Riccardo Vecellio Segate è nato il 22 luglio 1994 a Peschiera del Garda (VR).
Ha concluso gli Esami Finali di Stato di terza media conseguendo la valutazione “ottimo”, e frequenta il prestigioso Liceo Scientifico “Angelo Messedaglia” a Verona.
Dopo aver conseguito sempre eccellenti risultati a scuola nelle materie letterarie, alla fine del 2007 inizia a scrivere poesie, solo per grande passione. Con la scuola partecipa a diversi concorsi, tra i quali si ricorda il 3° Premio di Scrittura Zanichelli “Alfabetiche Ispirazioni” (oltre 10500 partecipanti).
Ha scritto diversi articoli e poesie su alcuni giornali locali.
Da gennaio 2008 partecipa a numerosi concorsi, tra i quali: 2° Concorso Nazionale di Poesia “San Valentino in Versi” di Orvieto (TR), 1° Concorso Internazionale di Poesia inedita “I Silenzi della Montagna e le Voci del Mare”, 14° Premio Nazionale di Poesia in italiano e in dialetto “Città di Rovigo”, 7° Concorso Internazionale di Poesia “Con gli occhi di ieri e di domani” di Sant'Agata dei Goti (BN), 4° Premio Internazionale di Poesia “Castello di Duino” (TS).
Ha partecipato anche ai seguenti concorsi, dei quali non sono ancora noti i risultati: 24° Trofeo Nazionale di Poesia e Narrativa del ragazzo “Premio Scafati” (SA), 49° Premio Internazionale di Poesia “San Domenichino Città di Massa”, 6° Premio Nazionale di Poesia “Termopili d'Italia”, 3° Premio di Poesia “Padre Gabriele Russo”, 20° Premio di Poesia indetto da Iniziative Letterarie e Bastogi Editrice Italiana con il patrocinio morale del Comune di Milano e dell'Unione Nazionale Scrittori, 38° Premio Internazionale di Poesia “Il Bergamotto d'Oro” di Reggio Calabria, Premio Internazionale “Rametto d'Argento – Percorsi di Pace” di Pacego (TP), 5° Premio Internazionale di Poesia “Castello di Duino” (TS), 1° Premio Internazionale d'Arte e Letteratura “Embrioniadi – In corsa per la vita”.

Con la lirica “L'ultimo tramonto”, sul tema dell'anzianità collegato all'amicizia e all'amore, ha vinto il Premio Speciale della Giuria “con vivo apprezzamento” (prof.ssa Nanda Fellerini, Presidente di Giuria, poetessa, insegnante, critica letteraria, critica d'arte, saggista e giornalista) al 32° Premio Internazionale di Poesia, Narrativa e Saggistica “Città della Spezia”, ed è stato inserito nell'Antologia del Premio.
Con la lirica “Il senso di un amore” (sul tema dell'amore, dell'amicizia e della caducità della vita) ha vinto il Premio della Giuria al 2° Concorso Letterario Internazionale “Città di Marta – Un Poeta per caso” (VT).
É inoltre il 2° classificato nella categoria “Poesia giovani” al 1° Concorso Letterario Internazionale “Profumo d'Antan”, indetto dall'Associazione Culturale Letteraria “Carta e Penna” di Torino, ed è stato inserito nell'Antologia del Premio. Grazie a questo risultato è divenuto Socio Benemerito dell'Associazione.
È “Artista selezionato ed invitato” a partecipare alla 2ª Rassegna d'Arte 2008 “La Vela e il Mare” (pittura, scultura, grafica, mosaico, poesia, narrativa, saggistica) di Viareggio, dove ha vinto il 1° Premio e Diploma d'Onore per la Poesia d'Amore “Oltre il cielo ci sei tu”. La Rassegna, organizzata dall'Azienda Promozione Turistica di Viareggio e dall'Associazione Culturale “San Domenichino” di Massa, prevede anche l'esposizione di tutte le opere premiate nella Galleria Internazionale di Viareggio.
Domenica 15 giugno 2008 ha letto la sua poesia “È il tempo di morire” in occasione del 27° Raduno di commemorazione dei caduti italiani di tutte le guerre al grande Sacrario Monumentale del Monte Baldo (Ferrara di Monte Baldo, VR) alla presenza dei Sindaci e di molti Assessori di tutti i comuni della Provincia di Verona, del Vice Presidente della Provincia di Verona e di esponenti di rilievo delle seguenti associazioni: Associazione Arma Aeronautica, Frecce Tricolori, Associazione Nazionale Granatieri, Associazione Insigniti Onoreficenze Cavalleresche, Associazione Nazionale Alpini, Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, Associazione Nazionale Fanti, Associazione Nazionale Familiari Caduti e Dispersi, Associazione Nazionale Bersaglieri, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Protezione Civile, Polizia di Stato, Aido, oltre che gruppi musicali e Scuole della Provincia.

