Aldo SIRONI è nato a Milano nel 1956. Negli anni '80 ha scritto diversi libri di poesia, tra cui Strani ricordi per il quale nel 1989 gli è stato assegnato il premio Selezione Poesia.
Tra il 1990 e il 2004 ha partecipato a numerosi concorsi letterari ed è stato inserito in diverse antologie poetiche di varie case editrici italiane.
È presente nell'Antologia dei poeti (Otma Milano 2006, 2008, 2009, 2010) e nell'Antologia Le pagine del poeta dedicata a Sandro Penna (Pagine 200) e Pablo Neruda (Pagine 2009).
È inoltre inserito in Alchimie poetiche tra memoria e sogno, antologia (Pagine 2008), Sulle tracce di Marzia (Cronache Italiane 2008) Esperienze (Carello 2008), Sezione aurea (Cronache Italiane 2009) e Un sorriso e... la vita si veste di gioia (Carello 2009).
Sempre nel 2009 sironi è inserito nel sito internet di Pagine.

VISIONI

Visioni di vuoto
accarezzano i fanciulli nel dì che passa
lasciando scie di fuoco.
La terra sa di pane
gli uomini invadono altri lidi
noi qui delusi e stanchi
cerchiamo i nostri fardelli.
Io ho perso mio padre
in questo ciondolo sta il suo ultimo grido.
Come un misero cane aspetto la calma dopo la guerra.
Non voglio né medaglie né allori
ciò di cui ho bisogno è tanto affetto
così all’improvviso dimentico chi sono
in un seno nudo oltre il bosco.
Prenoto il mio futuro.
C’è chi si pente d’esser nato.
E’ impossibile stare sempre a galla
lasciamoci un po’ andare.
Nel mondo c’è chi ha sempre fame
mentre non distante
il pianto di nostro figlio si fa oro...


AMORE

Senz’acqua e pane
io starò per te
fino a quando tu non mi parlerai
accendendo il motore del tuo cuore
nel silenzio dei pensieri miei
così caldi e soffici
nel cielo nostro coperto di stelle
nell’ampio miglioramento del giorno.
Mite sarà l’armento coi colori e i voli degli uccelli
nei quadri da noi dipinti col nostro amore.
Occhi e voci
non si mangia così il limone
senza le regole composte degli avi.
Tutto diventerà importante
tra gli amici e gli scrittori i nostri fiori
contando i minuti
stando in fila con in mano una candela
stando ad osservare il tuo veloce passo
nel ‘miracolo’ dei ponteggi.
Anni di povera luce
così vicini, vicini
da non conoscerci nemmeno...


ORMAI

Ormai
piango troppo
tra i pioppi
e i torrenti in piena
venduto l’amore
nel verso lontano
oltre l’otre colmo di vino
che io non vedo più.
Si riflette contento
un giovincello nello stagno
Lui cerca la sua preda
nel gioco antico
sopra i poteri del mondo
nell’infinito spazio dell’oceano
nell’ora del vespro
la brezza è più leggera
tra i sospiri e le foglie ingiallite
attimi di perversione
che io non reggo più
tanto son diventato avido e sconsolato...


UOMINI

Qui ritrovo la terra feconda
nel mezzo del sogno del mio destino
steso là in quel prato
colle more in bocca
tutto alto ed in uniforme
nella melma dell’oblio
vecchi appunti
Il drago e il leone
Ma... io ho ancora sete
in questo piccolo sorriso
dal titolo facile facile
io urlo al tuo richiamo
per vedere nel tempio il tuo volto
Sono uno strano uomo
venduta la pelle dell’asino
questa voce non ha più valore
come la lingua quando ci amiamo
nel patibolo delle risposte
che ci fanno diventar
bestie, borghesi e ruffiani...


POESIE

Poesie sono emozioni della notte
le tinte della vita
le occasioni mancate
i vetri rotti
i giri delle lancette dell’orologio
i nostri attimi felici di esistenza
quando ogni cosa serve per volare
quando ogni cosa va bene per morire
mentre una sirena si porta via un uomo.
Poesia
è un tarlo al cervello
in un gioco di carte con gli amici
una storia vera
una ragazza bruciata dalla passione
una stella in televisione
senza la nostra tristezza
un po’ di vento
un tuo invito
qualcosa di falso
in un cartello dove io dolcemente mi nascondo...


ESISTENZA

Voglio restar qui
tra le mura calde della mia casa
coi bersagli ambulanti da colpire
col nome tuo in cima alla lista dei vermi
coi bollori del corpo
tra i pensieri e i tormenti
superando i precipizi del presente
attimi di tensione
nascondendo i nostri segreti
tutti d’accordo tutti uniti e più forti
nelle promesse rubate ai santi
Andando verso il perdono
coi lupi pronti a sbranarci
Noi i luminari, noi gli ipocriti
che camminano senza fiatare
Uomini soli coi cani sciolti
Dolori ai polsi
In un’esistenza rubata all’alcool
chi ti ha stregato è stato bravo
Su ricomponiti e nascondi quelle tue tracce
Hai il volto insanguinato
Hai il volto così pallido e confuso
nei mancamenti dello spirito
gira la clessidra del tempo
tra chi ha troppo esagerato
tra quelle trame
là insieme ai topi nel tuo cuore.


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