Libri di narrativa Poesie Saggistica

IL FASCINO DELL'ANTICO EGITTO di Nunzia BRUSA - ISBN: 978-88-96274-89-7 Prezzo: 13,00 euro

Nunzia Brusa è nata a Carignano (TO) e vive a San Secondo di Pinerolo (TO). Ha insegnato nelle scuole elementari e, in quegli anni, è stata promotrice di una sperimentazione didattica su alcuni generi letterari come fiaba e poesia alla De Amicis di Pinerolo.
Ora si dedica alla scrittura e i suoi racconti e saggi sono stati pubblicati su numerose antologie di premi letterari.
Dal primo capitolo:
LA CIVILTÀ DEI FARAONI
L'Egitto fu la prima grande culla della civiltà: come mai? Per via del Nilo. Il Nilo è un fiume lunghissimo, le cui sorgenti si trovano negli altopiani dell'Africa orientale. Di là scendono due corsi d'acqua, il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro, che, arrivati in pianura, si riuniscono in un solo fiume, che si getta in mare con molte diramazioni, cioè con "una foce a delta". La pianura attraversata dal Nilo è il margine orientale di uno sconfinato deserto, il Deserto Libico, dove non piove quasi mai: in alcune zone non cade nemmeno una goccia d'acqua in tutto l'anno. Invece la lunga e stretta valle del Nilo era una regione fiorentissima che, in pieno inverno, appariva come un immenso orto verde e lussureggiante. Ciò grazie alle inondazioni del fiume.


Genocidi di Giancarlo Trotti
GENOCIDI di Giancarlo TROTTI - ISBN: 978-88-96274-87-3 -Prezzo: 15,00 euro

Dall'introduzione:
Quando si parla di massacri di civili, pianificati per raggiungere un determinato obiettivo, che può essere individuato in difesa della razza, della fede della maggioranza di una comunità, di pulizia etnica, di trasferimenti di popolazioni per creare una forza di lavoro a basso costo o di svariati altri motivi, si usano indifferentemente i termini "genocidio" e "olocausto" come sinonimi. Nel nostro lavoro, nel raccontare fatti agghiaccianti e relativamente recenti, avvenuti dall'epoca delle grandi scoperte di nuove terre ai giorni nostri, useremo esclusivamente il termine genocidio perché, a nostro avviso, "olocausto" riveste un preciso significato religioso che i massacri e le violenze su popolazioni indifese certamente non hanno.
Per completezza d'informazione precisiamo che "olocausto" deriva da una particolare tipologia di sacrificio rituale nelle religioni greca, cananea ed ebraica nel quale ciò che si sacrificava veniva completamente arso. Nella Bibbia, "olocausto" (in ebraico 'olah) è un termine ricorrente in occasione di sacrifici rituali tesi a sancire un rinnovo dell'alleanza del Dio di Israele col proprio popolo e che consiste in sacrifici di animali uccisi e bruciati sull'altare del tempio. Per "genocidio", invece, secondo il dizionario Zanichelli, s'intende: "Distruzione metodica di un gruppo nazionale, etico, razziale o religioso".
Il 9 dicembre 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 260 A, definiva il genocidio come: "Uno dei seguenti atti effettuato con l'intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale:
-Uccidere membri del gruppo;
-Causare seri danni fisici o mentali a membri del gruppo;
-Infiuenzare deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di portare alla sua distruzione fisica totale o parziale;
-Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;
-Trasferire forzatamente bambini del gruppo in altro gruppo."
Si tratta di una definizione che oggi, a distanza di tanti anni, non soddisfa più, poiché ignora tanti episodi di eliminazione fisica perlopiù etnica avvenuti nel secondo dopoguerra, soprattutto in Asia e in Africa.
Il genocidio è uno dei peggiori crimini che l'uomo possa commettere, perché comporta la morte di migliaia, a volte milioni di persone, e la perdita d'immensi patrimoni culturali.


