Salute a tutti!Sono Max Colao,ho 14 anni,vivo a Castellammare di Stabia,in provincia di Napoli, un tipico paesino che si affaccia sul mare del nostro verdeggiante Golfo alle spalle dell'imponente Vesuvio... ma sono nato in Francia,perchè i miei genitori vivevano lì e mio padre, che è ingegnere,ha realizzato numerosi progetti del famoso parco giochi"Eurodisneyland"di Parigi...
Sono cresciuto, anche stimolato dai miei genitori, con la passione per la lettura e la scrittura; infatti divoro soprattutto libri e manga fantasy... ho iniziato a scrivere poesie fin da piccolo,poi da grande la mia vena creativa si è sviluppata fino a realizzare scenari e personaggi fantastici che rendo vivi e reali attraverso la mia penna.
Divoro libri e adoro autori fantasy e non come:J.R.R.Tolkien, J.K.Rowling, V.M. Manfredi e altri... adoro dipingere miniature,faccio giochi di ruolo e pc game, e vincere a scacchi è la mia passione!!!
I miei hobbies mi hanno aiutato a superare un momento di inerzia mentale e tristezza dovuti anche ad un mio problemino di salute,e ho ripreso quasi subito le mie attività preferite.
Così stò gettando le basi del mio futuro,infatti ora stò sostenendo gli esami di licenza media e intendo proseguire gli studi iscrivendomi all'Istituo per Geometri... poichè ho sempre amato il disegno tecnico e la progettazione,adoro studiare anche la geometria e l'algebra ma mi impegno comunque in tutte le materie.
Il mio fine ultimo è quello di solcare i cieli a bordo di un aereo,dopo aver frequentato l'Accademia Aereonautica.
Bye bye

Ai lettori di Carta e Penna propongo:

Colei che rinascerà da una fine

Era una giornata come tante per gli ignari abitanti del villaggio elfico di Lios, un piccolo paesino immerso nel verde, che era attraversato da un fiumiciattolo senza nome….Dal lato destro del fiume le uniche casupole erano quelle dei contadini; invece dal lato opposto le abitazioni erano di più e anche più recenti, inoltre questa sezione era l'unica ad avere una palizzata. Gli autoctoni di certo non si aspettavano un attacco, poiché non essendo la zona un punto cruciale per la guerra degli elfi contro i non-morti, non ci sarebbe stato interesse a distruggerlo. Il villaggio non era indifeso e poteva contare su un centinaio di elfi guerrieri e qualche druido.
Era mattina, e quando i non-morti sferrarono l'attacco scoppiò il putiferio, i primi a opporsi furono i druidi che innalzarono una barriere magica, ma dopo qualche istante una mugolo di frecce si abbatté su di loro falciandoli tutti tranne una ragazza elfica di nome Shifra, che si salvò grazie a uno scudo di pietre che aveva evocato inavvertitamente.
Era la figlia di un mercante elfico che dopo tanto peregrinare aveva deciso di stabilirsi qui; lei indossava un pantalone rosso stretto in vita, una camicetta aderente anch'essa rossa che si fermava all'ombelico, una giacca dorata che arrivava alle ginocchia, un paio di stivali in cuoio e uno strano berretto nero.Come unica arma aveva un coltello chiamato “Tirasmath”, ovvero zanna di drago, avuto in dono da Thonas, suo padre,e aveva la lama seghettata lunga venti centimetri, sull'impugnatura era intagliata una driade solitaria. Shifra era un elfo molto strano, perché al contrario dei comuni elfi,lei non aveva i capelli biondi e lunghi, ma bensì rossi e corti, ma possedeva anche un corpo slanciato e flessuoso,tipico della sua razza.
Se non fosse stato per il contrattacco elfico sarebbe stata travolta dai non-morti in carica,così quando si fu ripresa tornò in prima linea e da lì cominciò a evocare fulmineamente e a scagliare schegge magiche, che durante la loro corsa aerea diventavano grosse come spade; però in un punto vicino a lei i non-morti sfondarono la prima linea e irruppero nel villaggio..
Si trovò così in mezzo ai nemici che avanzavano; improvvisamente percepì un'aura magica molto forte e le comparve davanti un non-morto sciamano che alzò la spada che aveva in pugno e la calò su di lei, la spallina le si lacerò sotto il colpo, ma almeno evitò che le tagliasse il braccio;poi l'avversario alzò il braccio e mentre stava per colpirla di nuovo,la testa gli si staccò dal collo e dietro di lui spuntò Lishier, il suo amato nonché suo promesso.
