Napolitano Giancarlo, torinese d'origine italiana, è un precario della vita ed è un appassionato della narrativa contemporanea italiana.
Nel 2003 ha vinto l'Oscarino della Vittoria al Premio Internazionale Artistico Letterario “Una rosa per Santa Rosa”, città di Viterbo.
Nel giugno 2005 ha partecipato alla raccolta di poesie “Voci dal fondo stiva” edito dall'ENNEPILIBRI e organizzato dall'associazione ERGOSUM d'Imperia.
Nel 2006 l'Accademia Internazionale Francesco Petrarca gli conferisce il premio Regione Piemonte in riferimento al concorso “Omaggio agli Anguillara”.
Nel 2007 si è classificato primo nella sezione poesia al Concorso Artistico Letterario “I Fiori di Baudelaire” a Bolsena.
Attualmente è collaboratore e redattore della rivista culturale “Secondo Te”.

NOTTE SU BAGHDAD

Questa è la notte di verbi sdentati
che narrano anime strofinate dal buio,
disegnano invidie all'ombra annoiata
frugata da assalti con spade lucenti.
Questa è la notte di salate ferite
di madri sfinite sputate da draghi,
che scoprono gambe davanti alle fiamme
sfiorando le stelle come unica dote.
Gli aborti improvvisi si fanno galassia,
le labbra su guance rimpiangono Giuda
e anime stanche del seno di lupa
si stringono mute alla notte sbagliata.
Questa è la sera tra case stuprate,
la sera che imbratta la terra di sangue
dove vedove nere sfiorite da gigli
rapiscono bombe nel frastuono perenne.
Le perfide streghe, affascinanti sciite,
s'inchinano gialle agli artigli di iena,
quando Orlando guerriero già privo del senno
si posa sul petto di Angelica nuda.
Il vento raffredda bambini suicidi
che sperano insonni davanti al Corano.
Questa è la notte di galli incestuosi
che sfidano gatti nella città conquistata,
dove pugni argentati travolgono corvi
che volano pazzi in bocca ai leoni.

SOLO IO, SOLO TU

Amavo tutto di te.
Le mani dolci di seta rosa,
i seni vellutati accarezzati al vento matto,
l'inguine invidiato svestito e mai sfiorato,
il mento rifilato di musica opalina.
Carne tua.
Amavo il tuo coraggio discusso in tempi lunghi,
le curve dispettose sfuggite dal tuo corpo.
Amavo tutto di te, quando eri tutto.
Quando tutto era il tuo sguardo e la mia voce,
il canto di un sorriso disperso tra la folla...
e poi il rumore ha ripescato quel ricordo,
il ronzio nascosto fra i minimi sospetti.
Stasera sono solo al tavolo del mondo.
Via i potenti, via l'amore, via il silenzio.
Solo io, solo tu.


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