Antonino Mento

Antonino Mento

ll compito dell'uomo è quello di essere.
Il compito del poeta è quello di comunicare emozioni: odori, colori, catturati per strada o rubati alla natura, che ti prendono e vanno al di là di ogni altra forma di creatività.
Il poeta non può prescindere dalla sua condizione esistenziale e pertanto la poesia diventa un'intima ricerca fatta di pieni e di vuoti.
Antonino Mento ci prova con questa sua prima raccolta dal titolo “Quadri e Soqquadri”, vincitrice del 7° Concorso di poesia “Poetici Orizzonti”, nel tentativo di veicolare il suo sentire in una cultura, quella inglese, totalmente diversa dalla nostra.
Questa è in realtà una tappa, la più importante di un percorso ricco di diverse esperienze vissute dall'autore a Catanzaro, la città dove è nato, e Milano dove attualmente vive e lavora occupandosi di Moda E Design.
Persona alquanto eclettica è stato conduttore del programma radiofonico ”Opinioni a confronto”, comparsa nel cortometraggio “Il segreto di Virginia” di Romeo Conte, e nel film “A casa nostra “ di Francesca Comencini.
Ha partecipato presso il Cafè Atlantique e il Luminal, noti locali trandy di Milano, al reading –show -INFUSIONE -curato dalla contessa Pinina Garavaglia.

È stato più volte premiato per le sue belle poesie;
ecco alcuni dei riconoscimenti ricevuti:
· Vincitore del I premio al Concorso Nazionale di Poesia “ Enzo D'Andria”- Treviso edizione 2003 con la poesia “Il corso delle cose”
· Vincitore dell'8 Concorso di Poesia “Habere Artem” indetto dalla Aletti Editore con la poesia “Intuizioni” edita nel libro antologico “Habere Artem” vol. VIII -ottobre 2004
· Vincitore del Concorso di Poesia “Parole in Fuga”indetto dall'Aletti Editore e dalla rivista “Orizzonti” con la poesia “Percorsi” edita nel libro antologico “Parole in fuga- libro blue-dicembre 2004
· Vincitore del Concorso di Poesia “Parole in Fuga”indetto dall'Aletti Editore e dalla rivista “Orizzonti” con la poesia “Stromboli” edita nel libro antologico “Parole in fuga- libro rosso dicembre 2004
· Vincitore del Concorso di Poesia “Parole in Fuga”indetto dall'Aletti Editore e dalla rivista “Orizzonti” con la poesia “Note di un sottile fascino” edita nel libro antologico “Parole in fuga- libro verde-dicembre 2004
· Selezionato con la poesia “L'Intruso” edita all'interno dell'antologia “Voci del Duemila-I Poeti del Terzo Millennio” dalla casa editrice Golden –Press di Genova-edizione 2005
· Selezionato con la poesia “Il corso delle cose” per la pubblicazione in un'opera antologica con la poesia più bella del VII Concorso di Poesia “Poetici Orizzonti” vol V, indetto dall'editore Aletti & la rivista Orizzonti-maggio 2005
· Selezionato per il Concorso sulle poesie d'amore con la poesia “L'Amore Irrisolto”edita all'interno dell'antologia”Verrà il mattino e avrà un tuo verso”vol.2- Aletti Editore-maggio 2005
· Selezionato con la poesia “Narcisi Gialli” all'interno della collana Audio libri “Altre Sembianze”vol.2 Aletti Editore
· Vincitore del III premio del Concorso “Premio Nazionale di Poesia- Teramo 2005 –Gino Recchiuti”-sotto l'alto Patronato dell'Ambasciata Americana in Italia- Teramo II edizione 2005 (Associazione Culturale la Luna) con la poesia “Melancholy Stars” sezione poesia in lingua inglese- dicembre 2005
· Vincitore del I premio, per la silloge di poesia bilingue inedita, nella VII edizione del Concorso di poesia “Poetici Orizzonti” indetto dalla casa editrice Aletti pubblicata dalla casa editrice stessa nel dicembre 2005 con il titolo”Quadri e Soqquadri”
· Selezionato per l'Antologia dei “Poeti Italiani Contemporanei”regione Liguria - Piemonte-Sardegna con la poesia “Camogli” edita dalla Aletti Editore- febbraio 2006
· Menzione d'onore della Giuria per Silloge Poetica “Quadri e Soqquadri” Edita dalla casa editrice Aletti , nella II edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “IL Concorso degli Assi” indetto da Carta e Penna d'Autore sotto il patrocinio del Comitato Culturale di Torino Capitale mondiale del Libro e dall'Unesco-aprile 2007
· Attestato di partecipazione alla 1 edizione del premio di poesia “Città di Assago” 2007
· Attestato di partecipazione alla XXXVII edizione 2007 del premio internazionale di poesia a tema “Streghetta”
· Attestato di partecipazione alla 1 edizione del Concorso Letterario Internazionale “Profumo d'Antan”
· Attestato di partecipazione alla terza edizione del premio internazionale di poesia “Mario Luzi”
· Attestato di partecipazione alla 2 edizione del premio di poesia “Città di Assago” 2008
· Attestato di partecipazione alla XXXVIII edizione del premio internazionale di poesia a tema “Streghetta.
· Attestato di partecipazione al “Premio letterario 2008 nona edizione” indetto dal Centro Culturale Antonianum.
· Menzione d'onore della Giuria per le poesie inedite “La Dama rossa”- “Germogli di Ghiaccio” e Assonanze” quinta edizione concorso Letterario Internazionale “Prader Willi”
· Quinto classificato con la poesia inedita “Silenzi” al concorso Premio Internazionale di Poesia «Città di Monza 2008»10ª Edizione.