Ma mentre lui le prestava soccorso e l'aiutava ad alzarsi,un troll non-morto comparve dietro Lishier e gli conficcò la lancia nel cranio, una pioggia di sangue la invase e invasa dalla paura d'istinto pronunciò un incantesimo :” Hir zath mal ocos smath carf” - subito dalla terra fuoriuscì un lancia di pietra talmente grande che quando colpì il troll lo tagliò in due metà perfette…Era accaduto tutto in maniera cosi rapida che il corpo di Lishier era ancora in piedi e, mentre le cadeva addosso,svenne poiché l'energia richiesta dall'incantesimo era troppa.
Quando rinvenne era notte e i non-morti se ne erano andati via già da molto, era ancora stordita e quando ricordò l'accaduto pianse e urlò con tutto il fiato che aveva in gola; poi calmatasi si convinse che doveva informare il sovrano del regno degli elfi dell'accaduto, ma quando tentò di rialzarsi una fitta alla spalla la bloccò e si accorse di avere un profondo taglio che iniziava dalla spalla e arrivava fino al gomito. Si fasciò immediatamente con un lembo della sua tunica e usò i suoi poteri curativi per guarirsi, ma non servirono a un gran ché perché non andava molto bene in taumaturgia; essendo molto stanca e provata decise di passare la notte tra le rovine di Lios.
Il mattino dopo si sentì meglio, ma quando controllò la ferita si accorse con un misto di stupore e di curiosità che le si era già cicatrizzata e al suo posto era comparsa l'immagine di un drago che come un tatuaggio era attorcigliato al suo braccio e spalancava la bocca come se volesse sputare fuoco proprio dove era la sua spalla. Così con un misto di rabbia e stupore, si accorse di essere stata maledetta, e lei già sapeva che l'unico che poteva liberarla era soltanto colui che ne era stato l'artefice. Quindi non ci poteva fare niente poiché l'autore del misfatto era stato ucciso da Lishier!
Tra le macerie si procurò uno zainetto da viaggio che caricò con tutte le provviste che riuscì a racimolare, con un po' di fortuna riuscì a recuperare anche una sacca con un po' di denaro che apparteneva al padre,che l'aveva interrata al momento dell'attacco per evitare di esserne derubato, così si incammino verso Haron-Hill la capitale del regno degli elfi.
Uscì dal villaggio e si inoltrò nel bosco di Sir-choel, lì fu circonda da un branco di famelici lupi neri che avevano fiutato il fetore dei cadaveri, per un po' si fermarono a studiarla girandole intorno; poi uno la attaccò frontalmente, lei estrasse il coltello e glielo piantò nel cranio. Poi un secondo la attaccò saltando, ma lei si abbassò e gli conficcò il coltello nello stomaco, che gli squarciò l'addome facendone fuoriuscire le budella, una pioggia di sangue la avvolse.
Mentre senza concedersi tregua, schivò il balzo di un altro e gli tranciò sia le zampe anteriori sia la testa. Il resto del gruppo fuggì terrorizzato, Shifra dopo il combattimento si accorse del fatto che la maledizione le dava una forza e un potere mentale illimitati...
Dopo qualche ora fuoriuscì dal bosco e si trovò dinanzi la vista del lago d'acqua dolce di Thon-blash, così scese velocemente dalla collinetta su cui era abbarbicata la selva e si avvicinò alla riva, per poi farsi trasportare da un traghettatore a Thalai-Las la città-isola, famosa in tutto il mondo di Antiathia per la sua bellezza e per la sua ricchezza. La traversata fu lunga ma piacevole, e quando arrivarono la prima cosa che fece Shifra fu quello di cercare una locanda, l'unica che riuscì a trovare si chiamava “la taverna del drago dormiente”. Quando entrò si avvicinò in silenzio al bancone e si rivolse all'oste così: “ vorrei una camera per la notte “ e questi sgarbatamente le rispose: “ straniera, sono cinque scudi d'oro! “, l'elfa dopo aver frugato nello zainetto glieli posò sul bancone,e l'uomo le porse una chiave arrugginita dicendo:”dopo le scale, la seconda porta a sinistra”…Shifra senza più parlare si avviò verso la camera.
Entrata, posò lo zainetto su uno sgabello e si stese sul letto a pensare, i recenti avvenimenti l'avevano profondamente cambiata, non era più la stessa ragazza felice e spensierata di tre giorni fa….Shifra questo lo sapeva, come era certa che doveva raggiungere Haron-Hill per non rendere vano il sacrificio compiuto da coloro che lei più amava………..
