Putortì Mirella è nata a Reggio Calabria. Ha conseguito importanti riconoscimenti in tante edizioni del Premio Letterario Cosentino.
Medaglia artistica al concorso “Ali del Sud” di Brancaleone (RC - 1986), medaglia artistica e diploma di merito nel concorso “Primavera strianese (1985); targa e diploma di merito nel concorso “S. Giovanni Battista” di Archi (1987); targa e diploma di merito alla IV edizione del Premio Nazionale “Penisola Sorrentina”; premio speciale della giuria nel 75° anniversario fondazione “Città di Pompei”; 3° premio al concorso di poesia “Il tripode” (2004).
La sua produzione poetica è inserita nel volume “Piccole antologie di poeti calabresi” e “Poesia oggi” a cura di Luigi Pumpo. È inserita, inoltre, nella storia della Letteratura Italiana del XX secolo, di Giovanni Nocentini e nel volume “Italia e Simposio” di Arturo Esposito. Nel 2004 ha ricevuto l’encomio solenne al premio “Città di Pomigliano d’Arco”.
Nel 2008 con Carta e Penna ha pubblicato la silloge poetica

Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto alcune poesie:

A Stefano

Non ci è dato che un attimo
per offrire amore …
e noi, ladri di raggi,
lottammo
per raggiungere il solstizio …

La vita incanutisce l'erba,
e i fiori,
ma rende ai cuori
la vetta di montagne …

Stamane anche il monte
ha lacrime di cielo,
e rende i colori impazienti
d'alba …

E tu, Signore,
vicino o poi scordato,
presente o più lontano,
ma per sempre Nostro:
proteggi un cuore di memoria
e lo sprazzo azzurro
della nostra Preghiera …


Al Padre

Nel seno aspro,
dove il commiato sfidi,
v'è il dono che ti compie.
Non è zavorra
Il tempo che ci porta:
solo il ricordo di un petalo,
fa male ….
Sul grido
Che mano non protende,
certezza è l'azzurro che mi opponi,
pigro segreto dei tuoi occhi …

Ma oltre la riva,
oltre l'incontro
e oltre il tuo amore, sei …
or che lo scoglio di un sentiero
sveli,
e non lontano porti la parola,
e vinci …


Augurio

Oggi mi perdono,
perché ho eluso il cuore
dai ricordi.

Bevo alla fonte d'oro
dei Tuoi raggi,
mentre Tu, l'alba conduci
al'universo …

Ma che rinasca oltre 'azzurro,
il sorriso dei delfini …
che l'ultima onda
non annienti la Croce
del tenero castello …
che la tua vita,
screziata non sia,
dai fiori del nulla …

Essenze

Il mio gigante ha un cuore fanciullo,
ride sui fiori, si veste d'azzurro,
sconvolge i colori,
sorprende le aquile in volo.

E là, dove il cielo si terge,
è ansioso di spighe.

Affonda la terra nel cuore,
le spruzza l'odore del tempo,
e attende che s'aprano i solchi
a doglie di fiori nascenti.


I tuoi occhi verdi

I tuoi occhi verdi di palude
spesso ritornano a guardarmi …
Io vago nella foresta chiara,
scosto le fronde, sfioro la corteccia …

Ed ecco l'arcobaleno che mi assale
dove cerco il colore più diverso,
essenziale,
tra l'anima e le dita …

Così s'inventa un'altra sfumatura,
che in un cuore m'innesta,
oltre la notte …


Vita

Tutto ciò che resta,
apocalisse della giovinezza,
è un astro d'attimo fuggente,
relegato nelle novizie serre
di cristalli.

Il vetro piange lacrime notturne …
Risorge il cuore dalle rovine della luce …

… E la mia vita
questa furiosa lotta
contro i mulini a vento,
interroga i marosi,
s'aggrappa a un volo di colomba …


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