Libri di narrativa Poesie Saggistica



Fulvio Castellani
MATILDE E I RACCONI DELL'ANATRA di Fulvio CASTELLANI
ISBN: 978-88-97902-19-5 Prezzo: 10,00 euro

Fulvio Castellani, è nato e risiede in Friuli. Per diversi anni ha lavorato nel giornalismo e da sempre si dedica alla letteratura. Ha pubblicato libri di poesia, di narrativa, di storia locale e disaggistica. Ultimi in ordine di tempo:
I graffiti del cuore, Orme e penombre, Sera di parole e Oltre il recinto dell'eco, di poesia;
Pioggia di primavera, II paese delle fontane e Parole a Siv e altri racconti, di narrativa;
Registro segreto, II rumore dei libri e, infine, Legami culturali, di saggistica.
Ha vinto di recente i premi: Poseidonia-Paestum, Mario Luzi (ex aequo), Città di Pomezia, Alda Merini e Anguillara Sabazia Città d'Arte con la poesia e N. Giordano Bruno, con la saggistica.
Cura interviste, prefazioni e recensioni privilegiando gli incontri con autori emergenti e dando spazio alle voci nuove.

Gianfranco Gremo
ISOLITUDINE di Gianfranco GREMO - Prezzo: 12,00 euro

Questa nuova serie di racconti di GIANFRANCO GREMO ripropone il tema della solitudine sin dal titolo, nel quale è rivelata la sua passione per le isole. Nel corso dei suoi viaggi ne ha visitate novantuno e spera, nei prossimi anni, di raggiungere la fatidica quota di cento.
L'incipit del primo racconto ititolato: A CIASCUNO IL SUO NIDO
Non c'era stagione che Silvano non amasse. Dal suo osservatorio situato al quinto piano del palazzo che si affacciava sulla perfetta ellisse contornata per quattro lati da palazzi omogenei nella foggia e nella struttura, non gli sfuggiva come la Natura (per sua natura, scusate il bisticcio, vanitosa) si cambiasse d'abito di frequente, a giustificare, anzi, a rivelare il suo genere femminile, che le era stato attribuito nei secoli.
I tempi felici dell'infanzia di Silvano erano stati scanditi da quella piazza, ornata, lungo il suo perimetro, da un'ordinata sequenza di alberi d'alto fusto, solidamente posti a sua sentinella. Sin dal mattino presto si accendeva dei colori e dei suoni che accompagnavano l'allestimento dei banchi del mercato rionale. Per recarsi a scuola, anziché aggirare la piazza, la percorreva diagonalmente infilandosi tra i banchi e disegnando una sorta di gimcana che aveva i connotati di una caccia al tesoro le cui tappe erano costituite dai profumi e dai colori irradiati dalle merci esposte.

DUE CINTURE E UNA CATENA di Abigail VIBEKE SCHWARZ
ISBN: 978-88-97902-07-2 - Prezzo: 15,00 euro.

Vivo a Firenze. Per scrivere questo libro ho preso spunto da alcuni fatti che mi sono realmente accaduti, e alla vita che avrei voluto vivere. Una grande fonte di ispirazione e di sprono ad andare avanti per scrivere il libro sono stati una compilation di sigle di anime, gli anime stessi, i manga, le fan fiction e altri libri.
Ringrazio tutti gli autori di Essi, anche se non sapranno mai di aver aiutato una scrittrice alle prime armi a realizzare il suo sogno.
La copertina e le illustrazioni interne sono state realizzate da: Giulia e Silvia Orlandi.


