«Sono una creatura eterea e provengo da un altro mondo», così si presenta Drew Mito (vero nome Andrea Muò), autore esordiente nato a Torino il 19 marzo 1981. Sin da bambino nutre un particolare interesse per le discipline umanistiche, in particolare per la letteratura e l'arte. Si iscrive alla facoltà di lingue e letterature straniere e nel frattempo inizia a lavorare come addetto alle vendite in un supermercato; consegue la laurea quindi solo nel 2010, dopo anni di sacrifici, ma anche di soddisfazioni personali legate ad esperienze di carattere artistico. Drew infatti inizia a dipingere e a scrivere le sue Esperienze di vita, una raccolta di racconti che non porta a termine, poiché non si sente ancora “maturo” per poter pubblicare. Segue un periodo di stasi da cui nascono dei racconti di genere “metafisico - surreale” dal titolo Paradisi onirici, in cui l'autore si concentra principalmente sulla sfera emozionale dei personaggi e sugli eventi talvolta paradossali e improbabili, quasi a voler contrastare una quotidianità scontata e consunta. Drew presenta i suoi lavori a Carta e Penna, proponendosi con estrema modestia: non desidera infatti la fama, ma vuole semplicemente appagare il desiderio di comunicare i pensieri e le sensazioni che ha portato con sé dal mondo dal quale proviene e far sognare i lettori attraverso un meraviglioso viaggio nei Paradisi onirici.

ESTRATTI DA PARADISI ONIRICI


IL BACIO DELL'ANGELO

[…] Dopo il tramonto la piazza del duomo rassomigliava a un luogo esoterico popolato di fantasmi ancestrali che aleggiavano sulle guglie della cattedrale e sui tetti dei palazzi cinquecenteschi. L'alto campanile in stile barocco si ergeva verso il cielo terso, creando una suggestiva inquietudine. Le luci dei lampioni illuminavano il lastricato irregolare e la porta palatina che un tempo chiudeva a nord il centro abitato. Un taxi percorse la piazza e si fermò davanti alla sede della Curia metropolitana. Una donna alta con un abito da sera discese dall'auto, con lo stesso stile di una diva del cinema hollywoodiano, e si fermò davanti alla scalinata di marmo di fronte alla chiesa: i capelli castani leggermente ondulati venivano spostati di tanto in tanto dalla brezza; il rossetto glitterato accentuava le sinuose labbra, contrastando il candore della pelle. Un alito di vento lambì il suo corpo, percorrendole la spina dorsale e facendola rabbrividire. Si strinse allora nel suo scialle, sedette sul muro di cinta che circondava l'antico anfiteatro romano e cominciò a osservare le rovine e ne rimase attratta a tal punto da immaginare una lotta efferata tra due soldati romani. […]

AMORE TRA I QUADRI

[…] Alle sette del mattino nella stazione di T. fiumane di gente si riversavano sulle banchine in attesa della partenza dei convogli. I ladruncoli approfittavano della calca per rubare i portafogli alla gente e le meretrici si prostituivano un po' dappertutto. Un uomo in elegante completo grigio trasportava in maniera raffinata la sua valigia blu, fumando un sigaro. Si avvicinò al binario venti da cui sarebbe partito il treno per Parigi. Si accomodò su una panchina guardando nervosamente più volte il suo orologio da tasca. Ad uno sportello della biglietteria ferroviaria, un uomo scarmigliato corse all'impazzata, superando la fila, per acquistare un biglietto. Corse anch'egli al binario venti girando la testa a destra e a sinistra, come se cercasse qualcuno … Fu così che Pavel' e Oleg si incontrarono … […]

LETTERE A FEDERICO

29 febbraio

Adagiato su una sedia, sigaretta in mano, ho immaginato di averti di fronte. Ci siamo scrutati negli occhi teneramente e a lungo. A un tratto mi hai sfiorato il viso con la mano ed io ho appoggiato languidamente la guancia contro le tue dita fredde. Frutto della fantasia, non hai parlato e, come una creatura diafana, ti sei dileguato, facendomi tornare alla realtà. Intanto di fianco a me un uomo di mezza età si è seduto: forse anche lui ha un amore platonico su cui fantasticare, così l'ho lasciato solo immerso tra le fantasticherie e sono rientrato.

22 marzo

[...] Apro gli occhi. So di aver pilotato un sogno. T'incontrerò ancora, splendido angelo. [...]

PARADISI ONIRICI

“Sono un angelo onirico, non temere, non ti farò del male.” Fece una pausa e subito riprese: “Resta con me in questo mondo ideale privo di disinganni; qui ogni cosa è possibile. Ammirerai luoghi incantati in cui esseri immortali tesseranno per te morbide vesti e si prenderanno cura del tuo nobile corpo, la cui beltà durerà in eterno; nessuno potrà penetrare nei tuoi sogni o distruggerli. Come un'ombra, non mi separerò mai da te e diverremo una cosa sola. Ti nutrirai unicamente dell'immenso amore spirituale che supera gli effimeri sentimenti umani.”


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