Libri di narrativa Poesie Saggistica



IL CAMMINO DELLA VITA - Storie vere di Rosaria Carfora

Spesso l'attenzione dei lettori si ferma su qualche notizia inutile e non su particolari reali e vissuti, dimenticando la ricostruzione del passato, il criterio che dà maggiori garanzie di verità.
Lasciar parlare la documentazione dei ricordi delle cose vere, smarrite dal cuore e dalla mente, dando spazio solo a cose appariscente vuote di verità.
Con questo libro, voglio ricordare, la distruzione di vere opere perdute, con lo sforzo almeno nel ricordo di risuscitare tracce di tradizioni di immensa vitalità, il rimpianto delle opere perdute, costituendo una valida lezione di storia nel cammino della vita passata.
Le vere storie vissute, con testimonianze, di animo e di verità, in tutto il cammino di vita del passato.
Amore, odio, sentimenti, passione, lavoro, sacrifici, stenti, miseria, speranza e pace.


IL DIALOGO DELLA MORTE E DELL’ANIMA di Paolo Pergolari

“Questo dialogo della Morte e dell’Anima posso, se voglio, raccontarlo in qualsiasi momento e con dovizia di particolari, perché l’ho sentito dentro di me, così come ho visto entrambe impegnate in un viaggio alla ricerca di un qualcosa di tangibile e concreto o forse del senso delle cose; comunque è come se fossi rimasto sempre con loro.” Questo è l’incipit del libro e questo è, in sintesi, il contenuto del libro stesso.
Due personaggi, Morte e Anima, si incontrano casualmente sotto il lampione di una piazza. Entrambe provengono da uno stesso luogo: una cucina in cui un vecchio corpo è caduto morto e, da quella piazza, iniziano un viaggio surreale nel mondo di tutti i giorni.
Il viaggio le porterà a confronti emblematici sul terreno di una contrapposizione tra senso e nonsense; il tutto vissuto in un contesto realistico e, a volte, grottesco.
Ma al centro della narrazione non compaiono soltanto la Morte e l’Anima ma, anche, l’Autore che, inserendosi nel racconto, diventa non solo un elemento fondamentale della storia ma personaggio a tutti gli effetti.

 

IL RIO RACCONTA - Una storia del '600 di Donatella GARITTA SARACINO
Versione e-book: ISBN: 978-88-6932-009-5, Prezzo: 3,99 €.

Vi racconterò di un tempo lontano, in cui le acque del rio cingevano il borgo in un allegro abbraccio e lo scrosciare del torrente accompagnava le giornate degli abitanti. La ricchezza d’acqua di quella regione aveva portato, secoli prima, a costruire un villaggio in quel territorio la cui terra argillosa si era poi dimostrata un po’ avara a elargire frutti ma utile a fabbricar mattoni, tegole e vasellame. Col passare dei decenni il borgo si espanse sempre più, sino a che si rese necessario, per avere strade più ampie, imbrigliare le acque in condutture di cemento e catrame facendo tacere la voce allegra del rio. La vita sempre più frenetica portò, col passare degli anni a dimenticare che, sotto il viale del mercato, scorreva un rio, chiamato Fellone che, un giorno, sconfisse chi si era illuso di poterlo domare: le piogge abbondanti e la poca cura dell’alveo, gli restituirono la forza e lui, prontamente, ne approfittò. In poche ore s’impossessò del frutto di anni di lavoro delle famiglie che abitavano lungo le sponde, celate dal catrame, e fece nuovamente sentire la propria voce: il viale del mercato in breve fu trasformato in un fiume...
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CROMISTORIE, vi racconto una fiaba colorata di Carla VERCELLI
Prezzo di copertina: 10,00 €.

Carla Vercelli nasce nel 1961 in provincia di Novara, dove vive e lavora. Le fiabe contenute in questo libretto rappresentano il primo approccio alla scrittura dell’autrice, avvenuto qualche anno fa, dopo varie esperienze figurative. Le favole sono state maturate e scritte dopo viaggi in luoghi ricchi di bellezze naturali e artistiche. L’autrice ha voluto illustrarle con alcuni suoi dipinti e alternarle con alcune sue poesie, creando così un libro molto originale, fantasioso e colorato.
Dalla prima fiaba, Gegé e la ciotola di porcellana: “Gegé era un bel gatto nato in via Santa Maria Antesaecula al rione Sanità a Napoli e questo era un guaio. Che c’è di male ad essere un gatto a Napoli? Il fatto è che Gegé era un gatto nero.
La sua vita era dura in una città superstiziosa come Napoli. Non poteva attraversare la strada prima degli umani perché veniva inseguito, ingiuriato, persino picchiato. Eppure lui, come tutti i felini, aveva bisogno di libertà per andare a cacciare i topi tranquillamente, non poteva starsene accucciato tutto il giorno, doveva pur uscire qualche volta...

Torino e le sue caratteristiche di città magica fanno da sfondo a questo romanzo che si dipana tra ricordi, eventi e superstizioni...

La nebbia leggera sale dal fiume, rendendo la città ancor più misteriosa ed affascinante. Adoro camminare per le strade intorno alla Gran Madre, quelle che salgono verso la collina, così quiete che pare d’esser capitati in campagna. La sagoma inconfondibile della Mole Antonelliana mi appare come una visione sublime, la posso quasi toccare. Alle cinque del pomeriggio è già buio, il cielo color piombo ed il freddo umido conferiscono alla città la tipica atmosfera autunnale. Mi dirigo verso Piazza Hermada, percorrendo strade tranquille nelle quali risuona solamente il rumore dei miei passi. Conosco bene questi luoghi, ogni metro quadrato mi è famigliare. All’angolo con Via Casalborgone, un cane si mette ad abbaiare da un cancello. È il solito alano dei miei incubi il quale probabilmente mi stava aspettando al varco...

DALLA FONTANA SULLA CONTRADA di Bruno NADALIN
ISBN:978-88-6932-008-8, Prezzo: 12,00 €.