Ha scelto per i lettori due poesie tratte dalla raccolta “Quadri e Soqquadri” e un articolo sulla moda.

IL CORSO DELLE COSE

Nell'oblio della mente tornano
in me come flashes immagini
non più vere: un volto, un sorriso
e con essi il dolce suono della
tua voce.

La voce dei tuoi silenzi che
riesce a parlare ancora alla
mia solitudine.

Una voce che mi racconta
dei tuoi dubbi, delle tue paure,
delle tue più segrete
speranze.

Una voce che mi chiede di non
andare via, ma di restare accanto
a te con discrezione, rispettando
il tuo dolore.

La tua voce, io
continuerò ad ascoltare,
sia pure nella consapevolezza
di una realtà ostile.

La tua voce, io
continuerò ad amare,
senza pregiudizi e senza
orgoglio, percorrendo insieme
a te, nel tempo che passa,
il corso delle cose.

MELANCHOLY STARS

The sad eyed man
was there, looking at the sea,
deprived of moon, the earth
was burning, be didn't know.

Motionless, buried in
his silent loneliness
he was listening to the sound
of waves, coming from east,
like an old monotonous song,
so mysterious.

Vainly, should he wander
cold, inhospitable lands,
he will go there
leaving a gentle
smile behind.
Your own.

L'attenzione riservata alla moda da sempre contraddistingue l'Italia e in particolare Milano: da dove nasce questa predisposizione allo stile e come è cambiata nei secoli?

