Miriam De Michele ha frequentato con profitto il terzo anno della scuola secondaria inferiore di Torre del Greco (NA), dove ha incontrato professori che l'hanno invogliata a perserverare nella passione per la poesia. Attualmente frequenta la quarta Ginnasio
La sua poesia non è monotematica, i suoi versi spaziano a tutto campo e da essi scaturiscono versi maturi e duri come la realtà, a volte, le mostra; altre volte è il suo spirito bambino a scrivere e le poesie sono delicate e dolci.
Da ottobre 2008 ha iniziato a partecipare a premi e concorsi letterari, ottenendo ottimi risultati. Si è qualificata ai primi posti in premi nazionali e internazionali, ha ottenuto premi speciali, menzioni di merito e riconocimenti per le sua capacità poetiche.
Ha pubblicato due libri di poesie: La mia vita in versi nel 2009 e, nel marzo 2010, la raccolta Io e me stessa.
Con Carta e Penna ha pubblicato la silloge Un tratto di tempo quale premio per la classificazione al primo posto nel concorso letterario “Scrivimi … una poesia” memorial Catello Mari.
Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto le poesie:

HO UN RICORDO

Ho un ricordo
chiuso in un cassetto,
un ricordo mai letto,
mai ripescato nella memoria,
un qualcosa che fa parte della mia storia.
Una mia esperienza
vissuta intensamente,
è un ricordo,
è là,
muto e silente.
Non si sente,
non scroscia,
non striscia,
non miagola e non abbaia,
non scende e non sale,
non si arrampica sulla ringhiera delle scale.
Non fa male,
se apro questo cassetto
questo ricordo entra nel mio letto.


IO IN UN MONDO DI GRANDI

Vissi con serenità la mia infanzia,
non aspettai di crescere,
finché gli eventi non mi fecero cambiare strada.
Tracciai una linea con la matita
e pensai che quella era la mia vita.
Vidi che non era retta
come mi insegnarono a scuola,
era mista,
zigzagante,
non si fermava un istante,
curve a più non posso,
mi inventai che quello era il mare mosso.
Quella linea non fu perfetta,
ci misi un punto che mi sembrava minuscolo,
quel punto crebbe con me:
ero io.


UN PAESE E UNA CITTA'

Io sento l'ultimo grillo
come l'ultimo passante,
come l'ultima macchina sull'autostrada.
Qui non c'è pace,
c'è solitudine,
in inverno i fiocchi di neve
la fanno da padrone,
si spegne l'ultima luce del lampione.
Un brivido,
solo un brivido mi passa per la schiena,
sento il ciondolare di una catena.
Poche voci animano questo paese,
un peso,
un peso vivere qui,
invece da casa mia si vedono gli aerei
che mi ricordano gli arrivi,
le partenze,
le gioie e le speranze.


PICCINA PICCINA

Ero piccola ma con un cuore grande
che mi batteva in petto forte.
Mi descrivono così:
piccola,
coraggiosa
e intraprendente.
Forse troppo piccola
e curiosa,
il mio cuore da allora ha fatto tanta strada.
Non potevo restare dov'ero nata,
dovevo continuare a vivere,
girare,
testimoniare
e conoscere nuove realtà.
Un uomo mi disse:
“C'è un mondo lì fuori”
ed io pensai “Se c'è un mondo lì fuori
io voglio andargli incontro”
e da allora percorro tante strade
per poi tornare sulla strada di casa
e ripartire ancora.


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