Gian Claudio VASSAROTTO abita a Lombriasco (To) e ama comporre poesie; ha partecipato, con buoni risultati a molti concorsi letterari.
Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto alcuni tesi:



TRA I MONTI

Oggi, Signore, ho preso il mio corpo per mano e mi sono avventurato tra i monti. Il cielo era azzurro, dipinto da fratello sole. L'aria era leggera e frizzante: la giornata era molto bella. Sono arrivato con altra gente ai piedi di un sentiero di pietra, poi mi sono avventurato solo con te. Intorno erano sdraiate le montagne che Tu hai sbocciato dal nulla. Più vicine al mio cammino, le alture della terra erano vellutate di erba verde su cui erano seminati vasi di fiori; qua e là qualche rocciosa macchia emergeva.
Più lontano ancora all'orizzonte le cime del pianeta erano dei giganti di roccia grigia su cui avevano trovato asilo estivo solo delle piccole strisce di neve. Ed io mi inoltravo sempre più nel tuo creato, nella nuda meraviglia della tua creazione.
Poi ho incontrato sorella acqua: scendeva, tumultuosa, da un monte. La sua onda giocherellava sui sassi: era bella, pura,fresca e limpida come Tu l'avevi posta in Eden.
Io, già stanco, mi sono rifocillato alla sua sorgente.
Ripreso il cammino, ho proseguito lungo la strada che, a tratti, si faceva ripida e faticosa mentre mi scivolavano alle spalle creste di rocce e monti aguzzi. Intorno a me regnava una gran pace: c'era solo la verginità del creato e la tua immancabile presenza. E' così che ho incominciato a parlarti e a raccontarti di tutte le mie difficoltà e negligenze nel portare il tuo viso e la tua Parola, la tua grazia che forse respingevo, di problemi per noi così immani, della nutrizione delle anime e dei corpi.
Tu, Signore, mi hai ascoltato ancora buono e paziente e mi hai parlato con la tua immacolata natura.
Mi hai fatto vedere lo splendore infinito dei cieli, delle stelle, dei pianeti: capolavori che cantano e scrivono la tua arte, la tua scienza, il tuo amore. Mi hai detto con estrema dolcezza: “ Claudio, torna a sposare la mia creazione. Torna più vergine e puro nel cuore ed allora, nelle facoltà che io ti ho dato, rinascerà l'Adamo felice ed immortale, quasi divino, rivestito di grazia. Di giglio sarà l'anima tua, trasparente come diamante sarà il tuo pensiero, di oro puro il tuo corpo. Bevendo alla mia sorgente, mangiando al mio albero di vita, riempirai del mio Regno ogni terra, ogni prato del mondo.”

Lodato sii…

Sublime, onnisciente,
innamorato Signore:
tue sono le mie preghiere,
le mie poesie,
tutti i torrenti di gioia,
ogni ruscello di dolore.
A Te solo va
ogni mio istante di fatica,
ogni mia canzone in riva al tempo,
ogni mia canzone in riva al tempo
ogni mio respiro per il mondo.
Lodato sii, mio signore,
per sorella luna e le stelle,
che dal cielo trasfigurano la notte,
la guidano raggianti
verso lo splendore eterno.
Lodato sii, mio Signore,
per fratello vento,
che accarezza
le chiome agli innocenti,
li fa volare
verso l'isola del sogno.
Lodato sii, mio Signore,
per sorella acqua,
che inonda di vita il creato,
benedice e feconda la purezza.
Lodato sii, mio Signore,
per fratello fuoco,
che rasserena di calore
l'inverno gelido.
Lodato sii, mio Signore,
per sorella madre terra,
che danza meravigliosa
attorno all'astro
nell'attesa
del suo celeste sposo.
Lodato sii, mio Signore,
per l'oceano di grazia
che annega i rancori,
per il dolore e la malattia
che diventano nettare d'amore.
Lodato sii, mio Signore
per sorella morte
che raccoglie nel suo grembo
le creature,
partorendole nell'aurora senza fine.
Lodato sii, mio Signore,
da tutto l'universo
che a te inneggia,
colmo di stupore.