Abigail ha 16 anni e vive a Firenze con il fratello maggiore.
Emarginatasi dagli altri per non soffrire più, viene poi derisa in seguito alla nascita di Mäi.
Ma l’inizio della scuola ha in serbo una sorpresa per la giovane protagonista, l’arrivo di un nuovo compagno di classe, Xänksus Roth, che l’aiuterà a vincere le sue paure…
Capitolo I
La sveglia continuava a suonare, ‘ma che ore sono?’ pensai. ‘Oddio! Sono già le 07:00!’
«Tomiiiiiiiiiiiiii!» Urlai. ‘Ma dove si era cacciato quello scemo? Proprio oggi… proprio il primo giorno di scuola.’
«Cosa c’è? Che succede? Io non ho fatto niente!» Disse entrando in camera mia, con uno sguardo tipico di chi si è svegliato di soprassalto. Nel frattempo io mi ero già alzata e stavo trafficando nell’armadio per trovare qualcosa di decente da mettermi.
Alla fine i miei sforzi vennero premiati. Il vestito era semplice, ma rispecchiava completamente il mio stile. Era un abitino stretto in vita da un corpetto nero, aderente, rigido, ampio in fondo, lungo fino a metà coscia. Le maniche erano a palloncino con rouches elasticizzate. Ai piedi, i miei fidati anfibi che arrivavano sotto al ginocchio.
Menomale che la nuova preside aveva abolito le uniformi. Erano proprio rivoltanti. La giacca era più lunga della gonna la quale arrivava sotto al ginocchio, era di colore grigio cenere invece la cravatta era rossa e la camicia giallognola. Si, decisamente orrenda.
Mentre mi vestivo lanciai uno sguardo a mio fratello Thomas. Si era disteso sul mio letto e aveva ricominciato a russare.
«Thomas!» Lo richiamai. Ero davvero infuriata, dovevamo attraversare tutta la città per arrivare a scuola, e lui stava ancora dormendo??!!
«Svegliati subito!!» Gli gridai saltandogli addosso.
«Cosa?... Si, Si… Sono sveglio!» Mi disse con gli occhi socchiusi.
«Dai muoviti fratellone. Dobbiamo fare colazione e attraversare la città! Avevi promesso che mi avresti accompagnato a scuola oggi. Vai a preparare il caffè e a vestirti, mentre io finisco di prepararmi.» Gli ordinai.
«Ci pensi tu, a…» La frase gli morì sulle labbra mentre sbadigliava, io gli risposi prima che potesse avere occasione di continuare.
«Certo, certo, tranquillo faccio io.» Mi avviai verso il bagno. Mi guardai allo specchio e cercai di sistemare decentemente i miei capelli lunghi quasi fino al fondo schiena. Finii per accontentarmi di una mezza coda lasciando ricadere un ciuffo sull’occhio destro.


GAUDEMUS IGITUR... di Stefano ROMAGNOLI, Prezzo: 5 euro

Dalla prefazione di Fulvio Castellani:
Se, come ha avuto modo di scrivere il grande filosofo ginevrino Federico Amiel nel Journal intime, «Saper invecchiare è il capolavoro della saggezza e una delle cose più difficili nell'arte difficilissima della vita», è altrettanto vero che, come ha a sua volta evidenziato Alessandro Dumas figlio, «La vecchiaia non si potrebbe sopportare senza un ideale o un vizio.»
Stefano Romagnoli gioca, invece, la carta della simpatia che comunque un anziano trasmette a quanti gli stanno accanto. Una simpatia che è anche fonte di ironia, assai spesso, di commiserazione, di un'attenzione del tutto particolare… E questo perché la vecchiaia racchiude e presenta dei momenti insoliti, delle situazioni inattese e abbastanza strane, dei risvolti umani che invitano a sorridere.
Si cambia registro, e non è un caso, allorquando si raggiunge e si supera la terza età. Che sia un bene o un male non è sempre verificabile anche perché si può commettere l'errore, come asserisce Stefano Romagnoli, di invecchiare "per distrazione".
Tale "distrazione" è servita a mettere in onda una serie di racconti davvero esemplari, incentrati come sono su situazioni talora esilaranti e tal altre che trasmettono malinconia.
Singolare, e quanto mai calzante, è il fatto che il vecchio venga indicato (non sempre, per fortuna) come un "rimbambito" che trova il suo luogo ideale per trascorrere le giornate in un apposito circolo o club per "Rimba".
Singolare altrettanto risulta la sistemazione finale dei vecchi in un apposito recinto dove i cavalli baldanzosi d'un tempo vengono sospinti dagli anni per diventare degli asini (una similitudine, questa, a dir poco efficace e purtroppo di grande attualità). Singolare, poi, il perché un vecchio senta ancora un qualche prurito sessuale e non possa che ascoltare di rimando frasi come: «Pensa piuttosto alla prostata che ti fa correre cento volte al giorno» oppure «Una ottantenne che volesse infilarsi il tutù per fare la danza dei cigni sarebbe perlomeno patetica se non pronta per il manicomio»…
Stefano Romagnoli cavalca alla grande i vari momenti della sua creatività usando una contenuta dose di ironia e una scrittura elegante e curata, efficace e moderna, ossia in grado di catturare a sé l'attenzione anche del lettore più smaliziato ed esigente. Troviamo, naturalmente, anche delle citazioni che bene si addicono ai temi degli otto racconti. E se a ciò aggiungiamo la precisa caratterizzazione dei personaggi descritti, le tante pillole di saggezza che fanno parte integrante con le vicende narrate («La peggiore solitudine è quella che si vive stando insieme agli altri»; «Quando la musica e il gesto esprimono profondamente i sentimenti, le parole sono inutili»…) e la lezione di vita che fuoriesce dalle pagine di questa nuova fatica letteraria di Stefano Romagnoli, non possiamo che concludere dicendo, assieme al poeta e filosofo nord-americano R. W. Emerson: «Gli uomini ad ogni modo sono sempre migliori di quel che sembrano.»

