Giovanni TAVCAR Nato a Trieste nel 1943. Figlio di genitori sloveno/austriaci, cresciuto ed educato nello spirito di una tolleranza multiculturale, cittadino di un'Europa mitteleuropea, strettamente connesso con il micelio di tre culture diverse, quella latina, quella slovena e quella tedesca, è un poeta dall'espressione trilingue, che in tutte e tre le lingue naviga alla scoperta delle risettive caratteristiche poetiche, degli specifici colori linguistici, delle connaturate risonanze culturali.
Trieste, la città in cui vive ed opera, diventa in questo senso un osservatorio particolare dell'Europa artistica e letteraria.
La sua poesia è stata premiata più volte: nel 2001 si classifica al primo posto al concorso «Omaggio a Sarajevo» (San Giovanni Persiceto, BO); ottiene quattro secondi premi, rispettivamente alla XXVII edizione del concorso «Primavera Strianese» (Striano, Napoli, 1997), al concorso «Rivalto» (volume edito, 2001), al concorso «Rosario Piccolo» (Patti, ME, 2001) e al concorso «Omaggio a Dante» (Roma, 2002).
Un terzo premio gli viene assegnato al XX concorso «Franco Bargagna» (Pontedera, PI, 2002), e altri premi, menzioni e titoli accademici in numerosi concorsi nazionali ed internazionale.
Nel 2002 è vincitore dei premi «Il Portone» (Pisa), «Michelangelo» (Ovada, AL) e «Rosario Piccolo» (Patti, ME), del secondo posto «Roberto Magni» (Rivalto, PI) e di quattro terzi premi: «Samahdi» (Schio, VI), «Cesare Pavese - Mario Gori» (Chiusa Pesio, CN), «Andrea da Pontedera» (Pontedera, PI) e «Basilea 2002» (poesia in lingua tedesca).
Premiato in numerosi concorsi poetici nazionali e internazionali :
Ventotto primi posti, Ventiquattro secondi, Trentuno terzi, Ventuno quarti, Diciannove quinti, Tredici sesti, Tre settimi, Quattro ottavi, Un nono ecc.
Quaranta volte finalista; un centinaio di diplomi d'onore, diplomi di merito, diplomi speciali, menzioni d'onore, segnalazioni di merito, encomi solenni, premi speciali ecc.
Trenta premi speciali “ad personam".