Gocce di pioggia

(A Elisa Agnoli e a tutte le amiche sincere)

Gocce di pioggia
intravedo furtive
nascondersi.
Giocano a rincorrersi,
sembrano felici,
comunque ignare della mia solitudine.
Della mia più intima, nascosta disperazione.
Dall'anonima finestra
di una di quelle case là in fondo tutte uguali,
forse troppo uguali,
si scorge circondata dal niente
la timida sagoma di un ragazzo
che aspetta la carezza di una foglia.
Staccandosi dall'albero, senza fretta
sembra volersi avvicinare a lui.
Sembra quasi...volerlo abbracciare.
O almeno, è questo che gli piace immaginare.
E come quelle gocce di pioggia
anche io
vorrei nascondermi da solo in silenzio,
senza fare rumore,
perchè nessuno mi ha mai insegnato
ad affrontare la fine di un amore.
E scappo via, impazzisco, corro, cado e stravolto mi rialzo,
fuggendo sotto la pioggia
da tutto quello che per noi è stato storia.
Sogno. Incanto. Prodigio.
Ma è inutile, lo so.
L'amore, non si sbaglia mai!
L'amore non si cancella.
E infatti tu sei anche qui.
In queste fragili
gocce di pioggia


L'ultimo tramonto

Sogno di vedere l'alba
di guardare le onde del mare con nostalgia.
Un gabbiano vola verso il cielo portando con sé la mia malinconia
il ricordo della vita, la più grande magia.
Si bagnano di tristezza le lacrime del mio pianto
dal profondo del mio cuore esce l'ultimo, doloroso rimpianto.
I miei occhi si chiudono nel buio, nel freddo, nel nero delle tenebre
anche se continuo a cercare l'oro in ogni più piccolo tesoro.
Inesorabile è la malattia, vuota la tomba, vicina la morte
cerco disperatamente le ultime melodie di gioia su un pianoforte.
Perchè il terrestre cammino è come la fiamma di un camino,
che prima arde vigorosa, e poi si spegne, lasciando solo inutile cenere.
Ormai sono un fiore appassito che non può più sbocciare a nuova vita,
che non può più raggiungere l'arcobaleno.
Spero almeno di poter guardare il mondo dal Paradiso,
di poter pensare a quant'era bello il tuo sorriso,
a ogni emozione che affiorava sul tuo viso.
Ormai sono solo una limpida goccia di rugiada
che guarda il cielo mentre viene trafitta da una spada.
Ormai sono solo un anziano delicato come il velluto
e tutti mi trattano come se fossi un qualsiasi sconosciuto.
Sono stato un uomo fortunato
ho potuto cercare l'amore tra i tuoi occhi blu come il mare quando è stato creato.
Adesso sento la pelle diventare dura e fredda
avverto un soffio gelido che mi attraversa l'anima, un terrore mai provato mi squarcia il cuore.
Giunto alla fine della mia esistenza, ho capito cos'è il dolore
e ho imparato a cancellare l'odio, a disprezzare il rancore.
Ecco perchè posso guardare con occhi nuovi
il mio ultimo tramonto prima della notte.


Oltre il cielo ci sei tu

Non riesco a dormire, mi sveglio e guardo le stelle
mi chiedo se ci sei tu oltre quel cielo
se mi sorridi dalle nuvole più romantiche.
Nonostante sia notte un raggio di sole, luminoso, caldo,
mi raggiunge e mi avvolge in un tenero abbraccio.
Se io fossi un fiore appena sbocciato
verresti a parlarmi con il tuo manto fatato
a ricoprirmi di purezza come la rugiada al mattino
ad accarezzarmi i petali sussurrando “ti amo, piccolino!”.
Non c'è bacio più dolce di quello di un'onda
che mi prende con sé, per sempre,
portandomi verso spazi infiniti, senza alba e senza tramonto.
Nessun'ombra può oscurare il sentimento
ogni pezzo di ghiaccio che ci ostacola è sciolto dal calore delle nostre emozioni.
Quando mi guardi, nei tuoi occhi cerco la magia
se mi tocchi, ne percepisco la poesia
un incanto travolgente nei pensieri del nostro amore.
Ora sono vivo, ora ho un sogno:
poter volare insieme a te nella sera,
le mani strette in un delicato intreccio di sensazioni.
Adesso posso ripercorrere nella mia mente quelle immagini
adesso so cosa significa perdersi annegando nei ricordi di una malinconia
non trovare più la strada camminando sui sentieri della nostalgia.
Sento ancora dentro me la tua voce che, rassicurante,
mi aveva promesso che non sarebbe mai finita la nostra felicità,
che quell'immenso che inseguivamo da sempre sarebbe stato nostro per l'eternità.
Ora sono uomo, ora so cosa significa morire per un sorriso
soffrire per ogni lacrima che, affranta, scende sul tuo viso.
Mi ritenevo un ragazzo molto fortunato
ringraziavo ogni giorno Dio perchè ti aveva creato.
Respirare il tuo profumo
mentre i tuoi capelli volano sulla brezza del vento,
e sentirmi sempre amato e contento.
Un tempo ormai lontano bastava uno sguardo per capirsi
un bacio per aprire lo scrigno delle meraviglie
una carezza per comunicare più di mille parole.
Ormai, sono rimaste solo note di tristezza nelle melodie del mio vivere,
solo pagine bianche che aspettano di essere scritte dalla misteriosa leggenda del tempo.
E ammiro le sfumature dell'alba mentre aspetto che ritorni.


