Pietro Piccinini, nato a Massa (Massa Carrara) il 23 febbraio 1941, diplomato a Pisa perito aeronautico, ex progettista quadro Fiat attualmente pensionato.
Volontario dell’ Associazione Onlus AMCAP che cura le adozioni a distanza di bambini dell’ Africa e dell’ America Latina. Si diletta nel bricolage passando dalla pittura alla pirografia, dalla realizzazione di immagini con fili di rame alla costruzione di piccoli oggetti in legno con incisioni decorative. Nei momenti belli e non, che segnano il suo stato d’animo si abbandona alle riflessioni che immortala su carta e che finalmente trova la forza di proporle al pubblico.

Con Carta e Penna ha pubblicato la silloge poetica RICORDI DI IERI E DI OGGI - 6 € -

Di seguito alcune poesie contenute nella silloge pubblicata:

LUCE PASSANTE

Luce che passi,
luce che ritorni,
con te anche la gioia
dondola nel mio pensiero.
Fai trasformar la scena,
con ombre chiare e scure,
con te tutto è diverso,
anche le cose buie
prendono un nuovo aspetto.
Metti nel cuore
pensieri nuovi,
nuove speranze
d’immaginarie mete.
Ipotetiche dimore
nell’inconscio
si avviluppano
e s’illuminano di te.
Poetica artefice di illusioni,
pensieri variopinti
immersi in parole
chiare o scure.
Attimi fuggenti
di gioia e di sgomento.
Potenza somma,
che fai svegliare i petali
delle corolle bianche
e che a te si protendono
con umiltà infinita.
Luce che passi e poi ritorni,
fermati ancora un poco,
al fin possa godere anch’io
quell’ attimo di gioia
e ringraziare Dio.


IL MIO PIANTO

Corre il mio pianto,
corre nell’immaginario
lontano,tra quei monti
vaga e ritorna.
Ma Dio dentro di me
lascia un’impronta,
la voglia della pace;
ed il mio pianto tace.
Corre il mio pensiero,
cerca quel sentiero,
lo trova e può errare
per ritornare al mare.
Al mar vedo l’immenso,
viver diviene un senso,
quel mar lo sento mio
ed ancor ritrovo Dio.


L'ATTESA

Grande è l’attesa
in un convulso
andirivieni
di gente emozionata.
Pacchi multicolori
vanno a ricolmare
gli opulenti carrelli
e lunghe liste
sugli scontrini
sputati dalle casse
come i giornali
dalle rotative.
La tasca si apre
mentre il cuore
si stringe.
Ma l’ingordigia
dello sfarzo
ha il sopravvento
e fa dimenticare
il vero fine dell’attesa.
È veramente Natale
per quei bambini
che mancano di tutto?
Gli manca la carezza
di mamma e papà,
un sorriso,
una parola di conforto.
Forse sopravvivono
o forse sono già dei morti



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