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Alba Pagano o Angi, insegnante fino al 2011 e oggi in pensione, ha sempre apprezzato la poesia ritenuta da lei sollievo dello spirito e ambasciatrice di pace.
Quando qualcuno cominciò ad apprezzare ciò che scriveva si decise a rendere pubbliche le sue occasioni come lei chiama i suoi scritti e cosi ha pubblicato una raccolta di poesie - Emozioni e Sentimenti - (ed. Il Bandolo - Palermo 2011 ).
Un suo primissimo articolo risale al 1984 - Interazione verbale e media- su atti del convegno regionale svoltosi a Monreale nell'ottobre del 1984.
Ha collaborato attivamente alla rivista culturale di Palermo Il Bandolo
Fa parte di alcun di alcune associazione culturali di Palermo quali -Il Sublimismo - l' Ottagono- … Scrive, poesie, racconti, articoli su monumenti sconosciuti di Palermo, recensioni su libri di poesie e di racconti. Le sue poesie si trovano varie antologie.


Alcune recensioni e poesie per i navigatori di Carta e penna

GIORNI SENZA ORE di Calogero Cangelosi

Nei libri di Calogero Cangelosi  parole come solitudine, sogno, ricordi, speranze si rincorrono nelle sue composizioni  dando a prima vista l’idea di un poeta malinconico e pessimista,  mentre sono invece  pregnanti  di significati  metaforici  che a me  trasmettono  sensazione di  positività  con cui il poeta può e deve affrontare la vita in tutte le sue sfaccettature. Giorni senza ore  può essere  un  diario  o una  biografia  o un  momento della vita di un uomo ( il feudatario) che ha perduto l’amore,  (la  sua donna è andata via  all’ improvviso)  ma può essere anche  la presa di coscienza di chi vede andar via la sua giovinezza  / volano giorni senza colori/ pesanti come macerie quando un’età giovane perde il sorriso:/(da Il sole dopo la notte)
Ma la giovinezza cos’è se non: un amore perduto  o la frizzante gioia della scoperta continua o …  gli anni del sorriso e delle sorprese/ che riempivano il cuore di gioia.. (da Il silenzio non apre finestre).
Vorrei ora ripercorrere  la vita di quest’uomo che attraverso  le quaranta  poesie ci dipana  tutta una serie di sentimenti e sensazioni legati all’amore e alla sua perdita.
Il  protagonista, esprime tutta l’amarezza e il profondo dolore dell’ abbandono  -sei fuggita, bisaccia sulle spalle,/ senza saluti e senza domande: /nave in tempesta, casa senza remi/ momenti che il tempo pianta come chiodi/ nel mio cuore spento/-  e vuole tornare indietro per averti ancora accanto/ spezzerei tutti i silenzi/ darei acqua al deserto, luce al buio del mondo. (da Il muro del suono).
Certo la vita non è più quella della giovinezza  quando diceva alla sua bella –voglio portarti in un prato di fiori/  colorire  i tramonti di ricordi …/ e rincorrere i sogni: la tua mano nella mia/ per  sentire il battito di un cuore solo..( da  Sotto i raggi del sole).  
Le liriche sono intrecciate da sentimenti contrastanti perché al dolore si sostituisce il sogno o il ricordo, alla solitudine i momenti felici di un amore vissuto.
Le poesie mi  riportano al foscoliano  Iacopo,   ma mentre nell’Ortis alberga  il pessimismo  che  poi lo conduce alla morte,  in queste liriche  possiamo invero trovare il dolore e  l’abbandono, l’illusione e la disperazione, la speranza e l’angoscia, i ricordi e i sogni ma mai  il pessimismo.
   Certo c’è amarezza per ciò che è stato ma una  amarezza attenuata dalla sua capacità di vivere nel reale e il suo reale è la poesia, una poesia che non è  fine a se stessa ma che deve essere elargita agli altri, perché solo nella condivisione si trova la strada -… nel buio del nulla/ una mano amica sorride e ti invita a salire ti alza da terra e cammina con te per sempre./( da Luna nel buio).
Diceva Schopenhauer  che “occupazione è un mezzo per conservarsi in buona salute”- e il feudatario, che non ha mai smesso di scrivere, invita  un poeta a leggere le sue poesie e  a dare  un giudizio, vuole mettersi in gioco.–Dai sempre speranza al tuo cuore dice nel “Tramonto in un giorno di luce.”
Le poesie esprimono  sofferenza e solitudine,  angoscia dell’abbandono ma pur tuttavia  vita, una vita  che  non è finita ma ha preso un’altra svolta.  - Attesa e speranza regalano mondi migliori/ quando la vita è vissuta con/ intelligenza di cuore./ (da Se ti chiedi).
Cuore è  parola che  non a caso   è riportata quasi in ogni poesia:
- e conti i  battiti del mio cuore (da  La notte che sei andata via)  … sai dare ancora /speranza  ad un  cuore spento/ (da Il Sogno)  -…Una luce nel cuore /che apre ad altro futuro (da Giorni)  - ogni tanto apro il mio cuore alla speranza.(da Finestra). 
Il cuore batte, il cuore vive, il cuore è la vita.
 Da qui si evince la sua voglia di riscatto, il silenzio e l’angoscia sono relegati fra i ricordi, il cuore finalmente  ha superato il dolore  e riesce a credere ancora  e questo  non lo mette certo dalla  parte dei “vinti” -
L’uomo, vuole dirci il poeta, è intriso di amarezza  e sorrisi e la sua intera esistenza è un altalenante  fuga e ricerca di un cuore:  del suo, dell’amico,  della donna amata,   un cuore che trasmetta solidarietà e amicizia. 
Le parole con cui si dipanano i versi   presentano una  spiritualità non comune e una  liricità che ci fa ricordare i poeti del romanticismo  da una parte e quelli del novecento esistenzialisti dall’altra. La parola è dipanata con semplicità ma anche con profondità di pensiero ed esprime  la voglia della continuità, della speranza  e questo mi ricorda Edmond Jabès, quando disse: "inutile è il libro quando la parola è priva di speranza”


