Velia Gozzolino, nata a Sapri (SA) e risiede ad Acqui Termi (AL). Scrive da molti anni. È stata premiata in molti concorsi di poesia. Molte poesie sono inserite in diverse antologie. Ha pubblicato due raccolte. Da autodidatta, si diletta nella pittura ed ha partecipato a collettive e concorsi. È stata iscritta alla SIAE come autrice.
Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto le seguenti poesie:

Destino

Il mio cammino fu
di continue fratture.
Scaldano il mio destino,
sono stata l’artefice di
ogni sanguinosa vittoria.
Mi sono violentata senza
sentire il rumore che,
dal profondo, mi ammoniva
di non aspettare il miracolo
dell’amore che ancora
ne sente il vuoto come
un pozzo oscuro.
Mi arrendo senza brami.
Chiamo Dio come amante
del mio cuore
e della mia anima.
La mia ansia finisce qui!


Meriggio d'estate

Mentre parlavo ti guardavo
e tu piangevi.
allungavi la tua mano
per sfiorarmi e ascoltavi.
Era un meriggio d'estate,
ti spingevo fuori dalla mia vita,
ma tu restavi.
E allora, presi il tuo cuore
e lo feci mio, là dove
la notte copre l'intimo:
io ti amai e piansi!


La forza universale

Fra direzioni opposte,
la violenza scatena
senza speranza le
sue vittime e la vita
perde il suo valore.
Il mondo guarda, ipoteticamente,
la fine e con essa la
sua gente, che non vuole
arrendersi al vento ammonitore,
sorda all'influsso del
richiamo benefico.
Nell'attesa, il pianto appoggia
nel vento vorticoso il suo momento.
L'uomo continua la sua corsa,
annullando quei diritti che
può ancora salvare se accetta
l'arma del più forte: l'amore…
Questo amore!
Risonarlo in tutte le lingue,
berne il significato,
darebbe all'umanità il
ristoro dell'animo e la forza
universale al perdono,
salvando dall'insidia
i suoi domani e
il mondo sarà salvo!


Perdutamente volli

Volli perdutamente la tua
anima ma invano fu da
mendicante.
Protesa verso quella ricerca,
ti amai,
ma non ti volevo così,
non capivi che un cielo senza
sole non scalda nessun cuore.
Tante lune sono passate,
rovi di rami aculei ferivano
i miei sogni, facendo sanguinare
la mia vita per quel cammino che
la malinconia accompagnava.
Non t'amai più,
in tutto il tempo non ti eri
accorto che il castello da me
costruito lo avevi annichilito;
la tua anima non esisteva,
così non ti volevo.
Rammarico il tempo
perduto alla ricerca
di verdi primavere,
dal profumo mai sentito
ma sempre agognato.


PER NON DIMENTICARE (1943)

Quei carri bestiami
che vedevo passare
dalla mia finestra un
giorno si fermarono ed io
scesi per vedere quei poveri
cavalli andare al macello per
sfamare una città in guerra.
In quel momento attraverso un
finestrino con il filo spinato ho
visto occhi imploranti di esseri
umani e sentivo l'aria che emanava
verso il cielo e su di me il dolore
e gemiti che mi colpirono il cuore.
Implorai Dio per ogni dove
avrei voluto essere con loro,
toccarli e consolare il loro dolore
strapparli da una espiazione senza
colpa che l'infamia aveva deciso per loro.
Poi, una mano si sporge e mi colpì
come il vento, per un po'
non ho visto più niente e mentre
il treno si muoveva un biglietto
si posò sul mio petto che diceva:
“Non dimenticarmi Anna prega per me
ed io pregherò per te, Pepè.”
e allora che mi ritrovai in ginocchio a pregare,
avevo ricordato il mio primo amore
che andava a morire ed io ho pianto
con la disperazione nel cuore.

(È una storia vera)


PERDUTAMENTE VOLLI

Volli perdutamente la tua
anima ma invano fu da
mendicante.
Protesa verso quella ricerca,
ti amai,
ma non ti volevo così,
non capivi che un cielo senza
sole non scalda nessun cuore.
Tante lune sono passate,
rovi di rami aculei ferivano
i miei sogni, facendo sanguinare
la mia vita per quel cammino che
la malinconia accompagnava.
Non t'amai più,
in tutto il tempo non ti eri
accorto che il castello da me
costruito lo avevi annichilito;
la tua anima non esisteva,
così non ti volevo.
Rammarico il tempo
perduto alla ricerca
di verdi primavere,
dal profumo mai sentito
ma sempre agognato.


LA FORZA UNIVERSALE

Fra direzioni opposte,
la violenza scatena
senza speranza le
sue vittime e la vita
perde il suo valore.
Il mondo guarda, ipoteticamente,
la fine e con essa la
sua gente, che non vuole
arrendersi al vento ammonitore,
sorda all'influsso del
richiamo benefico.
Nell'attesa, il pianto appoggia
nel vento vorticoso il suo momento.
L'uomo continua la sua corsa,
annullando quei diritti che
può ancora salvare se accetta
l'arma del più forte: l'amore...
Questo amore!
Risonarlo in tutte le lingue,
berne il significato,
darebbe all'umanità il
ristoro dell'animo e la forza
universale al perdono,
salvando dall'insidia
i suoi domani e
il mondo sarà salvo!