Lo stile e il lusso sono stati da sempre la chiave interpretativa più rilevante per comprendere la moda. La predisposizione allo stile e la sua accettazione non si possono comprendere senza far riferimento alle circostanze che, nel corso dei secoli (a partire dal Medioevo fino a giungere nella seconda metà dell'Ottocento con la nascita dell'Haute Couture e del Couturier) hanno portato a mutamenti strumentali e culturali nella società occidentale e in quella italiana in particolare.
Quando si parla di Moda si intende qualcosa di diverso rispetto all'abbigliamento concepito, soprattutto dalla società occidentale, come necessità per ricoprire con indumenti il corpo nudo.
Quindi, mentre l'abbigliamento riguardava tutta la società nel suo complesso, la Moda è stata sin dal Medioevo prerogativa di un piccolo gruppo che ha usato le trasformazioni dell'abito per manifestare la posizione del proprio ruolo all'interno della società.
Nell'antichità classica, i nuclei che vivevano isolati per particolari condizioni geografiche o vincolati a particolari precetti, avevano adottato delle regole fisse per il loro abbigliamento: nacque così il costume ecclesiastico, quello isolano o popolare.
Il collegamento tra foggia dell'abito e ruolo sociale subisce una prima profonda crisi fra il XIII e il XIV secolo, quando nell'Europa occidentale l'immobilità secolare viene soppiantata e sostituita dal desiderio di trasformazione e modernità.
Nel 300 Dante e Boccaccio biasimavano con violenza le nuove mode, mentre nel 400 Leonardo giudicava la mutevolezza della Moda come testimonianza della pazzia umana.
In realtà la Moda, risentendo dell'evoluzione del gusto rispecchiava indirettamente le variazioni dello stile. Non è quindi difficile stabilire un nesso tra l'aguzzo stile gotico e la Moda longilinea con acconciature, maniche e calzature a lunghe punte.
Alla fine del 400 e inizio del 500 l'abito continuava a rappresentare la posizione e il ruolo sociale della persona, ma lo fa seguendo regole meno rigide soggette all'invettiva e al gusto dei cortigiani "consumatori del lusso".
La competenza creativa era quindi prerogativa delle corti e dei centri di potere che proponevano nuove fogge, adottavano o respingevano idee, si allineavano alle mode di altre corti; ci si serviva di bambole vestite secondo l'uso del giorno per comunicare da una corte all'altra le novità in fatto di abbigliamento in un gioco che spesso si articolava più nell'aggiungere dei particolari sfarzosi che nella vera e propria invenzione di strutture vestimentarie. La fase creativa era invece appannaggio di artigiani che mettevano in opera l'oggetto di abbigliamento. Fin dal secolo XIII le botteghe cittadine di Milano erano ovunque famose per la lavorazione dei tessuti. Si ebbe così la nascita di una potente casta di mercanti, di operai tessitori e di centri di produzione. In questa età dell'oro della civiltà italiana l'abito diviene pertanto una forma d'arte. La sua tendenza è quella di adattarsi sempre più al corpo: negli uomini la sopravveste era corta, la tutta a crespe aperta ai lati e stretta ai fianchi da una cintura filettata o foderata di pelliccia, mentre cappelli delle più stravaganti forme erano subentrati al tradizionale cappuccio.
Nelle donne l' amplissima veste era arricchita da lavorazioni raffinate a riccio e soprariccio. Nel broccato riccio il filo d'oro o d'argento da alternare a quello di seta non veniva tagliato ma piegato a forma di anellino mentre in quello soprariccio gli anellini erano doppi con un effetto baluginante strepitoso. La veste cosi adornata era stretta da una cintura non alla vita, ma molto al di sopra, munita di maniche larghissime e ricadente alle spalle a guisa di mantello lungo fino a terra. La testa era invece adornata con un balzo, struttura sulla quale venivano intrecciati i capelli.
Tale è il costume lombardo del Rinascimento nelle linee generali.
Le stoffe preziose, i tessuti di seta, raso, terzanello, tabì e zetonino, i velluti lisci e figurati , broccato d'oro e d'argento erano richiesti da tutta l'Europa. D'altra parte questi tessuti prodotti nella città di Milano erano talmente costosi da costituire spesso il segno più lussuoso di un abito: dai suoi filati, dai suoi colori, dalla tecnica di tessitura si misurava in molti casi l'importanza gerarchica del proprietario.
Signori e Re , Magistrati e Prelati furono considerati tanto più importanti tanto più erano grandi la loro magnificenza e il fasto di cui si circondavano. Questo è lo stile di chi ha il potere. L'eleganza e lo sfarzo sono fattori indispensabili per l'immagine.
