Fabio Clerici nasce a Milano nel 1961 ove vive e scrive. Poeta, scrittore, viaggiatore appassionato ed amante della montagna, viaggia sovente alla scoperta di nuove realtà "sostenibili" e lontane dai circuiti classici del turismo di massa, ove l'umanizzazione degli incontri donano un profondo senso all'esperienza stessa.
Fabio Clerici è membro del Cenacolo Europeo "Poeti nella Società", Socio autore dell'Associazione "Carta e Penna" e Accademico dell'Accademia Internazionale "Il Convivio".
Le sue poesie sono inserite in numerose raccolte antologiche e in concorso a numerosi premi letterari hanno ottenuto favorevoli piazzamenti.
Dello stesso autore il libro di poesie "Dedicato a te..." Ed. Kimerik pubblicato nell'anno 2008 e "Le Parole e la Pietra" Ed. Rupe Mutevole pubblicato nell'anno 2009.
Per contattare l'autore:
www.fabioclerici.com
redazione@rupemutevoleedizioni.com


TRACCEPERLAMETA EDIZIONI
Quel grattacielo nel bosco
con le ricette del bosco

Collana Cinabro – Visual | Cultura e Società
Fabio Clerici
1.6.2016, 292 p., brossura fresata
Curatore: Anna Maria Folchini Stabile
Introduzione: Andrea Mangiatordi
Prefazione: Anna Maria Folchini Stabile
Food Blogger: Gilda Belloni
Illustrazioni: Erika Maya
ISBN 978-88-98643-66-0

LIBRO
Lo scritto “quel grattacielo nel bosco” si avventura fra le pieghe di un’esistenza personale vissuta in città, con la crescente e consapevole esigenza di poter invocare una natura che richiama a valori più percorribili, che trovano nei tempi e nei luoghi la loro realizzazione materiale e spirituale.
  La città trasformata dalle generazioni e dalla logica materiale dei suoi cittadini , si sviluppa in altezza, nei grattacieli del terziario, giganti che conquistano porzioni di cielo, simboli di innalzato potere ove tutto si cementifica, fagocitando i quartieri popolari, la storia e le tradizioni.
  Dove c’erano le antiche botteghe ora sorgono condomini dai nomi accattivanti nell’illusione di una vivibilità dedicata a pochi. Il traffico, le nevrosi, i ritmi, il verde pubblico sempre più artificiale, la stretta della logica produttiva e l’informatizzazione esasperata dei rapporti interpersonali, determinano un decadimento di valori educativi ed emotivi, che si ripercuotono sul vissuto dei cittadini. Malgrado tutto come natura insegna anche nell’erg crescono piccole piante, che con difficoltà sbucano dalla sabbia, così nel deserto metropolitano vi sono sacche di resistenza umanitaria, che silenziosamente si esplicitano e condividono, anche con piccoli gesti l’emarginazione delle fasce sociali più deboli, con gli anziani in testa.
  Altri giganti custodiscono un mondo ancora protetto dalla “civilizzazione urbana”  luoghi ove si pratica ancora un’esistenza scandita dallo svolgersi delle stagioni, dai risultati della mietitura, dalla vendemmia autunnale o dalla raccolta delle mele e ancora dalla dipendenza del pescato.
Le sentinelle sono le montagne e i luoghi da custodire i boschi sia reali che interiori, esistenziali.
  Venti racconti di cui il primo e l’ultimo vedono la partecipazione dei bambini, sinceri ambasciatori di quel cambiamento che riscopre i valori delle parole quali amicizia, solidarietà,  trasparenza, capacità di sognare.
  Il filo, anche se con differenti connotazioni scorre in narrazioni diverse ma accomunate dallo stesso proposito: far riflettere il lettore sullo stato della propria esistenza e aiutarlo all’accettazione di ulteriori realtà, anche attraverso racconti che si muovono fra scenari veristici e finzione favolistica, fra l’esigenza di descrivere luoghi reali e non luoghi, ove l’esposizione assume così un significato simbolico. Ogni storia anche apparentemente leggera, conduce, ad un significato esistenziale, da scoprire ed elaborare.
  Trattasi di un libro a “ lettura facilitata” in quanto accorgimenti quali grandezza del carattere, giustificazione ed interlinea del testo sono atti a facilitarne la lettura a soggetti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) un disturbo dell’apprendimento che rende difficile la decodifica del testo scritto. Un libro per tutti che si apre a pochi.  
Oltre ai racconti, raccoglie alcune ricette a cura della food blogger Gilda Belloni, che rilegge parte dei racconti e li trasforma in ricette dopo averne fornito una sua interpretazione. Un modo per pensare che il cambiamento degli stati emotivi e degli stili di vita si concretizzi anche attraverso la cucina.
  L’opera si compone di un racconto di Pino Dellasega, maestro di sci di fondo e snowboard, istruttore nazionale di Orienteering, scrittore  e ideatore del sentiero trekking del “Cristo Pensante”, divenuto uno dei percorsi dolomitici più frequentati.
Il mio ringraziamento è rivolto agli amici menzionati, non tralasciando Maya Erika ideatrice della copertina e del disegno interno all’opera e l’inseparabile amico e attore Lino Fontana, con il quale anche per questo libro condividerò uno spettacolo teatrale che accompagnerà le presentazioni delle narrazioni. L’attore in un monologo da lui strutturato, farà rivivere i personaggi e le emozioni protagoniste delle letture.