FRAMMENTI ALLO SPECCHIO di Maria Letizia GANGEMI ISBN:978-88-97902-01-0 Prezzo: 13,00 euro

Il filo conduttore dei racconti è il viaggio, o meglio, frammenti di viaggio.
Perché di volta in volta può essere un viaggio turistico, un viaggio virtuale, un viaggio interiore, una fuga, un'esplorazione, un breve percorso, un viaggio d'addio, un ultimo viaggio. Ma in ogni caso sempre un frammento che può condurre i protagonisti a guardarsi allo specchio, nel senso che ciò che succede nel racconto, mescolando realtà e fantasia, aspettative o delusioni, dramma o ironia, amore o imprevisto, porta il lettore dentro un coacervo di sensazioni. Momenti intimi e sociali si mescolano in questa raccolta, e i frammenti, piccola parte di un tutto, si uniscono come a formare un mosaico, fermando prima, però, attimi di una storia, che rimandano a un tessuto di pensieri, emozioni, sfaccettature diverse della personalità, a volte a se stessi sconosciute.

TORINO ABBRACCIAMI, Gli STUDENTI DELL'ISTITUO REGINA MARGHERITA, CORSO SERALE
Prezzo: 10,00 euro ISBN: 978-88-97902-06-5

Dalla presentazione della professoressa Giovanna Francese, curatrice della raccolta:
Eccomi qui con loro, i miei allievi di oggi in questo mondo scolastico che inizia alle 18, in cui ho incontrato interessi disparati, partecipazione, voglia di imparare.
Questo è il serale, la scuola serale in cui insegno da undici anni a persone che provengono da esperienze scolastiche disparate, da indirizzi scolastici diversi, da luoghi e spesso Nazioni diverse. Le accomuna il fatto che devono avere almeno diciotto anni per iscriversi a questo corso presso il Liceo delle Scienze Sociali dell'Istituto Regina Margherita, quindi sono adulte, e con un gran piacere di conoscere e studiare.
E anche quest'anno, come già è successo con due precedenti pubblicazioni, si è deciso insieme di produrre una piccola antologia. Uno spazio non regolato da voti scolastici, ma libero per quanto riguarda la partecipazione individuale tramite la quale chi lo desiderasse potesse esprimere con la scrittura pensieri, emozioni, sottoforma di racconti brevi, di poesie o riflessioni; il Dirigente dell'Istituto ha dato da subito tutto il suo appoggio a questo laboratorio letterario, noi per la disponibilità e la fiducia offertaci siamo profondamente grati, e così il lavoro ha preso il via.
La prima decisione riguardava la scelta del tema, il cosiddetto filo conduttore del libro; dopo attente valutazioni si è convenuto che scrivere su Torino, la nostra città, sarebbe stata la cosa migliore. Aggiungasi il fatto che il 2011 ha visto i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità, quindi questa avrebbe potuto essere l'occasione per dire a Torino ciò che ognuno aveva nel cuore: e così i ragazzi hanno scritto con impegno, direi devozione. Non c'è alcuna presunzione di definire questi scritti una produzione letteraria, infatti non lo sono nel senso consueto del termine, i ragazzi non sono scrittori di professione, ma nonostante ciò c'è forza nella narrazione delle loro contingenti esperienze di vita, delle attese, e l'aspetto più simpatico è stato quello che tutti lo hanno fatto con piacere, alcuni in più, divertendosi e tutti hanno regalato alla scuola, a me, a chi li leggerà, un pezzettino della loro vita.
Sono pagine tranquille in cui la forma e il pensiero appartengono a chi ha scritto volontariamente, con un tono complessivamente colloquiale, vivo e genuino.
I ragazzi hanno fornito al libro anche le belle fotografie della quotidianità di Torino, cosicché il volumetto risulta piacevole e animato da tante immagini.
Gli allievi tutti si augurano di far cosa gradita nel raccontarsi tramite la scuola, questa scuola che hanno scelto e che frequentano ogni sera non senza sacrifici, ma con piacere e sicuri di imparare.
Ora è giusto che lo spazio sia il loro.