La Moda rimane dunque appannaggio delle classi egemoni, conservando uno dei suoi compiti principali che è quello di mettere in evidenza i segni della ricchezza e del potere, scegliendo gli strumenti più adatti alla cultura e allo stile di vita relativi ai diversi mutamenti storici.
Le crociate contro lo spreco e la vanità non furono mai valide contro i ceti di potere, ma ebbero come obiettivo quei gruppi che potevano permettersi di acquistare beni di lusso pur non appartenendo alla ristretta gerarchia cui la società attribuiva questo privilegio. Gli appannaggi gerarchici e le leggi suntuarie impedivano di fatto che questo avvenisse. La rottura operata dalla Riforma Protestante creò premesse per una nuova cultura relativa al lusso, alla ricchezza e al loro significato etico. Si giunse alla conclusione che l'aspetto esteriore non ha relazione diretta con l'importanza sociale della persona , quindi modestia e moderazione diventarono le veri doti da comunicare attraverso l'abito.
All'interno di questa nuova cultura, la borghesia inventa la propria moda, che corrispondeva ad un ideale di vita, ad un modello etico, a principi e a gusti che le erano specifici.
In generale la Moda cambiò punto di riferimento, non più la corte, ma l'abito borghese e quello operaio fornirono il modello del nuovo apparire. L'egualitarismo, fine ultimo della Rivoluzione francese, non conobbe la forma di una ascesa sociale collettiva, ma di un livellamento al basso.
Nell'età Neoclassica le donne cominciarono ad indossare abiti dritti di mussolina bianca che ricordavano immagini e raccolte d'incisioni relativi ai materiali degli scavi di Pompei e di Ercolano che favorivano la riproposta della cultura classica che parla del pensiero settecentesco.
L'Italia si inserì nel generale gusto neoclassico con una importante produzione di gioielli che riprendevano modelli antichi.
Nel Settecento, a differenza di quanto era successo nel secolo precedente, Milano ebbe una grande ripresa sia economica che culturale diventando il centro di maggiore penetrazione illuminista dell'Italia settentrionale, dimostrandosi molto aperta alle novità. Gli intellettuali del tempo partecipavano attivamente alla vita pubblica: pensatori ed artisti discutevano di Moda, Cultura e gusti estetici del tempo.
La Restaurazione non significò un ritorno all'Antico Regime, ma l'affermazione di nuove regole sociali ed economiche. Era finita l'epoca del lusso grandioso delle corti e dei signori ed iniziava un mondo borghese fondato sul risparmio e sobrietà. Lavoro e casa erano i regni dell'uomo e della donna, in mezzo ai due poli la città offriva una serie di attività di piacere e di divertimento destinate a tutti. La nuova società non amava l'ostentazione dello spreco, non amava far vedere la propria ricchezza e detestava la vanità. Semplicità, sobrietà, naturalezza erano le regole fondamentali del nuovo vivere sociale e tutto questo si manifestava innanzitutto nel modo di vestire.
Dopo un passato glorioso nei secoli dell'Antico Regime, l'Italia era diventata in età borghese un paese marginale. Le novità della Moda venivano da Parigi e la produzione locale si concentrò in sartorie, anche di altissima qualità, che eseguivano abiti su modello o ispirati alle creazioni dei couturier d'oltralpe.
Ci furono due momenti in cui si tentò di mettere le basi per una Moda Italiana: una prima volta sotto la spinta della regina Margherita e una seconda in Epoca Fascista, ma in entrambi i casi non si ebbero grandi successi. Solo intorno al 1948 cominciarono a crearsi le condizioni per avviare un discorso di tipo innovativo ed internazionale. Le grandi sartorie romane si trovarono coinvolte nella produzione cinematografica che si concentrò a Cinecittà. Le nuove attrici italiane, ma soprattutto quelle americane indossavano i magnifici abiti realizzati dalle sorelle Fontana e da Schubert. Lo star system era negli anni 50 il modello del sogno e l'abito delle Dive era di per se un elemento affascinante.
Negli anni cinquanta la Moda fa rinascere il culto della nobiltà , l'abito diviene ancora una volta espressione di affermazione sociale , mezzo di comunicazione tra i popoli.
Ma nel decennio successivo, tutto è diverso: la sfilata organizzata nel 1951 dal Conte Giorgini a Firenze per un pubblico internazionale è ormai un lontano ricordo.
Gli anni sessanta sono anni di contestazione , di un nuovo rilancio industriale, anni che porteranno infine nei successivi anni settanta e ottanta all'affermazione internazionale del Made in Italy e del trionfo del prét-à-porter.
Milano diviene sede ufficiale delle sfilate e centro di promozione delle avanguardie artistiche che caratterizzano un fine secolo in un continuo rinnovarsi ed alternarsi di modelli e stili.
Milano, oggi come nel Rinascimento, rimane capitale della Moda concepita a ragion veduta quale espressione di creatività e gusto.