 

TRACCEPERLAMETA EDIZIONI
IL GRIDO DELLA TERRA MISSIONE EMILIA
Narrativa
ISBN: 978-88-907190-5-9
Anno 2013
Pagine: 140

A fianco due poesie pubblicate all'interno del libro di narrativa

ATTIMI

(per non dimenticare la piccola Emilia e il suo terremoto)

Il vento irreale
prelude il boato
di terra che trema;
il quotidiano muore
nel drago che l'asfalto lacera
in onde trasformando le strade cittadine;
palazzi feriti esplodono
al fragore dello schianto immanente
ove bussola impazzisce;
il tragico balletto dei lampioni che il capo chinano
sinuose canne imitando;
al frantumar dei coppi,
al protendere di mortali proiettili,
fotogrammi istantanei
di attonite anime
che la vita conservano
nella perenne ossessione
di lunghi... interminabili e salvifici... attimi


LILLY

(la piccola Emilia, il suo terremoto e l'amica a quattro zampe)

Supplicanti gli occhi
che amai al primo incontro,
femmina generosa
di terra emiliana,
che fedeltà giurasti
a chi ti adottò;
un giorno di Luglio,
vederti aggirare
su ciò che rimase,
del tuo incerto destino;
minuta creatura,
dal biondo apparire
fiuta e rifiuta
la più vera realtà;
se tu avessi parola
urlare potresti
il dolore di uomini onesti;
solo il guaire di vivo terrore
innanzi alla casa crollata da tempo;
torni ogni giorno alle ore felici,
cercando nel tempo,
il ricordo dell'anima;
calando la mano sul bianco mantello,
lieve carezza che scalda il tuo cuore
troppi ricordi affollano l'aria
di quel giorno del sisma di morte;
ti bacio
e il tuo umido naso
mi sfiora la guancia,
ti affianchi al mio passo
e amici per sempre
percorriamo la via...


Con la KIMERIK EDIZIONI ha pubblicato la silloge poetica:
DEDICATO A TE
ISBN: 978-88-6096-202-7 - Prezzo: € 10,00 - Anno 2008 - Pagine: 60 Le poesie di Fabio Clerici sono una serie di ritmate ed emozionanti canzoni; versi musicali, intrecciati e contrapposti, scandiscono armoniosamente le liriche che compongono questa raccolta, risultato ultimo di studio e costruzione in ogni verso e parola. Clerici dipinge immagini piene di passione e coinvolgimento, costruisce metafore colte e di evidente bellezza, in un crescendo di poesie che man mano divengono sempre più raffinate nei contenuti e nella forma.
Il libro è stato presentato alla Fiera del Libro di Torino nel maggio 2008.
Ecco la presentazione del libro su www.numeroamico.org

Le Parole e la pietra Riflessioni dal Quotidiano
Illustrazioni e immagine di copertina realizzate dall’artista © Antonio De Blasi
Euro 10,00 ISBN 978-88-96418-36-9

Nel realizzare il presente libro, l'autore ha inteso condividere con i lettori le proprie esperienze di viaggio, utilizzando una nuova forma poetica per descrivere luoghi ed incontri, non tralasciando il mondo interiore, le sue emozioni e gli innumerevoli interrogativi.
Un libro che può rivelarsi una piacevole guida turistica "in poesia" ove il viaggio attraversa i 5 sensi e dove ogni esperienza diviene unica e condivisa. Il percorso sensoriale si avvale altresì di bellissime tavole pittoriche dell'artista Antonio De Blasi che rendono particolarmente "emozionale" il cammino delle parole.