Presente in diversi dizionari, atlanti ed enciclopedie e in più di un centinaio di antologie diverse (anche di carattere scolastico)
Collaboratore di alcune prestigiose riviste culturali nazionali con articoli musicali, poesie, prosa, saggi, approfondimenti religiosi e traduzioni poetiche diverse (italiano, sloveno, tedesco e viceversa).
Ha pubblicato:
Lo spessore del tempo» (1995),
Qualcuno verrà» (1995),
Il profumo dell'inifinito (1997),
Ta mala zemska vecnost (1997),
Le albe di madreperla (1998),
Ko bisere v oceh rojevas (1999),
Sospenda la cartomante il suo gioco di carte (2000),
Quel poco che ancora avanza (2001),
Le mie preghiere (2002) Accademia Int. dei Micenei - Reggio Calabria,
Oltre le nebbie del quotidiano (2002) Editrice "Il Portone" - Pisa,
La memoria delle origini (2003) Editrice "Il Convivio" Castiglione di Sicilia (CT) -
Hoja v neskoncnost (2004) Editrice Drustvo 2000 - Ljubljana (in lingua slovena,
Bisognerà presto voltare pagina (2005) Editrice EVA - Venafro (IS),
Dih vecne Besede (2005) Editrice Druzina - Ljubljana (in lingua slovena),
Dove il cielo audace s'inarca (2006) Editrice E.T.S. Pisa,
Purché nasca qualcosa (2007) Gruppo Culturale Parole Sparse - Modica (RG)
Umbria – Terra ricca di energie e di sottili armonie - 2008 --- Editrice MONTEDIT – Melegnano ( Milano )
L'eterna presenza - 2008 --- Editrice Edizioni Simple Macerata
I due grandi amori di Vincenzo Bellini - 2009 - Editrice " Il Convivio " – Castiglione di Sicilia (CT)
Montanti resurrezioni - 2009 --- Associazione Teatro Cultura " Beniamino Joppolo " - Patti (Messina)
L'inestinguibile sete - 2009 --- Parole Sparse Edizioni – Modica (Ragusa)
Ed è subito sussulto - 2010 --- Editrice Blu di Prussia - Piacenza
Comparazione delle parabole artistiche e umane di G. Donizetti e V. Bellini "- - 2010 --- Edizioni EventualMente - Comiso (Ragusa)
Storia della musica e dei musicisti di Sicilia - 2010 --- Accademia Internazionale “Il Convivio” – Castiglione di Sicilia (CT)
Imperscrutabile accelerazione" - 2012 - Edizioni Eventualmente - Comiso (Ragusa)
Odselitev (in lingua slovena) - 2012 --- Mohorjeva Družba – Gorizia
Vrtoglavost duše (in lingua slovena) - 2013 --- Editrice Društvo 2000 - Ljubljana
Dizionario biobibliografico dei Musicisti di Sicilia - 2013 - Accademia Internazionale “Il Convivio” – Castiglione di Sicilia (CT)
Sogni in estinzione Rielaborazione poetica della silloge slovena di Vili Stegu "Ugašajoèe sanje" - 2014 --- Accademia Internazionale "Il Convivio" – Castiglione di Sicilia (CT)
Per lenti processi - 2014 --- Accademia Internazionale “Il Convivio” – Castiglione di Sicilia (CT)
Via Crucis - 2014 --- Editore Carta e Penna – Torino
Suprema avventura (Riflessioni e meditazioni religiose)" - 2015 --- Edizioni Segno – Tavagnacco (Udine)
Come le maree - 2015 --- Edizioni Eventualmente – Comiso (Ragusa)
Dilagante eternità - 2015 --- Aletti Editore – Villanova di Guidonia (Roma)
Euforia del giorno eterno - 2016 --- Montedit Editore – Melegnano (Milano)
Pulviscolari turgori (Racconti) - 2016 --- Il Convivio Editore - Castiglione di Sicilia (Catania)
Dalla mia aria natia - 2016 --- Magi Editore di L. Ruggeri – Patti (Messina)
Verso nuove partiture” - 2016 --- Il Convivio Editore – Castiglione di Sicilia (Catania)
Ritorno a Vienna (Romanzo) - 2016 --- Edizioni Simple - Macerata

C'invita a leggere alcune poesie:

DA SCORDARE

Oggi è stato un giorno
povero d'amore.

Un giorno spento.

Un giorno senza sole.

Un giorno da scordare.

La mano non sa più
accarezzare,
la bocca non sa più
sorridere.

Che fare?

Lascio che il silenzio
parli,
lascio che la solitudine
dilaghi,
lascio che il cuore
si prosciughi.

Devo imparare
a vivere
ancora ciò che mi resta.


ETERNO SOSPESO

I pensieri volano,
s'inseguono, rimbalzano,
poi, improvvisamente,
si condensano
in ondate di vibrazioni
e mi trasportano
in regioni sconosciute,
senza confini,
lungo le scogliere dei sogni,
dove tutto
deve ancora compiersi
e realizzarsi,
dove il senso della vita
ci viene
finalmente svelato,
dove presente e futuro
si fondono
in un eterno sospeso,
privo di albe e di tramonti.


DOVE?

I pensieri sono come nuvole
senza confini.

Non ci sono limiti
alle vicissitudini della vita
e ai desideri del cuore.

Oltre le stelle
s'aprono le praterie dell'infinito.

Verrà il giorno
nel quale tutto ci sarà rivelato,
nel quale tutto avrà il suo senso.

Dove sarò io in quel giorno?

ISTINTO

Mi sono immerso
in un mare
di interminabile silenzio,
lontano
dalle follie del mondo,
seguendo
l'istinto che mi chiama
verso regioni dello spirito
inesplorate,
verso isole di pace inusitata,
verso odorosi effluvi
di armonica musica perlata.

E nel frattempo mi ricoloro
di intensità
euforiche e abbaglianti.