Hanno scritto di lui

Antonino Mento ed Andrea Pinketts

Andrea Pinketts
e Antonino Mento

C'è un fascino della divisa nelle parole. Ma le parole si vestono, si bardano come vogliono. Sono renitenti alla leva, a meno che, non ci sia uno squillo di tromba che motivi, musicalmente, un'alzataccia o una nottataccia. Le parole di Antonino Mento indossano la divisa di ordinanza, da parata. Perché sono ferme, sicure. Ma non disdegnano come divisa la camicia hawaiana che solo i turisti del sentimento si sentono di indossare. Un nativo non lo farebbe mai. Ma Antonino Mento non mente. è calabro come un calabrone che ronza come una vespa sulla città di Milano. La divisa di ogni parola vera è fondamentalmente apolide. C'è una città d'origine nel cuore dell'autore di “Quadri e soqquadri” ma come in “Accordi e disaccordi” di Woody Allen la musica cambia. Le parole diventano, a un tempo, quadro e cornice. La ricerca dell'amore a volte raggiunto e a volte coscientemente abbandonato (con amore) fa sì che le sue “canzoni” siano degne di un canzoniere che ha almeno due identità linguistiche. Contrapposte. Opposte e a volte persino supposte nel sedere di un crocevia di emozioni. La differenza tra un papa e una pipa. L'assonanza quando un papa che sta fumando la pipa si rende conto che è un calumet della pace. Ma non dei sensi. I sensi sono sempre allertati.
Come diceva Rimbaud “dunque il poeta è il vero ladro di fuoco”. La divisa delle parole di Antonino Mento è quella di un pompiere che non può spegnere il fuoco del bambino che è in lui ma ci offre l'uscita di sicurezza della scala antincendio delle sue parole. Le poesie non sono mai solo poesie. Le canzoni non sono mai solo canzoni. Sono le corazze, le divise. Su cui qualcuno... io... il lettore... l'ascoltatore... è giusto che ci appiccichi una medaglia.

Andrea G. Pinketts

Suggestive Emozioni Poetiche emozioni sono quelle che il poeta Antonino Mento trasmette nel suo libro “Quadri e Soqquadri”. Una raccolta di componimenti , incoronata vincitrice dal VII Concorso di poesia “Poetici Orizzonti” indetto dalla casa editrice Aletti. L'autore ha compiuto un intenso percorso creativo arrivando all'apice del lirismo e della sensibilità narrativa.



Evocative Emotions Poetic emotions that the poet Antonino Mento conveys in his book “Quadri e Soqquadri”.An award winning that won first prize at the 7th Poetry Contest “Poetici Orizzonti” promoted by Aletti Publisher. The author underlook an interesting creative path, achieving the apex of lyricism and writing skills.

Anna Reppellini

Antonino Mento e Simona Cattaneo
Simona Cattaneo e Antonino Mento

Quadri e soqquadri - silloge poetica

Tra terra e cielo:i viaggi sensibili di Antonino Mento

Ho letto le poesie di Antonino Mento e mi sono lasciato andare nel suo mondo, leggendo,leggendo e leggendo.
Ho seguito un po' il metodo di lavoro adottato dal regista francese Jean Renoir che adesso vi racconto:
un attore legge il copione di un film come se fosse un elenco telefonico, all'inizio meccanicamente, poi a poco a poco a forza di ripetere, l'attore comincia ad entrare nel carattere del personaggio da interpretare fino a diventare il personaggio stesso. La stessa cosa è accaduta a me, leggendo le poesie di Antonino Mento solo cosi ho potuto capire ed entrare in perfetta simbiosi in un mondo a me sconosciuto.
Nelle poesie di Antonino Mento vi sono numerose zone sensibili. ”Zone sensibili” è un chiaro riferimento a uno dei più grandi artisti della seconda metà del novecento Yves Klein noto per i suoi “monochromes blu”
Sono state proprio queste “zone sensibili”, di genere astratto a dare vita al mio viaggio mentale che mi ha portato a produrre oltre al disegno della copertina del libro “Quadri e Soqquadri” e ai 2 disegni in bianco e nero all'interno del libro anche altri 33 dipinti ognuno ispirato da ciascuna poesia presente nella silloge.
Il cantautore, musicista e poeta Leo Ferrè diceva che: La poesia è vita e le poesie di Antonino Mento sono momenti vissuti, pezzi di vita.
Il compito di un fiore è di essere bello, il compito dell'uomo è di essere