Uno slargo all’incrocio di Via Roma con Via del Baratto, costituiva la nostra Contrada: in essa e sulle due strade bianche, delimitate dai fossi, alberi grandi e da siepi, si svolgeva massima parte della nostra esistenza.
Via Roma, sulla quale dava l’uscio di casa, portava da una parte al Paese, alla scuola, alla chiesa, alla stazione del treno, al placido corso del Meolo; dall’altra fino al ponte ferrato sulla Fossetta, oltre al quale c’era la Triestina per San Donà di Piave e per Venezia. Via del Baratto nasceva dalla contrada per finire al ponticello di legno, sull’altro tratto dello stesso canale, serpeggiando brevemente tra campagne e grandi case coloniche.
La contrada era teatro delle soste di chi si dissetava alla fontana, d’incontri, delle confidenze di ragazze che ad essa attingevano l’acqua, dei nostri giochi, e, certe sere del sabato, di canzoni, musica, recite e danze che coinvolgevano tutto il vicinato...
Ci sono il palcoscenico d’erba rasa ammorbidita dai passi, fisarmonica e tamburello uniti al borbottare dell’acqua, voci pronte a dispiegarsi nei cori, le due vie sempre aperte agli arrivi, la facciata a calce della casetta di fronte e le siepi come scenario, i sassi lisci fra cui l’acqua scorre limpidamente prima di saltare nel fosso... i passi di chi deve andare e di chi si sente giungere...

RITRATTI DI DONNE di Patrizia MARTINI
ISBN: 978-88-6932-003-3 - Prezzo di copertina: 12,00 €.

Nove storie di donne, ma forse sono tante di più...
Diverse tra loro per temperamento, cultura, estrazione sociale, simili tuttavia in quel loro modo passionale d'affrontare la vita. Giovani debuttanti sull'instabile palcoscenico del destino, abitatrici della terra di mezzo, o già troppo in là con gli anni... Portatrici di idee e di speranze, oppure gravate dai ricordi e dai rimpianti.
Tra personale e politico, passato e presente, realtà e finzione.

Dall'incipit del primo racconto:

Prima che scenda la notte

Menzione d'onore Premio di Poesia e Narrativa Città di San Gillio LA MASCHERA E IL VOLTO Nona Edizione – maggio 2014

L'appartamento in cui mamma aveva abitato da quando nostro padre l'aveva lasciata, quello che Clara e io conoscevamo in ogni suo angolo più riposto, era inondato dalla luce del tramonto.
Eravamo tornate insieme dal cimitero, nel primo pomeriggio, umido di pioggia autunnale.
La donna che ci aveva messo al mondo, di cui ricordavamo i gesti misurati ed eleganti, l'attitudine al sarcasmo o alla dolcezza più estrema, la moglie fedele di quel nostro padre scapestrato, colei che era paradigma inconfutabile per le nostre manchevolezze, la madre esigente, il cui sguardo ci scavava a fondo, mettendo a nudo le nostre fragilità, le più intime contraddizioni, aveva smesso di vivere.
L'avevamo accompagnata entrambe all'ultima, oscura destinazione.
Non avrei rivisto il suo volto, se non in qualche scatto o in uno di quei video casalinghi un po' sfocati che mia sorella girava negli ultimi mesi di malattia per farla divertire, tutto di lei sarebbe stato ridotto in cenere.
– Vuoi qualcosa da bere?
– Per ora no, grazie.
– Ho avuto paura di andarmene anch'io con lei, mi credi?
Che temperamento melodrammatico questa mia sorella minore, anche se aveva cinque anni meno di me, era sempre così tradizionalista nel suo modo di pensare!
Clara mi s'avvicinò, la abbracciai senza trasporto.
Ci mettemmo a sedere sul divanetto della sala.

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SUI PASSI DELLA MORALE di Francesco BARTOLI ISBN: P978-88-6932-007-1- Prezzo di copertina: 12,00 €.

Si è la storia umana, lungo i secoli, dispiegata variamente, a volte con passi certi e rapidi, a volte invece lentamente, e a tratti con andatura malcerta. Nell'infinito errare verso una propria indefinita evoluzione e una meta insaputa, l'uomo ha compiuto azioni elevate, sì come altre avvilenti.
Ogni errore commesso è stato occasione di meditazione, per poter giungere ad un miglioramento.
Questa collana di racconti brevi, da me scritta, porta avanti l'unica volontà di essere un suggerimento, un piccolo e ulteriore passo verso un possibile miglioramento della persona.
Dalla Grecia antica, traversando poi la Roma imperiale, fino al Medioevo e ai secoli successivi, la presente collezione di storie seguiterà a raccontare i secoli umani e il loro susseguirsi; al termine di questa ho voluto poi aggiungere altre storie di tematica onirica e fantastica, ognuna delle quali sempre completata, come le altre, da un pensiero o una considerazione sui vari accadimenti raccontati.
Dove ci condurrà il nostro comune passo, sarà l'essere umano a deciderlo.

L'autore

UN SILENZIO TROPPO RUMOROSO di Paolo PERGOLARI

Dall'incipit del libro:

STORIE DI CACCIA E SORTILEGI

I miei nonni erano nati proprio lì, un borgo di poche case arroccate sulla costa di una collina umbra e, d'estate, mi ospitavano per mesi e io non ero più un ragazzino per bene, diventavo un diavolaccio, come quelli della via Paal, sicché "Sorriso" si spolmonava a rincorrermi ma io scappavo insieme agli altri compagni, e facevamo storiche battaglie tra i filari delle viti e tra gli ulivi, e poi sui ciliegi e su quelle odorose piante di fico; il fico selvatico che nasceva dappertutto, anche sui coppi vecchi del campanile di Don Mariano... E alla fine noi, ragazzacci, finivamo per fare il bagno nei fossi; fossi d'irrigazione freschi d'acqua limpida, fossi che partivano dall'alto, dalle colline e poi scendevano lunghe le strade rurali e arrivavano fino alla circonvallazione, giù fino ai lavatoi frequentati dalle massaie per il bucato, e io ero pure quello che passavo a mia nonna Nella le lenzuola bagnate già strizzate, e le arrivavo al seno, e lei rideva e ne approfittava per prendermi in giro, mi strofinava i seni sulla faccia e con quei seni enormi mi oscurava il mondo; erano odorosi di lavanda, e quando me ne andavo a dormire, quando intorno c'era silenzio, in cortile le lenzuola sbattevano come se chiacchierassero tra loro, e il cortile era pieno di chiacchiere di mussolina. E poi, il giorno dopo, il vigile urbano giù a rincorrerci di nuovo. Non ho mai saputo il suo nome, lo chiamavamo "Sorriso" perché era sempre serio e compassato, solo se riusciva ad acciuffare qualcuno per un orecchio se la rideva soddisfatto... E così fino all'inizio della scuola, fino all'inizio dell'autunno e del freddo. Ricordo mio nonno Giacomino… Lui sì che sapeva leggere e raccontare le storie!
Allora non c'era ancora la televisione e tutte le sere, tutte le sante sere ci mettevamo seduti intorno alla lampadina che con il filo scendeva giù dal trave della cucina e, così sistemati, nonno Giacomino ci leggeva un libro che parlava di briganti e di ladri gentiluomini e mia nonna alzava gli occhi dall'uncinetto e ogni volta diceva… Come legge bene, perché anche lei avrebbe voluto leggere ma era analfabeta. E mia madre, solo quando l'intreccio arrivava al culmine, solo allora smetteva di rivestire di rafia i fiaschi che servivano alle osterie del paese e per un po' rimaneva a occhi e bocca spalancati, poi riprendeva quel suo lavoro col quale arrotondava la quindicina. Io, invece, mi ci addormentavo su quelle storie che mi mettevano anche paura; ma più di tutto volevo che nonno Giacomino mi raccontasse di Freccia, del mio eroe. E quella storia l'ho sentita tante volte che adesso voglio raccontarla anche a voi…
Per leggere il proseguimento di questa storia e le altre, scritte appositamente per i ragazzi, invia una mail all'autore: Paolo Pergolari

