Rino Piotto, insegnante di scuola media, collabora da una trentina di anni con "IL GAZZETTINO" di Venezia, seguendo in particolare la squadra di calcio del Cittadella (PD) che milita nel campionato di B.
Gli piace viaggiare e scrivere le sensazioni che prova a contatto con realtà nuove e lontane, in particolare seguendo i missionari nel Terzo Mondo. Oltre a racconti e poesie, inserite su varie riviste e antologie letterarie, ha pubblicato nel 2002 il libro "Canti di Primavera" (Nicola Calabria Editore) sui Maya del Guatemala. Nel 2004 ha pubblicato "Canti del Nuovo Mondo" (Edizioni del Leone – Spinea-) sui Guaranì del Parana ed altri racconti sull’America Latina con varie recensioni. Nel 2005, a seguito di un viaggio nel Congo del 2003, ha pubblicato "Progetto Tshumbe-Congo" (Edizioni del Leone –Spinea-). Nel 2007 ha publicato "Le Sabbie nel deserto" (Tipografia Sartore Fontaniva) ed un Trittico per la Pace in 6 lingue (Edizioni Universum Trento) con il conferimento della nomina di "Ambasciatore di Pace nel Mondo".

Nel 2009 ha publicato il libro Il Nulla e il Tutto (Carta e Penna Editore Torino).
Numerose le recensioni su Google Literary.


PREVEZA 17 Giugno 2014

Oggi è un giorno particolare. E' un giorno dove il silenzio parla quando le parole tacciono. Voglio questo giorno senza programmi, senza obiettivi, senza essere prigioniero dei miei pensieri. Voglio un giorno di scarico dopo un ieri intenso alle Meteore e un domani con minicrociera a Paxos e Antipaxos. Dopo un pasto e un altro pasto voglio il digiuno per liberare il campo, per pulire la mente dallo stress, per liberarmi dagli altri e da me stesso. Rigenerazione.
Per questo dico no al gruppo che sta partendo per l'escursione in programma, dico no a chi va in passeggiata secondo una meta, dico no a qualsiasi obiettivo. Scarico le energie per qualsiasi lavoro, tolgo le cartucce che mirano a qualsiasi bersaglio. Non voglio essere legato a qualcosa che mi costringe e mi condiziona perché ho scelto (una volta tanto) di non scegliere.
Voglio anch'io la mia vittoria, anche se è la vittoria di Pirro.
Guardo il cielo grigio con il sole che si nasconde fra le nuvole e mi accorgo che mi assomiglia. Ascolto il mare che sospinge incessanti le sue onde contro gli scogli e mi invita a fare progetti nuovi. E rimprovera il mio dolce naufragar a far niente.
Ascolto ancora il mare e i suoi consigli, e gli prometto che da domani mi lascerò illuminare, ma oggi faccio sciopero perché oggi voglio essere libero anche da me stesso.
E così mi stendo su un lettino al bordo della piscina per prendere un sole che non c'è. Poi mi alzo e cammino lungo la spiaggia senza una meta, senza un tempo prestabilito. E poi ritorno quasi a cerchio muovendomi all'infinito, dove non c' è il punto di partenza e quello dell'arrivo.
E ascolto il mare che mi parla con labbra di spiaggia e l'onda che bacia i confini del cielo… e mi gabello a non fare ciò che mi consiglia. Contesto tutto e tutti perché non voglio condizionamenti e mi compiaccio a non essere prigioniero di ciò che altri vorrebbero che io fossi: a non essere prigioniero neppure di me stesso.
E tutto ciò che faccio in apparenza sembra senza senso, ma per me va bene lo stesso. Anzi scopro quasi per incanto che non sono io che prendo il sole e neppure lui mi fa alcun effetto. E con grande meraviglia scopro che vivo un tempo senza una scadenza. Sto in un mondo senza confini.


GUARDO

Guardo questo cielo a nuvoloni
e so che anche oggi verso sera
scaricherà una pioggia maggiolina.
E' sempre la stessa acqua antica
che evapora e poi ricade nuova
con una ciclicità che non muore.
Io guardo queste cose del Creato
e so che sono parte della Creazione.
Vivo oggi in questo mio corpo,
che riconosco guardandomi allo specchio,
mentre un domani tornerò
essenza smaterializzata da questa esperienza.
Non so adesso cosa sarò,
forse parte di quei nuvoloni
che si muovono verso oriente,
oppure altro nell'ignoto dell'Universo.
Seguirò le tappe del mio destino
per comprendere il mio autentico progetto,
consapevole di questo mio limite congenito
che sarà diverso in altro tempo,
che non mi è adesso conosciuto.
So che io sono una creatura
che deve ringraziare il mio Creatore
e vivere ogni esperienza concessa
utilizzando il dono della mia libertà
per rendere ancora più bello il Creato.