LE DUE PIRATESSE E ALTRE STORIE di Lucia BONGHI, Lucy Prezzo: 10,00 euro

Dalla fantasia di Lucia Bonghi una raccolta di racconti che si conclude con alcune poesie.

MORTE DI UN PROFESSORE DI ZOOLOGIA di Silvio MINIERI
Prezzo: 8,50 euro

Questo testo contiene una serie di nove dialoghi tra due personaggi che sembrano investiti dall'alto della funzione di dover raccontare gli eventi relativi alla scomparsa di un professore di zoologia, quasi creando la trama dei fatti più che investigando sullo svolgimento della storia come accaduta, compito quest'ultimo devoluto ad un investigatore "vero", seppure fittizio, in quanto anch'egli personaggio del racconto in formazione. In verità più che di dialoghi si tratta di "mimi", forma d'arte letteraria, di cui si dà conto nel testo ("I magri giorni"), riprendendo il concetto dai manuali di filosofia estetica: "[È] il mimo forma d'arte letteraria, che nel libro primo della Poetica Aristotele lascia senza nome, citando le prose di Sofrone e di Xenarco, brevi scene dialogate di tono caricaturale, accostate dallo Stagirita ai discorsi socratici. Ed a tale proposito, non a caso, si tramanda che i mimi piacessero a Platone, dai quali presumibilmente, con le dovute differenze, egli ricavò ispirazione nella stesura dialogica delle sue opere."
In altri tempi, sulla morte del professore di zoologia, avrei scritto un romanzo giallo o quanto meno un racconto lungo e non escludo in avvenire di realizzare un tale progetto; poi, però, il gusto dell'elemento dialogico nel raccontare ha preso il sopravvento e lo svolgimento della trama si è andato risolvendo in una sorta di rappresentazione della genesi e degli elementi preparatori della trama stessa del romanzo o racconto non scritto e nell'abbozzo dei virtuali personaggi. Sull'architettura del piano narrativo, devo aggiungere che ad una chiarificazione dell'impianto, così come è risultato ad ultimazione della stesura dei mimi, ora in pubblicazione, sono giunto sulla base di un principio, delineato dai cultori di scienze psicoanalitiche: "La coscienza è un teatro abitato da molti demoni". Ponendo una tale affermazione come tesi di un teorema, ne ho dedotto che i personaggi dei miei racconti sono i demoni usciti dalla mia coscienza, vale a dire che io stesso ho provveduto a mettere in scena. In proposito, nelle sue "Lezioni di estetica", Hegel è abbastanza chiaro ed eloquente: "L'artista si comporta per così dire come un drammaturgo, che fa comparire personaggi estranei e pone il suo genio in essi, ne fa un proprio strumento, ma in modo tale che essi contemporaneamente gli sono estranei." Nel compiere quest'operazione di drammaturgia, in veste di sceneggiatore e regista, ho trovato divertente affidare il ruolo di "io narrante" della storia a due contrapposti interpreti principali, che però non possono fare a meno di questa loro unità superiore. È il leitmotiv di tutti i miei mimi dialogici, che definisco tali per ridimensionare le mie ambizioni o velleità di mettere in opera dei dialoghi alla maniera platonica, come si usa in filosofia, fallendo ogni volta l'obiettivo, essendo l'arte divina di Platone "dramma" inimitabile e risultandone quindi irraggiungibili ed insuperati i vertici.
La forma narrativa impiegata, ad andatura "dialettica", con tutte le riserve nell'uso di un tale impegnativo termine in questa sede, subliminale aspirazione a simulare un effetto veritativo del racconto, richiama un tema di riflessione, proprio delle dottrine estetiche o teorie dell'arte, sull'attività poetica (poiesis), nel senso di attività propriamente creativa. Usando l'espediente di instillare nei personaggi il dubbio esistenziale sulla loro natura di fantasmi letterari, questi finiscono per porsi ossessivamente il problema della loro origine (orizein), che ogni volta porta ad affiorare alla coscienza i limiti del loro orizzonte espressivo e quindi creativo, sempre caducato dal giogo di un intelletto superiore. Un tale espediente nella narrazione è un derivato di quella forma d'arte che va sotto il nome d'ironia romantica, l'atteggiamento spirituale di riconoscersi nella finzione del proprio ambiente esistenziale, in una parola l'esser coscienti della limitatezza della propria condizione creaturale. In quest'ultima prospettiva tutti i personaggi di tutte le storie letterarie sono condannati ad essere ombre irreali, pure parvenze, figure prive di verità. È questo il fantastico ed illusorio contesto in cui si muovono anche tutti gli interpreti della mia storia, compreso il divino ispiratore che muove i fili della trama dall'alto del suo cielo, dove si è involato tra le nuvole, alla stessa maniera peraltro dello scomparso professore di zoologia.

