Le poesie di Alda Fortini, nata e residente a Villongo (Bergamo), hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti letterari, evidenziano un grande sentimento ed una capacità espositiva accattivante, ricca di immagini. Analizzerò le varie raccolte singolarmente e in ordine cronologico, per evidenziare al meglio i temi fondamentali che le contraddistinguono in modo da comprendere le analogie e le differenze, sia a livello comunicativo, sia a livello di maturazione personale dell'Autrice.

IL PRIMO VERSO, Ed. Il Conventino, Bergamo, 1978
Il “domani” è un tema, un'incognita dominante nella raccolta “Primo verso”, e solo lo zingaro può lasciare alle spalle “…il pauroso domani” scrive l'Autrice. Ogni tanto riaffiora il passato, ma la Poetessa, pur ricordandolo, cerca un infinito che “Si perde con le onde del mare”. Il suo è un viaggio, un cammino, c'è una strada che si deve percorrere e si può essere in compagnia, magari affidandosi alla speranza. L'infinito è nel mare, noi siamo nel mezzo e ci trasportano le onde. Pessimismo e speranza, libertà e chiusura, apertura verso gli altri e riflessione nel silenzio sono le tematiche profonde e sintomatiche dell'animo umano e sono anche gli elementi portanti dell'opera dell'Autrice. Anche i colori si associano a questo concetto: il verde della speranza, del viale dei tigli e ancora “…il verde/ spoglio degli alberi”, “…montagna/ verde dai pini leggeri ”, concetto collegato “ad una riga di luce”. C'è anche il rosso, simbolo della vita, ma subito dopo c'è il grigio come a significare la fine immediata di questa vitalità. Ma chi è il poeta? E' colui che va oltre, che sente nei suoi attimi fuggenti un barlume di speranza “Fiducia- poeta-/ la speranza non muore mai”. E' dunque la poesia l'ancora di salvezza?

SCRITTI SCIOLTI, Società Editrice Vannini, 1991
La silloge si snoda per contrasto, per contrapposizioni ed è contraddistinta da una musicalità ripetuta per ogni lirica. Sono significativi quei “ma” nel mezzo delle liriche, che contrappongono l'immagine a quella precedente ed infine gli “e” che concludono il discorso a volte con un riscatto e un senso di positività “E sbuca la svelta lucertola “E la clessidra pone un ornato e fine desiderio” “E le lampade antiquate e oleose si accendono” “E la nascosta luna si flette e tace/ in arrugginite e scompigliate promesse” e così via. L'immagine finale è quasi sempre un riscatto, segno evidente che la poetessa coltiva ancora la speranza e, in un certo senso, supera il pessimismo dei primi versi. La contrapposizione fa sì che non ci sia una certezza, il fluire della vita si snoda per immagini e la natura, gli animali, le cose assumono un aspetto di primo piano.

IDEALI DI CRISTALLO, Ed. Venilia,1994
Il tema della memoria percorre le rime di questa silloge, è una memoria scritta su un diario o taccuino e in essa si accavallano immagini intessute di elementi naturali come per esempio gli alberi. “Per il mio nascosto quaderno d'appunti/ gli attimi si riassumono” scrive l'Autrice. A volte il ricordo del passato appare distruttivo “Mentre la mia infanzia crea e distrugge ogni oggetto”. Il ricordo vive alla luce del presente, dove possiamo trovare anche la speranza “Ma il tutto/sotto questo cielo/sempre più alto/e sempre più illuminato”. Simboli ripetuti sono appunto l'albero, la pianura, la radura immensa, l'acqua. L'albero è il desiderio di vita: “I cipressi immobili” “Le ombre verdi/ di questo uliveto” e c'è anche un desiderio di pace, quando, infatti, l'Autrice scrive: “Immergo convinta/il mio viso scuro/nell'acqua chiara e limpida” non è forse un desiderio di purezza e di tranquillità? Altro elemento è la solitudine “Laggiù lungo la riva spenta/un passero solo” e ancora “Ma sono sola/e con briciole di un disporre/ che ostinato spinge contro il muro dei cocci”: il tutto è un discorso esistenziale che ingloba, nel suo percorso, solo sentimenti, ricordi, speranze, illusioni e delusioni della Poetessa, ma anche risvolti della natura e con essa i suoni, i colori e gli attimi fuggenti.