Pubblichiamo l'intervista pubblicata su IL GIORNO di domenica 28 dicembre 2008 Intervista a Fabio Clerici

Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto alcune poesie tratte dal libro....:

IL VIAGGIO DEL POETA

Viaggia il poeta,
ogni attimo di fugace tempo
che la sua penna in parole interpreta;
viaggia il poeta,
cogliendo l'esitante sguardo
che l'emozione svela;
viaggia il poeta,
al mutar di rinate stagioni
allo sbocciar di nuove creature;
viaggia il poeta,
accogliendo il fragore del mare
il silenzio del deserto
il rumore del fiocco di neve;
viaggia il poeta,
in radente volo sul mondo,
del proprio dolore
diventar definito interprete;
viaggia il poeta,
allo scherno del mondo
lentamente scrutando
dell'anima la parte più buia,
fiducia donando
a chi nelle parole non crede
a chi la speranza non vede;
viaggia il poeta,
pellegrino errante
nel cuore delle genti,
viaggia nelle sue paure,
viaggia senza scarpe il poeta
in umile attesa del Divin disegno.

FACCE DA TRENO
( Domenica Milano-Bologna andata e ritorno)

E’ una domenica come altre,
il malvestito vagone
attende della partenza
il fischio più lungo;
corrono e corrono varie umanità
nell’incalzare destinazioni e speranze;
la carrozza vive il suo fervore
alla presenza di due innamorati
che dei propri ardori
sogni e chimere vanno a svelare,
torneranno nottetempo
nel ricordo di baci e carezze
a viver del quotidiano
l’immanente domani;
ove notar posso
mi attrae l’aurea bimba
che al giovane padre
rivolge l’acerbo sguardo
onde il piccolo capo
posare sulle possenti sue braccia;
visi occultati da morbidi veli
eclissano il pudore di arabe ninfee;
il ponderato uomo
indossa tascabili occhiali
nel suo istituzionale abbigliarsi
estraneo si pone,
onde virtualmente donarsi
al piccolo computer;
due prelati conversano,
fra poco tempo giungeranno
in quel luogo di umana sofferenza,
ove anziani mortali
la domenicale liturgia evocheranno
all’ombra di ciò che la vita loro riservò;
giovani ragazze che in gruppo
vociano esultanti al consapevole gioco
di emozionar il festivo giorno;
si ricongiunge con la lontana famiglia,
quell’uomo che l’odissea di mille arbìtri
per il colore della sua pelle subì,
ma che consapevolezza gli donò
nel gesto di non fuggire
da loschi preconcetti;
il flemmatico controllore
chiede i biglietti
con compassato garbo,
spoglio dell’emozione
della domenicale gioia;
intanto stazione dopo stazione
il vecchio vagone si arresta e procede
al suono di mille dialetti,
di nuovi linguaggi
d’intensi odori e di uomini in viaggio;
noi siamo le facce da treno,
animi che palpitano pensando all’incontro,
giungendo di un nipote alla nascita
trascinandoci al mesto funerale
ricongiungendoci a fratelli lontani
pensando alla meta di lavoro,
o cosa dire al figlio da anni smarrito;
giunge in stazione il polveroso treno
si svuota la carrozza
e tramontano gli impavidi sguardi;
il frenetico incedere
si ricompone nel silenzio degli assenti,
anch’io corro verso il traguardo del nulla.