LA VITA DEGLI ALTRI di Massimo SPELTA

Dalla prefazione della Prof. Cristina Torresani: Senza avere la pretesa di essere un saggio critico di antropologia sociale, il testo, curato dallo scrittore Massimo Spelta, presenta tematiche di notevole interesse contemporaneo, che coinvolgono l'individuo e fattori che ne sgretolano l'identità.
La ricorsività della forma e del lessico coinvolge il lettore nella morbosità frenetica del disagio sociale, cancrena delle dipendenze da gioco e da alcol.
Nella particolare congiuntura storica del presente, il tema del lavoro, anzi della sua precarietà o assenza, corre tra le righe di "La vita degli altri" come concausa, insieme ad altri fattori, di diffuse sociopatie.
La caducità dei rapporti interpersonali e lo straniamento psichico dalla dimensione amicale, causate dalla dipendenza da gioco d'azzardo, isolano l'amico Marco in una dimensione extrasociale; in poche righe, come lirici versi di una tragedia, le difficoltà iniziali evolvono in un dramma irreversibile.
Ciò che più colpisce è la consapevolezza, nel corso della lettura, dell'ovvia successione degli avvenimenti, a dimostrazione di quanto ogni periodo narrato dall'autore sia vicino alla nostra sensibilità e, in molti casi, all'esperienza diretta.
Nella situazione di crisi che inaugura il XXI secolo, appare scontato (e in modo chiaro Spelta ci rende partecipi delle sue riflessioni) che l'unica soluzione ai problemi sia la remotissima speranza di una vincita milionaria, invece di un impegno costante volto a risollevare, con onestà, la propria condizione. Società, pubblicità e mass-media, in generale, sono individuati come promotori di questi modelli effimeri, che inducono i soggetti a vivere anche molto al di sopra delle proprie possibilità.
Nella seconda parte, in cui si affronta l'altra tipologia di dipendenza, quella da alcol, l'autore con un cambio di voce narrante, ci coinvolge in un io sofferente, dipendente, oggetto di violenza. Apparente idillio negativo, ascrivibile ai contemporanei gender studies, la dipendenza è vista, al femminile, dallo sguardo di una donna che, nella realtà del romanzo breve, in poche righe, si trova mutata da sognante innamorata a vittima seviziata. Nella più lieta risoluzione narrativa del plot, è una nuova vita la chiave di volta nel rapporto tra Sabrina e Sergio.
L'appello dell'autore è alla pietas... non "commiserazione" (come la nostra lingua, che tende a semplificare, vorrebbe tradurla), ma "senso del dovere".
Enea, "pius", non era, di certo, "pietoso", ma detentore e strenuo difensore del "senso del dovere". Come un moderno Virgilio, Spelta auspica che ognuno di noi non si mostri lacrimevole per la situazione miserabile che colpisce un amico o un familiare, ma si carichi sulle spalle il peso delle difficoltà che una dipendenza porta con sé; il nostro compito è quello di riportare alla luce, prima di tutto per senso del dovere nei confronti di ogni essere umano, chi si è inabissato nel più profondo baratro.