Poggioreale 2015 "Primo Raduno Di Artisti"

Grazie all'impegno di Calogero Cangelosi e alla disponibilità del sindaco Pagliaroli che ci ha ospitati nella sala Consiliare, giorno 20 settembre si è svolto a Poggioreale il "Primo Raduno Di Artisti".
Un grazie alla prof.ssa Alba Pagano, al critico-scrittore Gaetano Zummo e alla prof.ssa Anna Salvaggio per la loro capacità organizzativa e la tenacia con cui hanno saputo portare avanti la manifestazione voluta fortemente da Calogero Cangelosi “Il poeta randagio”.
Hanno presentato la manifestazione prof. Calogero Cangelosi, prof.ssa Alba Pagano e il dott. Mariano Pace.

Poggioreale ha attirato, all'insegna della cordialità, da Palermo e provincia, poeti, pittori, fotografi e stilisti e ha regalato momenti sereni di arte e cultura al pubblico presente. L'Arte è in grado di condurci sul giusto cammino della crescita sociale, culturale, morale e perché no anche politica della società.
Ascoltare le poesie intervallate dalle musiche mentre gli occhi si beavano dei quadri e delle foto esposte è stata una esperienza piacevole. 
I poeti: Adalpina Fabra Bignardelli- Irene Brillo- Antonino Causi - Riccardo Ascoli - Calogero Cangelosi - Francesca Luzzio - Giovanna Sciacchitano - Teresa Riccobono - Pippo Monteleone - Alba Pagano - Giuseppe Picone - Rosalia Guarino - Andrea Giuseppe Randazzo - Ignazio Mangiaracina - Anna Salvaggio - Leonardo Tumminello - Gaetano Zummo, hanno recitato con maestria e con sentimento le loro poesie. A intervallare la lettura delle poesie sono state le musiche della chitarra della cantautrice Cinzia Romano la Duca, del violino del maestro Bernardo Eterno, della chitarra classica di Leonardo Labita e della pianista Francesca Ferrara, che ci hanno trasportato in un mondo fatato dove solo la musica sa trasmettere pensieri positivi. Attorno alla sala consiliare i nostri occhi potevano ammirare le opere dei pittori: Rosalba Urru – Totò Calò –Giusy Megna e Francesco Ippolito e le foto di Antonino Tusarolo.
Presente anche Nellina Salvaggio con i suoi squartucciati in ceramica definiti da Vittorio Sgarbi “arte del pane”.

Ha aperto i lavori la psicologa Linda Italiano con il suo intervento su “Arte e psicoterapia” e voglio riportare la sua frase conclusiva “tra l'artista e la rappresentazione artistica c'è un' interiorità degna di essere espressa.
Ha concluso la manifestazione la sfilata di moda della stilista Silvia Zambianchi che per occasione ha preferito anche delle modelle di Poggioreale.
Speriamo che questo sia l'inizio di un continuo lavorio culturale e che Poggioreale possa diventare una fucina di artisti .
Ringraziamo le autorità comunali per l'appoggio datoci perché riconoscono la grande valenza della espressione artistica nella vita sociale e culturale degli uomini. Viva l' Arte e tutto ciò che la creazione dell'uomo mette a disposizione degli altri uomini per mostrare la qualità migliore di ogni essere umano.