OH, LE PAROLE

Oh, le parole …

Per quanto belle,
importanti,
poeticamente illuminanti,
incominciano
prima o poi, lentamente,
a sbiadire,
a dolorosamente svanire,
per poi
definitivamente sparire.

Restano
nel profondo del cuore
solo le parole non dette,
mai pronunciate,
mai svelate.

Esse continuano
a essere alimentate
dalla musica delle aurore
e delle fresche rugiade,
dal tintinnare degli astri,
delle orbite
dei frammenti solari.

Esse mi salveranno
dai vortici
delle angosciose sterilità.


CIECA VIOLENZA

Viviamo
in una tempesta di cieca violenza
che ci lascia attoniti e sgomenti.

Violenza
che ha come scopo dichiarato
di cancellare il mondo
e la sua cultura
con una ferocia che ci lascia smarriti.

A vedere
certe abominevoli scene
come non sentirsi spinti a odiare
a nostra volta
e a progettare disegni
di vendetta e di morte?

Ma la nostra salvezza
sta nel credere alla vita,
nel godere delle bellezze della natura,
nel rimanere incantati
davanti a un'alba o un tramonto,
nell'ascoltare il suono del vento
nel silenzio del bosco.

Solo così ci salveremo dalla distruzione,
dalla tentazione alla violenza,
dalla logica della morte.


DIVERSA IMPRONTA

L'alba del nuovo giorno
mi stimola
a trovare l'uscita
dagli ingorghi
dei giorni tempestosi
e oscuri
che mi hanno riempito,
senza riposo,
la mente e i pensieri
di magnetiche
onde ipnotiche
e di turbinosi segnali
ansimanti.

Dovrò dare un'impronta
diversa
ai miei giorni futuri,
indirizzandoli
su percorsi più consapevoli,
per salvarmi
dai flutti rabbiosi
e galoppanti
che cercano inesorabili
di ghermirmi.


QUIETA ATTESA

E' un giorno sdruccioloso, oggi,
un giorno umido e fosco
tappezzato da muri grigi e tristi.

Grigiore e tristezza che infastidiscono,
come possono infastidire
i dolorosi acciacchi della vecchiaia.

Inutile illudersi.
La vita dondola su un fragile trapezio,
pronta a dissolversi e a sparire.

E' meglio perciò rimanere in silenzio,
stretti nell'abbraccio
della vaneggiante malinconia
e aspettare quieti e pazienti
che il sole ritorni,
che le girandole riprendano a girare,
che le vampate tornino ad agitarmi.


FEDE

 

Ciò che più conta
quando incerta diviene la luce
è la fede nel miracolo strabiliante dei colori,
degli appaganti cromatismi,
dei chiari suoni dilaganti.

Palpitanti mulinelli,
giravolte di sfreccianti nebulose,
estensioni di incalcolabili potenze.

La varietà degli intendimenti
è il grande fascino
che la vita dispensa con opulenta generosità.

Intendimenti che vanno spesso
oltre le nostre risorse,
ma che pur rimangono il sole e il sale della vita.

 

ROVETI ARDENTI

 

Ma chi passa
si accorge dei miei smarrimenti,
delle mie perplessità,
delle mie aperte ferite?

A volte basterebbe uno sguardo,
un cenno ammiccante,
una parola amica,
per bucare la nebbia che stretta
m’avvolge
in un soffocante abbraccio
e sprigionare luci,
interludi, armonie e colori.

Il mio destino,
povero ma meraviglioso,
ha bisogno di roveti ardenti
per sbocciare e fruttificare.

 

NON DISDEGNO

 

L’anima oscilla
tra passato e presente,
tra strade strette e sinuose,
tra sobbalzi stizzosi e torpori assonnati.

Troppe sono le parole non dette,
troppe le occasioni tralasciate,
troppi gli spasimi non acquietati.

Anche se sono avvezzo a camminare da solo
per le strade del mondo,
non disdegno ogni tanto assalti di riso beato
e di scherzose schermaglie,
di sguardi luminosi e impertinenti.

                                 L’anima mia si fa allora trasparente
                                 e straordinariamente leggera.