IO VAGABONDA

Amore parola immensa
nell’eterno creato che nasce
dal cuore che concepita
non fu sentita.
Questa è la mia vita
che la realtà accompagna,
che mi avvolge e mi sfugge
spaventando il mio cure
inorridito dei giorni miei
che non vissero mai.
Io, vagabonda in cerca di
calore umano fu il cercare amore
ora soffocata di questo
mio pianto sommesso che l’arma
del tempo ha trafitto i miei sogni
avvolgendo la mia anima
nel mistero che è padrone.
Vorrei dire ancora una volta, l’ultima volta,
il mio amore per il mio cuore
malato.



MA PERCHE' SONO QUI

Ma perché sono qui a sentire
il mio cuore pieno di oscuri
presentimenti,
io sento celata la verità
nel profondo della mia anima
che illude la mia follia.
Nel buio del mio smarrimento
la realtà si ovatta per non
farmi sentire la storia impossibile
che tormenta le mie ore del giorno,
ma quando la notte avanza
nascondo il mio sguardo
nel pianto per non vedere morire
le stelle.



NEBBIA

Quando vedevo il mio amore
soridere interrogavo il suo
sguardo triste su di me,
sentivo senza fretta di sapere
se il suo dolore ero io.
Sapevo il vuoto che le regalavo
pur amandola in silenzio,
quando la nebbia ha oscurato
la sua mente simile a fantasmi
di morte non mi ero accorta
che mi separavi dal tuo
invisibile mondo con la
volontà di morire,
ed io non capivo!
Credevo che tu non amassi
più la tua amica
del cuore.



MAMMA PERDONAMI

Perdonami mamma,
quando ammonivi la mia
ira, volendo ciò che a
te sembrava non fare.
Perdonami mamma,
vorrei farti per regalo
metà del mio cuore per
sentirlo ancora unisono al mio.
Perdonami mamma,
quando il calore del mio
amore ti soffocava anche
se alle volte mi trattavi
da bambina, rimproverando
il mio operato come se
fosse tutto sbagliato.
Perdonami mamma,
la tua scomparsa dalla mia
vista, è perenne visione nel
mio cuore, la tua voce non
mi lascia mai, quando possessiva
organizzavi la mia vita.
Perdonami mamma,
se in questa permanenza tua terrena
ti ho recato un po' di pianto,
tu, lasciandomi, me ne hai
dato tanto e ancor tanto ne avrò.
Perdonami mamma,
se nelle notti di pensiero
sento la tua mano che sfiora
la mia guancia come se volesse
confortare il mio pianto.
Ed ora, mamma perdonami
e ancora perdonami se sono stata
il tuo affannoso amore nella vita,
il dolore mio più grande;
non aver capito che io ero la tua vita
e tu la mia.



Se verrai

Se verrai
ti racconterò cosa avvenne
nel distacco di due persone
che nel suono delle loro voci
si fusero in un solo tono.
Se verrai
ti racconterò come si amarono
nel dolce silenzio dei loro
silenzi, interrotto da mezze
frasi d'amore, promessa del
tempo che verrà per loro.
Se verrai
ti racconterò all'ombra di una
luce velata di pianto che il
tempo per me è passato come il
vento senza promesse.
Se verrai
molte cose ti dirò in quell'ombra
se tu mi aiuterai.



If you come

If you come
I shall tell you what happened
when two persons
whose voices were fused in one tone
burst apart.

If you come
I shall tell you how they loved one another
in the sweet silence of their
silent moments, interrupted by half-
phrases of love, a promise of
the time which will come for them.

If you come
I shall tell you in the shade of
a hidden light of cry that the
time for me has passed like the
wind without promises.

If you come
many things i shall tell you in that shade
if you'll help me.



Nebbia

Una luce avvolta
nella nebbia da lontano
intravedo una persona...
Cosa avviene nel suo animo
così fermo sotto ad un lampione
il suo cuore và verso il suo dolore?
Un addio lo fa soffrire?
Vorrei poterlo aiutare
diradare la nebbia e fare
entrare il sole nella sua storia,
so che sta morendo
io lo so.
Il suo pensiero decide
di finire il suo soffrire
ma miracolo divino
una mano lieve si posa
sulla sua spalla, è lei
che ritorna con animo pentito
di averlo abbandonato.
Io ho pregato Iddio perché
mettesse fine al suo dolore!
Non poteva morire
cose sto morendo
io: d'amore.



L'addio

Ogni tanto la mia
mano corre sul cuore
che mi tiene in questa vita
chi sa per quanto ancora.
so che ci perderemo
dove l'addio ci aspetta:
cuore mio ti ricordi quanto
amore hai dato ma il cambio
fu ortiche e pianto,
non essere triste
non esiste più il romantico
fiore profumato d'amore
che avvolgeva il tuo cuore,
quel tempo è molto lontano
ora viviamo la
malinconia che ci accompagna
verso l'eterna via.



MERIGGIO D'ESTATE

Mentre parlavo ti guardavo,
e tu piangevi.
Allungavi la tua mano
per sfiorarmi, e ascoltavi.
Era un meriggio d'estate,
ti spingevo fuori dalla mia vita,
ma tu restavi.
E allora, presi il tuo cuore
e lo feci mio, la dove
la notte copre l'intimo:
io ti amai e piangevo.


DESTINO

Il mio cammino fu
di continue fratture.
Scalando il mio destino,
sono stata l'artefice di
ogni sanguinosa vittoria.
Mi sono violentata senza
sentire il rumore che,
dal profondo, mi ammoniva
di non aspettar eil miracolo
dell'amore che ancora
ne sente il vuoto come
un pozzo oscuro.
Mi arrendo senza brami.
Chiamo Dio come amante
del mio cuore
e della mia anima.
La mia ansia finisce qui!


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