Vento, tu sei il respiro di Dio

Non ci può essere vento favorevole
per chi non sa dove andare.
Tu sei il progetto di te stesso
e le ali del vento ti fanno andare.
Senza progetto non c'è vento
e nella vita nulla potrai realizzare.
Lasciati illuminare dall'occhio dell'anima
e scoprirai in te un progetto divino.
La tua luce interiore è eterna
perché è una scintilla di luce divina.
REALIZZA IL TUO PROGETTO
VOLANDO SU ALI DI VENTO
SEGUENDO IL RESPIRO DI DIO.


Il Nulla non esiste

Le foglie sempreverdi
dell'albero lungo il fiume
lodano il Creatore,
mosse dal soffio del vento.
Mentre l'albero nel deserto
spoglio nel narciso peccato,
pena il tempo dell'attesa
e le sue foglie morte
sotto l'albero della vita
marciscono portate dal vento:
letame in attesa che il Figlio
le trasformi in nuova linfa.
Vanità che brucia nel suo peccato
e svanisce nel nulla
come pula dispersa dal vento.


ECCOMI

Eccomi mentre varco la soglia del tuo Regno.

Mi avvolgi con la luce del tuo manto,
distendi i cieli come una tenda
e mi chiami per nome con voce di vento.

Immobile ti guardo e sono contento.

Trasformi la mia vita fuori dal tempo
che mi teneva prigioniero
e dallo spazio che mi limitava.

Dalla nascita alla tua chiamata
tutto è raccolto in un solo momento.

Mi hai fatto un uomo nuovo
e mi è chiaro il tuo progetto nel mondo:
che tu hai realizzato e son io il tuo strumento.

Hai impresso il bel suono alla mia vita
che a te ha levato il mio umile canto
nato dal cuore con voce silente
nel tempo della gioia e nel tempo del dolore.

Lieve è sempre stato il mio passo
che tu hai condotto sul mio sentiero
 illuminato dalla tua viva luce.
Leggero il peso degli affanni
e le spine indolori con il tuo sollievo.

Ora sto oltre il traguardo e bella è la tua meta
e le opere che hai realizzato.
Io penna del tuo libro, io segno visibile del tuo volto
che al mondo hai voluto mantenere invisibile.

Ed ora contemplo la luce del tuo volto
e mi compiaccio nel vedere il suo riflesso
che dona sollievo a quanti sulla Terra
seguono l'esempio del tuo immenso Amore.


Tharros

Tharros, figlio del vento,
plasmato da un padre irruento
che soffia da nord-ovest
con forza maestrale.
La madre è tranquilla
adagiata sulla baia di controsponda
sta quasi sempre senza vento
e muove soltanto l'onda
quando lo scirocco sale.

Per questo i primi visitatori fenici
ti allevarono con grande cura
per scambi con merci e nutrici,
per coltivare la terra feconda
e ripartire poi carichi e felici.
Crescesti, Tharros, coi punici eredi
che su pietre squadrate di roccia
innalzarono are e colonne
popolarono villaggi vicino alle spiagge
e diedero vita a sacrali riti e feste.

Poi i romani le piazze
cardini e decumani lastricarono
scavando canali per acquedotti
e riscaldando acque per le terme.
Splendore fiorì in Tharros latina
di arpe e canti d'Ellade impressi
e concerti soffiati dal vento
e rituali rupestri, statuali e mesti,
a patrizi e plebei indistinti connessi.

La vita che venne dal mare
dai venti sospinta e pasciuta
a Tharros poi venne rapita.
Pirati! ancora dal mare
rapaci ricchezza a saccheggio
i templi svuotaron e le are.
Monili e preziosi nelle tombe
agli avi sacrileghi violaron.

I figli del vento di Tharros
– allibiti ed indifesi –
subiron violenze ed oltraggio.
Lasciaron i resti di Tharros
lasciaron alla forza dei venti
coltre di velo pietoso coprire.
Nei secoli immobile rimase
sotto una collina sepolcrale
la millenaria storia di Tharros.


In questo tempo stanco

Questo tempo stanco
obnubila la vista alla luce,
insipida fa la bocca al sale e
sordo il suono della tua voce.

In questo tempo stanco
triste è il cielo grigio,
ovattata la terra prigioniera
di gente sazia senza speranza.

A questo tempo stanco
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . io ora mi ribello.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


 

Capire l'Uomo

Capire l'uomo, gli uomini, l'umanità:
l'uomo che cambia e fa fatica a capire se stesso;
gli uomini che si ingannano per propri interessi;
l'umanità schiava della lotta fra il Bene ed il Male.

Capire chi comanda in nome di grandi ideali
di pace, di giustizia e di democrazia.
Anche i nostri muoiono a Nassiriya.

Capire chi informa sulle cose del mondo
e scoprire che giudicare altri mondi è impossibile;
scoprire che le notizie sono selezionate per convenienza.