SUSSURRA IL MARE

Sussurra il mare,
ai miei sensi stupiti,
l'acqua, corpo diviene
sinuosa ed ondeggiante,
nel vestito di grigio color;
il complice vento,
schiaffeggia gli inermi scogli,
libero di correre,
così danzando con l'umida salsedine;
l'inverno reclama la sua presenza,
spruzzi gelidi sul viso,
di un mare desueto,
catturano l'anima;
passi nella sabbia scolpiti
e dall'acqua cancellati;
tenendoti per mano,
assaporo le nuvole
di un cielo d'altri tempi,
orfano dell'estivo sole;
il silenzio prelude
alla sinfonia dei flutti
e pesci finiti,
offrono i corpi,
alle spumeggianti acque;
tutto si compone, nella mia mente,
creando il divino dipinto;
si arresta il tempo,
unico attimo, del tuo amarmi.


SAI COM'ERA IL MIO NATALE

Sai com'era il mio Natale,
figlio mio?
La neve ammantava le strade
e piccole botteghe, ornavano
di colorate foglie,
le povere vetrine;
noi, bambini, correvamo
tirandoci soffici
perle di bianca magia
e per le odorose vie,
ricurvi uomini vendevano
castagne e dolciumi
ai meritevoli bimbi,
nei villici cuori,
il mistico evento
le sociali differenze
eguagliava;
il di della vigilia,
uomini e donne,
della Santa Notte
in fremente attesa
il serale convivio ultimavano,
in grezzi teli insaccando,
piccoli doni di legno creati;
la nonna dondolando
l'incerta sedia,
lavorava la grezza lana
creando al nipote,
il primo maglione;
odoroso profumo di legno bruciato,
invadeva vicoli e case,
ove la fioca luce dei deboli lampioni,
annunciava del Redentor la nascita;
assiepate persone,
nell'unica chiesa del paese,
intonavano canti,
attendendo gelida mezzanotte
di Nostro Signore, la luce divina;
la neve, lenta, cadeva copiosa,
il gelido vento, annunciava l'inverno;
guardavo mamma e papà,
col cuore scoppiante,
i miei regali attendendo;
una spada, un piccolo monopattino,
alcune caramelle e un pupazzo di stoffa,
sotto l'albero di rossi fili ornato,
vicino al presepe in legno intarsiato;
il buon Signore mi aveva pensato,
per la bontà che in tutto l'anno
avevo donato,
felice il sorriso dei miei genitori,
morbida carezza alle mie emozioni;
il mio Natale è nel ricordo di un attimo,
nella dignitosa cena, accanto
allo scoppiettante camino,
alle preghiere di mia madre,
all'ultimo Natale della nonna
e al suo ultimo maglione;
figlio mio, è così che vorrei
terminare il racconto,
lasciando a te il testimone
di emozioni passate,
nel tuo futuro di uomo tornato bambino.


LA MIA CASA NEL BOSCO

L'ho sognata in quelle notti,
la mia casa nel bosco,
è quella piccola baita,
in fondo al divenir di fieri pini,
che l'innevato inverno,
in candidi giganti suole trasformare;
di legno le pareti
e il rumoroso pavimento a calpestare,
di tante stagioni le finestre,
che donano immutato sguardo,
allo scorrere di cristallina acqua;
piccole stanze, di profumi pervase
del bruciato legno, al piccolo camin;
la fredda stanza, ove oniriche notti trascorrere,
ospita generoso giaciglio,
di tepore ricoperto;
tutt'attorno la magia del bosco,
accende fiabe dal silenzio raccontate;
la mia casa nel bosco,
vive della luce di lanterna,
profuma di povero cibo,
racchiude i miei sogni
e culla i miei pensieri;
il nero legno del tetto,
racconta di storie fantastiche,
con draghi e fantasmi,
la soffitta a popolar,
la mia casa nel bosco,
è un anziano signore,
che la sua vita rimembra
e che l'ultimo sole si gode,
di troppo breve estate;
la mia casa nel bosco e il rumore del silenzio,
l'attesa di un evento,
l'emozione di un momento


DEDICATO A TE

Il cielo può oggi essere stellato,
l'uccellino cantare, il fiume scorrere lento,
le piante profumare,
ma tu non sei qui con me;
posso oggi compiere gli anni,
posso oggi soffrire o gioire,
ma tu non sei qui con me;
posso oggi o domani pensarti
e vedere il contorno del tuo viso,
il tuo sorriso,
i tuoi occhi.
Posso stanotte sognarti,
e irrealmente abbracciarti,
ma tu non sei qui con me;
potrò un giorno sentirti,
ma non sarai più con me;
la gioia ed il dolore
di momenti spesi insieme,
forse a non dirsi tutto,
forse
inconsapevoli del dolore di vite separate.