LA CHIMICA DEL CUORE di Maria Grazia BARBANO
ISBN: 978-88-6932-002-6 Prezzo: 9,90 €.

Dedicato a mio figlio Andrea, che mi ha aiutato nell'impostazione grafica del libro;
a mio nipote David e al coraggio senza lacrime dimostrato nell'affrontare la sua dolorosa prova;
a Luciano, musa ispiratrice con la saggezza dei suoi ricordi.

Dal primo capitolo:
Manualetto di sopravvivenza per gli addetti ai lavori: nella fattispecie "i nonni"

PROLEGOMENI

Questo decalogo è in parte frutto di esperienza personale e in parte di vicende altrui. È una casistica abbastanza circostanziata, ma questo elenco non ha la pretesa di essere esaustivo sull'argomento. Vuole solo aiutare altri a non cadere vittime di ricatti subliminali di vario genere…
Noi siamo l'esercito degli schiavetti silenziosi, i camaleontici nonni, sfruttati dall'egoismo tirannico dei figli. Questi ultimi sono tutti bravi, per carità, ma portatori sani di una grave e diffusa malattia genetica sempre latente, inscritta nei cromosomi e connaturata al loro Dna: l'egoismo.
Sarà forse ereditaria? Forse ne sono stata affetta anch'io in passato nel mio ruolo di figlia?
Perciò vorrei dedicare questo breve manualetto d'istruzioni a chi non vuol lasciarsi soffocare dai vincoli tentacolari di un affetto interessato, a chi paga a caro prezzo la propria capacità di donare amore, a volte ricompensato dall'ingratitudine o peggio ancora dall'indifferenza dell'amata prole.

TRAGEDIE E SORRISI di Dionigi MAININI
ISBN:978-88-97902-95-9 Prezzo: 16,00 €.

Raccolta di racconti commentata da due lettori tipici: Gino e Gina
… sì, abbiamo letto libri peggiori. E quando il peggio è un peggio che rattrista o annoia ti scoccia d'averlo acquistato. Questo libro, pur trattando "Tragedie", non ci ha provocato turbamenti mesti o barbosi, per cui volentieri esprimiamo affettuosa simpatia a tutti i personaggi dei racconti, e all'autore… una cordiale e sorridente benevolenza.

Gina e Gino

Dal primo racconto
Tema: filosofie di provincia
La crociera
Lei.
"Desiderio è mancanza, quindi è dolore. La vita è un pendolo che oscilla, tra dolore e noia. La convivenza è puro conflitto, è impero di egoismi."
Sono queste frasi e concetti profondi che quando li incontri ti sembran fatti su misura per te stessa, ed allora elogi l'autore, che pare averti compresa.
"Realtà e sogno, i due lati dello stesso foglio: la vita."
Questa invece, caro Schopenhauer, a differenza delle altre mi ha riempito di struggente depressione, poiché innocentemente seguendo il tuo pensiero ho visionato il foglio della mia vita e la prima facciata, quella relativa alla "Realtà”, l'ho trovata piena di appunti che raccontano di una vita modesta pregna solo di grattacapi, sull'altra invece, quella del "Sogno", ho trovato all'inizio una frase, scritta in bella calligrafia, e a fondo pagina, scritta in stampatello, un'unica parola.
La frase confessa appunto un mio sogno meraviglioso. Meraviglioso come può essere il desiderio che germoglia nel cuore di una fanciulla da quando, pur accudendo ancora alle proprie bambole inizia a incuriosirsi ai maschietti, d'incontrare un bel marinaio, alto, snello, abbronzato, tutto vestito di bianco, col mio nome impresso in un cuore tatuato sul suo petto villoso e invece... m'è capitato un Ragioniere bassino, palliduccio, occhialuto, con pochi peli e adesso, anche tutti grigi.
Certo mi poteva capitare di peggio, dato che il Ragioniere bassino non fuma, non beve e non va a donne, ma proprio perché come tu dici:
"La vita è un pendolo, che oscilla, tra dolore e noia." io, che da diversi anni a fine dicembre ricopio dal vecchio calendario al nuovo gli appunti relativi a dolore e noia, assicurazione e bollo dell'utilitaria, rata del mutuo, abbonamento tv e gabelle varie… nel tentativo di privarmi di un po' di noia, la parola trovata in fondo alla facciata "Sogno" l'ho scritta ben in grande in stampatello e seguita da un punto di domanda, in corrispondenza del 21 giugno, inizio dell'estate, la mia stagione preferita...
... continua...

LA GUERRA DEI FILI di Paolo PERGOLARI

Dal racconto
LA FUGA DELLA REGINA NERA

La Regina nera era veramente seccata. Acquistata da un signore in un negozio di bigiotteria, era stata sistemata, insieme agli altri pezzi sulla scacchiera del tavolo del salotto e lì se ne stava al buio, finché quel tale signore non iniziava una nuova partita a scacchi. Ma la conclusione era sempre la stessa. La Regina nera veniva puntualmente mangiata e quel tonto del suo Re veniva accerchiato in un angolino a piagnucolare e a far da matto.
Quello che più non sopportava, la Regina in questione, era il risolino maligno della sua dirimpettaia, la Regina bianca, che brindava alla vittoria con il suo consorte e le sue truppe, almeno quelle poche rimaste.
Già, perché ogni partita somigliava ad una vera e propria battaglia con i Pedoni come fanti mandati allo sbaraglio, con la Torre arroccata e il Re pericolante e lei, la Regina, a girovagare qua e là per la scacchiera per colpa di quel tal signore alquanto sprovveduto e incompetente nel gioco degli scacchi. Ma perdinci! Era pur sempre una Regina, o no? Per questo motivo la Regina nera era veramente seccata.
Così, una notte, dopo una settimana lasciata a prendere polvere nel salotto, prese una ferma decisione. Infatti era salita sul Cavallo, aveva comandato all'Alfiere di precederla e con al seguito un paio di Pedoni lancia in resta, era scesa dal tavolo intarsiato per andare alla ventura...
Per leggere il proseguimento di questa storia e le altre belle avventure, adatte ai bimbi, ma non solo... invia una mail all'autore: Paolo Pergolari


LE AVVENTURE DI GIANGALLO di Maria Denis GUIDOTTI
ISBN: 978-88-97902-98-0 - Prezzo: 11,00 €.