IL SILENZIO E LA FARFALLA

Il filo della memoria è il tema ricorrente nelle poesie del poeta randagio Calogero Cangelosi.
La memoria ritrova ricordi, sensazioni, sentimenti, vita vissuta che alimentano e insaporiscono la vita moderna. La vita che fu è ancora dentro di noi e per il poeta non esiste il passato perché si è oggi ciò che si è vissuto ieri.
I quadretti di vita semplice, - la bambina dondolava, corda appesa a due pini- di gente spontanea legata alla terra e alla natura - porterò un carretto / pieno di borraggine / e lu cudduruni - fanno ricordare il naturalismo del dopo guerra ma senza disperazione o mancanza di amore.
È vita senza nessun velo che la abbellisca o la nasconde, è vera vita vissuta senza vergogna di ciò che si era. Rimpianti, si forse, ma senza soffermarsi a piangersi addosso e l'acqua, speranza personificata, la fa da padrone nei suoi scritti: acqua che dava vita / il ricordo confonde barriere di solitudine / e la vita rinnova speranze...
Tra donne che aspettano - la donna apriva la porta e / guardava nel buio / un ritorno aspettato da sempre...- , tra bimbi che giocano, -...e il bambino lancia l'aquilone / e il ven-to lo porta lontano / dove il cielo e la terra si toccano / per sorridere al mondo...- tra solitudini antiche - ...tra la gente / il suono di rumori lontani / si confonde con i lamenti... il silenzio improvviso / restituisce la memoria al passato... poi svaniscono musica e parole / e la realtà cancella il ricordo ...- si ritrova il poeta, cullato tra i ricordi di una vita passata e la nuova che in modi diversi presenta la stessa sostanza di sempre: l'uomo comunica? -... una non ho visto stretta di mano -.
Forse solo nella natura si ritrova il benessere, essa elargisce forza e purezza: ...goccia d'acqua che cade / leggera d'estate / chiama alla vita di un giorno / la foglia che al vento resiste / e respira parole che muovono il cuore. E il ritmo della natura incarna l'uomo; gioia e dolore, ricerca e solitudine vita e sogno si trasferiscono nel silenzio degli alberi, nel pane di casa, nelle spighe sfuggite alla falce e il silenzioso volo della farfalla ci porta tra sorgenti di cannulicchi / ove lo spruzzar d'acqua e di pietre / ricrea suoni arcobaleno.
Il fraseggio del poeta è semplice ma ha una sua profondità di pensiero, le frasi staccate, il periodare non prosastico danno vivide immagini di una vita altalenante tra speranza e illusione tra sogno e realtà ma sempre vigile e appagata sia nell'amore per una donna sia per la vita vissuta che regala alla realtà sogni, speranze e rinascita.