Lode alla poesia

Ti voglio regalare una poesia
è tua
è mia.
Non buttarla via!

Nasce dal monte
del mio cuore,
è un fiume che va,
scorre per la terra,
sfocia nel tuo mare:
insieme vuole amare.

La poesia dà sapore,
dà senso alla vita.
Non è futile cosa!
Non è figlia del banale
del consumismo commerciale
del tempo artificiale.

Non guardarla
cime fosse un sasso!
La poesia palpita di vita,
si sprofonda nel mistero
ora rosa
ora nero
dell'intimo percorso umano.

La poesia è un'emozione enorme,
una fantasia avvolgente,
un amore sempre ardente,
una sensibilità sconvolgente
che s'incarna nella storia,
nel pantano e nella gloria,
geme e grida con l'oppresso,
gioisce e canta al successo
della vita sulla morte.

La poesia è libertà
meraviglia
è l'anima che vola,
che contempla il creato
con lo sguardo affascinato
puro ingenuo del bambino.
La poesia è lode,
bellezza,
dona pace e saggezza.

È un sorriso del Divino
ad tuo andare pellegrino
tra fatica e amarezza.

La poesia è filosofia
politica
cultura.

La sua strada è meno dura
non ti impedisce di sognare.
È la compagna ideale
delle occupazioni umane.

Se diventerà tuo pane
sarai molto più felice.


I miei sessant'anni

Dal nascosto silenzio colmo d'amore
la mia fragile vita preziosa è sbocciata
e, dopo i puri inconsapevoli giochi,
verso la luce del sogno ha camminato.
Ma il sentiero ripido saliva
tra le cupe e dense nebbie del mondo
e l'oro agognato del sole
splendeva e spariva oltre l'orizzonte.
Caste sorgenti eterne
dissetavano il mio tempo,
ma i nudi paesaggi dell'illusione
ubriacavano lo sguardo e il senso.

E poi fu la straziante notte prigioniera
nel miraggio di libera aurora
e fu la dolce musa seppellita
dai deliranti cumuli della fornicazione:
fu la piaga purgante del dolore.

L'angelo custode schiuse la porta
della mia anima depressa
e la vergine colomba dello spirito
depose uova di grazia
di gioia e di saggezza.

E fu speranza di infinito giorno,
arcobaleno di carità e di fede
mentre sulla strada del pensiero
la verità felice dilagava.

Con il mio bagaglio di peccato
e di sapienza
sono giunto al cuore dei sessant'anni:
meravigliato canto alla bellezza
al sublime onnipotente abbraccio.


Alla mamma di Barbara

Barbara era bella,
Barbara era dolce,
Barbara era in volo,
verso i più ridenti
lidi della vita.
Tu la contemplavi piena
di fertile speranza,
il tempo tuo specchiavi
nella sua soave danza.
Ma la notte rimbombò,
cupa, assassina,
su quella strada di collina:
il viaggio di Barbara si coprì
di un manto spettrale.
Improvviso e feroce nell'alba,
ti assalì il dolore,
il tuo cure ferito
non cessò di amare,
di pregare il Dio infinito.
Tristi scorrevano i grani del rosario,
mentre sotto la croce
tu vivevi come Maria,
il supplizio e l'agonia.
Al Signore tutto rimettevi,
a Lui eri soggetta in ogni cosa,
mentre andavi per la via dolorosa.
Ignoravi il perché di quella croce,
ma dall'alto ti parlò una voce,
illuminandoti il mistero.
Barbara era un dono passeggero,
dovevi restituirla al cielo.
Ora è beata in paradiso,
più nulla le deturpa il viso,
e mentre la tua vita va avanti
il tuo cuore è con Barbara,
insieme agli angeli,
ed ai santi.