Questo racconto si è classificato secondo al Premio Nazionale Giovane Holden 2013. Dal primo capitolo:

GIANGALLO VA IN VACANZA

Alla fossa dei Leoni c'è grande fermento!
Mordicchio, il picchio relatore, e Bicchio, l'informatore, stanno a gran voce relazionando, a tutti gli ospiti della fattoria, le ultime novità sul viaggio di Giangallo.
Torniamo all'inizio.
La fossa dei Leoni è un piccolo ma capiente agriturismo in cui convivono allegramente tanti animali da cortile e non…
Pino, il contadino, proprietario di questo folcloristico zoo a cielo aperto, decide di mandare in pensione Giangallo e Brilia, rispettivamente capo pollaio e amministratrice per il settore. Dopo anni di onorata carriera lavorativa, Pino ritiene come adeguato premio regalare ai suoi due dipendenti una meravigliosa vacanza di due mesi al mare.
Mordicchio, factotum di tutti i settori, suggerisce a Pino la meta, dato che la fossa dei Leoni è situata nella Pianura Padana e il clima umido, quanto nebbioso, non facilita gli acciacchi di salute in cui gli ospiti possono incappare nel corso della loro esistenza.
Bicchio, da buon confidente, rammenta a Pino che Giangallo e Brilia non avevano mai fatto un viaggio fuori dai confini della Pianura Padana, così Pino decide di rivolgersi al suo predecessore Ori chiedendogli di accompagnare i due nel loro viaggio.
Il giorno 24, un martedì per gli scaramantici, Giangallo e Brilia, Ori e Wizzy, la sua compagna, partono per la Thailandia.
La sera del 17, sempre un martedì, Pino convoca nell'aia una riunione di tutti gli animali. Dopo una breve introduzione, lascia la parola a Mordicchio e al suo aiutante Bicchio.
Salito sull'improvvisato palco, due cassette di legno, Mordicchio chiede il silenzio assoluto a tutti i partecipanti...


MOSTRELIBRILUOGHI di Costantino OTTONE
ISBN: 978-88-97902-96-6
Presentazione di Gianni Cometti
Illustrazioni e dipinti di Giada Ottone

Costantino Ottone la scoperta di quello che si vede, ma senza guardarlo
Dalla presentazione di Gianni Cometti
Costantino Ottone, cureggese di Marzalesco (precisazione necessaria) è laureato in Giurisprudenza e di mestiere si occupa di titoli finanziari, ma il vero Costantino non né il giurista, né il pur bravo promoter, quanto quello di queste pagine. Qui c'è la sua essenza di accattivante scrittore di luoghi, di libri e di espressioni artistiche. La sua prosa è apparentemente semplice e difatti l'occhio scorre senza fatica di riga in riga, ma, se ci si sofferma, si scopre che nella sua prosa vi è ricerca di particolari, cura della sintesi, talvolta ironia e, comunque, il leggere è sempre divertente oltreché utile e vero (omaggio ai principi manzoniani: Il vero per soggetto, l'utile per scopo, l'interessante per mezzo). Si scoprono aspetti di luoghi che già pareva di conoscere, come gli spruzzi agli astanti da parte dei vigili del fuoco di Zermatt il giorno di ferragosto, oppure i canali di Annecy (Alta Savoia – Francia) o angoli della Sicilia sorprendentemente verdi. E poi tanti ricordi della nostra infanzia (siamo coetanei) e della nostra terra come quei platani che gli disturbavano la vista delle partite di calcio del Borgomanero (quando giocava nel vecchio stadio) dal balcone dei suoi zii e lui, lo zio, era uno che aveva fatto scrivere pagine e pagine di sport e si chiamava Domenico Piemontesi (per chi non ne avesse sentito parlare, provi ad avviare un motore di ricerca e scoprire chi era il "Ciclone di Borgomanero" negli anni venti e trenta del secolo scorso). Ci sono foto molto belle di luoghi che continuano ad essere nel contempo belli e discreti: a Costantino (come a me) sembrano non attrarre le località che la consumistica propaganda turistica vende come i più belli del mondo: il Sizzone ha un gusto fiabesco ben superiore a Sharm elSheikh. Non solo. Fra queste pagine si scoprono posti come Lomello (già capitale della Lomellina) che l'andare veloce e distratto delle autostrade non permette di scoprire. Salvo farlo attraverso scritti genuini (sinceri forse avrebbe scritto il Manzoni a cui andiamo ad attingere per la seconda volta in poche righe) come questi.

DORINO E LA MAGICA FONTE DELLA SAGGEZZA di Teresa Denise SPAGNOLI
ISBN: 978-88-97902-89-8 - Prezzo: 10,00 €.