LA CONSONANTE ZOPPA di Calogero Cangelosi

Ho conosciuto Calogero pochi anni fa a scuola, e devo dire che a parte la sua voce tonante, mi ha colpito la sua sensibilità che in realtà non era facile carpire sotto la sua esuberanza non solo corporea, ma a me piacciono le persone al naturale e Calogero emanava una vivacità genuina che pochi riconoscono a prima vista , il suo amore per le poesie ha fatto il resto. Non sapevo chi fosse e cosa avesse pubblicato ma ci siamo intesi e cosi è iniziata la nostra conoscenza.
Molti di voi, da lunga data sanno chi è Calogero, poeta , drammaturgo attore, scrittore, i giovani forse no allora accingiamoci a conoscerlo attraverso la sua ultima opera: CONSONANTE ZOPPA Calogero Cangelosi poeta randagio fu definito e lui vi si riconosce: un cuore randagio sempre in via, sempre alla ricerca...
La sua vita è un eterno peregrinare ma a chi vuol trovare una connotazione negativa io mi ribello. Peregrinare nel senso più alto del termine è un andare avanti nella vita sempre alla ricerca di qualcosa di vero e di sublime che fa superare l'angoscia della vita moderna e della età che avanza.
La forza per andare avanti, la sua benzina sono i ricordi.
Ricordi, ricordi, questa parola è trasversale in tutte le sue poesie e non esprime vecchie idee e sentimenti o attimi di felicità che poi ci sprofondano nell'amarezza, ma linfa vitale che ci da sempre più la consapevolezza del nostro essere
– pietre scavate nel tempo raccontano storie antiche di montagne confuse col ricordo – in Camminando le strade p. 7
Diceva Giuseppe de Paoli riferendosi a un grande poeta : L 'anima illuminata dai ricordi e colma di rimpianti cerca nell'aspra selva della vita quella via che meni ad un calmo rifugio di pace e serenità nutrita di una vena di pessimismo.
Ma le poesie di Calogero non esprimono pessimismo ma sono dei portrait intrisi di saggezza enunciata da idee naturalistiche, dice bene nella post prefazione il prof V. ROMEO già prefattore di una sua precedente raccolta di poesie -- Nebulario -- Si va dai lampi impressionistici di una natura scarnificata nella sua forza elementare e che si intersecano o giustappongono a quadretti vividi di umili occupazioni (ho abbeverato i bulbi delle fresie ) a testi pensosi, di impegno critico, che delimitano un volontarismo etico sentimentale volto alla pertinace salvaguardia della speranza; dalla diaristica di una anima offesa che rivendica un uso congruo della parola, lacerata dalla fretta e distorta dalla superficialità , al calore soffuso della ballata, dal ritmo narrativo lento e struggente La natura nelle sue poesie non è un altro da sé , non è né bene né male, è vita e la vita è agrodolce arriedduci per cui troviamo sì la - consonante zoppa - o il vento furioso che porta via ogni cosa- ma anche - Speranze girano intorno all'agave -Ruscelli di limpida acqua pieni di anguille, foreste profumate di alloro , rose selvatiche che giocano nelle notti di luna.
E la natura in lui si fonde con la vita vita semplice e genuina dove i sentimenti sono veri e legati alla realtà. - il treno -racconta- le storie/ di volti vissuti - p.26 (Filari di luce)
La vita contadina forte nel suo linguaggio -arriduci, stravuliari, ciappidduzza, carruzzuni ci riporta non ad una arcadia perduta ma alla vita vissuta che gli da la forza di non perdersi nella società della vita di città anzi .....
Scintille p.46
......In questo silenzio/ camminano/ solo ricordi/ che ti prendono/ per mano:/ persone a cui hai/ detto tutto/o vuoi dire ancora qualcosa/ compagni di vita/ nel sole/ e nel canto lontano di passeri/ cari alla memoria di chi ha vissuto/ in campagna e ora chiede alla / vita-città/ scintille
E in città e a questa società oppone la poesia, unico mezzo catartico che permette di superare le difficoltà sia intime che sociali perché la poesia è ricerca e la ricerca ci rende forti e cosi cosa può rispondere all'amico che chiede se non
Ho raccolto per te (i ricordi dell'anima) pag 48 –
.--Tieni...ho raccolto per te/ le spighe più belle/ ..mentre il vento lontano confonde i colori .. e tu non pensare mai../a diventare vecchio,/ tieni sempre in mano / i ricordi ../.. e la tua voce è quella di una donna / che sapeva parlare / al cuore la sera ed il buio e la paura/ e i sogni che invadono l'anima/ ricordi?/E il tempo che non si ferma mai/...e vivere sempre con loro dentro il cuore.. E concordo pienamente con Vincenzo Romeo che ha curato la post prefazione quando dice: Al male di vivere,denunciato asciuttamente senza sovrappiù di pathos esibito, e alla legge del tempo edace, che scandisce per tutti l'inesorabile trascorrere delle stagioni , il Cangelosi oppone il suo candore di matrice francescana, la gioia sapida per le umili cose, la spinta benefica del ricordo trascolorante nel sogno. E il sogno è lo spirito, nel sogno i ricordi diventano vita e la vita è tutta nella natura.
. se un giorno fosse una vita, tuffati, direi, nell'acqua che rinnova il fisico p.52( Lettera seconda)
la memoria restituirà la vendemmia del sorriso/ datemi un grappolo d'uva / colorata a speranza. p.61 (Opaco)
Sembrano poesie nostalgiche di un mondo arcaico e contadino, di sentimenti di fanciullo spensierato, in realtà è la VITA.
Vita fatta di gioie e di dolori di luce e di ombre vita affrontata con la forza dell'ironia e con la gioiosità di un fanciullo ,vita che urge dentro, non si piange addosso e non si ferma perché la vita non ha età.




Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto alcune poesie:

Sguardo

Mi guardi tra il verde del mare
e il chiaro del cielo.
Ti guardo,
non vedo i tuoi sogni lontani,
la via che percorri,
ma vedo la vana ricerca
e dolci ricordi
velati da un mesto sorriso.
Il mare e il mio cuore
ti attende.


Cos'è il silenzio?

Mi parla il silenzio
nel turbinio degli affanni
e vedo con occhi nuovi
la vita, fiume in piena,
travolge e trascina.
Non c'è silenzio nel mondo
se senti fischiare il cannone
e l'anima è lacerata dalle bombe.
Non c'è silenzio nel mondo
quando l'uomo
ritrova nell'uomo
il nemico.
Affranti, feriti sbarcano
su spiagge affollate e sconosciute.
Silenzio grave, tetro, rotto solo
dal pianto dei bimbi.

Ho aperto il cuore
al silenzio dell'anima
per ascoltare e capire.
Il silenzio non è il deserto della solitudine:
è la mamma che canta al bambino
è il maestro che insegna all'alunno,
è l'amore che sboccia improvviso,
è parola che tinge di rosa,
é forza e saggezza
in chi ascolta.
Ritrovo in lui
il senso del tempo,
della vita che scorre nel limpido
fluire dell'amore.
Nel silenzio trovo la vita.


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