Enrico PILI è nato a Monserrato (CA), 13 ottobre 1951. Risiede in Sardegna, è sposato ed ha due figli.
È segretario comunale nei comuni di Villasor, Burcei e Mandas, professione che gli consente di "osservare" da un angolo visuale privilegiato — come in Africa — le vicende politiche e umane dei paesi dove lavora.
Già sindacalista della CGIL (negli anni dal 1986 al 1998; segretario generale della Funzione Pubblica di Cagliari negli anni 1996-1998) dopo essere stato impegnato in politica e, da giovane, nell'azione cattolica. Frequenta la Comunità dei disabili (associazione non profit nonviolenta) di Sestu.
Scrive poesie per gli amici e romanzi (in una linea di fondo di "impegno civile").
Amare gli uomini e le donne come sé stesso: è il motivo conduttore del romanzo-reportage dal Congo (RDC) Adesso, a poche ore da qui che racconta l'esperienza di osservatore internazionale alle prime elezioni democratiche di quel Paese (inserita nella storia dello stesso in parallelo con quella della Sardegna).
In ossequio al principio ispiratore del libro (e ai suoi ideali di vita), tatti i diritti economici ed eventuali utili derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti ai ragazzi della città di Beni, nel Nord Kivu, dove ha svolto le funzioni di osservatore (volontario, con l'associazione onlus di Padova "Beati i costruttori di pace") per finanziare i loro stadi.
Un modo - sia pure assai modesto e insufficiente - di indicare la strada per uscire dall'impasse: estinguere il debito ingiusto.
Precedentemente è stato pubblicato dallo stesso editore (La Scuola Sarda Eclittice - Carta d'Imbarco, Cagliari) il racconto Maldafrica nella raccolta Incroci a Raso (tra gli altri autori, Giulio Angioni, Salvatore Mannuzzu, Nicola Lecca).
È in corso di pubblicazione presso lo stesso editore il romanzo Hinterland Sei. Anche in questo caso un debito da estinguere: nei confronti di Kurt Vonnegut, Salinger, P. K. Dick e, naturalmente, i grandi scrittori sardi.
Il primo romanzo, pubblicato da AIPSA, Cagliari, si intitola La Quinta S che narra una vicenda "noir" all'interno dell'ambiente sindacale di Cagliari e della Sardegna (un "interior" del sindacato mai narrato in precedenza e una ricostruzione per relationem dei noti avvenimenti ogliastrini).

Per approfondimenti potete visitare il sito personale dell'autore:

Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto di pubblicare le opere partecipanti al Concorso Letterario Prader Willi e premiate con la segnalazione di merito.



Il personaggio delle poesie
che sono state segnalate al concorso:
Ignazio Onnis nei miei libri chiamato "Fulgencio"

VIRUS
(per i cinquant’anni di un amico disabile)

annidato
in un riposto canto
così dice la storia
un canto di vittoria
ha intonato
e fatto baldoria

per Lui la vita
per Te una vita
tutta in salita
e una rabbia inaudita

Lui dentro l’impotente entragna
come il cucciolo di una cagna
a succhiare la linfa
paraninfa
ingordo si è accucciato
realizzato

Tu Kurtz buono
non hai chiesto perdono
né pietà
risalendo le profonde oscurità
del Fato
dopo un volo assennato
a perdifiato

hai trovato il dono
della felicità
e urlato senza rancore
senza più dolore
e con igneo furore
Amore
Amore


FREEDOM

Dopo chilometri di cose belle
E di barriere che non ci fanno neanche zi
Rifocillàti da spaghetti buoni
Un long drink è quello che ci vuole
O una birra con la schiuma allegra

L’ortesi
È adagiata sul letto
Come la muta di un sauro favoloso

Senza le clave scivoli sulle piastrelle
issandoti in un amen
sugli attrezzi ginnici della toeletta
coi possenti deltoidi di Juri Chechi

Risuonano le note del pianoforte
nel piano bar
e voci di femmine anglofone
ebbre d’incenso
e del verbo di John Paul II
e assatanate d’amore
e di lussuria

Una di settant’anni
mi abbranca e mi farebbe là
seduta stante

Le altre
Venti trenta
Giovani e fresche e tracimanti piacere
Ti circondano ti abbracciano ti carezzano
Ti toccano ti fanno ballare ti baciano
La carrozzina
di fibra leggera ma solida
come te
resiste alle bordate
delle donne infogate
e tu te la godi beato
ma vigile sul fratello

Vieni cantiamo
la nostra canzone
il nostro inno
Signore e Signori
Ladies and Gentlemen
ora vi canteremo
l’inno della libertà
Viva la libertà
Freedom freedom
Viva l’Irlanda e la Sardegna libere

Procurade ‘e moderare
Barones, sa tirannia


FELICITA’

Affrontiamo le barriere architettoniche
con la forza dei muscoli e dell’anima
aleggiando per le vie leggeri
come aquiloni nel cielo della primavera

Respiriamo i gas degli scappamenti
assordati dal rumore della città
scansando ostacoli e insolenze
sorridendo a tutte le razze del mondo

Siamo inebetiti però ci piace

Ci piace
ascendere il corso e le piazze famose
coperte di fiori e di ragazze
e incorniciate di chiese e monumenti

e gettare la monetina
splash
sulla fontana gremita
di turisti scemi e fare
come i turisti scemi
flash
le fotografie

E nella piazza in agone
la carrozzina è una biga
e tu Ben Hur nel trionfo
con un boccale di birra
a inebriarci di tutto


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