“Noi siamo i pedoni della misteriosa partita a scacchi
giocata da Dio. Egli ci sposta, ci ferma, ci respinge,
poi ci getta uno a uno nella scatola del Nulla.”

Poeta persiano del XII secolo


Andrea Figari è nato a Torino il 21 gennaio 1983, ha conseguito la Laurea specialistica in Giurisprudenza presso la Facoltà di Torino nell’ottobre del 2008 con una tesi in Diritto dei Paesi Afro-Asiatici. Ha svolto stage nell’Ufficio del Personale dell’Ospedale Mauriziano, in Ai.Bi ONG (Amici dei Bambini ONG), nel Centro UNESCO di Torino e ha svolto un anno di Servizio Civile Nazionale all’Estero in Rwanda con l’ONG Amici dei Popoli. Appassionato di scacchi è istruttore elementare FSI-CONI di questo gioco.

Sue pubblicazioni sono:


Schegge di Rwanda (2010)

 Nasce a seguito di un’opportunità che Andrea ha avuto nell’intraprendere un percorso di tre mesi in terra d’Africa. A seguito di questo percorso nasce questa raccolta,dedicata agli amici e agli sguardi incontrati, ai quali è stato devoluto anche parte del ricavato.

-          La raccolta è giunta finalista al Concorso Mario Soldati 2010, Centro Pannunzio di Torino.

 

“Sentieri d’Esperanza” (2009)

Quest’opera è un breve cammino verso un ipotetico mondo perfetto accompagnati da una figura affascinante e misteriosa.

Dedicata a coloro che Andrea ha incontrato lungo il cammino della vita, essa ha come obiettivo finale il lettore, il quale viene coinvolto in questo percorso alla scoperta di Esperanza.

 

ChiScac? Ovvero scacchi inVersi” (2013)

ISBN: 978-88-97902-36-2

Questa raccolta prova a mettere in versi i pezzi di questo nobil giuoco. L’intento ha anche un fine didattico: far venire il lettore a conoscenza di alcune nozioni e di alcuni elementi scacchistici in modo originale e diverso.

 

Per i navigatori di Carta e Penna Andrea ha scelto una poesia significativa della raccolta “Schegge di Rwanda”:

NON PIANGERE RWANDA

Non piangere Rwanda.
Non piangere giovane fanciulla,
giovane leonessa in terra d’Africa.
Non piangere Rwanda.
Asciuga le lacrime,
le lacrime di un passato che fa male,
di un passato di sangue,
di un passato che però è passato.
Non piangere Rwanda.
Non piangere il presente,
progetti devi avere,
sogni devi fare,
incubi devi allontanare.
Non piangere Rwanda.
Non piangere il futuro,
progetti devi costruire,
sogni devi realizzare,
incubi devi scacciare.
E se ancora piangi Rwanda,
al tramonto di ogni sera,
ricorda i ricordi,
custodisci il passato,
custodisci la memoria.
E se ancora piangi Rwanda,
all’alba di ogni giorno,
guardati negli occhi,
sorridi al sole,
cammina con fierezza.


Per contattare direttamente l'autore

Homepage