Christophe Mourey, disegnatore



Antonino Mento, una vita per la poesia, rivela nella sua opera un mondo poetico ricco, inteso, che avvince il lettore, lo commuove, gli offre stimoli che suscitano echi profondi, spunti che gli chiedono in un certo senso di essere sviluppati coinvolgendo chi legge nel processo creativo. Chiara è la volontà di fissare in immagini esperienze fuggevoli attraverso un'attenta selezione del lessico e la ricerca di ritmi fluidi.
I temi sono i più vari, ci si presentano talora in un'atmosfera incantata, di sogno, talora in un vago senso di mistero pervaso dall'angoscia di dolenti esperienze o da immagini dell'uomo afflitto da interrogativi drammatici.
Suggestiva la riflessione sul tempo (In attesa) che si conclude con un interrogativo pervaso d'ansia:
“Ma ancora una volta il tempo / mi chiede del tempo…Ma l'amore saprà aspettare che / il tempo passi e giunga il tempo di amare?”
Viva impressione mi ha fatto anche “Lolus” con la sua “prateria irradiata dal rosso / sangue dei tramonti”, con il “tuo sguardo intenso sopra di me” (lo sguardo di Giovanni Paolo II ) e con “l'inafferrabile poesia dell'aria che ora io respiro”.
Nella poesia “Il corso delle cose” mi ha toccato “quella voce dei tuoi silenzi” che riesce a parlare alla solitudine”In “Stelle meste” commuove la figura dell'”uomo dallo sguardo triste” che guardava il mare / orfano della luna” e che continua il suo “sterile pellegrinare”, lasciandosi dietro la / dolcezza di un sorriso”
Nella raccolta di poesie di Antonino Mento, “Quadri e Soqquadri” si sente la vivissima sensibilità di chi le ha scritte, una forte tensione spirituale, un grande desiderio di portare alla luce ciò che è riposto nel profondo dell'animo , nello sforzo di esprimere ciò che è inesprimibile, l'ineffabile.

Laura Craici

Antonino Mento


Antonino Mento e Mario Biscaldi

Trionfo del milanese Antonino Mento al Premio Internazionale di Poesia

Una serata all'insegna delle emozioni quella di sabato 29 novembre al teatrino di Villa reale di Monza. Cenacolo e Club degli autori hanno celebrato con il contributo e il Patrocinio del Comune di Monza e del "Club degli Autori" di Melegnano le poesie vincenti della 10ª Edizione del Premio Internazionale di Poesia «Città di Monza 2008», un premio che porta Monza alla ribalta della scena letteraria internazionale. A far gli onori di casa agli ospiti, la presidente del Cenacolo, Maria Organtini e Mario Biscaldi. Venti gli artisti premiati (suddivisi in due categorie, adulti e giovani) che oltre alla pubblicazione gratuita di un proprio libro di poesie edito da Montedit, hanno ricevuto un contributo in denaro offerto dall'assessorato alla Cultura. Tutti i premiati e i finalisti verranno inoltre inseriti nell'antologia del premio, i testi premiati infine verranno pubblicati sulla rivista del «Club degli Autori» e sul sito www.club.it. Ad una ad una sono state lette da Carla dell'Acqua e dal poeta Giuseppe Gattini le liriche selezionate dalla giuria presieduta dal presidente onorario il romanziere e saggista Vincenzo Consolo e dal presidente "operativo" professore Beppe Colombo. Presente sul palco anche l'assessore alla cultura Alfonso Di Lio.
A salire sul podio anche il milanese di adozione Antonino Mento, che si è aggiudicato un ottimo quinto posto con il componimento «Silenzi». Le tematiche espresse nella sua lirica sono attinenti alle esperienze a volte intense a volte emblematiche vissute dall’autore, espressione ermetica di un peregrinare attraverso un viaggio introspettivo iniziato con la sua prima silloge “Quadri e Soqquadri”.
La poesia, dice Antonino Mento, non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, la lingua nella poesia ha una doppia funzione sia di significato che di suono, di contenuto sia informativo che emotivo, a questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il suo linguaggio del corpo e il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, dandogli (inevitabilmente) una nuova dimensione, teatrale.
Il riconoscimento ottenuto mi riempie di gioia e di orgoglio sopratutto perché, essendomi classificato al quinto posto in un concorso al quale hanno partecipato 418 autori per un totale di seicento liriche alcune delle quali arrivate da "oltre Manica", da Londra, per l'esattezza, o dagli Stati Uniti a conferma dell'internazionalità del premio stesso, mi è stato assegnato come premio la pubblicazione gratuita di un libro di poesie (la mia seconda raccolta )edito dalla casa editrice Montedit .
Durante la serata, condotta dalla infaticabile presidente del Cenacolo Maria Organtini, è stato affidato al violinista il maestro Gianmaria Bellisario, il compito di eseguire alcuni brani dal suo repertorio di musica classica. In occasione della cerimonia di premiazione è stata esposta l'opera della pittrice Carla Audano Zanchi di Monza ispirata alla Porta del tennis, vincitrice della copertina dell'Antologia 2007 presentata nell'ultima edizione della Fiera di Monza.