La vita è dentro un sogno

Quella notte intrisa di tristezza
era rimasta solo una foglia, l'ultima,
appesa sull'albero che si affacciava timido sulla strada dopo il ponte.
Mia Stellina, ti ricordi?
Quando eravamo bambini,
sotto quell'albero ci divertivamo a sognare
la vita in un mondo incantato.........
Sapevamo ancora aprire gli occhi su una magia
bellissima, di cui solo noi
conoscevamo il mistero.
Quell'albero era il nostro rifugio,
da cui potevamo ammirare ogni tramonto
tenendoci per mano, con lo sguardo
che cercava di catturare l'essenza dell'infinito,
attraversando ogni mistero con la forza delle emozioni........
Ma quella notte,
quell'unica foglia rimasta
a tenere vivo il nostro passato insieme
si è staccata, ha detto “basta!!”,
lasciandosi abbandonare per sempre
ad un destino che mai nessuno capirà.
E le onde del fiume che scorreva inesorabile sotto il ponte
l'hanno portata via. Così, in un secondo,
senza neanche darle il tempo di scegliere
se morire annegando nell'acqua
o sfiorando le nuvole nella fredda aria notturna.
In quel momento, Stellina,
ti ho vista. Eri lontana............
Piangevi.
Forse, come me,
stavi ripercorrendo nel cuore
i ricordi dei momenti più belli
di quegli anni trascorsi a rincorrere la verità,
a inseguire qualsiasi sensazione...........
E ogni ricordo, ogni nostalgia, ogni rimpianto,
diventava l'amara lacrima di un pianto
che celava un trauma lontano
mai risolto...........senza un perchè.
Quella notte, Stellina,
specchiandoti nelle acque di quel fiume
hai visto solo errori. Sofferenza. Dolore.
E poi tutto è finito, in un attimo.
Più fragile di quella foglia, hai scelto di non combattere
la fine dell'amore che ti aveva tolto la vita.
Hai alzato gli occhi al cielo, per l'ultima volta,
chiedendoti se, lassù in alto, qualcuno conoscesse la tua disperazione.
Poi sei scomparsa tra le onde, nella corrente..........
Gli occhi lucidi, fino all'ultimo respiro
cercavano invano di dare un perchè alla vita.
Stellina.....tu mi hai mostrato la paura,
mi hai insegnato il coraggio.
Da quel giorno terribile, ogni notte inseguo un sogno......
Sai, è l'unico che valga la pena di vivere..........
Avevo sei anni, e ti aspettavo seduto su un vecchio ramo di quell'albero.......
eri in ritardo, ma sapevo che mi avresti detto “buonanotte!!” prima di andare a dormire.
Come allora, anche adesso so che un giorno ritornerai
per un ultimo sogno insieme.........
Stellina, adesso so cos'è il vero amore!!
Adesso, sono uomo.
Adesso, con te nel cuore, ho capito il senso della vita.


Ti aspetto per sognare

(ad Annachiara Piubello)
Amica mia,
quando guardi il mondo
vorrei che lo vedessi con i miei occhi,
per essere felice insieme a te
delle emozioni che vanno oltre
il semplice significato di una vita.
Amica mia,
quando sei triste
vorrei essere appeso
alle tue lacrime
così, forse, non le abbandoneresti
ad un vento estraneo
che di te nulla conosce.
Amica mia, Tesoro,
mi hai sempre regalato
la magia
di poter abbracciare le stelle,
mentre con te ascoltavo emozionato
ogni respiro sempre più lontano,
più segreto,
più nostro.
Amica mia,
hai saputo dare una ragione
al mio difficile passato.
Senza dire una parola, come un tenero fantasma,
hai trovato il coraggio di farmi capire
che senza di te
sono solo un vagabondo
sperduto nell'immensità dell'universo.
Amica mia,
nel dolore e nella malinconia
mi aspettavi,
e in te sempre trovavo rifugio,
un cuore caldo
dove scaldarmi se in me
tutto era diventato anonimo e freddo.
Lo sento,
stai sussurrando dolcemente tristi parole alla luna,
dal primo momento
che di pensarmi non hai più avuto la fortuna.
Adesso, tocca a me.
Ti aspetterò sempre,
quando vorrai
saprò già come accoglierti,
con quali occhi farti capire
che di te mi ricordo ancora.
Sono qui.........
Ma mi hai insegnato ad aspettarti,
perchè un momento con te
vale come tutta la mia vita.
Amica mia,
so che non hai paura
di camminare ancora al mio fianco,
sotto questo cielo
che ci ha dato la forza di sognare.
Per sempre. Insieme.


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