatezza e di filosofia pratica (“se è l’ora / anche la clessidra / si ferma”), di sorrisi raccolti e vellutati (“domani, vedrai / sorgeranno in te / gemme di speranza / lampi di primavera / fulmini di felicità”), di soprassalti, di abbandoni, di attese (“Vorresti sapere / poter conoscere / se c’è, cosa c’è, / oltre di noi / nel cielo, nell’infinito, / nell’immensità...”).
C’è, poi, ricorrente, un “tu” a cui si rivolge con simpatia, con particolare attenzione, usando parole calde e suadenti, rigogliose al punto giusto quasi indicando una via, un’oasi dove poter approdare prima che la fiamma si spenga e il respiro del vento si allontani.
Versi brevi, brevissimi assai spesso; versi che con armoniosa sincerità scolpiscono immagini e suoni anche misteriosi, lasciando in chi legge il desiderio di appropriarsi di altre accelerazioni emotive, di altri inviti che ci provengono, magari a nostra insaputa, dalle stagioni della vita siano esse la primavera oppure l’inverno.
Occorre osservare, infine, che la poesia di Antonio Paoletti approda in una sorta di sdrammatizzazione della condizione umana, in un senso di suggestiva fascinazione anche se, sovente, una patina di malinconica rassegnazione fa capolino al di là dei ricordi, dei forse e dei perché, delle lacrime e delle gioie, della luce e “della pioggia che cade / dalle stelle”...
Una “vita” e una “primavera” che fanno di Antonio Paoletti (e non da ora) un attento interprete della poesia, di una poesia non epidermica e mai fine a se stessa.


Homepage