AL SACERDOTE

Prescelto sin dal grembo
della prima aurora umana,
invaso dall’acqua del divino,
forgiato dalla sacra parola,
ora sei sacerdote.
Sei carne e sangue dell’immolato agnello,
profonda festa del perdono,
lo specchio più fulgente e vivo
del mistero della trinità.
Nella fragilità della tua natura
vive la carità del sommo Bene,
tu tra le nebbie fatue
e le fallaci notti
porti il sole della verità.
Sei casto figlio
della celeste sposa,
sacramento di grazia
che racchiude in sé la storia,
sei il diadema della sublimità.
Il tempo non ti mette le catene,
non ti sbriciola nel nulla;
tu tranquillo voli verso il cielo,
prepari il paradiso dell’umanità.


ALLA SANTA CHIESA

Ti amo S. Chiesa
perché sei il puro giglio
sbocciato dalla carne del Redentore:
la sua agonia, la sua morte
ti ha plasmata
ad immagine del suo immenso amore.
Ti amo perché lo spirito è disceso
e ti ha resa
di verità tutta raggiante;
ti ha sospinta ebbra di speranza
ad aspergere di fede tutta la terra.
Tu, tra i marosi, i cataclismi
della storia,
sei oasi di pace e di giustizia,
sei il pane e il vino che disseta
per il tempo e per l’eternità.
Ti amo
perché con la tua luce sfolgorante
dissipi le tenebre del male;
anche tra le derive umane
la morte e Satana
su te non prevarranno.
Tu, Chiesa purgante, gloriosa o pellegrina,
sei di carità la comunione
e alla festa della resurrezione,
vivrai per sempre
col Signore nella gloria.


UN SOLO CORPO UNA SOLA ANIMA

Un solo corpo con voi,
una sola anima
e non importa il luogo o il paese
in cui abbiam gettato l’ancora.
Non ci turbano il colore della pelle,
i vagiti e i sorrisi del tempo.
Senza pudore siamo uniti
al di là del mestiere,
del sesso e del censo.
Un solo corpo con voi,
una sola anima,
perché tutti siamo stati irrorati
dall’acqua celeste che salva.
Portando la croce col figlio di Dio
scaliamo le impervie montagne del mondo
e in pace riposiamo
su soffici vallate di sogno.
Nella notte di gioia splendiamo
irradiando la verità e la sapienza,
che danno fede e speranza
ad ogni cultura, ogni scienza.
Un solo corpo con voi,
una sola anima,
un solo gregge, un solo pastore,
nel prato fiorito della Chiesa.
Una sola mensa: noi, un solo cibo,
un solo fraterno palpito
col Signore della grazia.
Una sola estasi: noi,
un solo amore
che abbraccia
tutte le persone della storia.
Un solo astro infinito
oltre le stelle.


ALLA STAZIONE IN INDIA

Passate le turbolenze del giorno,
planava nel silenzio la notte;
i treni riposavan le membra,
dopo le fragorose estenuanti fatiche.
Una madre e quattro bambini
vivaci e ridenti arrivarono,
la vitale mensa imbandirono,
un secco, provvido pane divisero.
Tra gli stracci in loro possesso
l’anima era satolla di gioia
e parlavano, il loro mondo
turchino era raggiante di sole
e scherzavano sui miseri diademi
come ricchi possessori d’amore.
Nel cuore della notte
luminosa di sogni
coperto di cenci stracciati
palpitante, ebbro di gaudio
un ragazzino si mise a danzare.
Meraviglioso ballava,
saltava e rideva
tra i freddi indifferenti binari
e l’estasi cantava
sommerso da incontenibile incanto.
Felice intonava i lieti canti
dei puri di cuore.
La festa insegnava
ai ricchi, tristi, borghesi
che si può essere
molto più contenti con niente.