Le favole, ieri come oggi, sono delle storielle che intendono suggerire ai giovani (e non solo) momenti di riflessione, ossia costituiscono un tramite assai efficace per veicolare filosofie di vita dai toni solo in apparenza leggeri. In questo caso, Teresa Denise Spagnoli ha inteso parlare ai più piccoli anche per costringere i più grandi a meditare intorno a una società corrotta, egoista, possessiva e ad assaporare sempre il piacere di una sana alimentazione, senza dimenticare mai di contribuire per quanto possibile a risolvere realtà in negativo usando il dialogo e la ricerca del bene comune. Scritta in maniera elegante, la favola è incentrata sul piccolo Dorino e sul suo amichetto Carotino, su una minuscola comunità di ortaggi e di agrumi che si vede sottomessa a un despota dal lignaggio reale e successivamente costretta ad assecondare le richieste, sempre più esose, del Duca Fagiolone, eletto, sì, democraticamente dopo aver spodestato il Re Gran Melone, ma subito dimostratosi assai peggiore del monarca. Le vicende di Dorino e compagni (Fagiolino, Patatalpa, Mandarino, Clementina, Nellino, Nellina, papà Doro e mamma Dora...) sono delle più avvincenti e singolari. Si incontrano via via anche le terribili Zucchine Zuccone, il maghetto Gufo Arnufo, la principessa viziata Meloncina, nonna Arancia, Rafano Scorfano, Romerlo, l'albero cavo, la Montagna Incantata...: una miriade di piccoli e simpatici personaggi che, grazie alla penna in un certo qual modo magica di Teresa Denise Spagnoli, si alternano sulla scena del villaggio Fruverlandia e che, nel bene e nel male, sono chiamati ad affrontare situazioni inattese e non facili. A un certo punto il territorio finisce per perdere la sua bellezza naturale, i suoi colori intensi e diversi a causa delle tasse imposte dai governanti diventando, purtroppo, un territorio in bianco e nero, come uno storico documentario da archivio. Alla fine, grazie alla saggezza di Dorino e dei suoi piccoli amici, Fruverlandia riacquista la pace, la serenità, il suo aspetto caratteristico e una democrazia davvero a trecentosessanta gradi. Uno dei moniti presenti nella favola rivela, tra l'altro, che "la felicità non si trova in ciò che possediamo, né in come appariamo, ma in ciò che siamo", mentre ci viene anche suggerito che per vivere meglio e in salute è opportuno seguire delle regole alimentari che privilegino in modo particolare i cibi ricchi di vitamina A (per vedere bene di notte) e di vitamina C (per crescere sani e robusti). C'è dell'altro, comunque, e non di poco conto. Come a dire che questa favola di Teresa Denise Spagnoli merita di figurare sui banchi della scuola primaria, e altrove, proprio perché è stata scritta con il cuore e con una semplicità coinvolgente.

LA RANA PENSATRICE di Elda MARI
ISBN: 978-88-97902-92-8 - Prezzo: 4,99 €.
Scaricabile da Bookrepublic.it

Dea ha appena sedici anni quando i suoi genitori scompaiono, forse ingoiati dalle onde, con la loro auto che viene ritrovata in mare in fondo ad un altissimo precipizio. La sua storia, che nell'incipit può sembrare una favola, si rivela nel suo sviluppo concreta e reale, e si evolve attraverso tre generazioni di persone della stessa famiglia. L'ambiente è un Paese volutamente immaginario, per ovvie necessità di narrazione, e la storica farmacia del Corso fa da sfondo all'innesco di eventi concatenati che coinvolgono la protagonista e tutti i personaggi del romanzo, ma il vero coinvolgimento lo opera Dea, la "rana pensatrice", la splendida ragazza protagonista di questa storia intessuta di misteri e intrighi. Dea, costretta fin dall'adolescenza a crescere in solitudine, sa trasformarsi in un'eroina coraggiosa, moderna, profonda, che persegue la ricerca della verità, muovendosi delicata e precisa come una navetta su un telaio, tra le trame e gli orditi di un passato che, molto prima che lei nascesse, ha tessuto il canovaccio del suo destino oscurato da strani delitti. Lei saprà trasformarlo in luce, quel destino, agendo senza mai smettere di riflettere e meditare, in ascolto profondo del proprio pensiero logico ma anche lasciandosi guidare dai messaggi onirici e trascendenti dell'inconscio, riuscendo infine a trovare il colpevole, che sarà giustiziato da una sorta di autocombustione purificatrice. Con intelligenza, sensibilità e rettitudine morale, lei riuscirà infine, con l'aiuto testimoniale delle sue "nonne" tutte amiche tra loro, a fare chiarezza sugli enigmi della sua famiglia e a vivere una vita e un amore a misura del sogno in cui crede.

SOFIA di Aldo DI GIOIA
ISBN: 978-88-97902-94-2 - Prezzo di copertina 3,99 €.
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Sofia è un racconto, non so bene se possa essere catalogato tra i romanzi ma, è storia vera, racconto sopra le righe o romanzo che fa anche volare la fantasia.Tra le righe, le difficoltà e le sofferenze sono reali, si possono toccare con mano, e le emozioni che dovrebbero potersi cogliere, possono sfiorare la delicatezza estrema o la negatività assoluta, e questo, dipende dallo scrittore, dalla sua capacità nel metterle in risalto.Non è detto che ci sia riuscito, dovrete leggere e…se del caso, rivelare i vostri pensieri, le vostre emozioni, i vostri stati d’animo.Questo è un gioco delle parti, un rincorrersi di toni bianchi e neri che, il carattere indomito di Sofia, infiamma.Quei toni mutano così in cromatismi accesi; bagliori di rosso a significare la lotta per la sopravvivenza, la battaglia per la conquista della dignità e per il valore dell’equiparazione sociale.Solo al termine della lotta quei colori saturi mutano, si distendono in sfumature, toni pastello, arcobaleno, e i contorni delineano un percorso che, correntemente, può essere definito: vita.

IL FUNAMBOLO di Gianmarco DOSSELLI

1944. Un colonnello tedesco concede la salvezza a un paese montano da rappresaglie e deportazioni. In compenso chiede alla popolazione locale una festa in suo onore. Tra le attrazioni richieste: l'esibizione di un ex funambolo, oramai anziano e privo di forze. La popolazione si ribella, ma Tedeschi e fascisti si fanno minacciosi...

Scrittore autodidatta dal 1985, ha partecipato a concorsi letterari come: Premio "Paris", 1993; Premio "Giuseppe Piermarini", 1995 (Primo classificato); Premio "Duomo", 1995 (finalista). In ultimo: secondo classificato al "Sesto Premio Narrativamente 2011" (Pellegrino-Me) e terzo classificato alla XVIII Edizione Premio Letterario Internazionale, Città di Melegnano 2013. Molti suoi brevi elaborati sono inseriti in tante antologie letterarie, le ultime in ordine di tempo: "Altro non faccio..." (2012) e "Antologia solenne" (2014), entrambe edite da "Edizioni OLFA" (Ferrara). Del 2014 è il romanzo di science fiction: "Le Terre di Sirio", edito dalla Casa Editrice Antipodes (Palermo).






LA SOFFITTA DEI PIPISTRELLI DORMIENTI di Elisa SALA BORIN
ISBN: 978-88-97902-88-1 - Prezzo: 9,00 €.

Elisa Sala, nata Borin, trevigiana, opera nel campo artistico sin dagli anni sessanta. Nel 1988, dopo un lungo silenzio, riprende i percorsi nel campo della pittura e della scultura ampliando, in altri settori, le sue conoscenze con risultati più che lusinghieri.
Nel 1995 riprende il mano la penna portando la sua visione del mondo nella letteratura, spaziando dalla poesia alla narrativa e alla saggistica, addentrandosi nel campo del fantasy con competenza.
Esce dal tunnel di una estrema timidezza e partecipa alla vita conviviale. Dà alle stampe il frutto del suo lavoro. Ottiene molti primi premi nei vari concorsi, da ricordare un primo premio assoluto al Cesare Pavese Grinzane Cavour.