Guido Bava: La mia piaccola patria
LA MIA PICCOLA PATRIA di Guido BAVA
Prezzo: 8 euro

Dalla prefazione dell'autore: Quando si ama un luogo come io amo questa valle, si vorrebbe che tutti lo apprezzassero, che tutti ne conoscessero i particolari e l'insieme, gli abitati, la gente, i tesori d'arte in esso raccolti, la storia antica dei Valìt, le nostre radici che, attraverso i secoli, hanno creato i presupposti del nostro benessere odierno. Rivolgo questo invito alla gente che cerca altrove uguali sapori, uguali bellezze e lo rivolgo specialmente alle nostre giovani generazioni valligiane affinché rubino qualche giorno al loro tran tran usuale per trascorrerlo nei nostri paesi per accontentare i loro vecchi e scoprire, forse, che ne valeva la pena.
Dal primo capitolo: PER "PISTE" IN ALTA VALLE CERVO E mi ci volle un bel po' per scoprire il significato di quel termine infatti dovevo imbattermi in quella di Tomati perché Manola Valz Polentin mi spiegasse che il locale antico mulino era "la pista", cioè 'na roua ch'a la pista", tradotto in "una ruota che pesta …" La ricerca degli antichi mulini della nostra Alta Valle si è dimostrata un po' difficile soprattutto perché essi fanno parte di quel passato che pochi cercano di ritrovare, quel bagaglio di informazioni che si poteva acquisire "chiedendo ai vecchi" ma quelli di parecchi anni fa perché, quelli attuali, ed è triste constatarlo, siamo noi. I mulini ad acqua sono senz'altro da considerarsi come il primo sostituto del lavoro manuale e, manco a dirlo, le prime notizie al riguardo ci portano in Cina, nel primo secolo a. C. dove già si coltivavano cereali per l'uso alimentare dei quali, si rendeva necessaria la frantumazione. L'uso in Europa viene fatto risalire al tempo dei Romani che, forse, lo avevano imparato in Palestina, sostituendo quello all'opera degli schiavi assai meno redditizia. L'uso in Europa si diffuse rapidamente dai primi anni del 1.000 d.C. per terminare poi con l'avvento dei motori a vapore agli inizi del 1800. Ovviamente l'azionamento dei mulini presupponeva una posizione presso corsi d'acqua dai quali si dipartiva una roggia in pendenza, munita di paratie per moderare o accelerare l'afflusso o per impedirlo e, dopo il mulino, l'acqua tornava al corso originale attraverso un altro tratto di roggia artificiale.


Girandole birbone e mostri neri di Rosa Maria Mistretta
GIRANDOLE BIRBONE E MOSTRI NERI di Rosa Maria MISTRETTA
Astronomia Interattiva per Scuole Primarie
ISBN: 978-88-96274-77-4 Prezzo: 6,00 euro

