Giorgio Milanese , nato a Pinerolo il 29 aprile 1947, geometra, presidente dell'Associazione Missionaria Laica “ UNA MANO AMICA, Socio onorario dell'O.N.P.I. (Ordine Nazionale dei Poeti Italiani), Delegato Provinciale dell' Associazione Penna d'Autore, delegato Cittadino (Torino) dell'Associazione Carta e Penna, Commissario Olimpico della Commissione Federale C.O.N.I. nella Federazione Italiana Dama, Presidente della Commissione Pubblicità e Marketing della Federazione Italiana Dama, Coordinatore della Dama Spettacolo “ Dama Vivente “ della F.I.D. e Circoscrizione V di Torino, Coordinatore spettacoli di beneficenza promossi dalla Parrocchia Madonna di Campagna (TO), Iscritto alla S.I.A.E. (Società Italiana Autori ed Editori) come Paroliere.

ATTIVITA' LETTERARIA:
· Poeta - Autore del libro di poesie “ CENTO EMOZIONI DI UN POETA.
· Conduttore degli incontri letterari “ Salotti d'Autore 1997/98 “ promossi dall'Associazione Culturale Torinese Penna d'Autore.
· PROMOTORE ED ORGANIZZATORE DI CONCORSI NAZIONALI DI POESIA :
1° EDIZIONE DI "UN VERSO PER SALVARE UNA VITA" Anno 1992
2° EDIZIONE DI "UN VERSO PER SALVARE UNA VITA" Anno 1993
1° EDIZIONE DI "UNA MANO AMICA" Anno 1994
1° EDIZIONE DI "MARCONI '95" Anno 1995
3° EDIZIONE DI "UN VERSO PER SALVARE UNA VITA" Anno 1996
4° EDIZIONE DI "UN VERSO PER SALVARE UNA VITA" Anno 1997
1° EDIZIONE DI "POESIA DAL VIVO - Salotti d'Autore" Anno 1998
5° EDIZIONE DI "UN VERSO PER SALVARE UNA VITA" Anno 1999
6° EDIZIONE DI "UN VERSO PER SALVARE UNA VITA" Anno 2000

PREMI CONSEGUITI:
- Anno 1991 Segnalazione di merito nella 9° edizione del Concorso Nazionale di Poesia “ UNA POESIA PER LA PACE ” indetto dall' Ass. CULTURA E SOCIETA' di Torino ( Cat. A - Concorrenti 855 ).
- Anno 1993 Segnalazione di merito nell' 11° edizione del Concorso Nazionale di Poesia “ UNA POESIA PER LA PACE “ indetto dall' Ass. CULTURA E SOCIETA' di Torino (Cat. A - Concorrenti 478 ).
- Anno 1994 2° Classificato ex equo nel Concorso Nazionale di Poesia “ ASCOLTANDO UNA MELODIA.....” indetto dal Comune di BUTTIGLIERA ALTA ( Avigliana To ) in collaborazione con l' Ass. GRUPPO ARTE E CULTURA di TORINO.
- Anno 1995 Menzione d' onore nel 1° Premio Internazionale di Poesia O.N.P.I. 1995 indetto dall'Ordine Nazionale dei Poeti Italiani.

Giorgio Milanese ha scelto, per i lettori di Carta e Penna alcune poesie:

IL VERME E L'UOMO

Un giorno un verme
si rivolse all'uomo:
"Che io sono invertebrato
e mangio fango,
che striscio
e faccio schifo
a chi mi guarda,
già lo sapevo,
ma non mi faccio cruccio
perchè questo è il mio ruolo
nel quadro del creato,
son utile però
e questo è tutto.
Chi mi stupisce invece
sei tu,
re del Creato!
Che hai ossa,
braccia,
gambe,
sensi
e a tuo vantaggio
pur l'intelligenza,
eppure tu dinanzi
ad un potente
spesso ti pieghi,
strisci e ingoi merda
e fai di tutto
per farmi concorrenza."


ERANO ECHI…..

E' triste uomo
possedere il “ Mondo “
e non capire
il prezioso valore
della donna.
Per te
ha reciso l'orgoglio
per proteggerti con amore
la vita
nelle insonni notti
dei secoli.
Fino a ieri
non hai ascoltato
il suo paziente silenzio
eppure perfino
le foglie dei boschi
erano echi…..
donna…donna…
ma oggi…oggi,
ti sei fermato un attimo
a pensare
guardando il vento
piegare le corolle dei fiori
di piante colme
di MIMOSA.


IL PERDONO

A te rovo di spine
che hai spezzato le membra
per farne strumento di tortura
sul Suo capo regale
intriso di sudore scarlatto
quell'Uomo ha detto:
“ti perdono“.
A te gelido ferro
che hai preso forma
di chiodi spietati
laceranti la candida
carne dell'Agnello
quell'Uomo ha detto:
“ ti perdono “.
A te ruvido legno
che hai accolto nel
tuo mortale abbraccio
il mistero grande di una Fede
quell'Uomo ha detto:
“ti perdono“.
A te lancia pagana
che hai aperto nel costato
la sacra porta da cui
è uscito per sempre
il fiele del peccato
quell'Uomo ha detto:
“ti perdono“.
A voi, a tutti voi
che con il cieco errore
avete generato
l'urlo del vento,
lo scroscio della pioggia,
lo scoperchiare delle tombe
e il grande strappo
nelle sale vuote del Tempio,
la Voce di un Uomo moribondo
vi ha detto
con un grido possente:
“VI PERDONO “!


IL CANE E IL VECCHIO

Un giorno un cane
stremato
dall'afa dell'estate,
disse fra sé:
“ non so spiegarmi
perché l'uomo
in Agosto
perde ragione
e pure i sentimenti
pur di andare in ferie.
Mi hanno lasciato solo
in mezzo a sta calura,
senza un tozzo di pane
e un sorso d'acqua.
Non vedo un cane
tolto il sottoscritto,
con cui possa scambiare
due latrati………ma…
aspetta….ho torto,
là sulla panchina
qualcuno c'è
sotto sto sole ingrato.
Lo riconosco,
c'era l'anno scorso
quell'uomo anziano
che m'ha dato pane.
Anche quest'anno
l'han lasciato solo.”
Abbaio e corro:
“Su col morale vecchio,
ora siamo insieme“.


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