TEMPO SCONFINATO, Lorenzo Editore, (ultima raccolta)
Il tema fondamentale è ancora l'esistenza in un rapporto di memoria-presente-futuro. Si intravede ogni tanto la speranza, che è anche illusione, ma a volte essa si spegne, perché il cielo risponde solo a “vaghe illusioni”. I ricordi emergono dall'inconscio, un inconscio che racchiude la memoria dei tempi. Gli elementi della natura ritornano: c'è l'acqua per la purificazione e per la speranza, c'è la nebbia dove l'Autrice nasconde il suo viso, forse cercando protezione, c'è sempre un muro di pietra, come ad indicare l'impossibilità ed anche un certo pessimismo per l'incapacità di soddisfare i propri desideri. Il tempo, in questo contesto , corre inesorabile, ma ad un certo punto l'Autrice si sofferma a riflettere sul perché dell'esistenza e allora nella lirica “Non confondiamo” lei afferma che l'esistenza è la realtà comune che si trasmette di giorno in giorno. Alla fine la stessa lirica si conclude con una considerazione: ”Eppure noi viviamo ancora/distratti a vuotare/l'ultimo sorso di un bicchiere/chiedendoci una volta di più/se i gabbiani continueranno la loro corsa/o paurosi/ritorneranno al ramo”.

Dal punto di vista linguistico le rime delle quattro sillogi si snodano per accostamento di sfere sensoriali e immaginarie, sono senza punteggiatura interna e i versi sono spesso collegati con l'enjambement, per poi concludersi con il punto. Non ci sono virgole che dividono un verso dall'altro, ma i versi sembrano tutti uniti, come a voler significare l'immediatezza del pensiero che a volte si matura per contrapposizione e che poi va a conclusione senza pause intermedie. C'è senza dubbio una maturazione espositiva dalla raccolta Primo verso a Tempo sconfinato, ma rimangono sostanzialmente le stesse caratteristiche pur con qualche variante nella raccolta Scritti sciolti” dove il bisogno di comunicazione, essenziale, sintetico, è espresso con sequenze nette, brevi, immediate ed appare a volte sofferto. In definitiva le quattro sillogi vanno inserite in un discorso esistenziale e i temi della speranza, della natura, della realtà, quando la realtà stessa è anche espressione degli stati d'animo, si confondono con la personalità dell'Autrice, in un armonioso gioco letterario piacevole nella lettura e stimolante dal punto di vista umano e sentimentale.

Bruna Tamburrini

Per i navigatori di Carta e Penna la poetessa ha scelto queste poesie:

FONTANA

Notte di luna questa sera
dove le stelle brillano
e nel sorriso di un tempo
odo il risveglio del momento.
Un cane abbaia lontano
e un nuovo pensiero di sempre
tace nel sole al tramonto.
Nuove ragioni nella valle
e custodisce una versione
sulla diversità dell'attesa
e guardo questa uva recisa.
Nuova è l'insegna avuta
e dietro al fuoco del camino
un volto amico nel giorno
e sotto il sorriso voluto
giorni lieti e frivoli.
La fontana della piazza
è vuota e distante e cupo
è il tramonto solo e vago
dove la rivincita è nuova
ed il ruscello fugge lontano.


CONFINE

Lieto è il tempo nuovo
dove le azalee fioriscono
e sotto le travi del portico
una nuova insegna svanisce.
Custodisco una memoria certa
e nelle quinte di questo palcoscenico
un diverso dettato sul quaderno
che conta nelle sere più quiete.
Celo un risveglio
e sconfiggo la mia versione
in tempi ricercati e noti
e confondo il geso assurdo
nell'insegna che appare vaga
nell'illusione di un confine.
Vento solo ed infinito
dietro una nube nuova
e dico il cielo diverso
nella locanda abbandonata.
Il silenzio è segnato
da un ruscello lento
e fugge dal casolare buio
dietro una congiura vecchia
che il tempo assopisce.


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