 

 

E TUTTO INTORNO

 

Nulla che mi indichi
la direzione e i segni dei sentieri
nel buio dell’anima.

Dietro ad ogni curva
può esserci sempre il pericolo
e il tranello fatale.

Bisogna che mi affidi
solo alle tracce odorifere
e al senso di orientamento.

A piccoli passi, studiati, leggeri,
finirò per lo sbucare
in qualche radiosa radura,
dove libererò il fuoco,
alto e trasparente, delle emozioni.

Riscattate dal silenzio
risuoneranno le note sublimi
di una musica perduta
che parla di somiglianze
tra anima e spirito infinito.

E tutto intorno sarà pace incorrotta.

 

 

IL MARE

Il mare.

Sensazione di vita,
di movimento, di libertà infinita.

Vibrazione di respiri primordiali,
di battiti ancestrali.

Evocazione di mondi sconosciuti,
di ondeggianti tremori,
di luminose e argentee fertilità.

Fermento
di un'incessante evoluzione,
di immagini rivelatrici,
di età intensamente vissute.

Il mare.

Mutevole …

oggi pacifico e calmo,
domani selvaggio, oscuro
e dirompente.

Imprevedibile …

oggi invitante e sussurrante,
domani scostante,
schiumante e sussultante.

Mutevole e imprevedibile,
come la vita.


STRANA STAGIONE

Strana stagione la gioventù.

Senza essere niente,
immagini di essere tutto,
stando fermo
sei convinto di essere
in cammino
verso spazi immensi
e lontani,
senza allenamento
ti vanti di possedere
una vitalità
che tutto vince e assorbe.

Sole che sorge
e mai non tramonta,
profumo che inebria
senza mai esaurirsi,
canto di sirena
che mai non sfiorisce.

Luminosità
che lievitante s'addensa
su un cielo
sempre più azzurro
e avvolgente.

Vertice estremo della vita
che piùnon ritorna.


NIENTE PIU'ANSIE

Talvolta
ci imbattiamo in un angolo
di terra così incantato
e speciale,
dal quale non vorremmo più
allontanarci,
nel quale vorremmo
tranquillamente
morire.

Nulla più ci manca,
il cuore ha miracolosamente
trovato il suo pieno
appagamento.

Vita e morte si mescolano
in indissoluto connubio.

Niente più ansie,
niente più tristezze,
niente più rimpianti.

La felicità
è una melodia sublime
senza nome
e senza confini.


AVVISAGLIE

Ad un tratto,
le acque della mia vita
si sono intorbidite,
ingrigite.

Il cammino
si è incupito, opacizzato,
l'orizzonte balugina
in tonalità
sempre più indistinte,
la solitudine
trabocca di effimere
speranze,
il vuoto dell'anima
si fa sempre più
opprimente.

Avvisaglie
di un pericolo incombente,
di una tempesta
intessuta di disseccante aridità.

Non c'è nulla
di più amaro del tormento
di un giorno
costellato di dilagante
e sterile inutilità.

La lentezza dell'ora
è impietosamente beffarda
e spietata.


ATTESA

Il mio cuore,
trafitto dall'anelito
del tempo futuro,
non si cura dei lampi
e dei tuoni
che la vita incanala
nei miei giorni
con rabbioso accanimento.

Aspetto calmo e paziente
che il sole ritorni
con il suo passo audace
a pizzicare
il trattenuto respiro
e a risospingere
il flusso del sangue
verso nuovi
germoglianti prodigi,
verso inediti avvenimenti,
colmi di stellari
entusiasmi
e di rampicanti speranze.


QUIETE

Per favore,
non datemi più consigli!

Se li avessi ascoltati
sarei da tempo già morto e sepolto.

Se devo sbagliare,
lasciate che sbagli da solo,
ne avrò meno rimorsi.

Le vostre esperienze
non possono essere le mie.

Le vostre manie
di bruciare in fretta,
le vostre follie
di luci abbaglianti
non riusciranno mai
a contaminarmi

Ci sono esperienze
che non servono a niente.

A me piace
osservare lo stagliarsi
degli orizzonti,
conservare
i ritagli della speranza,
rigenerarmi
ai soffi dell'infinito.

