Giovanni De Simone è nato a Roccarainola (NA) docente di Educazione Fisica in pensione, vive e risiede a Traona (SO). Ideatore e curatore di concorsi scolastici di poesia, sport e arte varia a carattere locale, provinciale e regionale. E' poeta, scrittore e pittore. Per la poesia e per la narrativa ha partecipato a diversi concorsi ed è presente in antologie, riviste, agende e cataloghi. Ha pubblicato due raccolte di poesia: "Gocce" e "Poesia…e sia"
Per la pittura ha presentato le sue tele in mostre personali e collettive sia nazionali che estere.

APORIA ESTIVA

Gli uccelli cantano in barattoli
a tempo di fragole:
non hanno più l'urgenza del verde
gli alberi hanno bluse di tela e jeans
e le giornate pezzi di ricambi
Il giallo sole
- uscito dall'uovo -
accompagna il giorno con l'auto
Se la prende comoda
evita di morire nel giro
Raccoglie colori, umori e odori
per sparali in faccia alla notte
Non serve a niente
pensare all'acqua perduta:
la corteccia spugnosa
ha la forma desiderata
e sorride
aprendo i fiori della gola
Solo il cielo va a piedi nudi
negli occhi del mare invisibile
Afferra la vacca per la coda
la getta zampe all'aria
in un'oasi di pace
e stanco morto si siede
su una grossa sfera rossa
Niente di grave:
nascondete le bottiglie di plastica
sotto le pietre dei sogni



STORIA D'AMORE

X un riverbero luminoso
è + che sufficiente
1/4 d'ora
dietro un tetto
Quando alla luna….
impettita al suo posto
aspetta
facendo ondeggiare sulla terrazza
un sorriso di vetro
…è un'abitudine
difficile da abbandonare
Il suo vero lavoro
è sempre quello d'amare?
La domenica
la camicetta bianca…
la forma verde-rossa
non l'ho proprio capita!
Uno strano senso di vuoto…
Ieri:
un cuore … una rosa…
Oggi:
…com'è dolce la nostra casa!
Logico.



…SI RIPETE

All'inizio fu uno sfogo
ma il dolore
- dimenticato nell'indifferenza -
si risveglia con l'amore
- senza toppe -
obbligandomi a prenderlo sul serio
La sua calda voce
rompe il silenzio saturo di parole
e di prigione senza sbarre

Ape assetata
bevo il nettare
di tutti i fiori del verde prato
mi ubriaco di azzurro profondo
e non penso al tempo
fermatosi nella gioia ritrovata

Lei non dice nulla
Ride e continua a giocare
a giocare con inquiete nubi
Avverto che il vento
minaccioso
presto
porterà l'acqua dell'addio

L'ombrello
il vecchio logoro ombrello
esce dal suo luogo di riposo
e vive un'altra storia
già conosciuta



DIVERSAMENTE…

DIVERSAMENTE

Diversamente
da certi miserabili giorni
la notte
con il suo velo d'ipocrisia
nasconde la solitudine che il vento
diffonde nell'ombra del desiderio

Il suo bisogno di

S
P
A
Z
I
O

è una ripetizione di distanze
che galoppa nei lunghi sospiri.
L'amore

            e dalla profondità
        l
    a
s

di un sogno inane


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