La mattina dopo si svegliò presto e uscì immediatamente dalla locanda senza indugio, per prepararsi al viaggio comprò altre provviste, più un arco e una faretra e poi uscì dalla città;
il traghettatore la riaccompagnò all'altra sponda così si diresse silenziosamente ad Haron-Hill.
Per raggiungere la capitale poteva percorrere due piste, la prima era la più corta e e attraversava la Diam-smath una rete di oscure caverne sotterranee, oppure poteva passare per il Sir-Andun, che era la strada più sicura ma anche la più lunga.
Shifra scelse la seconda e quindi si diresse a est, marciando a passo veloce le giornate passarono senza intoppi finche non raggiunse Sir-Sar la città arborea, costruita sulle chiome di alberi millenari; quando ne varcò la soglia si allarmò, poiché era deserta,cominciò a camminare a passo felpato perché il suo senso di elfa era in allerta, infatti appena raggiunse il centro fu immediatamente attaccata da un gruppo di troll non-morti. Appena li vide lanciò un incantesimo:” Hir tharatos cal dutas gdos “ e dal terreno comparirono delle lance infuocate che incenerirono all'istante sei troll, il resto del gruppo si sconvolse ma continuò lo stesso la carica; lei prontamente estrasse Tirasmath, scivolò sotto al primo e gli lacerò i tendini, poi con uno scatto si rialzò per poi piantargli il coltello nella schiena, un altro la attaccò con una mazza chiodata in mano, parò l'attacco e con Tirasmath gli tranciò la mazza poiché la magia della maledizione aveva influenzato anche la sua lama, poi affondò il coltello nella gola del nemico, che stramazzò a terra.
Si avventò su un altro decapitandolo, una freccia fu scoccata e prese in un occhio l'ultimo troll che la stava attaccando alle spalle, sollevata da quell'aiuto inaspettato, si sentì dire: “ Sono Ryter To Multhell, unico sopravvissuto di Sir-Sar, che ci fate da queste parti ? “ le chiese l'arciere, Shifra si stupì ma rispose immediatamente “ Mi chiamo Shifra To Arden, unica sopravvissuta di Lios, devo raggiungere Haron-Hill per informare il re dell'accaduto..” , Ryter scese con salto da una quercia e le disse ancora: “ Anche io sono diretto a Haron-Hill, ma per ragioni diverse……….Forse possiamo viaggiare insieme. “ e Shifra gli rispose: “ Si vedrà “, poi si allontanò arcuando un malizioso sorriso mentre Ryter la seguiva.
Qualche ora dopo, mentre camminava insieme al suo nuovo compagno, ripensò al combattimento precedente, ed una cosa la stupì, l'incantesimo che aveva lanciato, lei non lo conosceva e non sapeva come aveva fatto a evocarlo, si guardò turbata il drago inciso sul suo braccio con molti interrogativi che le giravano in testa.
Quando uscirono dal Sir-Anton il sole era appena tramontato e i suoi ultimi raggi si riflettevano placidamente sul lago di Thon-Hill, che come una mezzaluna argentea avvolgeva Haron-Hill la capitale del regno degli elfi, fortezza impenetrabile di marmo latteo, da molti era considerato l'unico rifugio sicuro di tutto il regno elfico.
Corsero a rotta di collo per raggiungere le porte prima che si chiudessero, arrivati sotto le mura riuscirono a farsi aprire urlando :” ABBIAMO UN MESSAGGIO URGENTE PER IL RE “, le guardie scocciate da quei due ritardatari furono costrette a riaprire i cancelli.
Le sentinelle li scortarono fino alla sala del trono, lì spalancarono le grandi porte lignee ricoperte di bassorilievi e si prostrarono davanti al re, dicendogli :” Questi due stranieri sostengono di avere delle informazioni per voi maestà.. “, poi si inchinarono di nuovo e uscirono; quando i due misero piede nella sala, Shifra vide il principe Aras alla destra del re e rimase colpita dalla sua gelida bellezza, se ne infatuò all'istante e restò immobile come una statua di pietra a fissarlo, fino a quando il monarca non le chiese “ Chiaritemi la vostra identità stranieri e ditemi quali informazioni così urgenti avete per me da irrompere qui all'improvviso? “ , Shifra si fece forza e rispose “ Sono Shifra To Arden, la mia città natale Lios è stata distrutta dai non-morti; lo stesso è accaduto a Sir-sar da dove proviene Ryter To Multhell che è qui con me al vostro cospetto..” la risposta sconvolse il re, che rimase per qualche attimo assorto nei suoi cupi pensieri, poi si ridestò e con modi bruschi assegnò una camera ai due,per poi farli accompagnare dalle guardie…


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