Dall'introduzione dell'autrice:
È un testo interattivo scritto per i bambini della scuola primaria: un bambino protagonista, Nik, narra la sua affascinante esperienza alla ricerca della soluzione alle sue molteplici domande al nonno astronomo ‘Girandole birbone e mostri neri’ vuole svolgere l’ardito compito, attraverso argomenti pertinenti alle scienze astronomiche e in nome dell’ ‘imparare giocando’, di impartire informazioni astronomiche, affiancando giochi e disegni (brevi attività ludiche) a semplici descrizioni teoriche. Le attività manuali si possono svolgere sia a casa sia a scuola con metodi semplici e materiale a basso costo. Alcuni link di semplice consultazione aprono immagini esplicative utili alla lettura e all’apprendimento dell’Astronomia in lingua inglese Nik è un piccolo scopritore dei misteri del cielo che svela tutta la sua curiosità e chiede risposte: è alla scoperta delle galassie e dei buchi neri. Le definizioni e la nomenclatura sono trattate in modo semplice. Accanto ai misteri dell’universo, si vuole anche trasmettere la consapevolezza che viviamo in una casa (la Terra) che viaggia nel cosmo, evidenziando con particolare attenzione la bellezza e la preziosità dell’ambiente naturale. È un libro proposto non solo alle scuole ma anche all’ambito familiare: leggere insieme questo libro è un modo per gli adulti di insegnare ai bambini e, molto spesso, di imparare insieme a loro. L’apprendimento è fare esperienza, avvicinarsi a qualcosa di nuovo, uscire dalla quotidianità già conosciuta per accedere a una realtà alla quale non si è abituati. L’obiettivo della divulgazione è indurre all’approccio di quelle novità, che forse non si pensa neanche possano esistere, alla loro scoperta e alla pratica delle conoscenze acquisite. L’apprendimento dell’Astronomia è l’acquisizione di nuove conoscenze mirate a un ampliamento del sistema percettivo e cognitivo dei bambini. Esso riassume una serie di procedimenti (motivazione e curiosità, creatività e fantasia, emozione, memoria e pensiero) che favoriscono l’acquisizione graduale dell’esistenza di mondi sconosciuti con i quali si può anche giocare e costruire oggetti divertenti. La scienza degli astri appassiona e coinvolge al punto da suscitare curiosità. Il processo di apprendimento fondato sull’esperienza, ispirato dalle teorie di John Dewey, Kurt Lewin e Jean Piaget, fu realizzato nel 1984 dall’americano David Kolb (1939), esperto di educazione e apprendimento esperienziale, ora professore di filosofia al dipartimento di Filosofia e Religione del Bates College del Maine, USA. Egli propose il ciclo di apprendimento per il raggiungimento dell’obiettivo in quattro fasi distinte: l l’esperienza concreta che coinvolge pienamente il bambino, l l’osservazione riflessiva sulle esperienze per giungere a un’interpretazione dei contenuti l la concettualizzazione astratta di nozioni per integrare le osservazioni l la sperimentazione attiva della teoria creata: il concetto acquisito è testato attraverso l’azione cercando conferma attraverso la ricerca di nuove capacità e di una nuova esperienza concreta Nell’ambito di questo libro, il primo punto è realizzato attraverso il guardare il cielo di notte che assume un fascino particolare, perché osservato in un luogo silenzioso e buio: la conseguenza è la formulazione di una serie di ‘perché’, propri della curiosità dei bambini . Il secondo punto è soddisfatto attraverso l’osservazione delle immagini nel libro e con la valutazione delle differenze tra le galassie stesse e altri oggetti celesti. La concettualizzazione astratta, terzo punto, è probabilmente la parte meno facile, ma è immediatamente compensata dall’utilizzo della creatività dei bambini attraverso il disegno e la costruzione delle galassie (quarto punto). Per Kolb l’apprendimento è il processo sociale attraverso cui avviene lo sviluppo umano. Imparare è un processo di tutta la vita (life long learning) e l’insegnamento non è un’esclusiva della classe scolastica, ma proprietà della famiglia, del lavoro, delle situazioni di vita quotidiana. Si può apprendere in qualsiasi situazione, non solo in quelle designate per l’apprendimento. “Girandole birbone e mostri neri” è un ottimo punto di partenza: allora perché non iniziare a scoprire il mondo scientifico in tenera età e non solo nell’ambito scolastico, divertendosi con le girandole colorate e i mostri cosmici?


Legami eterni di Elena Lometti
LEGAMI ETERNI di Elena LOMETTI
- Dialoghi con nobili entità -
ISBN: 978-88-96274-74-3 Prezzo: 22,00 euro