Concorso letterario internazionale PRADER WILLI

Prader e Willi sono i due studiosi che, mettendo insieme un complesso di sintomi caratteristici che costituiscono il quadro clinico di questa malattia genetica rara, hanno per primi descritto la Sindrome. Le persone affette dalla sindrome di Prader Willi (che colpisce un bambino ogni 15.000 nati) presentano ritardo mentale, ipotonia muscolare e sono prive del senso di sazietà, a causa di un'anomalia nel centro che controlla questo stimolo nel cervello. Allo stesso tempo, la patologia è causa di una disfunzione nel metabolismo, che riduce notevolmente la capacità dell'organismo di bruciare le calorie assunte con l'alimentazione. Nel giro di pochi anni i soggetti, se non opportunamente controllati, raggiungono un peso corporeo eccessivo che danneggia irreparabilmente la salute. Le Associazioni Prader Willi sono presenti in tutto il mondo e promuovono un programma informativo.
L'Associazione Culturale Carta e Penna, in collaborazione con la Federazione tra le Associazioni Prader Willi italiane, ha deciso di bandire annualmente questo concorso letterario al fine di far conoscere ad un vasto pubblico la Sindrome; si è anche stabilito di devolvere alla Federazione, il 10% delle quote di partecipazione al concorso.
La giuria del Concorso letterario internazionale Prader Willi, presieduta dal dr. S. Saracino- Presidente di Carta e Penna - da Antonietta Delle Fiamme, Francesca Melis, Maria Antonietta Ricci e Pollino Piero ha premiato, il giorno 15 novembre, nella prestigiosa sede del circolo dei Lettori” presso Palazzo Palazzo Graneri della Roccia, a Torino, Antonino Mento conferendogli una menzione d'onore per le poesie “Assonanze” –“La Dama Rossa” “Germogli di ghiaccio”

ASSONANZE

L'ultima luce del giorno
si adagia tra le pieghe dei ricordi
ricoprendoli fino a renderli
seta impalpabile.

Dettagli scolpiti su finti rimpianti,
defluiscono da un mare carico di silenzi.

Una goccia di sale,
caduta fra dedali di sassi
scaglia lontano frammenti
di aria marina.

Una voce irriverente spazia nella notte
per attingere giochi di luce,
che penetrano infiniti pensieri.

Onde di memoria,
percorsi mancati,
smuovono senza rimedio il tempo,
nella trasparenza argentea dell'alba,
che introduce il giorno.


LA DAMA ROSSA

Sulle tele
i colori rincorrono dettagli,
una luce innaturale scuote
i giochi d'ombra.

La dama rossa,
dai riccioli ondulati,
guarda verso l'ignoto.

Ignoto è il suo nome.
Proibito è il suo Amore,
deriso e umiliato.

Amore voluto,
cercato nei silenzi,
vissuto
nei ritagli incontaminati
e infine abbandonato
per Amore.

La dama rossa,
dai riccioli ondulati,
sorride ora, all'ignoto,
orfano
di Amore.


Germogli di ghiaccio

Cristalli sospesi,
come taciti sorrisi,
vagano nella quiete nascosta
di crepuscoli lontani.

Dolci sussurri,
come perle sgranate,
carezzano nel sonno,
i tuoi occhi e le mani socchiuse.

Un leggero torpore
dissolve i ciechi inganni,
arcaici arabeschi di speranze deluse.

Germogli di ghiaccio
avvolgono sottovoce
la tua solitudine,
eclisse singolare,
di segni lasciati nell'oblio di un giorno,
pregno d'amore.


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