Antonio Paoletti

Antonio Paoletti nasce a Montefalcone di Valfortore, un piccolo paese in provincia di Benevento. Ha composto più di diciottomila poesie, custodite gelosamente. Solo all’inizio del 2009 inizia a sentire l’esigenza di pubblicare i suoi scritti, di farli conoscere anche agli altri. Il suo nome figura nell’Enciclopedia dei poeti contemporanei. Molte sue poesie sono state pubblicate on-line, in varie riviste e collane, e ha partecipato a diversi concorsi letterali, a volte con esiti lusinghieri.
Le sue pubblicazioni sono:
Semplicità: per parlare di cuore, d’Amore!, Aletti Editore, 2010
Tanto è il delirio!, Montedit-Melegnano, 2010
Alla ricerca del cielo, Kimerik, 2010
L’universo nell’immenso, Edizioni Tracce, 2010
La mente è folle!, Montedit-Melegnano, 2010
Gridami il tuo Amore, il tuo lamento!, Carello Editore, 2010
Passione, Amore: sogno!, Altro mondo Editore, Strà, 2010
I confini dell’eterno!, Ismeca editore, Bologna, 2010
La tua anima nella mia anima!, con poesie tradotte in spagnolo, Carello Editore, 2010
Non farmi morire!, Aletti Editore, 2011
Olimpo lirico, Carello Editore, 2011
L’Amore sublime, Fairbook-Ismeca, Bologna, 2011
I contemporanei della Poesia italiana, testi scelti per percorsi didattici, Carello Editore, 2011
La farfalla, la rosa e l’uomo: l’estasi dell’effimero!, con il testo tedesco a fronte, Carello Editore, 2011
Oltre le stelle, Carello editore, con testo in inglese, 2011
Effimeri, Carello Editore, con poesie tradotte in francese, 2011.
Antonio Paoletti figura in diverse antologie poetiche: per ricordarne solo alcune: Antologia dei Poeti dell’Adda, in quella di Monza, in quella di Melegnano, in quella di Marguerita Yourcenair, in quella di Prevert, etc. etc.
Altri suoi libri sono in cantiere, come suol dirsi, e tra non molto saranno pubblicati.
L’Autore svolge l’attività di infermiere presso l’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco.

Per gli autori di Carta e Penna ha scelto le seguenti poesie:

SELVAGGIA PULEDRA DELL'AMORE

Sfiniscimi i fianchi
selvaggia puledra dell'Amore,ùvento inesorabile,
tempesta dell'anima, del cuore!
Gettami il tuo mare negli occhi,
e nella tua frenesia di stelle
manda bagliori di luna nel cielo,
tra alba e tramonto!
Non vestire di notte le mie labbra,
le mie languide labbra,
ma prendi le mie scintille, le mie fiamme,
dal fuoco della mia terra
e incendia i miei urli, i miei lamenti!
Assetami, inaridiscimi,
estate gialla, rossa,
col pube del tuo frumento fulvo,
tra le ciglia rubine, scarlatte, bruciate,
dei papaveri assatanati di baci:
non la senti la voce del vento,
l'ululare rabbioso della pioggia
che sul muscio si stende?
Le mie corde si spezzano
nelle corde della tua chitarra,
del tuo violino flautato, vellutato,
e insieme alla primavera, alle rondini,
il mio orizzonte si estende,
tra le dita bianche del tuo corpo,
delle tue mani,
dell'elettrizzante tua mente!
Mi scappi come un desiderio!
Il tuo sogno si intreccia con i miei istanti,
con le mie perle:
odo l'eternità, la tua eternità,
che mi scava nel sangue,
mi sconvolge l'infinito, le stelle, il fimamento!
Mi sei vicina e lontana,
t'ascolto e non ti sento,
mia indomabile solitudine,
mia ribelle sofferenza!
Come la croce mi piego sulle tue ginocchia,
sul tuo canto,
e scrivo versi, poesie,
sulla tua levigata fronte,
come fossi acqua di ruscello!


EFFIMERI

Effimeri,
come la bellezza e il profumo delle rose,
a maggio,
come i leggeri voli delle farfalle sui fiori,
a primavera,
come l'agitarsi delle onde al soffio del vento,
come gli inavvertiti istanti nel tempo dell'eterno.
Effimeri,
come i cieli azzurri durante l'inverno,
come le foglie arse, rinsecchite, che in autunno
dal ramo si staccano,
come le regiade che evaporano al mattino,
come le stelle che scompaiono nelle nebbie,
nel firmamento.
Effimeri,
come le luci intermittenti delle lucciole,
di sera, di notte, nelle ombre, nelle tenebre,
come gli zirliri dei grilli nel frumento,
come i solitari, assordanti, friniri delle cicale,
in estate,
sulle labbra rosse dei papaveri in fiore.
Effimeri,
come le falene sotto i lampioni
che bruciano la loro breve esistenza,
incenerendo il cuore.
Effimeri,
come i canti degli usignuoli
che dal taglialegna, nel bosco,
vengono smorzati, stonati, soffocati.
Effimeri,
irrimediabilmente effimeri,
come i legni delle barche che sugli scogli si sfasciano
e unire non possono all'orizzonte.
Sono effimeri gli uomini,
"Caducità" si chiama la loro anima,
e sulle linee che hanno in fronte
il vento disperde le loro polveri:
effimeri, nient'altro che effimeri,
una fiammella che si spegne sul cero,
lampo che si dilegua... nel cielo!


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