Sw. Nirav Mangal (Fausto SCATOLI) _ Entrato in questo mondo il 29 marzo 1957 in quel di Rivoltella, sulle sponde del Basso Garda, dallo stesso fatidico giorno vi abito e ne conosco i meandri.
Sono sposato con Anna, con la quale ho fabbricato Laura e Claudio. Lavoro presso l'Azienda Ospedale di Desenzano (BS) e sono amante dei computer e della letteratura fantastica. Ho fondato nel 1995, insieme ad altri, una ONLUS, tramite la quale abbiamo dato una mano ai tanti orfani di Chernobyl; sono stato molto impegnato in politica ed ora ho passato la mano.
Al momento mi diletto scrivendo senza forzare nulla, quando arriva un'idea tento di coglierla, ma non ne vado in cerca, ricerca che invece da qualche tempo porto avanti dentro di me grazie a Osho ed alle sue tecniche di meditazione. Ho pubblicato il libro "Agli ultimi bagliori del giorno" con Carta e Penna Editore, cui ha poi fatto seguito “Sempre verso sera”, Seneca Edizioni. Entrambi i libri sono costituiti da racconti più o meno brevi, in parte basati su ricordi e nostalgie ed in parte totalmente fantastici, frutto forse di pensieri, flash, attimi che hanno colpito la mia fantasia e che ho cercato di mettere per iscritto, il tutto completato da alcune poesie, sia dialettali che in lingua italiana.
Adoro la montagna, i prati, il bosco e tutto ciò che sa di natura e spiritualità vera. Amo l'India e la Toscana.
Qua sotto un breve “Diario di viaggio” scritto durante una tappa in Bielorussia ed un paio di poesie.

Per contattarmi: niravmangal@alice.it oppure fausto.scatoli@aod.it




VETKA (BÝTKA)

E' il nome di una città, di una provincia.
Questo è il resoconto di un giorno di lavoro svolto in quei luoghi, ma è anche una storia che potrebbe benissimo intitolarsi

UN PONTE SUL FIUME SOJ (COÆ)

Lunedì 10 aprile 2000, ore 8.30.
Dal recinto (chiamarlo parcheggio non si può) retrostante l'Hotel Gomel esce una colonna di automezzi che, lentamente, attraversa l'omonima città. Sono i camper ed i furgoni della nostra associazione, giunti ieri a Gomel, Bielorussia, che si stanno recando nel posto in cui il TIR partito un mese prima dall'Italia ha scaricato le merci da noi raccolte nell'arco di un anno. Si tratta di beni primari (detersivi, farine, pasta, vestiti, ecc.) con diverse destinazioni; il nostro compito è di smistare il tutto, poiché è stato immagazzinato alla rinfusa, e portarlo nei posti giusti. Un furgone del luogo ci fa da guida.
Ora siamo in periferia: cose già viste altre volte ma che non smettono mai di colpirti…….palazzoni cadenti, baracche, povertà……….
Dopo alcuni chilometri in aperta campagna arriviamo al fiume Soj. Il primo mezzo rallenta, dobbiamo passare un ponte e bisogna tenersi a distanza. Quando vi arrivo vicino capisco perché: è un ponte non terminato, i pilastri sostengono i lastroni di cemento armato mai asfaltato, dai lati spuntano, a tratti, verghe di ferro.
Fa paura.
Un cartello dice che la massima velocità consentita è di 20 km/h, un altro avvisa: “Attenti! E' pericoloso”.
Grazie, non l'avevo capito.
Non finisce mai il ponte………
E invece finisce, e subito dopo troviamo il cartello di Vetka, nostra meta. Vetka, una delle zone più colpite dalle radiazioni, ora semiabbandonata, ma ancora dotata di un ospedale e di scuole.
E' alle scuole che arriviamo e troviamo tutti i nostri pacchi da distribuire; veniamo accolti con gioia, come sempre, dai bambini che ci assalgono in cerca di qualcosa, caramelle, cioccolato, che generalmente non hanno.
Considerata la situazione, la scuola è, tutto sommato, dignitosa, pulita, ma i bagni non esistono: tre buchi allineati, nient'altro, in una baracca poco distante, senza porta né finestre.
Con noi è arrivato anche un camioncino noleggiato in città che, una volta riempito, parte con altri due furgoni per la sede della Pathos, associazione che si occupa dei bambini di strada e delle famiglie particolarmente disagiate di Gomel e dintorni.
Nel primo pomeriggio, caricati nuovamente i mezzi con altro materiale, si riparte per la Pathos; parto anch'io, altri si fermano a smistare. Dobbiamo ripassare sul ponte e, da questo lato, noto un particolare che mi era sfuggito; il passaggio pedonale a lato è lungo solo pochi metri, poi c'è il vuoto, solo alcuni tondini di ferro che escono.
Scaricati i pacchi in due diversi punti, torniamo alla scuola, dove distribuiamo direttamente ai bambini tutto quello che avevamo imballato per loro; ciò che rimane è materiale medico, lo carichiamo e partiamo, tutti insieme, alla volta dell'ospedale.
Immerso nella foresta, parzialmente in rifacimento, al primo sguardo sembra una clinica privata, ma non è così e, quando vedono cosa scarichiamo, ad uno dei medici escono lacrime.
Qualcuno entra a visitare i reparti, io misuro la quantità di radiazioni presente. 11 nano curie nel cortile dell'ospedale, 41 nel prato.
“Andate nel bosco!” grida qualcuno, e noi andiamo.
106 nano curie, la soglia di pericolo è 21.
106 nano curie a 100 metri da un ospedale!

Ormai è sera, si torna a Gomel, in albergo, ma prima c'è da passare un lungo ponte sul fiume Soj, quel ponte che sembra legare passato e presente, quel ponte, segnale ulteriore di abbandono e degrado, sintomo della decadenza quasi assoluta di un impero che un tempo ho personalmente e sinceramente ammirato da lontano, ma che sto scoprendo realmente solo oggi.

19.04.2000




Dedicata a chi sa amare la vita

La terra è la carica vera, fisica
ci nasci, transiti e ci torni
la terra è materia pura.
Noi siamo terra.

Il fuoco è la rabbia,
il furore che brucia, ti consuma dentro
fino a quando non lasci andare le fiamme.
Noi siamo fuoco.

L'aria è l'essenza, il respiro,
il flusso vitale che ci nutre,
l'aria è spirito puro.
Noi siamo aria

L'acqua è l'inizio, la vita,
la parte fluida del cosmo,
l'acqua è primordiale.
Noi siamo acqua.

Noi siamo Terra, Aria, Fuoco, Acqua
siamo il tocco di magia che li mette insieme,
li fa essere.
Noi siamo.



La salita

Un occhio profondo
vede lontano senza sforzo alcuno
e mentre la luce spegne il buio,
esplode dentro di me un gioia estrema.

Vai dolcemente verso l'alto
il ventre della madre ha liberato vita,
sorge un altro sole, è un'alba infinita,
spirale eterna d'amore, un salto,
un balzo, un tuffo, un tocco,
un bacio, un pugno, un abbraccio.

Vai, vai verso l'alto.

Mangal, 22.11.04




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