Libri editi:
Diamoci del tu, raccolta di Haiku, edizioni Del Leone (2000)
Il muro dietro la porta. Racconti autobiografici editore Piazza Silvano (2001)
Le Storie del Bosco Bruno. Fiabe, edizione I Fiori di Campo (2002)
Io, Arpa Eolia. Poesie, Editore Piazza Silvano (2004)
Suites da Piccola Musica Notturna. Antologica, Carta e Penna (2006)
Maria Voleva le Ali. Romanzo, editore Piazza Silvano (2008)
I Dolci Inganni. Poesie, Carta e Penna Editore (2012)
Camilla e la luna piena. Romanzo, editore Piazza Silvano (2013)

GENTE DI TORRAZZA PIEMONTE di Ilario G. MONACO
ISBN:978-88-97902-82-9 Prezzo: 14,00 €.

Ilario G. Monaco è nato a Torino il 14 gennaio 1939; la sua famiglia risiedeva a Torrazza Piemonte (TO).
Dal 1950 al 1953 frequenta la Scuola di Avviamento Industriale G. Plana, a Torino e successivamente, sino al 1956 l' Istituto Professionale G. Plana a Torino, specializzazione Elettricisti.
Nel 1956 entra nella Scuola Centrale Allievi Fiat a Torino, specializzazione Elettricisti e, terminato il corso nel 1958 inizia a lavorare come operaio di 2° categoria presso la Fiat Grandi Motori di Torino.
Dal novembre 1960 all'aprile 1962 presta servizio militare a Orvieto, poi Roma Cecchignola.
Nel 1963 consegue, da privatista, il Diploma di Perito Industriale, specializzazione Elettrotecnica.
Nel 1963 ottiene la qualifica di impiegato tecnico alla Fiat Grandi Motori. Nel 1965 si sposa con Giovanna e si trasferisce da Torrazza Piemonte (TO) a Torino.
Lavora alla Fiat Grandi Motori poi Fiat TTG poi Fiat Avio come progettista di sistemi elettrici di controllo e impianti elettrici industriali sino al 30 novembre 1994 data in cui, dopo 38 anni di lavoro in Fiat inizia la sua attività di pensionato attivo: presta volontariato presso i servizi al Cottolengo di Torino, presso la Segreteria dell'Associazione ex Allievi Fiat di Torino, organizza merende sinoire con ex colleghi di lavoro, presta servizio di governo e trasporto delle nipotine Chiara (19), Martina (16), Ilaria (3).






LA MONGOLFIERA di Eleonora SCARPITTA

L'incipit del primo racconto, che dà il titolo alla silloge:

Lucio e Lisetta erano due vecchini, vivevano in una casetta azzurra ai margini del bosco.
Lucio era un uomo alto e forte, conservava i segni di una bellezza virile, rigorosa e fiera, l'espressione seria e pensosa era addolcita da uno sguardo limpido che si perdeva nel fondo nerissimo dei suoi occhi.
Da giovane si diceva avesse fatto strage di cuori tra le pulzelle del villaggio.
Era un uomo taciturno, parlava lo stretto necessario, conservando per l'amata moglie Lisetta, le più tenere parole d'amore.
Lisetta al contrario di Lucio, era una donnina minuta, all'apparenza fragile, non era mai stata bella, gli anni avevano asciugato le forme un giorno prosperose, donandole un'agilità rara in una donna della sua età. Raramente stava ferma, pressata dai mille pensieri e dalle mille mansioni che la mente fertile comandavano al corpo ormai stanco.
Lucio a volte si adombrava di vederla sempre in movimento, l'avrebbe voluta vicina per assecondare con lei lo scandire del tempo, spesso le diceva: "Fermati Lisetta, non correre, finirai per cadere e farti male". Ma lei non se lo dava per inteso e continuava imperterrita la sua dinamica giornata, sostenuta nella fatica dalla paura di non riuscire a svolgere tutti i compiti che il suo cervellino elaborava. La casetta risuonava di musica da mane a sera, Lisetta a suon di musica riusciva meglio nei suoi compiti. A volte all'improvviso si fermava, correva a Lucio, lo guardava in sottecchi e ancora dopo tanto era felice, con voce querula gli sottoponeva quesiti che le alambiccavano il cervello. Lui alzava lo sguardo dal libro che quasi sempre teneva tra le mani e sfilando gli occhiali, con voce paziente cercava risposte che appagassero la curiosità di Lisetta. Lei muta lo guardava quieta come se dalla bocca di Lucio uscisse ogni volta la quinta essenza della verità.

I TITANI - Come ai vecchi tempi - Storia di giovani sognatori
di Giuseppe MASSAROTTI
ISBN: 978-88-97902-76-8 - Prezzo: 11,00 euro