Dalla quarta di copertina:
Elena Lometti, sono nata a Torino il 21 giugno 1976 e mi sono laureata in Scienze Politiche nel 2003 con una tesi concernente la Banca Centrale Europea. Attualmente svolgo l’attività di mamma a tempo pieno. Nella mia vita ho sempre ritagliato istanti di tempo da dedicare ai libri, in particolare nutro una forte predilezione per le letture esoteriche. Nel 2000, all’età di 24 anni, ho scoperto di disporre del dono della scrittura automatica. Questa facoltà medianica concerne la capacità di poter scrivere parole, frasi e interi discorsi senza la minima influenza della propria volontà sui movimenti della mano impugnante la penna. La mano del medium scrivente compone esclusivamente i segni grafici dettati da un’altra volontà, esterna alla propria, la quale condiziona unicamente il moto dell’organo prensile che funge da mezzo di comunicazione. La rivelazione della facoltà è avvenuta con la stesura del nome Leopoldo per un paio di volte, un ciao e qualche L; il nome composto era quello di mio nonno paterno, deceduto nel 1985 e il modo in cui era stato scritto riproduceva esattamente la sua grafia. Da questa prima scrittura, è iniziata la mia soggettiva esperienza spirituale di possesso e di fruizione del dono della psicoscrittura; quest’ultimo era emerso in modo spontaneo e istintivo, in egual maniera ero intenzionata ad esercitarlo con semplicità e con naturalezza. Mio nonno Leopoldo non è stata l’unica entità comunicante, ho avuto modo di colloquiare con altre entità, familiari e non, le quali hanno costituito una specie di alleanza tra tutti gli esseri in affinità con la sottoscritta, con i miei familiari o con gli amici e conoscenti. I soggetti coinvolti delle due diverse dimensioni ogni volta si radunavano per dialogare familiarmente insieme, originando un invisibile ponte di eterno collegamento. La mia totale mancanza di competenze medianiche è sempre stata interamente compensata dalle mie guide celesti. Non avrei mai pensato di poter scrivere un libro ed invece questo è il mio primo esperimento, scaturito da un intenso impulso di dover condividere con il prossimo i preziosi consigli e insegnamenti che le mie nobili entità hanno voluto trasmettermi in tutti questi anni. L’impulso ha avuto la meglio sulla mia indole timida e riservata. Alcune frasi tratte dai dialoghi telescritti. “Qui è tutto una luce bianca che ti avvolge e poi c’è una pace che lì non è immaginabile”. “Noi siamo spiriti e vogliamo che capiate cosa vi attenderà…conversando ognuno diventa più ricco”. “Sì perché i tempi sono maturi per evolversi dal lato spirituale nel termine antico ed originale”. Buona lettura!


Semi d'amore di Maria Adelaide Petrillo Ciucci
SEMI D'AMORE di Maria Adelaide PETRILLO CIUCCI
Prezzo: 15,00 euro

Dalla prefazione di Fulvio Castellani:
“Solitudine e silenzio / saranno dono e grazia” e così “nel deserto fiorirà un giardino”, un giardino d’amore, di serenità, di dolcezza infinita... Così conclude questo agile libretto Maria Adelaide Petrillo Ciucci; un libretto dal quale fuoriesce un animo sensibilissimo, un amore costante per Gesù, un dialogo aperto con gli altri, con chi, in pratica, ha inteso inviare, magari idealmente, delle intense missive che trasudano una fede genuina e la speranza che soltanto l’incontro con Gesù riesce a solidificare, ripetendo parole che vanno oltre il circuito finitimo dell’essere umano.
Un compendio, questo, dalle sfumature profonde, calde, che prende l’avvio dalla lettura di alcuni passi biblici e da un’Ave Maria; sì, perché come l’autrice rimarca a più riprese, è Maria ad insegnarci a meditare, a raccoglierci in preghiera, a contemplare e ad agire nella fede. Parla di miseria, di misericordia, di pace e di consolazione nelle varie epistole, Maria Adelaide Petrillo Ciucci, e lo fa con un nitore intimo a trecentosessanta gradi, in quanto si capisce immediatamente quanto il suo io abbia ormai travalicato la realtà quotidiana per toccare progressivamente quel di più che soltanto l’armonia della fede riesce (e riuscirà sempre) a trasmettere in chi crede nell’Oltre. Si tratta di momenti alti, di attimi lunghi che finiscono per collegare il dubbio alle certezze, a dare quel senso di fiducia nel dopo: anche se la realtà, purtroppo, coniuga assai spesso dolore, orrore, vuoto interiore, angoscia...
Quando poi si riuscirà ad ascoltare una voce che dice: “Gesù ora è tutto per te, puoi dirgli e chiedergli tutto ciò che senti necessario”, ecco che la parola, dapprima titubante e aleatoria, non potrà che diventare musica, stupore che si rinnova ad ogni pensiero, al coraggio di dire con forza: “Ho fiducia in Te, Gesù”. Maria Adelaide Petrillo Ciucci anche in questo caso colpisce nel segno, dà prova di grande maturità e di umiltà nel condividere, attraverso la sua scrittura epistolare e poetica dalla grafia semplice e profonda ad un tempo, quel dono che lei ha avuto la gioia di ricevere e che ancora una volta non intende tenere per sé soltanto. Chiudendo questi “Semi d’amore” ho trovato anch’io una gioia interiore che da tempo non provavo e di questo devo ringraziare l’autrice che, con pennellate e con cascate di luce ha saputo trasmettere un canto illuminante e dalla freschezza unica.


