IGINO MAZZIERI, nato a Filottrano (AN) il 21 gennaio 1955, dove anche risiede e svolge l'attività di piccolo imprenditore, è sposato e padre di due ragazze di 25 e 20 anni.
Autore di poesie e racconti, con i quali ha ottenuto diversi premi in concorsi nazionali; ha pubblicato la sua prima raccolta poetica “Non ridete dei poeti” presso “Carta e Penna” nel marzo 2014.

NON RIDETE DEI POETI di Igino MAZZIERI
ISBN: 978-88-97902-75-1 Prezzo di copertina: 9,00 €.

Dalla presentazione dell'autore: Sono un artigiano, un piccolo imprenditore che produce e vende prodotti alimentari, trasformando materie prime. Molto spesso l’artigiano ha successo con i suoi prodotti, reinveste nella sua piccola impresa gran parte di ciò che guadagna, diventa piccolo imprenditore e, se gli affari crescono e se gli basta il tempo, anche “industriale”.
Qualche volta l’artigiano, anche se ha successo con i suoi prodotti, non sa, o non vuole, crescere.
Questo non significa che diventerà più ricco perché mette in banca quello che invece avrebbe potuto reinvestire nell’impresa, anzi, spesso sbaglia pure investimenti, inseguendo sogni dai quali, non bastandogli il tempo, non riesce più a tornare indietro.
E diventa vecchio, restando un artigiano.
Mi piace definirmi un artigiano della parola, o della poesia: non sono quindi, né un inventore di nuove forme poetiche o nuove sintassi , né un maestro; sono, questo sì, un grandissimo lettore, voracissimo, fin da piccolo.
Mio padre che fra i tanti mestieri ha fatto anche il camionista, raccontava ridendo di quando iniziò a portarmi con sé nel camion, avevo sei anni: stavo sempre con lo sguardo fuori a cercare segnali e insegne da leggere.
Eccole le materie prime a cui attingo per comporre i miei versi: da una parte il vastissimo mondo della letteratura e dall’altra l’amore per la mia terra e per la mia famiglia.
Questa mia prima raccolta non è altro che una breve ed incompleta biografia, un raccontare un poco di me, in versi.
Anche se inizia, idealmente, con un “Atto di nascita” e si chiude con un “Atto di morte” il quale atto, si spera, verrà definitivamente stilato più in là possibile , non significa che ci sia, in mezzo, la vita intera.
Ce n’è solo una piccola parte: un po’ di amore, qualcosa del tanto dolore che tocca ad ognuno di noi, un po’ di illusioni, qualche riflessione sul mondo che non ci piace e su quello che vorremmo, un po’ di divertimento.


Per i navigatori di Carta e penna ha scelto alcune poesie:

ATTO DI NASCITA

Gente dal sangue lento
adatto alla vanga o al remo.
Pelle spessa, eloquio scarno
di chi usa il tu con il vento
la pioggia o il padreterno.
Una collina fuorimano
una terra un po' introversa
fra la costa e l'Appennino.

E' un po' castello
e un po' borgata, Filottrano
quattro palazzi, il corso, la Pieve
la solita Porta Marina
due piazze per i giovani di sera
e per i vecchi la mattina.

Ci si affaccia dalle mura
da giovani e da vecchi
su un affresco mai finito
su un rosario di colline
che si sgrana da Loreto
sull'azzurro dei poeti
che abbraccia Recanati.


DISPERAZIONE IN BICROMIA
(un tributo a Cesare Pavese)

Troppe le notti col sonno troncato
da uno sguardo d'amore perduto.

Nel vuoto incolore ch'è subentrato
lampeggia feroce l'azzurro cangiante
del tuo sguardo spietato.

Occhi bicolori da giovane pantera
da far bianca una notte intera.
L'occhio verdastro toglie il respiro
e quello celeste vela il pensiero.

Questo splendore opprimente
come una radiazione letale
potrebbe congiungere
il mio corpo superfluo
all'amore morente.

Verrà la morte
      e sarà chissà
          di quale colore.


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