Introduzione dell'autore: Perché parlare dei vecchi tempi nel 2013? Queste poche righe sono scritte con il cuore e con la mente rivolti al passato.
"Bei tempi" quando eravamo giovani, dicevano i vecchi lungo la Leia (il vecchio viale della stazione) fumandosi un puzzolente sigaro toscano in piemontese la sigala. Raccontavano della grande guerra in trincea e del loro ritorno a casa. Dei bombardamenti, pochi decenni prima, nella seconda mondiale. Poi la lunga ricostruzione.
Parole scontate, per un lettore non attento agli avvenimenti che hanno travagliato quei tempi.
Tempi d'oro, tempi duri e faticosi. Mentre i giovani cercavano di conoscere la loro identità futura, i loro genitori risollevavano con la forza del loro lavoro la Nazione dalle macerie della guerra appena trascorsa. Erano passati venticinque anni appena, ma le ferite non erano ancora rimarginate.
Venticinque anni sono nulla a confronto di una vita, eppure i nostri genitori con la forza del loro lavoro e con immensi sacrifici, hanno permesso alla mia generazione di vivere un'adolescenza serena e felice.
Le grandi fabbriche e le grandi imprese trainavano dietro di sé popolazioni affamate, sì, ma anche di lavoro. Anche noi a 14/15/16 anni iniziavamo a portare a casa la "busta". Se non volevi più studiare Ed vadi a travaje e basta parei. Vai a lavorare e zitto. Sia in Italia, ma in special modo in Piemonte, non vi era posto per i fannulloni. Alcuni compagni di classe facevano i compiti mentre seguivano le mucche al pascolo, già quando frequentavano le elementari ed altri facevano i garzoni in negozio.
Boscaioli e contadini, studenti e muratori, operai e falegnami, impiegati e geometri vivevamo insieme fianco a fianco, giorno dopo giorno questa ricostruzione, semplicemente con umiltà.
Non vi era la finanza pirata con i suoi falsi bilanci, ma solo lavoro reale e chi lavorava bene era ben visto e ben pagato. La Finanza era quella parola di cui i truffatori, con i loro illeciti avevano paura .
Il lavoro doveva essere fatto bene. Butie l' temp che dovi ma fa un bel travai erano le parole del capo. Se poi fasi prima, mei. Se fai prima meglio e magari scappava pure un piccolo premio.
Noi giovani di paese ci costruimmo in quei due anni il nostro mondo magico, ricamandoci addosso, giorno dopo giorno, i nostri segreti, le nostre delusioni, le nostre gioie, i nostri sogni, i nostri amori. Quel mondo magico e fantastico che si vede solo al cinema, ma che è stato vissuto realmente, in questo paese, ormai di periferia urbana.
Oggi è tutto terribilmente reale, freddo e anonimo. Non vi sono più i rii, ormai sotterrati da strade asfaltate, non vi sono più i lenti trattori e le mucche non vanno più al pascolo. Nei bar non vi sono più i juke box, ma assatanate slot mangiasoldi.
Come ex batterista sto sempre attento al tempo. Ho visto in questa vita un tempo sempre più vertiginoso e lavori sempre più brutti e malfatti. Dove è finita la bellezza e lo stile di quegli anni?
Il tempo cadenzato dell'orologio in piazza, forse, è l'unica cosa rimasta in un paese morto in una frenesia di un lavoro che non c' è più e una musica scomparsa, soffocata da computer assassini che uccidono il lavoro, la poesia e la canzone.
L'acqua nelle mani sfugge come le ore, i minuti, i secondi della nostra vita. Chi è riuscito nella vita a creare energia e migliorarsi sfruttando le proprie risorse d'acqua è stato bravo. Altri hanno disperso la loro acqua lasciandosela sfuggire tra le dita in una vita caotica e dissennata. Una vita persa in un silenzio vuoto, senza musica e i sogni della gioventù sono rimasti chiusi in qualche cassetto, nel loro cervello. Quante idee perse e non realizzate, per un egoismo estremo. Dal bene comune alla povertà interiore ed individuale. Unica alternativa? La solidarietà, cantando insieme per risollevarsi, come ai vecchi tempi, con la serenità e il lavoro. Solidarietà vista solo quando si è rimasti colpiti dal terrorismo, oppure nelle due alluvioni. Lì, in quei casi, in molti ci siamo rabboccati le maniche e altri dietro a noi si sono schierati. Ma bisogna attendere fatti tristi come questi per stare insieme?
Guardarsi intorno e vedere i ragazzi di oggi senza sorriso è come un brutto grigio in un quadro naif, solo tristezza e solitaria disperazione. Dai ragazzi, siate anche voi veri Titani nella vita e riavrete il vostro sorriso! Il vostro futuro!
Se la vostra vita sarà con la musica, sarete come in paradiso, in una condizione celestiale. Vedrete!

DESTINI di Calogero Sorce
ISBN: 978-88-97902-78-2 - Prezzo: 12,00 euro

Dalla premessa dell'autore: Non tutti credono al destino, a questo filo conduttore che guida e condiziona la nostra vita, dandogli un inizio ed una fine, imprescindibile ed immutabile. Ma è anche vero che questo iter è condizionabile dal comportamento umano. "Volere è potere" dice un detto, e questo è anche vero quando si riferisce però al solo comportamento, perché nel destino c'è una parte condizionabile, che dipende dal nostro agire, ed una parte incondizionabile che dipende da forze maggiori, intangibili, possenti ed immutabili. A volte il fato viene confuso col caso, ed in tal caso viene anche nomato sfortuna, se questo è negativo o nefasto, o fortuna, se questo è benevolo e favorevole. La vita di ogni essere umano però è fine a se stessa. Ognuno ha una sua vita, un suo fato, e questo differisce da quello di qualsiasi altro. C'è chi nasce destinato ad essere re, chi destinato ad essere ricco, chi destinato ad essere servo e chi è destinato ad essere povero. C'è chi è destinato ad essere... L'uomo è un essere fragile, e l'unica sua forza sta nella sua razionalità, nel suo pensiero, che condizionano il suo modo di agire. Come diceva il filosofo Blaise Pascal: «L'uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c'è bisogno che tutto l'universo s'armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell'universo su di lui; l'universo invece non ne sa niente. Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È con questo che dobbiamo nobilitarci e non già con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. Studiamoci dunque di pensare bene: questo è il principio della morale». (Blaise Pascal, Pensieri, 139) L'uomo quindi è come una fragile canna sbattuta dal vento ma la sua forza sta nel pensiero ed è proprio con il suo pensiero, con la sua ragione, con la sua consapevolezza, con la sua volontà, che talvolta riesce a condizionare il destino. Ma ogni destino ha il suo iter ed il suo metro, e deve essere l' agire razionale dell'uomo che deve far bastare lo spazio e il tempo alle sue esigenze, nella consapevolezza che ad ognuno è data una misura, una misura che deve essere rapportata proprio alle sue azioni ed alle sue esperienze di vita. Nei racconti di quest'opera si vede proprio come il pensiero e la razionalità condizionino i destini dei protagonisti. Tali racconti pur prendendo spunti da fatti di vita sono completamente inventati, ed ogni riferimento a fatti reali deve ritenersi del tutto casuale.

TEMPUS FUGIT di Teresa REGNA
Prezzo di copertina: 7,00 €.