GESU’

Sei l’onnipotenza
che si fa impotente
come il vagito di un bambino.
L’onniscienza
che si fa umile e docile
sino ad imparare dagli uomini.
La beata ricchezza che si fa misera e povera
col lavoro umano.
Sei la sapienza che trascende le stelle
e incompresa brilla nel buio della terra.
Sei la felicità somma
in eterno palpito
e ti sei fatto sanguinante agnello,
di dolore obbrobrio.
Sei l’infinito
che si fa minuscolo
come una briciola di pane.
Nel sublime regno
ti cullavano i soavi canti
delle schiere angeliche
e ti sei fatto servo d’amore,
abbandono di morte.
Ma sei risorto instaurando
nel’atroce tempo
fede e speranza.


ALL’ASSUNTA

Non sei discesa mamma nella fossa
in cui diventa polvere
il corpo di ogni vivente.
Non è appassito il tuo giglio candido
dopo l’idillio di Eva col peccato.
Sei volata oltre la morte
tutta trasfigurata nella gloria,
gioisce in te l’eternità,
col tuo sposo, il figlio vittorioso.
Di lassù non cessi d’impetrare
grazie e ausilio
per ogni anima vivente.
In recondite terre tu riappari,
doni i messaggi eterni
ai cuori dei più semplici.
Sei la pura, soave condottiera
di tutto il gregge degli eletti,
la Vergine fonte che disseta
tutta l’arsura della storia.
Bella, splendente del divino,
sei l’unica creatura
assunta in cielo.
Mi sorridi mamma,
mi guidi verso il mistero
della vita che risorge dalla tomba.


Alla libertà

Libertà io ti ho conosciuta
piena di lancinanti ferite,
colpita dalle vampate di fuoco
dei draghi della violenza.

Ti ho vista, tenera fanciulla,
assalita e divorata
dai leoni della dittatura.

Ti ho incontrata
ridotta in polvere
dai vermi della miseria.

Mi sei apparsa
sepolta dalle valanghe
delle vanità e delle chimere
della storia.

Libertà io ti ho ricercata
tra le seducenti foreste
del regno della carne,
ma avvilita sei sprofondata
nelle sabbie mobili
del mago del peccato.
Libertà io ti vivo
tra le messi d'oro del tempo,
pane puro del cielo,
tra gli acini preziosi di vita,
nettare del paradiso.


Alla sapienza

Sapienza tu non sei
l'erudita messe raccolta
nel granaio dell'intelligenza.
Non sei la superba astronave
che vola tra lo scibile umano.
Non sei l'alloro esclusivo
del cattedratico dotto.

Sapienza tu sei:
l'anima che fa splendere
il divino nell'umano.
L'intelletto che s'inchina
al mistero della vita.
Lo spirito d'amore
che canta e prega all'infinito.


Le beate stelle del paradiso

Le beate stelle del paradiso
risplendono sul trono della gloria.
Si sono abbeverate
alla sorgente del divino;
effuse sugli aridi deserti della terra,
hanno asperso di fede e d'amore la storia.
Pregustando i deliziosi cibi
delle celesti nozze,
hanno nutrito di speranza il mondo.
Le beate stelle del paradiso
hanno crocifisso la carne
dei desideri terreni
immergendo le candide vesti
nel sangue dell'agnello.

Dai pascoli della sapienza
ascoltano le incessanti grida
dei miseri figli
del giardino perduto.
Abbracciano con sorrisi di sole
i casti spiriti
che per il regno combattono.

Le beate stelle del paradiso
di superba luce
alla resurrezione del cosmo
brilleranno infinite.


A san Paolo

Paolo, colmo d'ardore,
serviva la religione dei padri.
A gloria del Dio d'Israele
metteva i cristiani in catene.
Ma la verità che s'incarna
nel figlio dell'uomo,
lo rapì nel supremo splendore,
gli rivelò la dottrina dell'amore.

E Paolo acceso di zelo e passione
fu il sommo sapiente apostolo
della croce, della resurrezione.

Con la forza del divino maestro
correva, correva sulle terre e sui mari,
seminando del Vangelo la luce
tra le nebbie e le notti del mondo.
I feroci mastini della carne
contro di lui s'avventavano,
ma la potenza del suo Signore
lo liberava da male e dolore.
Tra i rovi e le spine pagane
le chiese, come gigli fiorivano
e, col fuoco dello Spirito Santo,
Paolo scriveva, pasceva i suoi figli.

