SALVO INSERAUTO è nato a Palermo il 7 febbraio 1949 e risiede a Solanto di Santa Flavia. Nell'estate 2004 si è iscritto all'Associazione Culturale "G. Giardina" di Bagheria ed ha cominciato a partecipare a concorsi di poesia, ottenendo ad oggi i risultati sotto elencati. Ha partecipato anche, come autore, ad alcune antologie e sono state pubblicate sue poesie su riviste culturali e settimanali.
Settembre 2004: Segnalazione di merito al premio letterario di poesia Giacomo Giardina, città di Bagheria (PA).
Dicembre 2004: Terzo posto assoluto al concorso letterario nazionale Prof. Calogero Rosa, città di Cerda (PA)
Giugno 2005: Menzione d'onore al premio nazionale di letteratura e A. F. Creatività intineranti di Bari e secondo posto assoluto al concorso letterario nazionale Re sole di Garbagnate Milanese (MI)
Agosto 2005: quinto posto assoluto al concorso letterario e canoro Rosa Balistreri, città di Licata (AG)
Settembre 2005: segnalazione di merito al premio internazionale di poesia, prosa e A.F. Il Convivio di Castiglione di Sicilia (CT)
Ottobre 2005: Menzione di merito al premio internazionale di letteratura Phintia Città di Licata (AG) e Menzione di merito al Premio Nazionale del Folklore Phintia, città di Licata;
Novembre 2005: Secondo posto assoluto al Premio letterario nazionale Zolfare di Sicilia di Caltanissetta e quarto posto assoluto al Premio letterario nazionale Cuore di Sicilia di Caltanissetta;
Dicembre 2005: secondo posto assoluto e segnalazione di merito al concorso letterario nazionale Premio Aurora di Palermo e terzo posto assoluto al Premio letterario Nazionale A.L.A.PA.F. di Città di Bagheria.
Per i lettori di Carta e Penna ha scelto le seguenti opere:

Ritmi lenti

Come spinge il tempo,
quanta fretta mi mette addosso
ed io a tamponar qua e là
fra lavoro, famiglia e sogni.
Corrono tutti,
corre questa società,
corre il consumo.
Hanno votato la materia.
Dov'è lo spirito?
E quando è tempo
per le mie passioni?
Voglio ritmi lenti, io
voglio osservare e studiare
ciò che sembra fermo,
voglio assaporare cose e momenti
ed intrattenermi con l'amore.
Dov'è diretto l'uomo?
Cos'è che cerca?
Se questa è la strada,
preferisco piccoli sentieri
dove umile passeggia poca gente
disposta ancora
ad incontrar poesia.


Secondo posto assoluto al concorso letterario nazionale Re Sole di Garbagnate Milanese (MI)


Riaffiorano i silenzi

Scadute l'emozioni,
si è come fermato
il tempo.
Riaffiorano i silenzi,
costretto il dolore
recita,
ad occhi asciutti;
le lacrime?
Scorrono dentro.
Il desiderio è spento,
continua a latitare
il sogno;
rimane, ahimè!
Il presente.
Ma dov'è finito il bello?
Dove si è nascosto l'amore?
Ti è permesso di scorgerlo
solo guardandoti indietro,
ma non ti aiuta il passato,
è andato!
E rimani lì, da solo
sulla soglia dell'invidia
ad accarezzare i sorrisi
di chi ti è felice intorno.



Cogliesti l'amore

Cogliesti l'amore
partorendone il mistero
senza alcuna gestazione
mentre sicuri sguardi
accompagnavano parole.

Cogliesti l'amore
con fortunata percezione
traducendo l'adulta favola
che tanto ti fu compagna
dopo la smessa bambola.

Cogliesti l'amore
e lo nutristi
con spirito e corpo
senza ipocriti pudori
e ti lasciasti andare.

Cogliesti l'amore
e lo portasti in volo
e lì, compiacenti gabbiani
si fecero cantori
dei versi che amavi.

Cogliesti l'amore
e lo incarnasti
sino a toccarti l'anima
danzando con far sublime
sull'uscio del trascendentale.

Cogliesti l'amore
e fui colto.



Il mio dolore

Non vedo i cipressi,
non vedo viali silenziosi,
non vedo croci,
non c'è lapide
con la tua foto
od il tuo nome,
non vedo i fiori,
non vedo piangere persone,
non vedo il cimitero
e non ti vedo intorno.
Nell'aria,
trascende solo
il tuo respiro
e bocca a bocca
mantiene in vita
il mio dolore.



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