Dalla prefazione di Fulvio Castellani: Accelerare il passo e guardare oltre, superare la quotidianità e approdare in un'atmosfera diversa: questo sembra essere il compito che si è assunta Teresa Regna adunando, con cura e meticolosità, i racconti che compongono questo piacevolissimo libro che vive di mistero, di situazioni che si concretizzano nello spazio, al di là del pianeta Terra.
In stile fantasy i racconti si presentano con una cifra espressiva suadente, incisiva, fascinosa al punto giusto, ossia in una veste di assoluta eleganza strutturale e di armoniosa compiutezza. Ogni impatto con una realtà dagli aspetti molteplici rivela presenze che denotano comunque umanità, bellezza interiore e singolari spartiti in un certo qual modo poetici.
Si tratta di sei racconti, alcuni d poche pagine (Gli oscuri, Uomo, Vicini di casa, Cuore di Pietra) e di altri più corposi (Tempus fugit e Così vicino, così lontano).
Teresa Regna dà profondità, con sfaccettature diverse, sia agli uni che agli altri, usando sempre un grafia che scava nel profondo e che rende i personaggi con fisionomie e caratteristiche ben marcate.
Troviamo così, in Così vicino, così lontano, i personaggi di Kendric e di Marryl che si rifugiano ad amoreggiare, dopo una giornata consumata con i pazienti, in un appartamento lussuoso, affidandosi anche a una cucina automatica, per la cena, che offre dei menù semplici ma gustosi e dieteticamente equilibrati, come si conviene a quanti, come loro, si dedicano alla medicina. La tresca viene scoperta, i due vengono licenziati e trovano infine una sistemazione in una colonia spaziale dopo aver risposto a un annuncio apparso sul canale di Worldnet.
Un'altra storia d'amore viene consumata in Tempus fugit, tra un alieno e una terrestre: un incontro che si verificò in un settore non segnalato da alcuna mappa galattica e che perciò rimase sempre misconosciuto. Lei aveva un nome bellissimo, Lucille, come l'astronave in cui navigava; lui, l'alieno, Xant. La donna viveva di presente e di passato; l'alieno ricordava soltanto il futuro. Una storia davvero da incorniciare per l'insieme descrittivo e per il gioco armonioso dei dialoghi.
Lo stesso si può dire per gli altri brevi racconti, in quanto Teresa Regna è riuscita a costruire un piccolo-grande mosaico di incroci mentali e di paesaggi intimi da cui scaturiscono proiezioni di luce e una fantasia fatta di realtà e di irrealtà: comunque di momenti dai contenuti alti, avvalorati da descrizioni anche psicologhiche e da legami stupefacenti a ogni livello.

INCONTRO di Silvia MARINI
ISBN: 978-88-97902-77-5 Prezzo: 8,00 €.

Dalla prefazione di Paola Pisani Paganelli:
Silvia Marini è scrittrice di qualità.
Narratrice di spessore, con incursioni felici nella poesia, propone nella presente silloge una campionatura del suo mondo creativo. Che si fonda su sapienti contrasti tonali nell'alchimia di moduli al contempo delicati e forti, velati e intensi, realistici ed evocativi. Le somigliano. Somigliano all'indole dell'autrice, schiva e determinata, gentile e solida. L'intreccio si dispone entro coordinate geografiche quotidiane ed esotiche che vanno dalle periferie più degradate e alienanti a immensità marine e spazialità scolpite di sole e colori puri, sovente di valenza metaforica. Le coordinate storiche privilegiano modernità e contemporaneità, e inquadrano personaggi di ogni età, sesso e condizione con una preferenza per le vittime di emarginazione e incomprensione a cui, talvolta, è concesso lo strappo che rivela e riscatta. Dunque, un mondo fortemente etico quello della narratrice, connotato dai princìpi di giustizia e solidarietà non parolaia. Valori che non incendiano micce ideologiche, ma che si risolvono e si riassorbono nella partitura narrativa, e si concretizzano nel vissuto dei protagonisti. È così che prende corpo davanti al lettore una galleria di personaggi ben caratterizzati, ricchi d'interiorità in un dinamismo narrativo che ne registra evoluzione caratteriale e consapevolezza nuova.
La narrazione si snoda sullo sfondo di paesaggi carichi di risonanze emotive, spesso suggestivi ed emblematici: proiezione di stati d'animo, anziché fondali scenografici in funzione del virtuosismo dello scrittore. Ci sono racconti che costruiscono veri e propri mini – romanzi, perché del romanzo ripropongono la ritmica e le sequenze, delineano ritratti compiuti o in fieri, mixano contenuti, voci, ambienti, colori, immagini… Storie di tutti i giorni. Che incorniciano problematiche esistenziali e sociali di convinta eticità. Talvolta le linee narrative si spalancano sulla sorpresa di un esotismo non convenzionale, in quanto metafora di un'esperienza di vita più autentica e disponibile all'avventura della consapevolezza di sé e all'accoglienza dell'altro da sé. L'accoglienza dell'altro, appunto: il tema dell'incontro è il sottile fil rouge che innerva e attraversa le trame. Disponibilità problematica, non scontata. Che, sebbene sofferta, non si nega alla scommessa. Sta lì lo scatto e la ricchezza della vita.
Silvia Marini è padrona dei mezzi espressivi che declina con misura limpida. L'impasto linguistico, di marcato ordine concettuale, si modella sul criterio della chiarezza nel recupero di un codice di rigore formale alleggerito dalla scioltezza sintattica. Le fila narrative esplorano corde valoriali e scandiscono figure artistiche con il sapore della verità delle cose.
È così che Silvia con la sua arte del racconto interpella la mente e il cuore.

IL DIAPASON DI DIO di Nicola LOLLINO
Prezzo di copertina: 8,00 €.

Un romanzo un po' surreale, che si dipana tra note musicali, il rapporto tra due fratelli e un diapason che...

Nicola Lollino è nato a Borgosesia (Vc), il 4/11/1978. Dopo la maturità classica, ha intrapreso la carriera di Medico Chirurgo, specializzandosi in Ortopedia. Negli anni si è dedicato anche all’attività musicale, pubblicando due album come cantautore ed è stato ospite di diversi concorsi di rilievo nazionale.
Con Carta e Penna editore nel 2009 ha pubblicato il romanzo L’uovo di Colombo scritto a New York l'anno precedente.

C'ERANO UNA VOLTA I SENTIMENTI di Emanuela ARIA - Prezzo di copertina: 15,00

Amore è il cane Hachi, degli Stati Uniti, che quando muore il suo padrone, non si vuole rassegnare, e per circa dieci anni, si reca alla stazione ferroviaria ad aspettarlo, come faceva quando era vivo il suo padrone, e lì rimane sotto la neve e tutte le intemperie, amato e curato a sua volta dalle persone che vivevano nei dintorni della stazione e che sapevano la sua triste, ma bellissima e commovente storia d’amore disinteressato.
Amore è essere vegetariani per rispetto degli altri esseri viventi, che hanno diritto di vita, di gioia, di non essere tolti alla loro madre mentre li sta allattando.
L’amore è: aspettare con ansia lo spuntare di un fiore da una piantina, riscoperta in febbraio ancora miracolosamente vegeta, scampata ai geli dell’inverno, e poi, quando in aprile finalmente spunta il fiore sentirsi un po’ artefici del miracolo della natura.
Odio: il sentimento più brutto che ci sia. Ci si dovrebbe augurare di non provarlo mai per nessuno, quando si odia si soffre, si va contro la propria volontà. Si odia la persona più perché ci fa provare questo inumano sentimento che ci lacera, che ci fa cadere tanto in basso, che per il torto subìto.


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