Io amo, insomma,
la quiete delle ore nascoste,
la dolcezza del lento assaporare.


PER LENTI PROCESSI

Per lenti processi
discendiamo in spazi sconosciuti,
verso una luce nuova,
verso nuovi mondi,
verso abissi incontrollati.

Ignote forme,
febbrili presenze,
sfondi abbaglianti
permeano queste assorte
emozioni.

E' l'ora delle geometrie,
delle misure,
dei soavi mancamenti,
della luce sospesa e infinita.

E' l'ora dei ripensamenti,
delle rivisitate certezze,
della coscienza risvegliata.

E' l'ora della conversione.


EROE DI SMARRITA FEDE

Nelle remote profondità
del cuore
i dubbi continuano
a persistere,
affacciandosi ai margini
del sonno,
sfacciati, insistenti,
incombenti.

Nel garbuglio intricato
di inganni e disinganni
essi sguazzano
con salmodico piacere,
scompaginando
ogni frusciante e limpido
pensiero.

Come farò,
eroe di smarrita fede,
a riprenderli,
a ricomporli, a riordinarli?

Forse è meglio
lasciar cadere il velo denso
della notte.


NUOVI ORIZZONTI

Non smetterò mai di sperare,
di sognare,
di gettarmi allo sbaraglio,
anche a costo
di fare passi falsi,
di espormi
alle scriteriate sequenze
delle derisioni.

La montante dolcezza
del futuro
non cesserà mai di lusingarmi,
il fruscio
delle luminose aurore
non smetterà mai di ammaliarmi.

Nessuno e niente
potrà togliermi il coraggio
di guardare
verso sempre nuovi e allettanti
orizzonti.


PREMESSA D'ASSOLUTO

Nella vita
bisogna fare attenzione
a non perdersi
nei tanti ombrosi e intricati
sentieri di ombre.

A furia
di rubare dissonanze
finiamo
per perdere l'intonazione
e il senso stesso
dell'armonica costruzione.

Il gioco dell'esistenza
s'impiglia così
ogni giorno di più
tra spuntoni
nodosi e pungenti,
che ci graffiano
e ci feriscono da ogni lato.

La premessa d'assoluto
rischia di esaurirsi
tra snervanti disarmonie.


FELICITA'

Felicità
è innanzitutto coscienza
della propria fragilità.

Fragilità
che ci insegna che non siamo
eterni nel tempo,
onnipotenti,
e che i beni più importanti
sono la vita e l'amore.

Coscienza
che ci dice che siamo stati creati
per amare
e che siamo a nostra volta amati,
cercati e sostenuti
nel nostro quotidiano.

Solo così
possiamo essere felici
e gustare
la successione dei giorni
nella loro
inarrestabile fuga,
proiettata
verso l'orizzonte dell'infinito.


SARA' PENOSO

Sono tornato
nei luoghi della mia giovinezza,
carico di ricordi e di passato,
ma non ho trovato nessuno
ad aspettarmi.

Le uniche presenze
che ho incontrato sono state
il suono di un silenzio attonito
e rimasticato
e le pennellate di una languida
malinconia.

Sarà penoso
il mio ultimo tratto di strada
senza la consolazione
dei sogni,
senza il lievito dei desideri
fermentatori
che mi permettano di rigenerarmi.


NOTTE

La notte, percossa dal vento,
disperde nel vuoto
angosce e speranze.

Il sapore del tempo acquista
sfumature amare,
il cuore si riempie di ombre
che oscurano la visione dei sogni.

Lo sguardo insegue sperduto
pensieri lontani
e sussulti di memorie
in lento dissolvimento.

Un'ansia stringente
attanaglia il ritmo del respiro,
scardinando le vibranti modulazioni
di un canto ormai sfibrato.

Tutto sembra aggrovigliarsi,
stringersi, compenetrarsi
in una girandola densa
che non lascia più filtrare
il minimo barbaglio di luce.

Solo l'ululare del vento
testimonia la presenza di strade
ancora da percorrere
e di misteri ancora da svelare.


COS'È CHE CI MANCA?