Sciiti, sunniti, curdi in Iraq;
hutu, tutsi e lotte tribali nel terzo mondo:
sono misteri che altri mondi non possono capire.

Nel nome di grandi ideali di democrazia
scopri poi che si cela l'ingordigia atavica:
il gioco è mero disegno di chi è più potente.
Il forestiero non risolve i problemi dei nativi.

. Giochi al massacro si ripetono da millenni
nell'eterna lotta fra il Bene ed il Male.
Soldati di Nassiriya tornate alle vostre case!


     

E' nata la Speranza

Una stella illuminò la notte
ed Egli nacque per portare la pace.

Nacque in un mondo in lotta
e fu segno di contraddizione.

Accese gli animi alla Giustizia,
ma i giusti finirono nel sangue.

I martiri ammaestrarono il mondo
muti in catacombe e sugli altari.

La giustizia non fu dei potenti
ma nacque la pace nei cuori.

Sulla terra si consumarono orrori
e la Speranza illuminò le genti.


       

Vivo in Te Amore

Quando l'Universo ammiro
e le meraviglie di tutto il Creato
illuminano d'immenso l'anima mia,
riconosco anche Te suo Creatore.

Contemplo in tutte queste meraviglie
la tua mano che pennella il tempo
e dipinge a colori gli spazi infiniti:
le mostri all'uomo che hai posto sovrano.

Il mio umano limite congenito
solo una piccola parte vede e ode:
ci sono voci che l'orecchio non ascolta,
ci sono colori che il mio occhio non vede.

L'anima mia riconosce Te Creatore
e le tue bellezze risuonano nel mio cuore:
m'è dolce il naufragar nel tuo eterno Amore,
respiro incantato nel tuo Spirito infinito.


Cuore di Indio

Se dovessi rinascere un dì
vorrei rinascere in una aldeia
Guaranì o Kaingang fa lo stesso.

Vorrei avere la vostra faccia
bruciata dal sole dei tropici
e ornata con piume colorate
che sorridono al soffio del vento.

Vorrei avere un cuore generoso
pieno di semplicità ed allegria,
come il vostro che è felice con niente.


 

Antiche e nuove schiavitù

Veleggiavan velieri pirati
dalle colonie alla madrepatria.

Schiavi dall'Angola alla Bahia
saccheggi d'uomini e di preziosi
vergogna del bianco predator.

Indipendenza ai popoli d'Africa
con imposti autoctoni corrotti
per traffici più coperti e vili:
mascherata e mediatica schiavitù.

Alle vecchie e nuove rapine
vien coniato novello linguaggio:
cosi detto “debito del terzo mondo”.


Un Cantico Nuovo

Arrivammo dopo un lungo viaggio
sradicati dalle nostre terre d'Angola
schiavi nel nuovo mondo di Bahia.

Ci sedemmo esausti sui nostri tamburi
silenti ascoltavamo il nostro cuore
piangevamo senza lacrime e senza voce.

Sollevando le palme aperte al cielo
pregavamo un Dio sconosciuto
perché eravamo abbandonati da tutti.

Ci coccolavano i messaggi del vento
che lenivano la nostra sete e la fame
quando d'incanto udimmo un segnale.

Sul tamburo piombò un cocco di palma
il suo suono ci diede nuova energia
i nostri cuori riempì di grande gioia.

Intonammo un cantico nuovo
al Signore che ci aveva ascoltati
e lodammo le sue meraviglie.

Battemmo i tamburi con le nude mani
ed i piedi stanchi sulla terra nuova
e la voce riprese col soffio del vento.

Lodiamo il Signore per le sue meraviglie
dal niente con Lui abbiamo ogni cosa
sorrisi e canzoni son nati dal cuore.

Ringraziamo il Signore per tutte le cose
che ci ha offerto dal niente
offriamo gli inni di un cantico nuovo.


Viaggio sulla spiaggia

Forse era l'Alba o forse l'Aurora
Le navi al largo erano disposte
Per l'ordine a muovere ogni cosa
Giunta da Oriente e da Occidente.

Confuso cammino sulla spiaggia
Intorno m'illumina il silenzio
Ritmato dallo sbatter dell'onda
Che corrode castelli di sabbia

Costruiti per gioco dai bambini
Che dicevano “questo è mio”.
Ritornano ancora sabbia:
Una cosa che a nessuno appartiene.

Una cosa del tutto che già era
E l'onda plasma nelle menti:
Progetti o sogni che divengono
Oltre la tela dell'effimero tempo.

Pescando da quello passato
Dal presente e da quello futuro
Ed anche dai sogni mai veri
Tutto si fonde nella Storia

Eterna perché fuori dal tempo.
Passano le onde e così ogni sera.
Resta il Mare, resta la Memoria:
Tutto è compreso dove si spera.


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