PIETRO ULGIATI è nato a Sezze Romano il 30 settembre 1963, è un appassionato di automobilismo e, non a caso, la sua e-mail è: maranello1@tin.it!
Poteva, allora, mancare un'immagine della mitica Ferrari?
È stato marinaio e le emozioni che il mare può dare sono difficili da descrivere ma la sensibilità di Pietro riesce a trasmettere, attraverso la sua poesia, la passione per le cose della vita.
Ha pubblicato con Carta e Penna il libro di poesie dal titolo "Dettate dall'anima"; di seguito la presentazione che l'autore stesso fa del proprio lavoro:

Sono nato in settembre,
in un paese piccolo e bello.
Grande la mia voglia di vedere il mondo,
grande la sensibilità che mi cresceva dentro.
Scuole… come tutti!
Partii per fare il marinaio...
Dimenticando tutto.
Amai quella vita!
Poi la scelta.
E tornai
Tornai all'antica mia vita.
Tornai diventando un po' più dolce.
Il tempo cambia molto,
rimargina le ferite.
Una dolce moglie,
un bimbo da aspettare.
La famiglia.
Le cose di tutti.
Sono tornato portandomi dietro i miei scritti...
Se vi chiederanno chi sono…
rispondete...
L’anima.




Con questa silloge poetica si è classificato al primo posto ex equo alla quinta edizione del PREMIO NAZIONALE DI POESIA CITTÀ DI CIVITAVECCHIA.

Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto alcune liriche e la poesia "Capaci", contenuta anche nel libro che si può richiedere direttamente all'autore scrivendo all'e-mail: maranello1@tin.it.

Come un naufrago

Come un naufrago dormo nel mare.
Aspetto che un soffio di vita possa destarmi.
Il cuore è un battito vuoto.
Ritmico e lento,
che spinge il sangue nei percorsi tortuosi delle vene.
Nell'affollato mondo non posso più vivere,
e l'universo è un falso quadro d'autore.
Aspetto il rapido montare della marea,
da naufrago quale sono.
Un tempo solcavo il mare della vita,
con la forza della gioia e dei vent'anni.
Ora non più.
Preferisco il sonno
il sonno dei giusti.



Io vorrei

. Vorrei fuggire in un posto qualsiasi,
liberarmi della noia della vita.
Vorrei lottare con il destino,
o chi per esso si prende gioco di me.
Vorrei avere l'amore
e con esso incamminarmi verso il mare.
Vorrei che l'anima mia volasse nei cieli
colorandosi di libertà.
Non voglio vivere per sempre no!
Aspettare che l'animo degli uomini diventi saggio.
Aspettare che tutto cambi e si plachi
No!
Non voglio essere il custode della storia
e soffrire con essa,
perché non voglio che il dolore di tutti possa passare su di me…
lasciandomi solo e morente.



L'atmosfera dell'immenso

Niente volli nascondere in quella notte
di melodie e profumi,
di carezze e di baci…
niente,
finché il giorno non guastò,
con i suoi caldi raggi,
l'atmosfera dell'immenso.
Ero nudo,
A fronte dell'amore,
con la mente sgombra ed ebbra,
della morte e della vita.
E così muto e cupo,
danzai intorno al sole finché fu notte di nuovo.



Abissi

Scure e appannate profondità.
Raggelanti pensieri,
fughe dalla realtà.
Rifuggi l'amore e vivi l'odio,
per chi ti ha creato il cancro dentro,
per chi ti manda al macello,
per chi ti fa esplodere in un lago di sangue,
per chi ti ha promesso un paradiso,
qualunque esso sia…
ricevendo la più nera e dimenticata morte.



Si è fatto scuro

Si è fatto scuro!
Le nere legioni sono giunte ed occupano le pianure.
Ormai il tempo è andato!
Resto solo io e il mio amore,
il più bello di tutti gli amori.,
danza la notte attorno al fuoco,
invocando i dolci demoni.
Anime nere che riempiono il cuore cancellando la solitudine.
Danza fluente e leggero,
come la rugiada silenziosa nella notte,
come il fumo che risale al cielo.
Cancella i ricordi depositando fiori sulle orme insanguinate.
E' cosi' che è sceso nel mio cuore,
è cosi' che ha scaldato la mia fredda anima.
Una sola ultima danza,
per guardare le stelle,
per far si che non si spengano mai..



Il ricordo del vivo

E il fiore si macchiò
di quel sangue.
Sgorgato dal cuore.
E a nulla valse il ricordo del vivo.
Niente gli permise più di amare



Capaci

Lembi di terra
rossa di sangue
proiettili esplosi seminanti morte
ora a terra, come semi di morte.
I cadaveri sembrano cumuli di terra bianca
innaffiati di acqua rossa,
e luci dappertutto
che squarciano la notte
e curiosi
e foto
e spettacolo
spettacolo di morte
lamiere crivellate
vetri infranti
e quell’acre odore
delle anime disperse nel vento.



L'Imperatore

Il tuo amore è il mio imperatore.
Egli regna sovrano sulle mie giornate,
trasformandole in lunghi stupendi attimi vivi…
di un vivo siderale…





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