Nella cascata di luce bianca
che distingue
l'attimo generato da quello morente,
i giochi umani sono alla ricerca
di un qualche
segnale impensato
che allinei le date sul calendario.

Ma l'istinto spesso si sbaglia.

Diventa ogni giorno più difficile
rigenerarsi, connettersi,
stupirsi, involarsi.

Il tempo a disposizione s'assottiglia
paurosamente.

La natura continua a non dare
risposte convincenti.

Ma, in realtà, cos'è che ci manca?

Forse un sogno intinto
nel lievitante amalgama del cielo
libero e sconfinato.


DEVO EVITARE PASSI FALSI

Talvolta
mi viene voglia
di rinfacciare apertamente
al mondo,
a muso duro, a pugni chiusi,
le mie fetide
e purulenti ferite.

Ma poi ci ripenso.

Non porta infatti
consolazione alcuna
cozzare
contro muri d'indifferenza.

E meglio che mi rifugi
tra i fecondi solchi del vento
e aspetti
che la rabbia
si muti in sopportazione,
immaginando
altri cieli
e altre aspettative.

I mesti rintocchi della coscienza
rivestono l'anima
di fibrillazioni lacere
e inusitate.

Devo evitare passi falsi
se voglio
poter godere ancora dell'onda
luminosa
che feconda le ampie distese
della primavera.


E' GIUNTA L'ORA

Quando le certezze diventano
vischiosa e maleodorante
poltiglia,
allora vuol dire
che è giunta l'ora di trasfigurarci,
di cambiare vita,
di frantumarci.

Perché troppi sono i capi
d'accusa
che parlano contro di noi.

Le raccomandazioni
non servono più a niente.

Solo i sogni
ci riportano al verde smaltato
dei prati,
ai piaceri della gioventù
che non ritorna.

Bisogna
trasformare i giorni in vita.

In vita che entra ed esce,
che parla e profetizza,
che rivitalizza le ombre
in vividi bagliori.

E aspettare vigili e attenti
ciò che verrà …


NON C'E' GIORNO

Non c'è giorno
che io non attraversi la mia
linea d'ombra
e non mi scontri
con i frammenti delle mie
lotte,
con le scorie
dei miei tradimenti,
con le occhiaie
delle mie spente illusioni.

Ferite
che sembravano dimenticate
riprendono
copiose a sanguinare,
brividi ossei
tornano a scuotermi
con assediante persistenza.

Crinali scoscesi
mi sbarrano il cammino,
marosi da incubo
si frangono sugli sbarramenti
della coscienza.

Ma le difese
che con tanta sudata fatica
ho accumulato
con il passare degli anni
non permettono
nessun definitivo naufragio.

Barriera fortificata,
innalzata sul terrapieno
di una vigile e attenta volontà,
pronta a pagare il prezzo
di ogni temporanea caduta.


NELL'APPROSSIMARSI DELLA MIA ORA

Quando percepirò
l'approssimarsi della mia ora,
mi siederò tranquillo in riva al mare
a contemplare l'infinito
mareggiare delle onde sugli scogli
sdrucciolosi della vita.
Nell'alternarsi dei silenzi e degli sciacquii
sprofonderò negli abissi dell'io,
tentando di sciogliere finalmente gli enigmi
più misteriosi e riposti,
di decifrare il senso delle impronte
che il tempo ha stampato
sulla malleabile creta dell'anima mia,
di svelare i continui perchè
del mio incessante dibattermi e oscillare.
Tra ansie e stupori,
tra ebbrezze, incantamenti e torpori,
modellerò per l'ultima volta
il mio cuore di eterno fanciullo
e aspetterò che una tagliente sferzata di luce
mi attraversi tutto, sicura e veloce,
avvolgendomi nel manto della bellezza,
primigenia forza creatrice
che a sè tutto nuovamente attira
e rimodella con inesausta fantasiosità.


GIORNO DOPO GIORNO

Giorno dopo giorno io mi guadagno,
con tribolata fatica,
il diritto alla vita e all'autocoscienza,
profezia di un futuro
immerso in un anelito di suoni
e di cangianti colori,
garanzia di un'immanenza irrefrenabile
ed assoluta,
rischiarata da effluvi di luce
incandescente,
da implacabili ardori plasmanti,
sospinta
dall'eco lievitante dell'infinito.