Piemonte in flash di Guido Bava
PIEMONTE IN FLASH - Quinto volume
ISBN: 978-88-96274-68-2 - Prezzo: 15 euro

Ecco il quinto volume dei flash sul Piemonte; ecco alcuni titoli degli argomenti trattati:
IL LAGO DELL’ARCOBALENO
IL MIRACOLO DI LAUX
IL VILLAGGIO AFFOGATO
RISORGIVE O FONTANILI
BURONZO E ROVASENDA DAL MEDIOEVO VERCELLESE
CASTELLENGO
BANGHER, STORIA E LEGGENDA
I ROMANTICI MULINI AD ACQUA DELLA MIA VALLE
IL PARCO NATURALE “CAPANNE DI MARCAROLO”
L’ORO DI LAVAGNINA
LA VAL GRANDE
LA VAL VARAITA
LA VALLESA E IL SUO GIGLIO
LA VALLE DI ROCHEMOLLES


Dalla speranza alla gloria - Spunti di meditazione - di Agata Fernandez Motzo
Prezzo: 6,00 euro


1) La speranza
La Speranza insieme con la Fede e la Carità è un dono di Dio, infatti si chiama virtù teologale, e Dio, che è Creatore e Padre di tutti, i suoi doni li dà a tutti. Noi dobbiamo solo farne buon uso. La speranza tende a Dio e Dio è Bene, quindi ogni essere umano spera il Bene e tutto ciò che è buono. Ma, sempre a causa dell’egoismo che tutto stravolge e ci è tramandato dalla nostra natura corrotta dal peccato originale, spesso l’uomo spera nel bene per se stesso, ma non per gli altri, anzi quanto più si lascia corrompere da colui che per primo insidiò l’essere umano nei nostri progenitori Adamo ed Eva, spesso è corrotto a tal punto da sperare il male altrui. E chi spera nel male per un altro e nel bene per se stesso, non ha alcun bene da sperare, perché ha già il male nel cuore. Dove c’è il male non c’è il Bene e chi non ha Dio nel cuore, non può nemmeno avere la Speranza: è un uomo disperato, un’anima non più di Dio, ma del demonio.

2) La felicità. Che cos’è la felicità.
Che cos’è la felicità?
La felicità è il possesso di tutto ciò che si possa desiderare, fino a quando ci manca qualcosa e quindi si ha qualche desiderio da soddisfare non si è felici. Chi possiede tutto e non ha nulla da desiderare? Solo Dio. Quindi la felicità coincide con Dio e solo in Lui la si può trovare. E’ vano cercarla altrove.

3) Quando si è felici? Chi è felice?
Ogni anima viene da Dio, quindi ogni anima tende a Dio, cioè ogni anima tende alla felicità. Ma quando un essere umano è mai stato felice in questo mondo? Ognuno aspira a qualche cosa che lo possa rendere felice. Ma, seppure raggiunge la meta ambita, può avere la certezza di essere ormai felice? Ovvero fino a quando? Non è questa la felicità. Questa è l’illusione della felicità. Perché prima o poi subentra o il rimpianto di avere perduto la felicità che sembrava di avere trovato o sopraggiunge un altro desiderio di qualche altra cosa che continua a farci sognare la felicità. Quindi quella non era felicità, era un assaggio, un’idea, un’illusione di felicità.
La felicità coincide con Dio. Solo chi vive in Dio è felice. Felice è il santo. Un esempio da citare è San Francesco, il quale era povero e sofferente, ma diceva: “Mio Dio, mio tutto”. Non gli mancava niente. Era felice: “Tanto è grande il Ben che aspetto, che ogni pena mi è diletto.” Aveva capito che la felicità è Dio e che solo in Dio si trova.


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