La Carità, la speranza e la fede
sono gli astri che brillano
oltre il cieco peccato
nell'eternità e nel tempo.

Tra le genti, per la gloria di Dio,
notte e giorno si consumava,
mentre la sua preghiera sempre saliva
verso il Padre infinito.

I leoni del subdolo impero
gettarono Paolo nelle patrie galere
e con la morte guadagno dei martiri
di rugiada celeste
lui asperse la terra.


Lettera alla madonna

Mamma, mamma assunta in cielo corpo e anima, che gioia essere tuo figlio! Oh! Non esiste in tutto il visibile creato più profonda e vera felicità. Come lacrimava sangue il tuo cuore innamorato, quando nell'abisso di depressione del male, circuito dell'ammaliante e insaziabile demone della lussuria, affondavo sempre più nelle sabbie mobili del peccato. Come attendevi regina dell'universo, che la nausea per i cibi avariati del mondo mi svuotasse l'anima, per riversare in me un oceano di grazia. In quell'immensa distesa azzurra, la mia vita naviga serena, sicura, colma d'incanto, verso la beata patria del cielo. Il sogno a lungo covato nel nido del tempo si avvererà. Tu mi abbraccerai splendente di bellezza, d'eternità: nell'estasi armoniosa della Trinità non ci lasceremo mai. Sarà il tripudio dell'amore, della felicità; sarà il paradiso.


LA TEMPESTA DEL DOLORE

Nasce col peccato
la tempesta del dolore
che con furia immensa
devasta la terra.

Distrugge il grano
delle anime,
travolge le colombe
dei pensieri,
annega le sirene
della gioia.
Manda i vascelli dei sogni
alla deriva,
flagella l'umile piantina
e l'albero che si proclama onnipotente,
rende funebri i respiri universali.

Ma, nell'oceano in burrasca
del tempo s'è gettato
il Signore della storia,
scalando con la pazzia d'amore,
la più alta vetta del dolore.
I pianti e le ferite
dei suoi figli
puri e sacri
ora guidano alla gloria.



TU GESÙ

Tu sei il sublime, l'onnipotente Dio;
l'unico figlio nell'eternità del Padre.
Sei il sole della verità che splende
tra le buie galassie dell'universo;
la gloria che dal cielo scende,
s'incarna umile,
nel misero silenzio si distende.

Sei la giustizia che smaschera e punisce,
la misericordia che scorda ogni peccato,
l'amore che bacia ogni nemico,
la somma sapienza immacolata.
Tu sei la pura missionaria fede
nella santa contemplante azione,
il pastore che ricerca il gregge
tra le bufere e i lupi della storia.

Tu sei la suprema pace
tra le bombe e i cataclismi del tempo,
sei il deserto, l'oasi fiorita,
il canto e il grido di preghiera.
Sei la torturata crocifissa carne,
mistero di vita e di perdono.
Tu sei unica speranza
tra la mortale odissea del tempo,
la sola sorgente della gioia eterna.



ESSERE L'AMORE

Essere l'amore,
tra le armate di luce
del re della storia,
l'immenso stuolo di anime
volante verso l'Eden celeste.
Essere l'amore,
tra i viscidi serpi del tempo
che avvelenano le pure colombe,
le macerie dei cuori infranti
dai terremoti della storia.
Essere l'amore,
tra gli sfolgorii seducenti
dei vani diademi terreni,
le buie spelonche
della crocifissa miseria.

Essere l'amore,
tra tutti i silenzi e le voci,
perché è la vera preziosa gemma.
Ogni palpito, ogni schizzo di vita,
solo in lui trova origine e senso
e l'intensa pioggia del dolore
si fa messaggera di gioia.


ALLA TELEVISIONE

Sul tuo schermo, mirabilia
della tecnica, si specchia
la carne e lo spirito del mondo.
Al mio avaro sguardo
tu fai vivere le pazzie
della terra e qualche perla rara.