LA FORZA DELLA RINUNCIA

Solo
la salda forza della rinuncia
mi salva
dal facile abbandono,
dall’indulgere
sottile ed insidioso,
dalle spire
del luminoso incantamento.

Da sideree lontananze
muove l’avvento
della pienezza,
stupore di tenere promesse,
lucente brusio festoso,
oro morbido,
dono pacato e sereno.

Nuova stagione,
punteggiata da arabescanti
fioriture,
da trasparenze di rugiade,
da fertili
e inviolate assonanze.

Una limpida grazia
mi avvolge
e teneramente mi possiede.


NUOVE STAGIONI

Dagli sbrecciati cancelli dell'alba
sgorga la cristallina speranza
di nuove stagioni dell'anima,
intrecciate con filigranati avori
e con aeree danze segrete.

Le ustioni della luce
tengono lontano il male
e il verderamato acume del mondo.

Una pace perfetta, ma precaria,
muove la focale delle immagini,
disgiunte da ogni proliferante idea.

Alba senza scorie e senza affanni,
che sommuove il dono dell'azzurro
e il fresco respiro del bosco.

Silenzio sottratto ad ogni speculazione,
continuamente rigenerato,
supremo, vibrante, trascolorante.

Sono pronto ad allinearmi
con gli orizzonti dell'imponderabile.


NULLA VI E' DI ETERNO

Luce crepitante,
che consumandoti vai celebrando
ombre sempre più dense
ed avvolgenti,
celando misericordiosamente
la variata
nudità dell'essere,
la vibratile nota della proliferante
contaminzaione.

Rauco d'ombre,
affannato da già salite chine,
innestato su distese
di equivoci licheni,
coagulo in me oscuri limi
e fornicanti fughe.

Nulla vi è di eterno
in questa acidula oscurità, se non la profezia
di un'alba favolosamente onirica
e mareggiante.


L'ENIGMA DELLA VITA

Quando l'uomo riesce
a risolvere
l'enigma della vita,
riesce poi ad accettare
la vita stessa.

Da quel momento
in poi
egli entra nell'anticamera
dell'eternità,
nel vestibolo dell'estrema
coscienza,
dove tutti gli enigmi
trovano definitiva soluzione,
dove il tempo rallenta,
prima di fermarsi del tutto.


ROMBA IL PASSATO

Il vento mi morde
con insospettata ferocia.

Tra le pagine
sfogliate a sazietà
occhi inquieti mi scrutano
con sguardo febbrile
e un groviglio
di volti conosciuti
mi saluta con spenta
intermittenza.

Romba alle mie spalle
il passato e mi intontisce.

Non sono dunque
tutti spenti
i rapinosi ricordi?
Non sono dunque
tutte tramontate
le fascinose memorie?


LA VERA PACE

Molti pensano,
che la pace sia la vittoria
sull'altro.

La pace del vincitore.

La pace che si ottiene
con la guerra.

Una pace imposta,
che dura
finché dura il potere.

Ma la vera pace
non viene dagli uomini,
viene da Dio.

È un dono gratuito,
che trasforma
la libertà
dell'uomo
in impegno.

Non un dono
da godere
da soli,
ma uno strumento
d'amore,
da condividere
con gli altri.



ORDINARIA FOLLIA

Il nostro è il tempo
della fretta,
della confusione
e dell'irriverenza.

Il nostro è il tempo
dell'ordinaria follia.

Si salva solo colui
che va controcorrente.

Il rischio di affogare
è il rischio minore

Ci sono rischi
ben più terribili
da affrontare,
come il rischio di morire,
pur rimanendo
saldamente in vita.



ULTIMO TRAGUARDO

Io amo
l'ignoto
e l'eternità
che vi dimora.

Ma per arrivarci
devo guadare
le piene
del tempo
e il tumultuoso
fluire
delle galassie.



DOLCEZZA DEL VIVERE

La dolcezza
del vivere
è data
dal presentimento
di poter durare
in eterno.

Anticipazione
della vita eterna
incarnata
nelle spire
del quotidiano.



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