CARMINE FERRARA studente universitario alla facoltà di Ingegneria a Napoli. Scrive poesie, racconti, pensieri e quant'altro gli passi per la testa sin da bambino. Ha collaborato fino a qualche anno fa con testate giornalistiche delle sue zone. Poi ha abbandonato per motivi di studio. Partecipa a concorsi letterari da un paio di anni, ottenendo buoni risultati e riuscendo a classificarsi primo al concorso “Il giro d'Italia delle poesie in cornice XI edizione” con la poesia “Sopravviverò”. Nel 2001 ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata “Lacrime di ghiaccio” per la quale ha ricevuto complimenti e l'elogio di diversi amici scrittori. Partecipa, per quel che gli è possibile, a manifestazioni e convegni letterari della sua regione attraverso la promozione dei suoi scritti.


Pioggia di Settembre

Battiti di pioggia sull'anima,
a graffiar nostalgie di ricordi lontani
e il rimorso di sogni andati perduti.
Voglio essere pioggia
per nascondere il pianto.
Ecco il vento,
scuote appena il mio cuore,
per regalarmi un brivido.
Voglio essere pioggia
per essere tutto e niente,
per sentire profumi di terre lontane
e non aver più dimora.
Voglio essere pioggia per ritrovare
i sapori della natura e
far nascere un arcobaleno.
Voglio essere pioggia e
non sentirmi uomo.
Voglio vivere questi attimi
brevi fuori ed infiniti in me,
sotto questa timida pioggia di Settembre.


Il tuo migliore amico

Il suo abbraccio è la tua casa,
il suo odore è il tuo respiro.
Lui copre con le sue mani le tue ferite
e le richiude poi con le sue lacrime.
Lui non ti chiede mai,
preferisce darti.
Il suo silenzio è una pagina
bianca del tuo diario.
La sua rabbia è la tua difesa.
La sua presenza ti riempie di gioia,
la sua esistenza ti fa apprezzare la vita.
Finché vivrà tu non sarai mai solo.
Il tuo sconforto è il suo pianto,
i tuoi traguardi, la sua gloria.
Ogni tuo passo verso il pericolo
è un battito del suo cuore.
La sua ombra è la tua speranza.
La tua vita è ragione della sua.


Lacrime di ghiaccio

 

Di cose mai viste,
del parlare, fuggendo gli sguardi,
per il timore di incrociare gli occhi
e restare immobile,
trafitto da una lastra di ghiaccio,
tu non hai che lampi di tristezza.
Cercare un sorriso che non ha voce,
sentire il cuore stringersi tanto,
assaporare un lieve tumulto
per provare a muovere un dito,
ma il tempo si ferma e
non resta che un ultimo sguardo,
per veder piangere una statua e
sentire, lieve, il sublime
invaderti il corpo e
attraversarti l'anima,
quando lacrime di ghiaccio
si sciolgono al sole.


 

Oltre il tramonto

 

Preda dei suoi fatali artigli,
solcato nei rossi sentieri dai suoi passi,
sento gli attoniti sguardi
stringere queste mortali catene.

  Fuggo il sublime e l'oblio:
potrei non più ritrovarla.
Intanto la osservo e piango in silenzio,
illuso che, un giorno, raccolga le lacrime ghiacciate.
Sull'altra sponda dell'oceano,
aspetti anche dopo il tramonto del sole:
fino a quando sarà stanca

  e fissando l'orizzonte,
capirà che la mia vita è stata
solo in queste parole.



Per contattare direttamente l'autore:
Homepage