Tu lesini le vette
di virtù e bellezza.
tarpi le ali alla sapienza,
disprezzi i profondi
canti delle anime.
Sei prodiga di belliche
paludose gesta,
sbandieri impuri, blasonati vizi,
ti sprofondi in magie astrali,
incensi i giochi,
i tesori dei satolli,
occulti l'odissea dei miseri:
sei il paradiso delle vanità.

Fai tacere i flauti
dell'armonia familiare,
spegni i sorrisi
tra gli astri della luce,
uccidi la libertà e la poesia.



VOLA PREGHIERA

Vola colomba della mia preghiera,
tra il mistero di luce
dell'incanto supremo;
il tormento e la gioia
dell'attesa del cielo.
Vola tra le stanche larve
che strisciano sulle tombe del nulla;
i deboli nani raggiunti
dalle vampate di fuoco
dei draghi della storia.
Vola tra i seguaci
di Bacco e di Venere,
i cadaveri dei peccati del mondo.

Va' tra le tormente di dolore
che squarciano il tempo,
i tripudianti concerti
inneggianti alla vita.
Vola tra i semplici, puri agnelli
che brucano amore
sui prati della grazia,
tra le pallide, tremanti, virtù assediate.
Vola tra i leoni ruggenti,
le smunte, divorate gazzelle:
porta l'ulivo della verità
che proviene dal sole.



LE TORTURE DEI BIMBI

I diamanti degli angeli
sono arsi dalle fiamme d'orrore
dei draghi tremendi.
I colibrì dell'incanto
hanno le ali spezzate
dal peso dell'immane fatica.
I cuccioli del paradiso
sono violati dai lerci cinghiali
che invadono l'Eden.
Le tenere gemme del cielo
seccano nei disperati deserti.

Sul treno del tempo
salgono le aurore del mondo,
ma i sorrisi dei sogni
sfumano in blasfemi tramonti.
La storia, trafitta
dall'arciere del male,
lacrima sangue
di dolore innocente.

Ma nel tripudio degli astri
tornerà il re del creato
brillerà nei bimbi del mondo
la gioia infinita.



Nelle braccia di Maria

Nelle braccia di Maria
non sento più le torture
dell'aguzzino del tempo.

Nelle braccia di Maria
non desidero più
i vanitosi gioielli
incoronati del mondo.

Nel cuore puro di Maria
non mi ghermiscono più
le belve feroci
divoranti la grazia.

Nel cuore puro di Maria
non m'incantano più
le malefiche streghe
travestite da fate.

Verso il cielo con Maria
spandendo stormi di colombe,
incanti splendenti del divino,
latte e miele di fraternità.

Verso il cielo con Maria
con voli di silenzio innamorato,
solitudini grondanti d'infinito,
col suono soave del rosario.


Senza terra

Circondato da immensi stagni
di terra, in cui sguazzano
pigri gli egoismi assassini
dei ricchi,
nelle tue mani
neanche una zolla
per seminare il verde dei sogni,
l'albero del pane della vita.

Vuoi riprenderti il dono
divino dell'Eden rubato:
invadi i peccati dei secoli
disegnando campi
fertilizzati d'amore.

Le pantere del male
ti assaltano
con unghiate feroci,
con bocche di fuoco,
con carte truccate,
per soffocare i tuoi respiri
di giustizia.

Ma tu grida ancora
fratello,
non ti stancare,
la tua sete
di uguaglianza universale.


Il suono dell'arpa

Alessandra,
bella come l'aurora,
serena come il sole
che inonda di luce
la vita,
limpida come le sorgenti
delle vergini montagne;
sublima il giorno e la notte
di dolci note,
di armonie di sogno.

L'arpa incantata
inabissa i cupi mostruosi
ritornelli infernali.
Gli urli assordanti,
incatenati, osannanti
al progresso.

Alessandra,
con semplice, gioiosa maestria
accarezza le corde
è la sinfonia amorosa
sale sulle ali del vento,
vola nei cuori in attesa
del buono, del bello.