DIVERSI MA ABILI di Roberto Chirico
ISBN: 978-88-96274-94-1 - Prezzo di copertina: 5,00 euro

L'opera è costituita da una raccolta di sei racconti, tutti centrati su personaggi diversamente abili che in modo vario riescono a trasformare la loro disabilità in una risorsa utile a loro stessi e, soprattutto, a coloro che gli stanno attorno. La loro diversità, quindi, diventa un punto di forza, una abilità che contribuisce in modo sostanziale al benessere dei vari personaggi che animano i racconti.
Il processo di cambiamento investe sia i protagonisti, che da assistiti della società diventano addirittura il motore principale delle energie psicofisiche e produttive delle situazioni in cui sono inseriti, sia i vari personaggi che interagiscono con loro, i quali modificano le loro azioni e i loro pregiudizi attraverso il riconoscimento di coloro che fino a poco tempo prima giudicavano solo dei disabili o, addirittura, un peso.
La narrazione, vista la tematica trattata, ha forti connotazioni emotive e un linguaggio che mira al coinvolgimento del lettore. In questo senso, la scelta di narratori che non sono i veri protagonisti delle storie facilita un processo di identificazione dei lettori che sono portati a esperire le sensazioni di sorpresa, esaltazione, gioia di colui che narra.
Il libro è stato pubblicato a seguito della vincita, da parte dell'autore, dell'edizione 2010 del concorso letterario Prader Willi, organizzato da Carta e Penna.
Ulteriori informazioni alla pagina dell'autore Roberto Chirico.


INCONTRIAMOCI IN LIBRERIA di Dionigi MAININI
(attento/a, stai leggendo una storia a luci quasi rosse, ma sorridenti)
ISBN: 978-88-96274-92-7 - Prezzo: 12,00 euro

Dionigi Mainini ha vinto la seconda edizione della Selezione Editoriale indetta da Carta e Penna nel 2011, aggiudicandosi la pubblicazione di questo volume.
L'incipit del libro: Gentile Signora/e, concedimi due minuti del tuo prezioso tempo, ho una proposta da farti. Vuoi sorridere, commuoverti, appassionarti, fantasticare, migliorare la tua modesta o alta cultura? Vuoi incontrare, conoscere, amare, personaggi famosi? Vuoi esser partecipe di una storia d’amore, un’avventura medioevale, una tragedia greca? Vuoi portarti in casa, magari a letto, Sandokan, Casanova, Lancillotto, oppure Cleopatra, Lucrezia Borgia, Lolita?
Sì? Accetta allora l’invito e vieni alla mia Libreria. La trovi in centro, nella piazzetta dell’isola pedonale. Due vetrine eleganti, aria condizionata d’estate e calduccio d’inverno entrambi intimi, musichetta rilassante, scaffali comodi e ordinati, magazzino con edizioni pregiate e, dépendance privata che più avanti ti illustrerò in ogni particolare. Di pomeriggio potrai trovare Marialisa, dolce fanciulla diciottenne, non in vendita ma solo in visione, e per tutto il giorno me stessa, non più diciottenne, non ancora quarantenne, single in attesa di novità, entrambe a tua disposizione per informazioni e consigli. Alle tue prime visite, se sei donna e lo vorrai io sarò disposta ad ascoltare riflessioni, confidenze o gustose malignità su tue amiche o tuoi amori, se sei uomo… vedremo, nell’intento di collaborare e trascorrere in amicizia briciole di eternità. Succedesse poi che uomo o donna tu sia, te ne andassi a mani vuote, poco male, la prima volta. Dalla seconda, un best-seller, una rivista, un tascabile, un calendario, un presentino insomma, lo prenderai per contribuire al mio rendiconto mensile che computer, e-book ed enciclopedie mediali stanno via via assottigliando...
Per acquistare il libro visita IBS



Homepage