STUPENDO NATALE

Faceva freddo quella sera,
la dolcezza del tuo sorriso ha scaldato il mio cuore.
Un bacio fugace,
ricordo dei vent'anni
e subito la mia mano stringeva la tua,
ci stavamo già raccontando
con la semplicità di tempi trascorsi,
che bel regalo quel Natale, il tuo sorriso.


MOMENTI NOSTRI

Il cielo si fonde al mare,
in una nottata nostra,
il nostro amore si fonde
in un bacio intenso,
ti accarezzo, ti guardo, è già mattina
il giorno della speranza.


SOGNO O REALTA'

Giorni stupendi,
trascorsi insieme
nell'Eden che non ci apparteneva;
l'illusione di un amore primitivo
consumato troppo in fretta sotto il sole;
intense emozioni,
cogliendo ogni attimo
dei tuoi gesti, delle tue carezze, dei tuoi baci
oggi mi sono svegliato e la tua mano non ho più trovato.


LIBERTA'

Vola libera farfalla,
la tua vita dura poco;
cogli ogni alito di vento
per vibrare nell'aria
le tue variopinte ali;
godi la tua libertà
e vivi appieno la natura
che il buon Dio ti ha donato.


DOLORE

Quanto dolore in queste parole,
quanti ricordi di quell'estiva Francia
attimi rubati alla quotidianità,
baci svaniti senza significato.
Ti ho amata
e silenziosamente ho sofferto,
mi hai donato la linfa del fiore
che cresce ed inevitabilmente
muore.


... e alcune poesie recenti:

RIPARTO DA QUI

Riparto da qui,
Ora che la vita
Mi è esplosa fra le mani;
Riparto da qui,
Ora che colgo il silenzio del bosco
E il nascere del nuovo giorno
Riparto da qui,
Nel dolce sorriso
Di un affetto sincero,
Riparto da qui,
Dai fogli scarabocchiati
Delle mie improbabili poesie
E dal profumo di legno di montagna
Riparto dall'abbraccio
Della mia anziana madre,
E dal saluto
Del mio stanco padre,
Riparto dagli affetti dissipati
E dagli amori mai amati,
Riparto da qui,
Con la speranza nel cuore
E la voglia di donarmi intensamente,
Di volare come un'aquila
E raggiungere
Le più alte vette,
Dove assaporare,
Il tutto del creato.


INDIMENTICATO AMICO

La memoria di giovanile amicizia
Aiuta il ricordo,
Scanzonate serate,
Accanto alle nostre amate,
Serene vacanze
Semplicemente insieme,
Con la voglia di raccontarsi,
Di essere fratelli,
Nel nome di comuni esperienze;
La vita ci allontanava,
Come un treno in partenza,
Ma ciò che rimane nel cuore,
E' il dolce ricordo del tuo essere,
Il tuo incedere
E l'ironica smorfia;
Sei partito, forse troppo in fretta,
Forse troppo presto;
Ma vorrei ora accompagnarti per mano,
Come il primo giorno di scuola
E all'ingresso lasciarti
Per rivedere il tuo ultimo passeggiare
Verso pace eterna.
Grazie Mario


DENTRO LA DIVISA

Dentro la divisa, la debolezza di ogni uomo
Dentro la divisa, le storie di notti insonni
Dentro la divisa, umani disagi da lenire
Dentro la divisa, pazienti mogli che attendono
Dentro la divisa, frustranti obbedienze
Dentro la divisa, lo sguardo curioso di un bimbo
Dentro la divisa, affetti mancati
Dentro la divisa, la paura dell'errore
Dentro la divisa, il consapevole trascorrere del tempo
Dentro la divisa, il paterno consiglio a giovani uniformi
Dentro la divisa, malinconici ricordi
Guardando le foto di acerbe primavere,
Di bianchi berretti calati sul viso;
Dentro quelle divise, storie di salde amicizie
E quotidiani gesti;
Un giorno ricordare potrò,
Chi come me,
Ha con orgoglio, quella divisa onorato.


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