Naviga sulla luna d'argento,
musicando di miele
La danza degli astri.
Nel mondo infinito
accompagna il canto degli angeli,
La preghiera dei santi.


Quando la morte

Quando i fiumi
umani dei dolori
allagheranno il mio corpo
annegando i miei placidi respiri
sulla via del tempo.

Quando il pacifico
viaggio del cuore
si schianterà contro
l'inevitabile muro
dell'originale peccato.

Quando pian piano
svaniranno allo sguardo
gli incantevoli paesaggi
del pianeta terra.

Quando non sentirò più
l'eco tremendo
del martirio dei deboli.

Quando sarò alla tua presenza
dimentica misericordioso
Signore
il mio mesto crogiolarmi
nella palude della colpa.

Ricorda gli oceani
straripanti di grazia
con cui inondavi
il mio spirito.

Ricorda la tenebra
tremenda
illuminata
da Cristo risorto.

Accogli Signore
il volo della mia anima
stupita
nel tuo braccio
universale.
Espandimi
nel tutto della tua vita
divinità elargita,
per l'eternità.


Tu, Sorella e Madre

"Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21,5)

Il mondo si sprofonda
nelle dorate sabbie mobili
e divora i frutti d ipassione
dell'albero del tempo.

Noi, semplici gigli sbocciati
dal tuo cure innamorato,
noi, fraterne lucciole
nate dalle tue nozze
con lo Spirito,
come stelle marine
c'immergiamo
nell'oceano infinito
della Trinità.

Le notti si trasfigurano di astri
che illuminano le buie strade della storia.
I giorni in un volo libero
si uniscono al canto dei beati
in Paradiso.

Tu, più alta cima di santià e di purezza,
tu, sorella e madre
dei nostri incanti di preghiera,
fai spuntare
su ogni nostro sguardo,
la luna gravida di grazia.

Con Maria anche sulle paludi del male può
spuntare la luna della Grazia



A Maria

Ti saluto, piena di grazia,
il Signore è con Te"
(Lc 1,28)

Il serpe del demonio
non ti morsicò
quando sbocciasti nel tempo
il primo sguardo
e, da giovinetta,
l'angelo che ti apparve
piena di grazia ti rivelò.

Annunciò al tuo candore,
il fecondo matrimonio con lo spirito
e tu, ancella vergine del Signore,
lo ospitasti lieta nel tuo cuore.

Si turbò nell'anima Giuseppe,
ma poi anche lui assunse il mistero
di un dio che per amore nostro,
si incarnava ennl'intimo tuo seno.

Nell'incanto cullavi il tuo stupore,
nella notte del tempo
cresceva in te
il supremo amore;
il tremendo buio
si sciolse in una perenne aurora:
avevi partorito il sole.


Lassù

Lassù, dove i lupi feroci
della notte
si inchinano tremanti
alla voce dell'Agenllo.
Lassù, dove le sfilate
dei dolori
diventano danze di gioia.
Lassù dove il veleno
del serpente
si trasforma in elisir
di salvezza.
Lassù, dove le bombe
del tempo
sfumano in una pace divina.
Lassù, dove il gelo
della morte
si scioglie in un sole infinito.
Lassù, l'aquila
del mio cuore vuole volare
dopo aver divorato
il coniglio pauroso.
Lassù, con le stelle brillerà
in un'aurora infinita.
Lassù...



All'alta velocità

Alta velocità, malattia
tremenda, vitello d'oro
dell'orgia dei consumi.

Alta velocità, palio degli asini,
fatale corsa che nutre
i voraci vermi delle tombe.

Alta velocità, delizia
delle ghiacciate menti,
croce del canto dei poeti.

Alta velocità, idolatrata dea
degli immolati
all'onnipotente tecnica;
fedele suddita,
dei distruttori della terra.

Alta velocità, freccia
che colpisce al cuore,
l'anima quieta
della contemplazione;
saettante folgore,
che incenerisce la preghiera.



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